Lenta come il vento
Luci soffuse
Un albero adombra
La pineta ed il tuo tempo
Colori tiepidi, sbiaditi.
Luci, ombre e foglie secche
Ricordo le tue mani eleganti
Che mai toccarono il mio viso
E che non conobbero le mie lacrime
E l'intima sorgente dalla quale queste sgorgarono
Anche allora, cara,
Non c'era ragione per piangere
Ma tutto girava così blando con il jazz
Da farmi sentire uno stupido a fuggire
Ruota la centrifuga nella lavatrice
Mentre ti penso vestita come l'autunno
Lontana e indefinita
Così come senza tentare
Rinunciai ad averti
Lascerò che l'autunno mi avvolga ancora
Sarà piangere nei sogni
Mentre tutti al mondo dormono