OGNI ANIMALE

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guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » ven set 22, 2006 11:22 am

NEWSLETTER OIPA DEL 21 SETTEMBRE 2006




NASCE IL SITO INTERNET: APPELLI PER GLI ANIMALI

Sono numerosi i risultati ottenuti grazie agli appelli per gli animali che l’OIPA ha sostenuto attraverso il proprio sito, tanto da spingerci a creare un sito dedicato proprio a tutti gli appelli in difesa degli animali che quotidianamente vengono sfruttati, maltrattati, uccisi nei modi più orribili.

Se venite a conoscenza di un qualsiasi maltrattamento sugli animali per il quale occorrerebbe un appello, potete segnalarlo direttamente all'OIPA. Ci scusiamo fin da ora nel caso non dovessimo riuscire a far fronte a tutte le richieste di "Appelli per gli animali". Il nostro impegno sarà sempre quello di fare tutto il possibile affinché gli animali siano liberi da qualsiasi sofferenza.

Firmando gli appelli per gli animali potrete dare il vostro contributo per far cessare queste inutili sofferenze.

Bastano pochi minuti per inviare i nostri appelli, ma per gli animali possono rappresentare l’unica speranza di essere salvati.

ATTENZIONE: vi ricordo che abbiamo dovuto modificare la procedura per gli invii delle petizioni on line.
Prima di firmare i nostri appelli vi invitiamo a prendere visione delle info tecniche alla pagina http://www.appelliperglianimali.it/infotecniche.htm

IL GRAVE FENOMENO DEL RANDAGISMO IN PUGLIA
Quest’estate ci sono giunte diverse segnalazioni riguardanti il grave fenomeno del randagismo in alcune zone del sud Italia. In particolare lungo la litoranea che da Taranto porta a Maruggio ci è stato riferito che la situazione dei cani randagi è molto drammatica: gruppi di cani abbandonati radunati in branco che vagano affamati nell'indifferenza generale; alcuni di questi cani ricoperti di piaghe e ridotti a pelle e ossa a causa della fame e disidratati allo stremo.
Tutto questo avviene in Italia in piena violazione della Legge Nazionale 281/1991 sulla prevenzione del randagismo.
Ricordiamo che stando al DPR n. 320/1954 “Regolamento di Polizia Veterinaria” e alla già citata Legge 281/91, il Sindaco deve farsi carico del mantenimento dei cani randagi, provvedendo alla loro cattura e idonea collocazione presso un canile municipale o convenzionato.
Ben consci della situazione in cui versano molti canili in Italia, l’OIPA auspica che perlomeno si faccia fronte a questa situazione intervenendo con dei programmi di sterilizzazioni e di cura e assistenza per gli animali bisognosi, così come previsto dalla Legge Regionale Puglia n. 12 del 1995
Pertanto l’OIPA chiede alla Provincia di Taranto e alla Regione Puglia di intervenire per far fronte al grave fenomeno del randagismo esistente sul proprio territorio.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_puglia.htm

CONTRO IL REALITY CIRCUS: W IL CIRCO, MA SENZA ANIMALI
Il 18 settembre è iniziato il nuovo programma condotto da Barbara D’Urso “Reality Circus” in onda tutti i Lunedì alle 21:00 su Canale 5. Malgrado le prime proteste da parte delle associazioni animaliste e protezioniste, che chiedevano di non utilizzare gli animali nel programma televisivo, la produzione ha preso la decisone di ignorare tali richieste.
Il programma si rifà ad un format ormai collaudato che è quello del reality, in cui alcuni personaggi più o meno “famosi” a cui va tutto il nostro biasimo, si improvvisano giocolieri, trapezisti e purtroppo anche domatori.
Ricordiamo che il circo con animali è sovvenzionato col denaro pubblico: se non fosse per le sovvenzioni dello Stato infatti molti circhi avrebbero già chiuso i battenti, a causa degli scarsi incassi.
Quello di Canale 5 sembra essere un tentativo, speriamo vano, di rilanciare uno spettacolo, come quello del circo con animali, altamente diseducativo, anche per i bambini, che lo vedono come una vera e propria sopraffazione del più forte nei confronti del più debole, dell’uomo sugli animali.
L’invito è ovviamente quello di NON guardare il programma, di boicottarlo il più possibile e di firmare il nostro appello.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/circo ... circus.htm

Se non vuoi più ricevere le newsletter dell'OIPA manda una mail a [email protected] con la richiesta di cancellazione dalla lista.


