Perchè i vegani dicono NO al miele!
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Daria
Perchè i vegani dicono NO al miele!
Ciao a tutti :-)
Inserisco questo articolo per chiarire (qualora ce ne fosse bisogno)
perchè i vegani non consumano miele...
Alcuni sostengono che le api, a differenza di altri animali, vivono in libertà e non vengono uccise per la produzione del miele. In realtà il miele soprattutto quello industriale (la maggior parte di quello in commercio) viene prodotto in maniera alquanto crudele. E a causa dell'apicoltura muoiono molte api.
Per questo i vegan non mangiano miele né utilizzano i prodotti degli alveari. Il miele è il "vomito" dell'ape: ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La mistura viene poi rigurgitata, per essere ulteriormente digerita da altre api. Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l'alimentazione umana.
L'Apis mellifera possiede un sistema nervoso sviluppato (Snodgrass, 1956) e quindi la capacità di provare dolore. L'industria sfrutta e uccide le api per sottrargli miele, propoli, cera e le sottopone a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale e vivisezione. Gli apicoltori non si limitano a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l'inverno (Tew, 1996). Non essendo esso l'equivalente adeguato della dieta naturale, espone le api a diverse malattie e quindi abbassa la loro durata di vita.
Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti diversi antibiotici (tetraciclina, terramicina) che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di epidemie. Per evitare che la colonia consumi il miele immagazzinato prima dell'inverno, che può superare i 25 chilogrammi, gli apicoltori distruggono gli alveari e acquistano una nuova colonia a fine inverno (Shimanuki e Sheppard, 1992). Fra i metodi che vengono usati per intervenire negli alveari possiamo citare scuotimento, getti d'aria, infumicazione, surriscaldamento.
Per confinare le api lontano dall'area nella quale hanno raccolto il miele, vengono usate apposite trappole. Nel processo di verifica delle condizioni dell'alveare e di estrazione del miele, anche il più attento degli apicoltori non potrà fare a meno di calpestare e uccidere un buon numero di api. Le regine vengono soppresse ogni due anni (in natura vivono fino a cinque), quando la loro capacità di deporre uova declina, rendendone il mantenimento economicamente svantaggioso.
La loro inseminazione artificiale provoca la morte del maschio; il metodo più diffuso per ottenere lo sperma, infatti, consiste nella decapitazione del maschio (quando la testa viene staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico, che provoca eccitazione sessuale). A volte, testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare l'uscita dell'endofallo. Lo sperma di diversi esemplari viene raccolto e l'inseminazione della regina, anestetizzata con ossido di carbonio, avviene all'interno di un apposito contenitore tubolare. Per aprire la vagina ed iniettarvi il seme, vengono adoperati microscopici uncini.
Così come non consumano il miele i vegan non utilizzano nessun altro prodotto ricavato dalle api:
- cera: la secrezione con la quale le api costruiscono gli alveari viene usato nella produzione di cosmetici, farmaci, vernici, candele e alcuni tipi di carta;
- veleno: per raccoglierlo viene stesa una membrana elettrificata di fronte all'alveare che dà una scossa alla quale le api reagiscono, pungendola (e così morendo); il veleno che depositano viene commercializzato per le sue indimostrate virtù curative;
- polline: questa sostanza può risultare più nutriente di altri cibi soltanto se ingerito in quantità dell'ordine di qualche chilo;
- pappa reale: la pappa reale costituisce la sola fonte di sostentamento dell'ape regina e ciò che le permette di diventare tale. Rispetto a 500 milligrammi di pappa reale, 30 grammi di fiocchi di mais contengono 30 volte più tiamina e riboflavina, 90 volte più niacina e circa 400 volte più acido folico; non esiste seria ricerca medica che abbia dimostrato effetti terapeutici nel consumo di pappa reale (Schmidt e Buchmann, 1992);
- propoli: questa resina che le api raccolgono dagli alberi viene da loro usata per tappare i buchi dell'alveare. Per le api è anche un antibiotico, un antivirale e un funghicida naturale, per gli umani viene adoperato per le infezioni gengivali e mal di gola o come integratore alimentare.
http://www.oltrelaspecie.org/vegetarismo-faq.htm
Inserisco questo articolo per chiarire (qualora ce ne fosse bisogno)
perchè i vegani non consumano miele...
Alcuni sostengono che le api, a differenza di altri animali, vivono in libertà e non vengono uccise per la produzione del miele. In realtà il miele soprattutto quello industriale (la maggior parte di quello in commercio) viene prodotto in maniera alquanto crudele. E a causa dell'apicoltura muoiono molte api.
