Di sicuro mettere a posto la camera è la più facile perchè richiede meno sforzo emotivo..monirosa ha scritto:eccomi a dimostrazione...che siamo vicine.-))
se ti fa star bene portati pure il rosario...io dormivo con la boccetta di resquio fra le mani..:-)
be resteranno pure ancora sogni...ma non mi sembrano irragiungibili...
io mi ero comprata un libro da colorare con i mandala me lo portavo sempre dietro, insieme ai colori come una "bambina" e in alcuni momenti mi mettevo a colorare .... mi faceva star bene mi rilassava ..... questo nel periodo che sono stata male e che non ho lavorato.
fra le cose che hai detto qual'è quella che senti più facile da fare anche subito?
E' davvero possibile una vita con depressione e DAP??
Stefania tutti abbiamo un miliardo di sogni, di speranza, poi man mano che si cresce ci accorgiamo che erano o irrealizzabili oppure che non abbiamo avuto il coraggio di realizzarli per timore che fosse troppo difficile e che le difficoltà da superare fossero troppeStefania ha scritto:Io sogno tanto, sogno di fare questo e quello, ma poi non faccio nulla..Restano sempre dei sogni.
Fra tutti i sogni che hai , che fai c'è sicuramente un sogno di non difficile realizzazione, comincià da quello: la speranza di farcela a realizzarlo ti aiuterà a non pensare costantemente al tuo male.
Ultima modifica di Simona* il ven set 01, 2006 9:56 am, modificato 1 volta in totale.
Il fatto che ciò che fai quotidianamente ti annoi credo che influisca molto, ma putroppo sono poche le perone fortunate che hanno un lavoro che le appaga.Stefania ha scritto:
Nell'ambiente sì, anzi ho avuto la fortuna di trovare due colleghe a cui ho potuto dire il mio problema.
Il lavoro in sé non mi entusiasma granché invece, lo vivo come una cosa molto noiosa, ma non so se questo influenzi o meno. Io penso che ora non riesco a tornare al lavoro xchè è lì che mi è successo l'ultima volta. Per es la prima volta che mi è successo stavo guidando e x un pò ho avuto il terrore di riprendere l'auto. Anche se poi si era esteso a tutto e avevo paura anche di uscire di casa. Il guaio è che tutto ciò che dite so perfettamente, razionalmente parlando, che è giusto, che la strada da seguire è quella, solo che poi la razionalità va a farsi benedire e subentra il panico. Ma come si deve fare?? Si può chiamare vita questa?? Xchè ce ne è sempre una? Xchè non si può stare bene per un pò più di due tre settimane?? Io in questi gg non mi riconosco più, davvero, mi sembra di essere regredita a 5 anni di età. Piena di insicurezza, paura, ogni cosa mi sembra difficile..E allora mi chiedo a cosa servono i farmaci, la terapia e tutto il resto se poi un giorno arriva un attacco e si torna come si era prima?
Stefania sento molti in diverse situazioni che ripetono le stesse tue frasi,
Ma tu credi davvero che se non avessi gli attacchi di panico staresti sempre bene, tranquilla, che non ci sarebbero giorni ore in cui non ti riconosci più, giorni pieni zeppi di difficoltà dolori e via dicendo in cui guardandoti allo specchio non ti dici " miseria ho 20 anni in più sul viso..solo ieri prima di quella tegola sembravo una bimba"...
E allora non credi che ti chiediresti : " a SERVE cosa tribolare, soffrire, anche ridere, ecc se poi di tanto in tanto arriva un uragano e spazza via tutti i risultati che ho ottenuto con i miei sforzi. A cosa serve arrivare finalmente a costruire un sogno se poi un attimo dopo la morte può portarmi via tutto"
Bene se si dovesse dar retta a queste vocine ci metteremmo a fare i barboni alla stazione tanto nulla erve perchè tutto finisce, però mentre viviamo, serve adoperarci per sconfiggere il destino avverso che vorrebbe prendere il sopravento e ogni piccola vittoria è un cazzotto al destino che ci voleva perdenti.