OIPA Italia Onlus
Organizzazione Internazionale Protezione Animali
ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU
Via Passerini 18 - 20162 Milano - tel/fax 02 6427882
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guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » dom set 24, 2006 11:12 am

lunedì 28 agosto 2006.
Votazione cantonale 24 settembre
Combattuta revisione della legge sulla caccia
Cosa cambierà: spiegazioni di Arturo Plozza.
Domenica 24 settembre si voterà sulla revisione della legge sulla caccia a livello cantonale. Dopo un anno di consultazione presso le società di cacciatori la proposta di legge è stata approvata da Governo e Parlamento. Quindi tutti contenti!? No. Un gruppo di cacciatori ha raccolto 8000 firme - ne bastavano 1500 - per lanciare il referendum contro questa revisione. Per capire la combattuta tematica abbiamo interpellato il guardacaccia per la Val Poschiavo Arturo Plozza.

La data della votazione cade a puntino: alcuni cacciatori potrebbero dover rinunciare ad alcune ore sulle orme di cervi e camosci per recarsi alle urne. Ma a partire dal prossimo anno una situazione del genere, al 24 settembre, potrebbe essere evitata. Sì, perché uno dei grandi cambiamenti proposti nella revisione sarà il periodo di cacciagione: "Se la legge viene accettata dal popolo", spiega Plozza, "in futuro il Governo potrà stabilire quali saranno i 21 giorni in settembre durante i quali si potrà cacciare".

Il numero di giorni di caccia quindi non cambia, ma - in caso di una maggioranza di sì alle urne - potrebbe darsi che il primo giorno non sarà più il tradizionale 9 settembre, ma, per esempio, il primo settembre. La caccia può poi venire interrotta per dei periodi di una durata minima di tre giorni. "Con ciò si tenta di aumentare il numero di abbattimenti durante la caccia alta: i periodi di tregua aumentano l'effetto sorpresa tipico dei primi giorni di caccia, dove vengono abbattuti molti capi."


Foto da http://www.cacciasvizzera.org

Tuttavia, secondo Plozza, anche col nuovo sistema non si uccideranno abbastanza cervi e caprioli per poter rinunciare alla caccia speciale*: "Da studi effettuati risulta che per regolare gli effettivi di selvaggina dobbiamo abbattere anche sui piccoli, e questo a settembre non si può fare". "Inoltre il periodo di caccia flessibile, che prevede la nuova legge, permette di adattarci alle situazioni atmosferiche. Credo che ne faremo uso anche per chiudere prima del 30 settembre la caccia al cervo, così da non disturbare durante il periodo degli amori".

Ecco i principali cambiamenti previsti dalla legge:

- Si potrà andare a caccia già a 19 anni. Gli esami teorici e pratici si potranno effettuare infatti già nel diciottesimo anno di età.
- 21 giorni di caccia (come fino adesso) durante il mese di settembre, che potranno essere interrotti da periodi della lunghezza di tre giorni o più.
- Il cinghiale viene esplicitamente nominato come specie cacciabile.
- Ai disabili vengono fatte alcune concessioni (per esempio - entro certi termini - andare in macchina)
- I diplomi di caccia ottenuti fuori Cantone vengono, in parte, riconosciuti.
- La licenza avrà un prezzo più basso per le persone provenienti da fuori Cantone e dall'estero. Questi ultimi pagavano sinora circa 25 volte in più degli indigeni. Il Governo stabilirà in seguito prezzi esatti.
- La caccia si basa sull'autofinanziamento: con la vendita delle licenze vengono coperti i costi, come i salari dei guardiacaccia. La nuova legge limita questo autofinanziamento alle spese legate direttamente alla caccia. I compiti "extra" dei guardiacaccia non rientreranno più in questo bilancio. Secondo Plozza in questo modo "il prezzo per la licenza rimarrà a livelli popolari".

Il Bernina tornerà sulla tematica tra alcuni giorni, aprendo anche un forum di discussione, nel quale potranno confrontarsi le posizioni contrastanti su questa votazione.

* La caccia speciale si tiene nei mesi di novembre-dicembre e prevede l'abbattimento anche - e soprattutto - di madri allattanti e piccoli per quel che riguarda cervi e caprioli. Il suo scopo è quello di raggiungere il numero di selvaggina da uccidere calcolato dalle autorità in base ai rilevamenti fatti durante l'anno.

