Racconto di vita
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ELISABETTA
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Racconto di vita
Vorrei raccontarVi la storia di una mia amica d'infanzia e poi sentire cosa ne pensate. Siamo cresciute insieme dall'asilo alle superiori. Era una bambina cicciottella, intelligente e figlia di genitori molto più anziani di lei ( arrivata dopo 14 anni dalla nascita della sorella maggiore). A 13 anni vive come tutte le adolescenti una fase di ribellione. Non si lava, veste trasandata, prende le botte dalla mamma per questo che la obbliga a fare una rosellina per la coperta di cotone tutti i giorni! Si innamora come tutte noi ma niente di duraturo..........A circa 17 anni entra in anoressia..........non una cosa blanda.........ma 3 anni di calvario che la portano ad essere ricoverata in una clinica insieme a tossicodipendenti. Torna in paese che pesa 30 chili, con la flebo al braccio. Le si contano le ossa e trascina una gamba.........il ciclo le tornerà dopo sei anni. Riprende la propria vita........E' chiaro la mamma già malata ha subito un duro colpo e lei va avanti mangiando mele e salatini. Riprende gli studi ma quando le cose sembrano andare meglio muore la madre. Un durissimo colpo ma si va avanti.............lascia gli studi e trova un buon lavoro. Ha un ottimo feeling con la sorella maggiore e i due nipoti e vive con il padre. Le sue fissazioni però rimangono. Odiava i cani e poi prende un cane, va a correre tutti i giorni come una pazza e fa cenare il padre alla 10 di sera, mangia per un periodo solo ricotta, poi solo mele, poi solo ricotta, poi solo mele..............e non la puoi contraddire è testona e caparbia anche di fronte all'ovvio. Si innamora a 30 anni in modo platonico di un ragazzo fidanzato. Va tutti i giorni nel paese in cui vive solo per andarlo a vedere. Ci va in bici, chiede a tutte noi ogni volta che ci vede di accompagnarla............un incubo. 30 anni! Questo tran tran dura 3 anni senza che mai lei abbia con lui proferito parola (ah non ha mai avuto rapporti sessuali). Nel frattempo alla sorella viene diagnosticato un linfoma della peggior specie........cancro pochi mesi di vita. La chemio e l'approccio positivo alla vita fanno si che la sorella riesca ad uscire quasi per miracolo da questo incubo nell'arco di sei anni di sofferenze e speranze. Nel frattempo lei ha iniziato a frequentare la chiesa. E' sempre più presa da un gruppo di preghiera della parrocchia e come per tutte le fissazioni precedenti sta sempre li trascurando anche il padre anziano. Non sorride mai è burbera e convinta sempre di essere nel giusto. Il nipote maschio di 20 anni ha un brusco crollo mentale...........sindrome ossessivo-compulsiva. Deve essere legato e ricoverato ma grazie a dei bravi medici si sta curando e sta meglio. Insomma alla fine della fiera......lei decide dopo qualche anno di frequentazione assidua e di esperienze religiose varie di farsi suora di clausura. E' partita un mese fa. ..............( ah mi sono dimenticata di dirVi che avava una particolare frequentazione con un tizio sposato del gruppo religioso stavano in piazza a parlare fino alle 2 di notte......tutto ilpaese ha parlato........io so che lei non ha fatto nulla..........figurati.....ma è un comportamento corretto per chi sta scegliendo di andare in convento?) . Io volevo sapere da voi cari amici cosa ne pensate di questo percorso. Pensate si tratti di vocazione religiosa o questa è solo l'epilogo di un percorso patologico? Grazie
- alFaris
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Re: Racconto di vita
Essalamu Elikah!
