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marino70
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Messaggio da marino70 » gio feb 01, 2007 4:21 pm

MissVanilla ha scritto:E poi ti dico anche come la penso: ritengo che dare un valore emozionale al cibo sia sbagliatissimo e sia l'origine di tutti i problemi alimentari!!!!
Eresia vero?
Mah…secondo me il discorso è valido nel caso in cui si attribuiscano al cibo qualità che non può e non deve ricoprire (consolatorie, autolesionistiche, ecc) ma questo è limitato a persone con disfunzioni emozionali. Nel caso di una persona equilibrata, secondo me, non solo è normale ma è auspicabile trarre godimento dall’assunzione di cibo; l’equilibrio psicofisico si ottiene anche attraverso questa pratica e ti assicuro che molti salutisti la pensano come me.
Mi risulta difficile pensare alla convivialità senza associare anche del cibo
piacevole

MissVanilla
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Messaggio da MissVanilla » gio feb 01, 2007 4:22 pm

mattop ha scritto: Non dare al cibo una grande importanza emozionale significa perdere uno dei pochi piaceri della vita. Una sorta di castità alimentare che porta ad impoverirci. Personalmente do molta importanza alle sensazioni e alle emozioni di qualsiasi genere, non intendo l'esasperazione di questo concetto come intendevano gli intellettuali decadenti della fine del '800 ma provare nuove fragranze può gratificare molto di più del benessere fisico. Le emozioni sono il veicolo della poesia!
Ti scrive <a href="http://digilander.libero.it/matteotopuntoli/">uno</a> che è molto attento alla cura del corpo e al mantenimento di un buon stato psicofisico e non uno sfondato che pensa solo a mangiare...
sono in disaccordo, i piaceri della vita sono tantissimi, e secondo me dare al cibo importanza emozionale non è salutare per nulla, è fonte di problemi, perchè il cibo è principalmente nutrimento per il corpo, e nel momento in cui diventa dell'altro non siamo più in grado di riconoscere il nutrimento migliore, cosa ci fa bene e cosa ci fa male, come tutti gli animali in natura in genere sanno fare. Dopotutto sono convinta che è proprio per questo motivo che al mondo ci sono mille teorie, diete, malattie, problemi... per non parlare di sfruttamento degli animali e dell'ambiente. Sono anche consapevole del fatto che dire che il cibo non dovrebbe essere associato alle emozioni è davvero strano, non conosco molta gente che riesce a distaccare il valore emozionale del cibo dal valore nutritivo, e io per prima ho scritto un libro di ricette gustose ed appaganti. Ma chi riesce ad usare il cibo per quello che realmente è, è una persona libera, a mio parere, di notare e godere di tutti gli altri piaceri della vita, che credimi possono essere infiniti se alziamo la testa dal piatto.

MissVanilla
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Messaggio da MissVanilla » gio feb 01, 2007 4:27 pm

marino70 ha scritto: Mah…secondo me il discorso è valido nel caso in cui si attribuiscano al cibo qualità che non può e non deve ricoprire (consolatorie, autolesionistiche, ecc) ma questo è limitato a persone con disfunzioni emozionali. Nel caso di una persona equilibrata, secondo me, non solo è normale ma è auspicabile trarre godimento dall’assunzione di cibo; l’equilibrio psicofisico si ottiene anche attraverso questa pratica e ti assicuro che molti salutisti la pensano come me.
Mi risulta difficile pensare alla convivialità senza associare anche del cibo
piacevole
lo so Marino, è un concetto difficile da digerire anche per me, ma più ci penso più ne sono convinta. E' che siamo nati così, siamo abituati così, da che nasciamo nostra madre ci ha abituato probabilmente a compensare col cibo, col latte materno, altri problemi che potevamo avere: i bimbi piangono perchè stanno male, sono soli, hanno paura, non solo per fame... le mamme in buona fede come prima reazione li fanno mangiare, li consolano col cibo, mettono loro in bocca il ciuccio... e ecco che è nata la prima associazione sbagliata. Mi sento solo (soluzione: ho bisogno di mia madre vicino) - mi arriva una dose di latte invece. Associazione che ci porteremo probabilmente dietro per sempre.

miele_paz
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Messaggio da miele_paz » gio feb 01, 2007 7:00 pm

io credo che il cibo non debba diventare un "feticcio". trovo assolutamente nauseante l'eccessiva enfasi che in genere se ne dà... se accendente la tv ogni 5 minuti si parla di cibo... è ossessivo.
spesso il rapporto con il cibo è ossessivo... oggi parlavo con una persona al telefono e mi diceva che ha l'influenza intestinale e mi specificava che "nonostante" si sforzasse di mangiare poi rimetteva tutto. ed io l'ho trovato assurdo... se il tuo corpo rifiuta dagli tregua... di certo non muori se per un giorno non ti ingozzi anzi... ma qui non continuo altrimenti si entra in un altro discorso (peraltro già affrontato più volte).

tornando all'argomento "significati associati al cibo".
come dicevo ritengo che non debba diventare un feticcio... per contro è innegabile che tra i nostri sensi c'è anche il gusto, quindi il cibo è anche un elemento che solletica e stimola i nostri sensi. cucinare e mangiare è divertente, colorato, ha profumi, sapori.

se questo lo si ottiene cucinandoli e/o usando cibi crudi è una scelta... ma non riesco ad entrare nella tua visione sara di scindere cibo da emozione. sarebbe come negare uno dei nostri sensi.
uno dei ribadisco...

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