Per questo i vegan non mangiano miele né utilizzano i prodotti degli alveari. Il miele è il "vomito" dell'ape: ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La mistura viene poi rigurgitata, per essere ulteriormente digerita da altre api. Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l'alimentazione umana.
L'Apis mellifera possiede un sistema nervoso sviluppato (Snodgrass, 1956) e quindi la capacità di provare dolore. L'industria sfrutta e uccide le api per sottrargli miele, propoli, cera e le sottopone a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale e vivisezione. Gli apicoltori non si limitano a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l'inverno (Tew, 1996). Non essendo esso l'equivalente adeguato della dieta naturale, espone le api a diverse malattie e quindi abbassa la loro durata di vita.
Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti diversi antibiotici (tetraciclina, terramicina) che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di epidemie. Per evitare che la colonia consumi il miele immagazzinato prima dell'inverno, che può superare i 25 chilogrammi, gli apicoltori distruggono gli alveari e acquistano una nuova colonia a fine inverno (Shimanuki e Sheppard, 1992). Fra i metodi che vengono usati per intervenire negli alveari possiamo citare scuotimento, getti d'aria, infumicazione, surriscaldamento.
Per confinare le api lontano dall'area nella quale hanno raccolto il miele, vengono usate apposite trappole. Nel processo di verifica delle condizioni dell'alveare e di estrazione del miele, anche il più attento degli apicoltori non potrà fare a meno di calpestare e uccidere un buon numero di api. Le regine vengono soppresse ogni due anni (in natura vivono fino a cinque), quando la loro capacità di deporre uova declina, rendendone il mantenimento economicamente svantaggioso.
La loro inseminazione artificiale provoca la morte del maschio; il metodo più diffuso per ottenere lo sperma, infatti, consiste nella decapitazione del maschio (quando la testa viene staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico, che provoca eccitazione sessuale). A volte, testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare l'uscita dell'endofallo. Lo sperma di diversi esemplari viene raccolto e l'inseminazione della regina, anestetizzata con ossido di carbonio, avviene all'interno di un apposito contenitore tubolare. Per aprire la vagina ed iniettarvi il seme, vengono adoperati microscopici uncini.
Così come non consumano il miele i vegan non utilizzano nessun altro prodotto ricavato dalle api:
- cera: la secrezione con la quale le api costruiscono gli alveari viene usato nella produzione di cosmetici, farmaci, vernici, candele e alcuni tipi di carta;
- veleno: per raccoglierlo viene stesa una membrana elettrificata di fronte all'alveare che dà una scossa alla quale le api reagiscono, pungendola (e così morendo); il veleno che depositano viene commercializzato per le sue indimostrate virtù curative;
- polline: questa sostanza può risultare più nutriente di altri cibi soltanto se ingerito in quantità dell'ordine di qualche chilo;
- pappa reale: la pappa reale costituisce la sola fonte di sostentamento dell'ape regina e ciò che le permette di diventare tale. Rispetto a 500 milligrammi di pappa reale, 30 grammi di fiocchi di mais contengono 30 volte più tiamina e riboflavina, 90 volte più niacina e circa 400 volte più acido folico; non esiste seria ricerca medica che abbia dimostrato effetti terapeutici nel consumo di pappa reale (Schmidt e Buchmann, 1992);
- propoli: questa resina che le api raccolgono dagli alberi viene da loro usata per tappare i buchi dell'alveare. Per le api è anche un antibiotico, un antivirale e un funghicida naturale, per gli umani viene adoperato per le infezioni gengivali e mal di gola o come integratore alimentare.
http://www.oltrelaspecie.org/vegetarismo-faq.htm
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Daria
Ci sono anche candele fatte con cera vegetale...nuwanda ha scritto:Grazie Biankonera notizie utilissimi che sposto subito anche sul mio sito.
Però ho una domanda: non avevo mai pensato alle candele, io le adoro, bisogna farne a meno?
Il "mondo delle cere vegetali" comprende diverse sostanze grasse derivate da processi di idrogenazione di scarti vegetali, ricavati generalmente da piante tropicali, palma, cocco, ecc...
Nella fabbricazione di candele sono ideali perchè oltre a produrre una fiamma bella e regolare, non liberano gas nocivi al momento della combustione.