> Pensate si tratti di vocazione religiosa o questa è solo l'epilogo di un
> percorso patologico? Grazie
la seconda che hai detto... solo che - se davvero la tua amica è "convinta" di essere nel giusto la sola cosa da fare è lasciare che si rovini... quella "convinzione" è soltanto la vetrina dietro cui si nasconde convinta di poter sopravvivere all'accanimento degli eventi negativi che le sono capitati addosso... in questo momento chiunque le si parasse dinanzi sarebbe visto (attraverso il gioco di luci di quella vetrina) come il lupo cattivo che vuole corrompere la più giusta delle scelte... stai fresca!
per tirarla fuori da quell'inferno (anche se dentro un convento) avrebbe bisogno di una persona che le stesse accanto in maniera affettuosa e delicata... ma chi è lo squilibrato che si mette appresso a una malata di mente che ieri stava con la flebo e oggi con il vestito trasandato e domani vuole entrare in convento? viste le chiacchiere di paese
> mi sono dimenticata di dirVi che avava una particolare frequentazione
> con un tizio sposato del gruppo religioso stavano in piazza a parlare
> fino alle 2 di notte......tutto ilpaese ha parlato........
e che anche la sua cara amica confonde la vocazione con la correttezza e la coerenza con la fedeltà...
> io so che lei non ha fatto nulla..........figurati.....ma è un
> comportamento corretto per chi sta scegliendo di andare in convento?
una persona che decide di entrare in convento segue un percorso di lunga durata per avvicinarsi completamente al suo ideale di spiritualità... la tua amica è soltanto sbandata e ha creduto di vedere nel convento l'ultima spiaggia di un'esitenza che rischia di trasformarsi in un incubo... la "correttezza" non c'entra nulla - tranne per il fatto che sta mentendo a sé stessa...
Ua Elikah Essalam! by alFaris
> Pensate si tratti di vocazione religiosa o questa è solo l'epilogo di un
> percorso patologico? Grazie
la seconda che hai detto... solo che - se davvero la tua amica è "convinta" di essere nel giusto la sola cosa da fare è lasciare che si rovini... quella "convinzione" è soltanto la vetrina dietro cui si nasconde convinta di poter sopravvivere all'accanimento degli eventi negativi che le sono capitati addosso... in questo momento chiunque le si parasse dinanzi sarebbe visto (attraverso il gioco di luci di quella vetrina) come il lupo cattivo che vuole corrompere la più giusta delle scelte... stai fresca!
per tirarla fuori da quell'inferno (anche se dentro un convento) avrebbe bisogno di una persona che le stesse accanto in maniera affettuosa e delicata... ma chi è lo squilibrato che si mette appresso a una malata di mente che ieri stava con la flebo e oggi con il vestito trasandato e domani vuole entrare in convento? viste le chiacchiere di paese
> mi sono dimenticata di dirVi che avava una particolare frequentazione
> con un tizio sposato del gruppo religioso stavano in piazza a parlare
> fino alle 2 di notte......tutto ilpaese ha parlato........
e che anche la sua cara amica confonde la vocazione con la correttezza e la coerenza con la fedeltà...
> io so che lei non ha fatto nulla..........figurati.....ma è un
> comportamento corretto per chi sta scegliendo di andare in convento?
una persona che decide di entrare in convento segue un percorso di lunga durata per avvicinarsi completamente al suo ideale di spiritualità... la tua amica è soltanto sbandata e ha creduto di vedere nel convento l'ultima spiaggia di un'esitenza che rischia di trasformarsi in un incubo... la "correttezza" non c'entra nulla - tranne per il fatto che sta mentendo a sé stessa...
Ua Elikah Essalam! by alFaris
Ciao
sembrerà una cosa sciocca, ma ti assicuro che non lo è , ossia che non è raro che ragazze che soffrano di disturbi alimentari compiano scelte estreme, come andare in convento... Io la mia scelta estrema la feci, impegnarmi con tutta me stessa per qualcosa di utile x il mondo, e per ji altri, ed è stato tutto questo a guarirmi. Sembra assurdo, ma è così.
