da AgireOra:
Leggete qui sotto, fate sbollire la rabbia (ma non troppo, un po' ne
serve per scrivere una lettera efficace) e scrivete quel che ne pensate,
in non piu' di 10 righe, alla redazione di Metro:
[email protected]
Non scrivete ingiurie, non servono e non vengono pubblicate, funziona
molto di piu' un po' di sano sarcasmo.
Grazie a tutti.
Marina Berati
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Da Metro di Oggi, martedi' 19 settembre:
Ma le doppiette non sono cattive
di Maurizio Baruffaldi
In questi giorni riapre la caccia. Su queste pagine gli amanti di
cartucciere e foschie dell'alba sono stati impallinati da un collega che
stimo. E che non condivido, sulla questione. Non sparero' mai un colpo, e
non vorrei mai uccidere (il condizionale e' d'obbligo), conosco un solo
cacciatore e tanti nemici della sua passione. Parlo con entrambi. Lui
mi racconta particolari golosi e illuminanti degli uccelli: li conosce
tutti, li studia, anche quelli a cui non puo' sparare perche' protetti.
E poi i rami ghiacciati che si spezzano come bacchette di vetro, gli
uccelli che scappano, il respiro che si fa condensa. Un thriller sospeso.
Gli altri, coloro che condannano, hanno giusto un canarino nella
gabbietta oppure tentano di farsi ripetere le parole da un pappagallo al
parco-zoo.
Riconosco la morbosita' di quell'emozione silenziosa e umida, la
tensione sottile del percepire il battito, la sola presenza immobile di un
colombaccio. Il piacere del sangue, anche lui, lo posso immaginare. Ma
non mi spaventa: il sangue e' dolce e scorre dentro tutti noi.
Taddeo (lo chiamero' cosi', come il nemico di Bugs Bunny) mangia gli
uccelli che riesce a colpire. Pochi, in verita'. Li cucina in umido, e
spesso si ritrova sotto i denti il piombo che ha sparato. Non ha il cane
e fa tutto da solo. E' tutto istinto ma il colombaccio e' scaltro, e
conosce il suo ruolo. E molto spesso Taddeo non vede passare un volatile
per l'intera mattinata. Succede anche alle prostitute. Quindi torna nei
suoi stivaloni fradici di melma e nel suo gilet da Rambo di provincia.
L'uomo e' cacciatore. Questa presunta e breve verita' l'ho sentita dire
la prima volta da mia nonna Annunziata. Nelle sue parole c'era un misto
di compatimento e ammirazione, forse perche' dell'uomo conosceva le
debolezze e del cacciatore la determinazione. Per quanto riguarda
l'immaginario, poi, il cacciatore e' personaggio che funziona senza bisogno di
troppe sfumature, mentre il maschio via via sbiadisce nelle palestre
circondate da specchi. Io conosco il Taddeo che vive e lavora con gli
esseri umani. La sua invincibile prudenza che viene scambiata per
tirchieria. E conosco, dall'altro fronte, la retorica stucchevole di che e'
solo contro, in coda al comandamento supremo che non uccide. Io ho fatto
stragi solo di mosche e zanzare. Ma voglio che lui possa impallinare i
pochi colombacci che si lasceranno fregare. Costruire ogni volta la
strategia che lo riscatti contro l'animale che vola, cosa che invidiamo
tutti. E se volete vedere qualcosa che vi spacca lo stomaco, una vi!
olenza stroce e senza spargimento di sangue contro un volatile
zavorrato, visitate una fabbrica intensiva di polli d'allevamento. Ai quali
non viene nemmeno regalata l'emozione di essere preda.