Inoltre, uesti tipi di cera, dalla trama elegante e con struttura molecolare solida, si prestano perfettamente alla creazione di oggetti d'arte e d'arredamento.
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Daria
- Sauro Martella
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Aggiungo anche che le candele di paraffina (cioà di petrolio) pur essendo derivate da una sostamza non certo consigliata per normali usi cosmetici 8ma purtroppo molto usata), hanno il pregio, essendo composte di materiale MOLTO raffinato, di avere una combustione più regolare e che rilascia nell'ambiente mono sostanze tossiche purtroppo molto presneti con le candele cosiddette "naturali"... Non dimentichiamo che la combustione ad alta temperatura rilascia sempre sostanze tossiche, aldilà del fatto che sia generata da candele naturali, sintetiche, bastoncini di "incenso" ed ogni altra cosa bruciata nell'ambiente.
:-)
:-)
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castoro d'assalto
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A mio parere la vertenza pende sempre sul fatto che bisogna dire di no all'industria ed allo sfruttamento, come avviene nel caso delle uova.
Ogni progetto che finisce nelle mani degli industriali ha come scopo il fare soldi. Quindi l'utilizzo smodato e senza riguardi di qualunque cosa esista in questo mondo, compresi gli esseri umani.
Ma per quanto riguarda il discorso fine a se stesso, credo sia un po' come per le uova. Chi se lo può permettere perché vive in una situazione rurale, può concedersi se ne ha voglia qualche uovo, proveniente da galline che comunque non verranno uccise perche un giorno non più producenti.
Esiste in nautura il miele selvatico. Cosa succede con il miele che le api producono senza l'intervento degli esseri umani? Gli abitanti del bosco (vedi orsi e roditori vari) se ne cibano senza alcun problema.
Non vedo perché non possano farlo anche gli esseri umani. Ed inoltre il miele selvatico è completamente puro, privo di antibiotici e sostanze chimiche.
Personalmente non lo mangio quasi mai, .... ma non credo sia un peccato gravissimo utilizzarlo qualora se ne abbia la possibilità e, beninteso, senza recare danno alle api.
Ogni progetto che finisce nelle mani degli industriali ha come scopo il fare soldi. Quindi l'utilizzo smodato e senza riguardi di qualunque cosa esista in questo mondo, compresi gli esseri umani.
Ma per quanto riguarda il discorso fine a se stesso, credo sia un po' come per le uova. Chi se lo può permettere perché vive in una situazione rurale, può concedersi se ne ha voglia qualche uovo, proveniente da galline che comunque non verranno uccise perche un giorno non più producenti.
Esiste in nautura il miele selvatico. Cosa succede con il miele che le api producono senza l'intervento degli esseri umani? Gli abitanti del bosco (vedi orsi e roditori vari) se ne cibano senza alcun problema.
Non vedo perché non possano farlo anche gli esseri umani. Ed inoltre il miele selvatico è completamente puro, privo di antibiotici e sostanze chimiche.
Personalmente non lo mangio quasi mai, .... ma non credo sia un peccato gravissimo utilizzarlo qualora se ne abbia la possibilità e, beninteso, senza recare danno alle api.
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Daria
Il preconcetto che, per chi vive in una "situazione rurale", non provoca sofferenze agli animali che alleva non corrisponde alla realta'...castoro d'assalto ha scritto: Ma per quanto riguarda il discorso fine a se stesso, credo sia un po' come per le uova. Chi se lo può permettere perché vive in una situazione rurale, può concedersi se ne ha voglia qualche uovo, proveniente da galline che comunque non verranno uccise perche un giorno non più producenti..
Spesso, abituati da sempre ad uccidere i loro animali, li trattano senza molti scrupoli e a volte l’uccisione di polli, conigli o maiali... alla faccia della legge, avviene all’interno delle mura domestiche senza anestesia...
E comunque, anche questi animali sono destinati alla macellazione!
E' impossibile utilizzare il miele delle api senza recare loro danno...e anche notevolecastoro d'assalto ha scritto:
Esiste in nautura il miele selvatico. Cosa succede con il miele che le api producono senza l'intervento degli esseri umani? Gli abitanti del bosco (vedi orsi e roditori vari) se ne cibano senza alcun problema.
Non vedo perché non possano farlo anche gli esseri umani. Ed inoltre il miele selvatico è completamente puro, privo di antibiotici e sostanze chimiche.
Personalmente non lo mangio quasi mai, .... ma non credo sia un peccato gravissimo utilizzarlo qualora se ne abbia la possibilità e, beninteso, senza recare danno alle api.