Quello che posso dire è che per chi soffre di disturbi alimentari il cibo, o la rinuncia al cibo, e quindi il controllo del peso, diventa una sorta di veicolo in cui incanalare tutte le ansie, angosce , paure, nodi che si hanno dentro. in modo da non doverli guardar ein faccia, da non doverli affrontare. E' per questo che ci si butta a capofitto nello studio, piusttosto che in nello sport, o in altre attività, è per questo che si passano ore a programmare in modo ossessivo i propri pasti, piuttosto che abbiuffarsi in piena notte senza controllo. Si crede che tenendo il massimo controllo sulla propria vita, sul proprio corpo, sui propri orari, sul proprio peso, si possano tenere sottocontrollo tutte quelle questioni irrisolte che ci portiamo dentro e che ci fanno troppo paura per poterle affrontare.
Purtroppo fino a quando non si troverà la forza e il coraggio di guardarsi dentro, afferrare l'estremità del groviglio, e cominciar eun cammino che ci porti, giorno dopo giorno a sciojere i nodi che si sono formati dentro di noi neji anni, qualsiasi scelta o decisione, non sarà compiuta con consapevolezza e con serenità.
Se ti interessano altre storie sui disturbi alimentari, passa a trovarci su http://www.dancinginthedark.tk
Ciao
gena
sembrerà una cosa sciocca, ma ti assicuro che non lo è , ossia che non è raro che ragazze che soffrano di disturbi alimentari compiano scelte estreme, come andare in convento... Io la mia scelta estrema la feci, impegnarmi con tutta me stessa per qualcosa di utile x il mondo, e per ji altri, ed è stato tutto questo a guarirmi. Sembra assurdo, ma è così.
Quello che posso dire è che per chi soffre di disturbi alimentari il cibo, o la rinuncia al cibo, e quindi il controllo del peso, diventa una sorta di veicolo in cui incanalare tutte le ansie, angosce , paure, nodi che si hanno dentro. in modo da non doverli guardar ein faccia, da non doverli affrontare. E' per questo che ci si butta a capofitto nello studio, piusttosto che in nello sport, o in altre attività, è per questo che si passano ore a programmare in modo ossessivo i propri pasti, piuttosto che abbiuffarsi in piena notte senza controllo. Si crede che tenendo il massimo controllo sulla propria vita, sul proprio corpo, sui propri orari, sul proprio peso, si possano tenere sottocontrollo tutte quelle questioni irrisolte che ci portiamo dentro e che ci fanno troppo paura per poterle affrontare.
Purtroppo fino a quando non si troverà la forza e il coraggio di guardarsi dentro, afferrare l'estremità del groviglio, e cominciar eun cammino che ci porti, giorno dopo giorno a sciojere i nodi che si sono formati dentro di noi neji anni, qualsiasi scelta o decisione, non sarà compiuta con consapevolezza e con serenità.
Se ti interessano altre storie sui disturbi alimentari, passa a trovarci su http://www.dancinginthedark.tk
Ciao
gena
- alFaris
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Essalamu Elikah!
> Ciao
ben venuta...
> sembrerà una cosa sciocca, ma ti assicuro che non lo è
più sciocco che stare qui oltre le tre di notte a scrivere su un forum che parla di panico e depressione? oh sì che c'è - essere il _moderatore_ del forum... tradotto - se avessi dovuto dare retta a ciò che sembrava sciocco a quest'ora sarei dovuto diventare cinico e ipocrita... quindi credimi - terrò in conto il tuo intervento... anche perché è una testimonianza importante...
> non è raro che ragazze che soffrano di disturbi alimentari compiano
> scelte estreme, come andare in convento...
ma certo gena...! sono convinto che tante ragazze come te si sentano attratte verso scelte estreme... la mia discussione non era rivolta _contro_ la scelta estrema quanto al fatto ch'essa fosse il risultato delle difficoltà alle quali voi ragazze siete sottoposte... perciò la scelta è il risultato di una condizione di sofferenza non già una scelta consapevole e ragionata...
