ATTENZIONE . Rintalin disponibile anche in Italia
Il Ritalin sarà disponibile anche in Italia
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
25/01/2007 15.35.00
Il Ritalin sarà disponibile sul mercato italiano. La casa produttrice del farmaco, che si usa per curare la sindrome da deficit di attenzione e iperattività nei bambini (ADHD), ha terminato le procedure di registrazione e l’Agenzia Italiana del Farmaco si è impegnata a pronunciarsi in merito entro la fine di febbraio. Lo ha annunciato ieri Nello Martini, direttore dell’AIFA, nel corso di un convegno tenutosi all’Istituto Superiore di Sanità sul tema "Bambini e psicofarmaci".
Ma la vera novità è l’istituzione di un registro nazionale, la cui nascita sarà contestuale all’uscita del farmaco, in cui saranno iscritti tutti i bambini sottoposti a terapia farmacologica per l'ADHD. Il registro garantirà che la prescrizione dei farmaci avvenga solo nei centri di riferimento neuropsichiatrici regionali già selezionati per ogni regione; garantirà inoltre che la prescrizione avvenga solo nell’ambito di un percorso diagnostico e terapeutico integrato.
"La denominazione registro è impropria perché riduttiva", ha dichiarato Maurizio Bonati, del Laboratorio per la salute materno infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano. "La parola registro richiama alla mente una sorta di diario in cui tenere semplicemente l’elenco di coloro che sono in cura con il farmaco; in realtà il registro prevede la registrazione dei percorsi diagnostici e terapeutici associati a ciascun paziente. Si intende curare i bambini secondo un approccio definito multimodale", ha continuato Bonati.
L’ADHD consiste in un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi, che si manifesta generalmente prima dei 7 anni d’età. In Italia, secondo le stime fornite dall’AIFA, un bambino su cento ne sarebbe colpito. "Diagnosticare questo disturbo non è semplice. Si tratta, infatti, di un disturbo che colpisce la capacità relazionale del bambino e che, per essere compreso e anche curato, necessita di un approccio ampio", continua Bonati. "Il farmaco è solo uno degli strumenti, il più delle volte non è affatto l’unico; questo tipo di disturbi può essere curato anche con una terapia psico-relazionale, in cui viene coinvolta tutta la famiglia e anche gli insegnanti dei bambini affetti dal disturbo".
La vera ricchezza del registro è dunque, se così sarà nella realtà, quella di monitorare ciascun caso in ogni momento a partire dalla diagnosi sino alla scelta della terapia e verificare, caso per caso, quando è necessario anche l’uso del farmaco.
La cautela con cui si è mossa in questa circostanza l’AIFA e le iniziative intraprese sono dovute al fatto che l’impiego di psicofarmaci, quali il Ritalin appunto, in età pediatrica è una delle questioni più delicate dibattute in medicina negli ultimi anni. Molti sono i medici che sostengono che in America, infatti, dove il farmaco è in uso già da tempo, vi sia un abuso di questo psicofarmaco che non a caso è stato ribattezzato "la pillola dell’obbedienza".
emanuela grasso
http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=17716&c=14&s=1
ATTENZIONE - Rintalin disponibile anche in Italia
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Iregaia
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Non so cosa ne pensiate voi, ma io prima di far prendere qualsiasi schifezza per un disturbo psichico "costruito/inventato", preferisco non far sottoporre mia figlia a nessun test nè di somministrare alcuna schifezza!
Come riportato molti in America abusano della cosa e mi fa orrore pensare che genitori che non riescono a tener dietro ai propri figli perchè "ad alta richiesta" possano soltanto pensare di ricorrere a tali cure.
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Come riportato molti in America abusano della cosa e mi fa orrore pensare che genitori che non riescono a tener dietro ai propri figli perchè "ad alta richiesta" possano soltanto pensare di ricorrere a tali cure.
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sono preoccupatissima di questo, mi sembra che la nostra civiltà sia in regressione anzichè in miglioramento. Spero che nei casi in cui venga considerata "necessaria" la somministrazione di questo farmaco venga coinvolta il più possibile la famiglia del bambino, anche se veramente mi chiedo chi e perchè può decidere questo per un bambino così piccolo.
Non posso entrare nel merito professionale, nel senso che non sono una psicologa nè psichiatra niente di tutto questo, ma essendo una mamma provo un senso di paura al pensiero di addormentare psicologicamente un figlio perchè non sono in grado di seguirlo o, addirittura, perchè richiede troppe energie farlo ...
Sarò troppo negativa, forse, ma la penso così.
Non posso entrare nel merito professionale, nel senso che non sono una psicologa nè psichiatra niente di tutto questo, ma essendo una mamma provo un senso di paura al pensiero di addormentare psicologicamente un figlio perchè non sono in grado di seguirlo o, addirittura, perchè richiede troppe energie farlo ...
Sarò troppo negativa, forse, ma la penso così.