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castoro d'assalto
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Intendevo persone che allevano animali domestici con metodi travirgolette all'avanguardia, cioè senza bisogno né di ucciderli né di mangiarli. Non sono molti ma comunque ci sono, basta cercarli. Sono persone che si staccano dalla tradizione in favore di una visione più aperta delle cose. Hanno galline, conigli, criceti e vari altri animali solo per il piacere di averli intorno. Lo farei anch'io se ne avessi la possibilità.
In che modo si danneggerebbero le api qualora si trovasse del miele di bosco abbandonato a se stesso?
In che modo si danneggerebbero le api qualora si trovasse del miele di bosco abbandonato a se stesso?
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Daria
Ciao Castoro,castoro d'assalto ha scritto:Intendevo persone che allevano animali domestici con metodi travirgolette all'avanguardia, cioè senza bisogno né di ucciderli né di mangiarli. Non sono molti ma comunque ci sono, basta cercarli. Sono persone che si staccano dalla tradizione in favore di una visione più aperta delle cose. Hanno galline, conigli, criceti e vari altri animali solo per il piacere di averli intorno. Lo farei anch'io se ne avessi la possibilità.?
In questo caso, come dici tu, se non c'è sfruttamento e gli animali sono considerati animali da compagnia e sono lasciati liberi di vivere e di morire, secondo la loro natura... il discorso è diverso.
Il fatto è che dove viviamo noi (o almeno dove vivo io) non capita facilmente di trovare miele abbandonato nei boschi...castoro d'assalto ha scritto: In che modo si danneggerebbero le api qualora si trovasse del miele di bosco abbandonato a se stesso?
gia è dura trovare dei boschi...
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castoro d'assalto
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Ed infatti le cose io le intendo proprio così...Il pericolo maggiore è per l'appunto lo sfruttamento...Deve esistere un rapporto di armonia fra uomo ed ambiente. Sul resto si può sempre discutere.
La seconda parte riguardante il fatto di non trovare i boschi dalle vostre parti rimanda ad un discorso più vasto, che implica l'essere e la sua coscienza e la coscienza delle proprie scelte di vita.
Da parte mia, l'unico motivo per il quale un vegetariano/vegano, ambientalista ed eventualmente pacifista e non violento debba vivere in un ambiente metropolitano o comunque dove la natura sia assente in toto (a parte forse nei parchi e nelle coltivazioni bonsai casalinghe) perche distrutta a favore dell'urbanizzazione massiccia, ambiente così diverso dai propri modelli di pensiero, risale nell'approccio catechistico da espletare nei confronti del resto dell'umanità.
Credo comunque che non si possa vivere a lungo (e comunque bene) in un ambiente che non corrisponda a ciò che noi ci portiamo dentro.
Verrebbe quasi da chiedersi cosa ne penserebbero le api....
La seconda parte riguardante il fatto di non trovare i boschi dalle vostre parti rimanda ad un discorso più vasto, che implica l'essere e la sua coscienza e la coscienza delle proprie scelte di vita.
Da parte mia, l'unico motivo per il quale un vegetariano/vegano, ambientalista ed eventualmente pacifista e non violento debba vivere in un ambiente metropolitano o comunque dove la natura sia assente in toto (a parte forse nei parchi e nelle coltivazioni bonsai casalinghe) perche distrutta a favore dell'urbanizzazione massiccia, ambiente così diverso dai propri modelli di pensiero, risale nell'approccio catechistico da espletare nei confronti del resto dell'umanità.
Credo comunque che non si possa vivere a lungo (e comunque bene) in un ambiente che non corrisponda a ciò che noi ci portiamo dentro.
Verrebbe quasi da chiedersi cosa ne penserebbero le api....
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Daria
castoro d'assalto ha scritto: Da parte mia, l'unico motivo per il quale un vegetariano/vegano, ambientalista ed eventualmente pacifista e non violento debba vivere in un ambiente metropolitano o comunque dove la natura sia assente in toto (a parte forse nei parchi e nelle coltivazioni bonsai casalinghe) perche distrutta a favore dell'urbanizzazione massiccia, ambiente così diverso dai propri modelli di pensiero, risale nell'approccio catechistico da espletare nei confronti del resto dell'umanità.
Non abito neanche in un ambiente metropolitano ma in campagna a pochi km dal Po...
Anche qui, purtroppo hanno tagliato un sacco di alberi e la pianura padana sta diventando sempre più pianeggiante...