> è stato tutto questo a guarirmi. Sembra assurdo, ma è così.
sono convinto che sia così... ma sono altrettanto convinto che tante altre ragazze così facendo si vadano a rinchiudere fuori dal mondo e lontano da
> tutte le ansie, angosce , paure, nodi che si hanno dentro. in modo da
> non doverli guardar ein faccia, da non doverli affrontare.
per l'istesso motivo è (dolorosamente) bella la descrizione che fai sia dell'anoressia
> il cibo, o la rinuncia al cibo, e quindi il controllo del peso, diventa una
> sorta di veicolo in cui incanalare tutte le ansie
[...]
> è per questo che si passano ore a programmare in modo ossessivo i
> propri pasti, piuttosto che abbiuffarsi in piena notte senza controllo.
o anche dello :-) "studio matto e disperatissimo" stile giacomo leopardi
> E' per questo che ci si butta a capofitto nello studio, piusttosto che in
> nello sport, o in altre attività,
e poi ancora
> Si crede che tenendo il massimo controllo sulla propria vita, sul proprio
> corpo, sui propri orari, sul proprio peso, si possano tenere
> sottocontrollo tutte quelle questioni irrisolte che ci portiamo dentro e
> che ci fanno troppo paura per poterle affrontare.
ora comprenderai che a me sinceramente l'idea di "usare" lo studio o il cibo come una discarica nella quale nascondere la parte che vi fa paura sembra del tutto insufficiente per risolvere il problema... ecco perché sono d'accordo con la tua analisi
> Purtroppo fino a quando non si troverà la forza e il coraggio di
> guardarsi dentro, afferrare l'estremità del groviglio, e cominciar eun
> cammino che ci porti, giorno dopo giorno a sciojere i nodi che si sono
> formati dentro di noi neji anni, qualsiasi scelta o decisione, non sarà
> compiuta con consapevolezza e con serenità.
da buon lavoratore della scuola a me interessa che lo studente diventi _adulto_ e faccia le proprie scelte non già che mi segua in maniera pedissequa e ripeta ed esegua tutto ciò che gli dico... se poi la scelta (libera) dovesse essere il convento be' ;-) sono contrario a questo genere di scelte ma ognuno ha il diritto di seguire la propria via per il mondo...
ecco perché ho scritto a elisabetta (autocitarsi è indice di follia lo so ma tant'è)
> > quella "convinzione" è soltanto la vetrina dietro cui si nasconde
> > convinta di poter sopravvivere all'accanimento degli eventi negativi
> > che le sono capitati addosso...
[...]
> > una persona che decide di entrare in convento segue un percorso di
> > lunga durata per avvicinarsi completamente al suo ideale di
> > spiritualità... la tua amica è soltanto sbandata e ha creduto di vedere
> > nel convento l'ultima spiaggia di un'esitenza che rischia di
> > trasformarsi in un incubo...
perdonami ma da buon massimalista qual sono l'unica maniera per farmi sentire soddisfatto di me è _eradicare_ il problema... tutto quello che si ferma prima sarà forse più pratico ma a me :-( lascia l'amaro in bocca...
> Se ti interessano altre storie sui disturbi alimentari, passa a trovarci su
> http://www.dancinginthedark.tk
a patto che anche tu ci verrai a trovare... :-) se scrivi abitualmente così bene sarai sempre la ben venuta!
> Ciao
> gena
alla prossima!
Ua Elikah Essalam! by alFaris
> Ciao
ben venuta...
> sembrerà una cosa sciocca, ma ti assicuro che non lo è
più sciocco che stare qui oltre le tre di notte a scrivere su un forum che parla di panico e depressione? oh sì che c'è - essere il _moderatore_ del forum... tradotto - se avessi dovuto dare retta a ciò che sembrava sciocco a quest'ora sarei dovuto diventare cinico e ipocrita... quindi credimi - terrò in conto il tuo intervento... anche perché è una testimonianza importante...
