notate come sia ben nascosta in un mare di chiacchiere l'informazione chiave: il latte in polvere può essere contaminato da batteri, in particolare salmonella ed escherichia sakazaki (quest'ultima ha causato un allarme generale qualche anno fa in europa, dopo la morte di diversi bambini prematuri e di un bambino a termine, in Belgio, a cui è seguito il ritiro di vari stock del prodotto). è ambigua l'affermazione in cui minimizza che le "infezioni sono rare in questo tipo di prodotto" e si può ridurre con la preparazione: non si capisce bene, dal testo, che la presenza di batteri c'è già all'origine, e una preparazione rigorosamente sterile seguita da un consumo immediato non rende sterile un prodotto che può non esserlo già a scatola chiusa, ma semp0licemente evita di peggiorare le cose, perché gli eventuali batteri presenti nella polvere si moltiplicano rapidamente poi nel latte ricostituito con l'acqua. L'ultima frase non si capisce dove vuole andare a parare, se il bambino si ammala allora non è colpa del prodotto, che è contaminato, ma del bambino, che è più vulnerabile di un adulto?latte in polvere per neonati va preparato usando acqua bollita e che sia almeno a 70 °C, cioè che non sia stata fatta raffreddare per più di mezz'ora. Questo tipo di prodotto va preparato sempre fresco; infatti conservare il latte per neonati, dopo averlo preparato, può aumentare il rischio che il neonato si infetti a causa di batteri potenzialmente presenti nell'alimento. Ogni avanzo di latte deve essere sempre scartato; inoltre, quando l'alimento va preparato in un secondo momento rispetto alla bollitura dell'acqua, bisogna conservare l'acqua bollita in un contenitore sigillato e preparare il prodotto fresco solo quando necessario.
Sono questi alcuni consigli sulla preparazione e la conservazione del latte per l'infanzia che la FSA (Agenzia di Sicurezza Alimentare Britannica), in collaborazione col Dipartimento di Sanità, ha pubblicato recentemente. Questa pubblicazione è seguita all'opinione del pannello scientifico sui pericoli biologici dell'EFSA (Agenzia di Sicurezza Alimentare Europea) riguardante i rischi microbiologici legati al latte in polvere per l'infanzia. Salmonella ed Enterobacter sakazakii sarebbero infatti, secondo il pannello di esperti, i due microrganismi che interessano maggiormente la contaminazione del latte in polvere; e sebbene le infezioni da batteri siano rare in questo tipo di prodotti, il rischio può essere ridotto seguendo alcune norme sulla preparazione e la conservazione di questo alimento. ** Le infezioni da Salmonella o da Enterobacter nella prima infanzia sono rare, ma, data la sensibilità dei bambini, le precauzioni devono essere elevate, soprattutto nella fase neonatale. Le indicazioni dell'FSA sono importanti anche per gli asili nido, oltre che per i consumatori.
Ho citato questa notizia, che definisco una pratica di "anestesia mentale", non tanto per i contenuti quanto per una riflessione su un certo modo fuorviante e falsamente rassicurante di porgere l'informazione.
Antonella