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equalmarriage
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ma il problema è che...

Messaggio da equalmarriage » mer giu 21, 2006 2:01 pm

Landre82... il matrimonio stesso è un diritto, non possono esserci "stessi diritti" senza il poter avere accesso al matrimonio. E non può nemmeno esserci "sicurezza" visto che uno stato che ti nega l'accesso al matrimonio perchè sei gay legittima e alimenta il pregiudizio omofobico, stimolando le bocche di chi ogni giorno esercita violenza verbale, attraverso commentini battutine o veri e propri insulti offese denigrazioni, verso i gay e le loro famiglie (quindi verso di te e il tuo boy oltre che verso tuoi eventuali figli), stimolando le menti di chi non vuole assumere persone omosessuali o vuole licenziare persone perchè omosessuali, stimolando le mani di quelli che, sia per pregiudizio e xenofobia diffusa sia perchè un po' fuori di testa di per sè, sono inclini a picchiare o addirittura a uccidere il diverso (in questo caso l'omosessuale la coppia gay e suoi eventuali figli o suoi genitori, colpevoli di aver generato un pericoloso pervertito) e quindi dando spaventosamente origine a una miriade di situazioni omofobiche che a volte sfociano persino in drammi psicologici, famigliari e anche omicidi o suicidi. Riflettici... vedrai che è proprio così. Ciao.

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Landre82
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Messaggio da Landre82 » mer giu 21, 2006 2:13 pm

Hai ragione , però io vedo il matrimonio come quello che dovrebbe essere ..un sacramento ( ps : non prendetemi x bigotto , perchè non lo sono ) . Il matrimonio nella nostra cultura occidentale è un qualcosa di religioso , è uno dei 7 sacramenti cattolici . A me non interessa assumere questo sacramento ma tutto ciò che di "pagano/civile/legale" ne consegue . Per questo dico : che si chiami come volete , ma a me del matrimonio in sè non m' interessa ... io voglio il diritto di formare una famiglia , che va al di là del credo , dei costumi e di qualunque altra cosa . Tutto qui

equalmarriage
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NO

Messaggio da equalmarriage » mer giu 21, 2006 6:15 pm

Il matrimonio è una istituzione civile e solo eventualmente religiosa, e x religiosa si intende anche non cattolica (solo il Matrimonio Concordatario è un sacramento cattolico). Ed è questo sia nelle leggi italiane e occidentali sia nella vita di ogni giorno, quando vediamo sposarsi civilmente sempre più persone (magari che vivono nel peccato dal punto di vista cattolico ad esempio i divorziati che si risposano o civilmente o con rito religioso non cattolico) e anke quando per indicare il concetto di fusione, perfetta comunione esistenziale di elementi, ci si rifà al concetto di matrimonio (do you remember frasi come "il matrimonio di autostrade e abertis" e frasi come "questo vino si sposa bene con..." ?!) proprio in quanto è il simbolo sociale di amore, fusione, comunione perfetta, famiglia. La parità c'è laddove i gay non sono esclusi, cioè trattati da persone di serie b.

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Messaggio da alFaris » mer giu 21, 2006 11:10 pm

Essalamu Elikah!

> Il matrimonio è una istituzione civile

vero che attualmente lo stato si sia riappropriato questo contratto... ma per secoli il matrimonio è stato un sacramento religioso - lo stato all'epoca aveva largamente abdicato al proprio compito almeno in europa...

in ogni caso convengo con il fatto che ogni esclusione sia motivo d'ispirazione all'ostracismo (anche quando si tratta - ugh! - dell'accesso delle donne alla leva militare... ma questo ;-) è più un problema di disprezzo per le forze armate in genere più che verso il genere femminile) perciò ben venga la cancellazione delle limitazioni all'accesso al matrimonio...



Ua Elikah Essalam! by alFaris

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Eroe
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Re: bah

Messaggio da Eroe » ven ago 18, 2006 9:32 am

equalmarriage ha scritto:Io invece non mi accontento dei Pacs...
penso che un Paese x definirsi rispettoso della dignità e i diritti della persona, e quindi definirsi civile, deve piantarla di escludere a priori i gay dal matrimonio, istituzione che peraltro è il simbolo universale e istantaneamente compreso di fusione e amore. Nn accetto che mi si presenti una qualche unione registrata contentino di nuova concezione come la risoluzione ai problemi dei gay, xché non lo è. E /se mi permettete/ io voglio sposarmi... non "sposarmi": c'è una bella differenza tra l'essere un partner registrato, quindi un marito non veramente marito, e l'essere invece sposo, coniuge, marito, unito in matrimonio.

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Mi sembra riduttivo fare una questione di parole ... matrimonio (mi sembra) è un termine di origine religiosa per cui i "religiosi" o almeno coloro che comandano nelle più diffuse religioni non vogliono perdere questa parola ed il significato che danno ad essa. Per cui, secondo me, che si tengano la parola e non vedo perchè tu voglia appropriartene a tutti i costi. Lo stato laico deve prendere atto della realtà e risolvere, per quanto possibile, i problemi di tutti i cittadini se per fare ciò servono nuove parole ... che ben vengano. Poi se ritieni i Pacs riduttivi ed insufficienti farai le tue lotte democratiche per ampliarli e renderli più vicini alle tue idee.