> non è raro che ragazze che soffrano di disturbi alimentari compiano
> scelte estreme, come andare in convento...
ma certo gena...! sono convinto che tante ragazze come te si sentano attratte verso scelte estreme... la mia discussione non era rivolta _contro_ la scelta estrema quanto al fatto ch'essa fosse il risultato delle difficoltà alle quali voi ragazze siete sottoposte... perciò la scelta è il risultato di una condizione di sofferenza non già una scelta consapevole e ragionata...
> è stato tutto questo a guarirmi. Sembra assurdo, ma è così.
sono convinto che sia così... ma sono altrettanto convinto che tante altre ragazze così facendo si vadano a rinchiudere fuori dal mondo e lontano da
> tutte le ansie, angosce , paure, nodi che si hanno dentro. in modo da
> non doverli guardar ein faccia, da non doverli affrontare.
per l'istesso motivo è (dolorosamente) bella la descrizione che fai sia dell'anoressia
> il cibo, o la rinuncia al cibo, e quindi il controllo del peso, diventa una
> sorta di veicolo in cui incanalare tutte le ansie
[...]
> è per questo che si passano ore a programmare in modo ossessivo i
> propri pasti, piuttosto che abbiuffarsi in piena notte senza controllo.
o anche dello :-) "studio matto e disperatissimo" stile giacomo leopardi
> E' per questo che ci si butta a capofitto nello studio, piusttosto che in
> nello sport, o in altre attività,
e poi ancora
> Si crede che tenendo il massimo controllo sulla propria vita, sul proprio
> corpo, sui propri orari, sul proprio peso, si possano tenere
> sottocontrollo tutte quelle questioni irrisolte che ci portiamo dentro e
> che ci fanno troppo paura per poterle affrontare.
ora comprenderai che a me sinceramente l'idea di "usare" lo studio o il cibo come una discarica nella quale nascondere la parte che vi fa paura sembra del tutto insufficiente per risolvere il problema... ecco perché sono d'accordo con la tua analisi
> Purtroppo fino a quando non si troverà la forza e il coraggio di
> guardarsi dentro, afferrare l'estremità del groviglio, e cominciar eun
> cammino che ci porti, giorno dopo giorno a sciojere i nodi che si sono
> formati dentro di noi neji anni, qualsiasi scelta o decisione, non sarà
> compiuta con consapevolezza e con serenità.
da buon lavoratore della scuola a me interessa che lo studente diventi _adulto_ e faccia le proprie scelte non già che mi segua in maniera pedissequa e ripeta ed esegua tutto ciò che gli dico... se poi la scelta (libera) dovesse essere il convento be' ;-) sono contrario a questo genere di scelte ma ognuno ha il diritto di seguire la propria via per il mondo...
ecco perché ho scritto a elisabetta (autocitarsi è indice di follia lo so ma tant'è)
> > quella "convinzione" è soltanto la vetrina dietro cui si nasconde
> > convinta di poter sopravvivere all'accanimento degli eventi negativi
> > che le sono capitati addosso...
[...]
> > una persona che decide di entrare in convento segue un percorso di
> > lunga durata per avvicinarsi completamente al suo ideale di
> > spiritualità... la tua amica è soltanto sbandata e ha creduto di vedere
> > nel convento l'ultima spiaggia di un'esitenza che rischia di
> > trasformarsi in un incubo...
perdonami ma da buon massimalista qual sono l'unica maniera per farmi sentire soddisfatto di me è _eradicare_ il problema... tutto quello che si ferma prima sarà forse più pratico ma a me :-( lascia l'amaro in bocca...
> Se ti interessano altre storie sui disturbi alimentari, passa a trovarci su
> http://www.dancinginthedark.tk
a patto che anche tu ci verrai a trovare... :-) se scrivi abitualmente così bene sarai sempre la ben venuta!
> Ciao
> gena
alla prossima!
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