Alan Crameri

guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » mar set 26, 2006 9:36 am

Inviato da thrillseeker il 05/08/06 @ 19:30 via WEB
Ciao. Puoi far girare? Grazie Smile Ciao a tutti, innanzitutto una segnalazione: alla pagina ###/sondaggi/cmsvota.asp?IDsondaggio=690 Si puo' partecipare a un sondaggio per votare se si vogliono i caprioli vivi o si vuole la strage. Facciamoci sentire anche qui, ogni mezzo e' buono. SITUAZIONE CAPRIOLI ------------------- Riguardo alla situazione dei caprioli non vi e' ancora nulla di certo: sui giornali si legge di tanti appelli che arrivano da questo o quel Comune, Provincia, Regione, disponibile a far trasferire un po' di caprioli sul proprio territorio, salvando loro la vita; si leggono anche appelli di ministri e personalita' varie del mondo della cultura e dello spettacolo; si legge che il Ministero dell'Ambiente mette a disposizione dei fondi per i vari trasporti da fare. Tutti a favore di caprioli, che loro chiamano "bambi", in molti casi per farsi pubblicita', in altri per una sincera preoccupazione per gli animali, non ci e' dato di saperlo e poco ci interessa. Gli unici ad essere ancora pro-strage, cacciatori a parte, sono i governanti della Regione Piemonte, che sono poi quelli che devono prendere la decisione. La presidente Bresso dice che ci dobbiamo preoccupare per i bambini del Libano e non per 600 caprioli, che niente contano. Quando si arriva ad usare queste "argomentazioni" vuol dire che proprio non si sa piu' cosa dire, e non c'e' difesa per una decisione impopolare. Continuiamo a martellare di proteste la presidente della Regione, Mercedes Bresso, magari chiedendole conto del suo sfruttare l'immagine dei bambini del Libano per portare acqua al suo mulino, una mossa veramente indegna: #regione.# fax 011.4323650 STRAGI IN GENERALE: SFRUTTIAMO L'OCCASIONE! ------------------------------------------- Oltre a questo caso, specifico, pero', la cosa interessante e importante e assolutamente da sfruttare e' che in tanti articoli di giornale (penso e spero anche in TV) si sta iniziando ad affrontare il problema degli "abbattimenti" in un'ottica piu' generale. Questo emerge sia come dichiarazione di alcuni politici che come citazione dei comunicati di associazioni varie. Io spero tanto che si riesca a sfruttare questa occasione per rimettere in discussione tutto l'impianto, perche' non e' solo questione dei "600 bambi", in questo periodo in ogni parte d'Italia province e regioni fanno a gara per organizzare stragi a danni degli animali selvatici. Li chiamano "abbattimenti selettivi". Ma la parole giusta e' strage. La scusa e' che questi animali "fanno danni" perche' sono troppi. La realta' e' che cosi' i cacciatori possono divertirsi ad ammazzarli, i danni reali spesso non sono affatto ingenti, e la colpa, in ogni caso, di una eventuale "sovrappopolazione" e' sempre da iscriversi a comportamenti sbagliati degli esseri umani (non certo degli animali!) come gli allevamenti di animali selvatici che vengono poi immessi, appositamente, o accidentalmente, o in modo fraudolento, nel territorio. Allevamenti che esistono a uso e consumo dei cacciatori, che sono quindi i diretti responsabili della situazione, ma che, anziche' pagarne le conseguenze, ci guadagnano, con delle "belle" battute di caccia fuori stagione, che divertimento! Oltretutto, quella della strage e' una soluzione molto comoda per i governanti locali: evita di pensare a strategie piu' intelligenti (ma troppo laboriose, forse!), evita di porsi in contrasto con i tanto amati cacciatori (guai a impedire loro di allevare gli animali selvatici - illegalmente o meno - per poi ammazzarli!). E' evidente che queste uccisioni non risolvono il problema, visto che si fanno ogni anno e la situazione non cambia. Allora, bisogna cogliere l'occasione per pensare una buona volta a delle soluzioni reali, e far sapere alle istituzioni locali che devono dar retta a quel che vuole la gente - gli elettori -, che non vuole vedere stragi, ma vuole che si risolvano i problemi senza violenza, e non devono invece solo accontentare i cacciatori, un 1% di popolazione italiana. E' ora che si sollevi l'argomento, e che chi ci governa si impegni a farlo in modo civile, senza barbare uccisioni di massa. Cosa fare? Certamente le associazioni locali, in particolare quelle che si occupano di caccia, possono martellare il piu' possibile le istituzioni locali sull'argomento, facendo loro prendere degli impegni di un futuro comportamento diverso, di studio di soluzioni non cruente, e soprattutto di prevenzione (dei danni che fanno i cacciatori), ma anche i singoli possono dare il proprio contributo affinche' si parli della cosa in tutta Italia: scrivete ai vostri giornali locali per solvveare quetso problema, perche' questi abbattimenti si fanno in tantissime province in cui ci sono ungulati nei boschi. Proviamoci! Grazie e ciao a tutti, Marina Berati
non rimanete muti reagite alla violenza che viene inflitta hai caprioli

guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » ven set 29, 2006 5:16 pm


guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » sab set 30, 2006 11:53 am

l'odore del chiuso
l'odore del prato secco
l'odore dei tuoi occhi feriti
l'odore straziante di una mano ferita
l'odore e il sapore del pesce appena pescato
l'odore dei fucili contro i caprioli
l'odore di una stupida rivalsa

slavate i caprioli

guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » mar ott 03, 2006 4:35 pm

nimali: caprioli; ambientalisti, subito tavolo con regione - 08/09/2006

[email protected]

TORINO - "La sospensiva del Tar è il segno che la giustizia ci ha dato ragione. In attesa del pronunciamento definitivo chiediamo alla Regione Piemonte di prendere atto dell' accaduto e aprire immediatamente un tavolo di confronto con gli ambientalisti". E' questa la presa di posizione che Verdi, Rifondazione Comunista, e Lav del Piemonte hanno espresso oggi in una conferenza stampa convocata subito dopo la diffusione della notizia che il Tar ha sospeso l'abbattimento selettivo dei caprioli. "E' arrivato il momento - hanno sostenuto gli esponenti di partiti e associazioni contrari alla decisione della Regione - che anche noi riusciamo a fare sentire la nostra voce. Finora la Regione Piemonte privilegiava il rapporto con i cacciatori. Ma nel muro che ci hanno sempre opposto gli interlocutori istituzionali finalmente si è aperta una breccia". La soddisfazione degli ambientalisti è stata espressa a Torino da due consiglieri regionali: il capogruppo dei Verdi Enrico Moriconi e il segretario regionale di Rifondazione Comunista Alberto Deambrogio, insieme al segretario della Lega per l' abolizione della caccia Roberto Piana. Pur riconoscendo che la sospensiva è motivata dalla necessità per il Tar di acquisire ulteriori documenti dalla Regione, tutti si sono detti convinti che "il pronunciamento del Tribunale sarà confermato dalla sentenza definitiva" perché, hanno sostenuto, "i documenti non ci sono e la Regione non sarà in grado di soddisfare la richiesta che è stata fatta". Moriconi ha rimarcato "il fallimento della politica". "Dispiace - ha detto - che la politica sia stata sconfitta, e che per avere ragione si sia dovuti ricorrere all'amministrazione della giustizia". Deambrogio ha ricordato che la stessa presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, nell'ultimo incontro di maggioranza aveva sottolineato la necessità di avviare un tavolo con gli ambientalisti. "Ciò che chiedo - ha dichiarato - è che il tavolo venga istituito immediatamente". Sebbene si tratti per ora solo di una sospensiva della caccia selettiva agli ungualati fino al 4 ottobre (quando è fissato il prossimo incontro delle parti presso il Tar), secondo Piana il pronunciamento rappresenta comunque "il riconoscimento di ciò che gli ambientalisti hanno sempre sostenuto: innanzitutto il fatto che i censimenti fatti dai cacciatori producono dati non attendibili".(ANSA).
link per maggiori informazioni

guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » ven ott 06, 2006 9:34 am

ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA CACCIA
IL TAR DA' RAGIONE AI CAPRIOLI: GLI ABBATTIMENTI
SELETTIVI IN PIEMONTE NON RIPRENDERANNO!
BOSCHI PIU' SICURI, PER GLI ANIMALI E PER LE PERSONE
5 ottobre 2006

Dopo aver sospeso a inizio settembre la strage di ungulati voluta dalla
Regione Piemonte, nell'udienza di oggi del TAR piemontese viene
riconfermata la decisione: i piani di abbattimento selettivo approvati
dalla Regione Piemonte non sono in regola e quindi la delibera delle
Regione non risulta valida. La regione non ha rispettato l'iter
corretto, che prevede il preventivo parere dell'INFS,
l'istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Si puo' ancora
sparare agli ungulati solo nelle aziende faunistico venatorie private,
dunque, che non necessitano del parere dell'INFS, ma non negli ATC
e CA, cioe' nei "luoghi pubblici" di caccia.

