barbara3 ha scritto:Domanda: i prodotti certificati aiab prevedono l'obbligo di contenere una certa percentuale di principi attivi oppure no?
Domanda correlata: attualmente non è previsto l'obbligo di indicare la percentuale di princ. attivo sulle confezioni. Se ne sta per caso discutendo o è qualcosa che non viene proprio preso in considerazione?
Thanks!
A parte il sarcasmo provocatorio con cui viene posta la questione delle percentuali di funzionali presenti , dal mio punto di vista posso assicurarvi che in sede di comitato scientifico ICEA la questione è stata più volte sollevata non tanto in termini di percentuale di attivi quanto in percentuale di ingredienti di origine naturale e biologica.
E se al momento non si è ancora arrivati ad una scelta precisa in materia è perché si sta tentando di coordinare a livello europeo uno standard comune per tutti le associazioni di certificazione per meglio inquadrare nel rispetto del consumatore il cosmetico bioecologico
La proposta fatta è quella di dividere il prodotto in due categorie e come già avviene in Francia
1) Ecological
composto da ingredienti ammessi dal disciplinare con un minimo del 95% di ingredienti naturali o di origine naturale compresa l’acqua e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti, ecc)
2) Ecological and Organic
composto da un minimo del 95% di ingredienti vegetali certificati “Organic”
( biologici) compresa l’acqua sul totale dei componenti di origine vegetale e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti,
Per quanto riguarda poi l’attivo presente degli ingredienti vantati in etichetta valgono le stesse regole di sempre e che riguardano tutti i cosmetici certificati e non . Se viene pubblicizzata una certa attività cosmetica sulla pelle (es. idratante, antiage ecc.) è il produttore che deve dimostrare la funzionalità del suo prodotto in sede di dossier .
Sulle percentuali non sono molto d’accordo nell’imporre alle azienda produttrici la dichiarazione in etichetta perché dal mio punto di vista potrebbero sorgere troppi malintesi e messaggi fuorvianti per il pubblico con il risultato che molti produttori potrebbero avvantaggiarsene a discapito di altri
Faccio un esempio
Se nella lista degli ingredienti trovate Camomilla recutita ( la Camomilla comune per intenderci) vi siete mai chiesti in quante forme estrattive può essere presente nel prodotto?
Almeno in 7 forme di estratti
Le volete proprio tutte? Eccole:
Acqua distillata
Olio essenziale
Oleolito
Estratto fluido
Estratto molle
Estratto secco
Infuso
L’obbligo di indicarne le percentuali in etichetta farebbe propendere molti ad utlizzare le forme estrattive più diluite con percentuali che convincerebbero chiunque a preferire il 30% di acqua distillata di Camomilla biologica rispetto all’estratto secco 1% titolato in apigenina anche se più funzionale dell’acqua distillata in fatto di azione lenitiva e calmante . Come spiegare al consumatore la differenza ?
Saluti
A parte il sarcasmo provocatorio con cui viene posta la questione delle percentuali di funzionali presenti , dal mio punto di vista posso assicurarvi che in sede di comitato scientifico ICEA la questione è stata più volte sollevata non tanto in termini di percentuale di attivi quanto in percentuale di ingredienti di origine naturale e biologica.
E se al momento non si è ancora arrivati ad una scelta precisa in materia è perché si sta tentando di coordinare a livello europeo uno standard comune per tutti le associazioni di certificazione per meglio inquadrare nel rispetto del consumatore il cosmetico bioecologico
La proposta fatta è quella di dividere il prodotto in due categorie e come già avviene in Francia
1) Ecological
composto da ingredienti ammessi dal disciplinare con un minimo del 95% di ingredienti naturali o di origine naturale compresa l’acqua e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti, ecc)
2) Ecological and Organic
composto da un minimo del 95% di ingredienti vegetali certificati “Organic”
( biologici) compresa l’acqua sul totale dei componenti di origine vegetale e un 5% massimo di ingredienti sintetici ammessi sul totale degli ingredienti (es. conservanti, antiossidanti,
Per quanto riguarda poi l’attivo presente degli ingredienti vantati in etichetta valgono le stesse regole di sempre e che riguardano tutti i cosmetici certificati e non . Se viene pubblicizzata una certa attività cosmetica sulla pelle (es. idratante, antiage ecc.) è il produttore che deve dimostrare la funzionalità del suo prodotto in sede di dossier .
Sulle percentuali non sono molto d’accordo nell’imporre alle azienda produttrici la dichiarazione in etichetta perché dal mio punto di vista potrebbero sorgere troppi malintesi e messaggi fuorvianti per il pubblico con il risultato che molti produttori potrebbero avvantaggiarsene a discapito di altri
Faccio un esempio
Se nella lista degli ingredienti trovate Camomilla recutita ( la Camomilla comune per intenderci) vi siete mai chiesti in quante forme estrattive può essere presente nel prodotto?
Almeno in 7 forme di estratti
Le volete proprio tutte? Eccole:
Acqua distillata
Olio essenziale
Oleolito
Estratto fluido
Estratto molle
Estratto secco
Infuso
L’obbligo di indicarne le percentuali in etichetta farebbe propendere molti ad utlizzare le forme estrattive più diluite con percentuali che convincerebbero chiunque a preferire il 30% di acqua distillata di Camomilla biologica rispetto all’estratto secco 1% titolato in apigenina anche se più funzionale dell’acqua distillata in fatto di azione lenitiva e calmante . Come spiegare al consumatore la differenza ?
Saluti