IL LIMITE COME STILE DI VITA NON DESIDERATO

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barbara70
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Iscritto il: gio gen 19, 2006 11:56 am

IL LIMITE COME STILE DI VITA NON DESIDERATO

Messaggio da barbara70 » gio gen 19, 2006 12:58 pm

A fronte di situazioni negative di ordine puramente materiale(lavoro part-time,vivo per ora in una casa che nn riesco a comprare per tanti cavilli burocaratici, spazi che nn riesco a vivermi per difficoltà burocratiche,i soldi che non bastano neanche per trascinarsi avanti)...comincio ad avere una visione del futuro quasi inesistente...vivo all'insegna della sopravvivenza senza una possibilità di macchina(abito in campagna e lavoro a 35 KM da casa e mi muovo con un motorino diventato fuorilegge per il comune,che nn posso per cui usare),nn ho la possibilità di riscaldarmi, mai un cinema, mai una pizza mai una bevuta con gli amici...Quali amici?gli amici ci sono quando te li puoi permettere,perchè senza la possibilità di condividere neanche una serata insieme, l'imbarazzo è vissuto da ambedue le parti...per chi deve proporre e chi deve rifiutare...sempre.Ho un fidanzato con una malattia del sistema immunitario...e la vita nn è andata a semplificarsi...progetti e voglie che si sono strozzati in un boccone avvelenato...cose cambiate in peggio.La voglia di mare è diventato un sentimento di gelosia nei confronti di chi lo può vedere,e un ricordo doloroso davanti ad immagini proposte. Non ho più divertimenti...faccio l'uncinetto...ho solo trent'anni...ma sono tanti purtroppo per ricominciare o cominciare...arrivati a questo punto si può solo andare avanti e tutto quello che nn si è riusciti a fare fin'ora è andato...nn sono arrivata neanche a un punto di partenza dignitoso...E in mezzo a queste precarietà di cui sono l'unica responsabile insieme alla maledetta sfortuna, che mi fanno incazzare, che nn riesco a risolvere, ma che sono tangibili e spiegabili, parallelamente mi si riempie il cuore di tristezze e paure che nn sono in grado di spiegarmi.
Ho paura di nn riuscire a dare abbastanza affetto a mia nonna,paura che venga a mancare, e di nn poter più amarla, o nn poter più litigare con lei...

paura che mio fratello nn si innamorerà mai, che forse vive con mia madre solo per aiutarla a pagare un'affitto troppo alto, ma nn avere così la possibilità di cominciare una vita propria...paura di ferirlo e di nn fare abbastanza per lui, di nn riuscire a comunicargli quanto bene gli voglio.

Paura di sbagliare di nn riuscire a leggere mai nel modo corretto il senzo della vita, di andare sempre nella direzione sbagliata, Paura di nn farmi capire da mia mamma...

Paura di me paura della mia famiglia di nn riuscire a dimostrargli quanto bene gli voglio.

Questi sentimenti, queste incertezze nn me le spiego, mi nascano dal cuore mi danno un senso di vuoto e soffocamento insieme...e la mia testa si riempie di fantasie melodrammatiche che c'è da vergognrsi a raccontarle a qualcuno...e nn le fermo...vado in ansia e ne vengo travolta.
E adesso mi torvo a scrivere a sconosciuti, da un pc che ovviamente nn mi appartiene...e mi sembra di stare a raschiare proprio il fondo del barile...mah!

Mi sento in colpa

coccinella
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Iscritto il: gio nov 04, 2004 11:23 am

Messaggio da coccinella » gio gen 19, 2006 3:29 pm

barbara, fatti coraggio :)
hai solo 30 anni e non ti va piú bene come hai vissuto fino a questo momento, bene: vuol dire che forse stai imboccando la strada del cambiamento. ti capisco perché la mia vita é costellata di sensi di colpa, e penso di poterti dire che conosco quel senso di incapacitá di trasmettere il proprio affetto agli altri...la tua storia un pochino mi ricorda certi miei eventi del passato, mi ha colpito al cuore.
é difficile trasmettere coraggio tramite un messaggio nel pc, ma ti vorrei dire di assecondare le critiche (sempre se costruttive) che ti stai muovendo, di approfittarne per cercare di cambiare qualcosa, un pochino alla volta. un passetto al giorno.
scusa il messaggio confuso, spero di rileggerti presto
un abbraccio

ELISABETTA
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Località: Lazio

ci sono

Messaggio da ELISABETTA » ven gen 20, 2006 8:46 am

Carissima, pensiamo tutti come te che sia troppo tardi per ricominciare. E quando il dolore ti avvolge in una morsa e ti fa ristagnare o sbattere come una mosca i un barattolo chiuso, non sai proprio cosa fare. La cosa più semplice e più comprensibile è la resa. Ma forse è proprio quel dolore ad insegnarci qualcosa. Ascoltalo e cerca di pensare un pochino a te e di partire da ciò che hai per pochissimo che sia. Io ti sono molto vicina. Scrvi di te, cercheremo tutti di darti un pò di calore. Un abbraccio

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