Le tante migliaia di ungulati condannati a morte potranno cosi'
salvarsi, ma non certo per merito della Regione Piemonte. Affermano i
rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime
della Caccia, che, assieme alla Lega Abolizione Caccia, hanno
presentato a fine agosto il ricorso al TAR vinto definitivamente oggi:
"I governanti locali che vogliono risolvere il problema del
sovrannumero di animali selvatici adottano sempre la soluzione per
loro piu' semplice, nel senso di 'meno laboriosa', quella
degli abbattimenti di massa. Ma dovrebbero iniziare ad ammettere che
questa non e' affatto una soluzione, perche' il problema si
ripresenta ogni anno. E quindi e' loro dovere cercare e trovare
altre soluzioni, soluzioni che non coinvolgano mai i cacciatori, il
cui comportamento e' sempre e comunque un pericolo per
l'incolumita' pubblica, che invece i governanti locali
dovrebbero tutelare".

Trovano cosi' ragione le istanze dei tantissimi cittadini che nelle
scorse settimane hanno protestato per queste uccisioni senza senso, e
i tanti "cacciatori arrabbiati" dovranno accontentarsi di
meno prede. Dichiara l'Associazione Italiana Familiari e Vittime
della Caccia: "I cacciatori hanno protestato in queste settimane
perche' sono stati dipinti come individui pericolosi e violenti,
ma e' esattamente quello che sono: violenti con gli animali,
perche' non si puo' definire in altro modo chi prova piacere a
uccidere esseri indifesi, e pericolosi per gli umani perche'
gia' in sole 3 settimane di stagione venatoria ci sono stati 9
morti e 24 feriti, tra cui molti non cacciatori".

E si tratta comunque di un bilancio per difetto, perche' conta
soltanto gli incidenti riportati sui giornali: tanti ferimenti, magari
piu' lievi, e gli innumerevoli casi di "allarme
sociale", minacce dei cacciatori contro i cittadini indifesi,
spari nei giardini e vicino alle case, ecc., spesso non sono riportati
sui quotidiani.

La stagione venatoria continuera', ma grazie a questa vittoria al
TAR, i cacciatori sono stati messi in condizione di nuocere di meno.
Agli animali e agli umani.

Contatti:
http://www.cacciailcacciatore.org - [email protected]

guido arci camalli

Messaggio da guido arci camalli » lun ott 09, 2006 11:57 am

Dettagli del messaggio: I caprioli piemontesi ce l'hanno fatta
06.10.06
I caprioli piemontesi ce l'hanno fatta

capriolo capreolus capreolusSono definitivamente salvi i caprioli piemontesi. Il Tar, Tribunale amministrativo regionale, è arrivato là dove nulla ha potuto il senso estetico di Vittorio Sgarbi, che voleva risparmiarli solo perchè sono graziosi. Più pragmaticamente, il Tar ha sentenziato che i presunti danni alle colture e gli incidenti stradali lamentati dalla Regione Piemonte non bastano a giustificare la strage. Cionondimeno, prima dell'intervento del Tar sono stati uccisi circa 200 dei 600 caprioli considerati di troppo. L'assessore regionale alla Caccia annota a suo onore il fatto che il Tar non abbia messo in discussione altri aspetti del calendario venatorio piemontese: ognuno annota quel che può, e i caprioli saranno i più lieti di annotare. Intanto però la Regione Piemonte ha varato i "piani di abbattimento numerici" delle specie di montagna. Dall'8 ottobre all'8 novembre ci rimetteranno le penne 53 coturnici, 110 galli forcelli, 23 pernici bianche e 45 lepri alpine.

GUIDO ARCI CAMALLI
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Messaggio da GUIDO ARCI CAMALLI » gio dic 28, 2006 7:01 pm

DIALOGHI IMMAGINARI
MORMORA L’ASINO ALLA MUCCA MAGRA
“Sai che il cavallo non sempre è veloce
La grande macchina è più forte”.

La pecora dice al gatto sapientone

“Sai che la farfalla è morta
L’ha schiacciata il terribile uomo”.
LA FORMICA FERMA IL CINGHIALE DISTRATTO
E le urla “ le nuvole non sempre sono felici
L’uomo le inquina”.

Il cane avvicina l’uccellino e chiacchierando

L’uccellino dice all cane. “Il Gallo non sveglia più l’uomo
Adesso lo sveglia la macchina DRIIN DRIIN”.

L’uomo prende in giro la Donna grassa

E LEI gli risponde “ tu non meriti essere degno della nostra razza
Tu non rispetti le diversità anche noi sappiamo amare”

La nuvola incontra spesso la pioggia intensa

Loro discutono sul loro futuro incerto
Sugli sprechi dell’uomo
Una frase colpisce la nuvola

“L’uomo abusa del suo potere ed un giorno quello
che avrà faticosamente costruito crollerà”
Immagino tutte le chiacchiere. Nella sofferenza della natura
tu non lo noti?

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