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Eroe
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Messaggio da Eroe » ven ago 18, 2006 9:39 am

Matrimonio = convivenza "benedetta" dalla chiesa o certificata dallo stato di 2 persone di sesso diverso.
Pacs = convivenza di due persone dello stesso sesso.
Unioni di fatto = convivenza di 2 persone di sesso diverso o uguale che rifiutano o rinviano il matrimonio e il pacs.

Sono solo parole. Cosa pensereste se, approvati i pacs, io e mia moglie facessimo manifestazioni e lotte per trasformare il nostro matrimonio in pacs? in quando non potendolo fare ci sentiamo discriminati?

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NO, EROE, NON E' COSI'

Messaggio da equalmarriage » dom ago 20, 2006 1:23 pm

No, amico Eroe... quello che scrivi non corrisponde alla realtà.

Non si tratta solo di parole... si tratta di istituzioni, di leggi, di eliminazione della discriminazione.
Tali confessioni religiose sono contro i matrimoni gay non per difendere la loro concezione di matrimonio o la loro libertà di unire in matrimonio solo coppie uomo-donna (cose che naturalmente nessuno al mondo gli vuole togliere), ma proprio perchè non tollerano che la società, intesa proprio come Stato, riconosca i gay in quanto allo stesso livello degli altri.

Matrimonio: unione legale e sociale diventata simbolo universale e istantaneo di fusione amore e famiglia; nel mondo occidentale, esso può essere solo civile o eventualmente anche religioso (in Italia esistono 3 tipi di matrimonio: quello civile, che è assolutamente laico; quello cattolico, disciplinato dal concordato tra stato e chiesa cattolica; quello religioso non cattolico, celebrato da esponenti religiosi ma disciplinato dalle regole valenti per quello civile). Ciò che si pretende è che lo Stato (!) la pianti di impedire ai gay di contrarre matrimonio con la persona amata (la quale sarà necessariamente dello stesso sesso), cioè che lo Stato la pianti di rifiutare a priori dalle nozze civili e religiose le coppie composte da due uomini o da due donne. La pretesa quindi è esclusivamente rivolta allo Stato. Se la chiesa cattolica e varie altre chiese, per loro credenza religiosa, desiderano continuare a sposare solo coppie uomo-donna sono e devono essere assolutamente libere di farlo, esattamente come fanno ora coi divorziati; nessuno ha in mente di obbligarle a sposare gay e lesbiche.

Non a caso, in tutti i Paesi in cui anche due uomini, o due donne, possono unirsi in matrimonio (Spagna, Belgio, Olanda, Canada, Massachusetts, da dicembre Sud Africa) nessuna confessione religiosa è obbligata a unire tali coppie in matrimonio. Al contrario. Lo Stato, e le confessioni religiose favorevoli alle nozze dello stesso sesso, li uniscono in matrimonio... loro (le confessioni religiose contrarie alle nozze dello stesso sesso) scelgono liberamente di non farlo.

I Pacs, anche se fatti in maniera ricalcante il matrimonio, sarebbero unioni di serie b... poichè, non avendo storia millenaria e diffusione globale, non avrebbero tutto quel valore simbolico di fusione e amore e perciò sarebbero incapaci di comportare conseguenze sociali relazionali e psicologiche equivalenti a quelle comportate dal matrimonio; inoltre, se fatti al posto di permettere anche ai gay di sposare la persona amata, sarebbero un ghetto in cui limitare i gay al posto di eliminare la discriminazione dei gay dal matrimonio. Si facciano pure i Pacs... ma a patto che essi siano aperti anche alle coppie uomo-donna, che siano affiancati da una maggior tutela delle unioni di fatto e che non ci si illuda che creando i Pacs si risolva la questione delle nozze gay, la quale sarà risolta solo quando anche i gay si potranno unire in matrimonio.

PS: nel merito della tua domanda... io sono convinto che le coppie, siano esse etero o gay, debbano poter scegliere anche di convertire la propria unione in un altro tipo di unione, e che perciò si debba avere la libertà di mutare la propria unione nuziale in Pacs e viceversa; esattamente come avviene, se non ricordo male, in Paesi come l'Olanda (a quanto mi ricordo, coppie di qualsiasi sesso possono ripensare la propria unione convertendo le nozze in partnership -cioè dei pacs evoluti- e viceversa).

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Eroe
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Messaggio da Eroe » dom ago 20, 2006 7:03 pm

Va bene concordo con quanto dici nell'ultima comunque "un grande cammino inizia con un piccolo passo"; ovvero "un piccolo passo è meglio di niente".

equalmarriage
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RE:

Messaggio da equalmarriage » dom ago 20, 2006 9:07 pm

Sì, certo... è ovvio.
Basta che non si spacci il passo in avanti in questione per conquista della parità.

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