Quindi per riportare a te il discorso, le tue terapie e i farmaci ti servono ti aiutano, ma solo se tu ce la metti tutta violentandoti a reagire quando invece vuoi solo arrenderti alla paura o alla depressione
Quindi visto che tu devi ora combatere contro il tuo male,mettici un attimo di grinta in più, quando senti che sta per arrivare l'attacco, con sbadigliare, non morire nella noia, alzati e fa qualcosa, magari prendi un caffè, o qualsiasi altra cosa
Ma Stefania ricorda, che chiunque se non reagisce non svia la mente, non cerca di pensare ad altro prima o poi piomba nella depressione e in altre malattie, anche chi non sa cosa vuol dire star male dentro..
CIao dolcissima..fatti forza, cerca di stare sempre attiva, sempre, di farti paicere anche ciò che non ti va,TROVANDO IN ESSO QUALCOSA CHE TI PIACE...e vedrai andrà meglio...FIDATI
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Essalamu Elikah!
quando l'ho letta mi è venuto in mente un altro disturbo ovverosia l'anoressia... tempo fa sentìi che chi ne soffre tenta (disperatamente) di avere il pieno controllo del proprio corpo... all'epoca mi sono domandato quale assurda necessità ci fosse di "controllare" il proprio corpo con tanta determinazione - insomma ci sono ragazze che si conducono a morte... allora quale necessità di "controllare"?
il pieno controllo in realtà nasconde una paura irrazionale (ti offendi se :-) scrivo "assurda"?) ovvero per l'appunto il fatto di perdere il controllo... per questo fine il cervello arriva a stringere un pugno di ferro talmente tanto forte da danneggiare il corpo...
allora in definitiva... se da una parte ti devi convincere che _nessuno_ è morto (ma neanche ha avuta una diarrea - bleah!) per causa di un attacco di panico... dall'altra parte sarebbe il caso di perdere l'interesse per chi ti osserva - valuta - giudica... impara a ridere! prima d'ogni cosa di te stessa poi di ciò (di chi) ti è dintorno... sono convinto che un pizzico di leggerezza ti sarebbe solo d'aiuto... hai sbagliato? eh mannaggia sono proprio un'imbranata... ti hanno giudicata in maniera negativa? chissà forse hanno ragione...
finché cercherai di essere perfetta (efficiente - efficace - gradevole - gradita - puntuale - puntuta - sorridente - controllata da te stessa e dagli altri - in definitiva _troppo_ tesa verso l'esterno fino al punto di dimenticar te stessa) avrai una tensione che sfogherà in una qualche maniera... e l'inferno continuerà a bruciare...
Ua Elikah Essalam! by alFaris
credo che i dottori siano riusciti a "toccare" una corda profonda molto importante... fossi in te analizzerei meglio quest'affermazione...Stefania ha scritto:Questo mi è stato detto dai dottori che può essere collegato alla mia paura di perdere il controllo.
quando l'ho letta mi è venuto in mente un altro disturbo ovverosia l'anoressia... tempo fa sentìi che chi ne soffre tenta (disperatamente) di avere il pieno controllo del proprio corpo... all'epoca mi sono domandato quale assurda necessità ci fosse di "controllare" il proprio corpo con tanta determinazione - insomma ci sono ragazze che si conducono a morte... allora quale necessità di "controllare"?
il pieno controllo in realtà nasconde una paura irrazionale (ti offendi se :-) scrivo "assurda"?) ovvero per l'appunto il fatto di perdere il controllo... per questo fine il cervello arriva a stringere un pugno di ferro talmente tanto forte da danneggiare il corpo...
allora in definitiva... se da una parte ti devi convincere che _nessuno_ è morto (ma neanche ha avuta una diarrea - bleah!) per causa di un attacco di panico... dall'altra parte sarebbe il caso di perdere l'interesse per chi ti osserva - valuta - giudica... impara a ridere! prima d'ogni cosa di te stessa poi di ciò (di chi) ti è dintorno... sono convinto che un pizzico di leggerezza ti sarebbe solo d'aiuto... hai sbagliato? eh mannaggia sono proprio un'imbranata... ti hanno giudicata in maniera negativa? chissà forse hanno ragione...
finché cercherai di essere perfetta (efficiente - efficace - gradevole - gradita - puntuale - puntuta - sorridente - controllata da te stessa e dagli altri - in definitiva _troppo_ tesa verso l'esterno fino al punto di dimenticar te stessa) avrai una tensione che sfogherà in una qualche maniera... e l'inferno continuerà a bruciare...
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