Pagina 1 di 1

Estratto di semi di pompelmo

Inviato: mer mag 25, 2005 8:46 pm
da Marco Valussi
Ciao a tutte/i
Dato che ogni tanto riemerge l'argomento semi di pompelmo, ho riassunto i dati relatici, e qui di seguito ve li offro.
Ciao
Marco


Il marketing pressante e l'utilizzo generalizzato nel campo della medicina naturale dell'estratto di semi e polpa secca di pompelmo (d'ora in poi GSE, per Grapefruit Seed Extract), conosciuto commercialmente tra gli altri come citridal, è fonte di preoccupazione. Il GSE viene infatti proposto non solo come conservante “naturale” ma anche come “antibiotico naturale” per combattere problemi infettivi (come la candida), e quindi proposto per l'assunzione orale.

Tutto ciò è preoccupante per varie ragioni.
Sakamoto et al. (1996) sono stati i primi ad analizzare GSE commerciali. Fino a quel momento infatti gli studi in vitro si erano concentrati sul tipo ed il meccanismo di attività antimicrobica. In questo studio gli autori hanno comparato la compostizione chimica di un GSE commerciale ed di uno “fatto in casa” con estrazione etanolica, mediante HPLC e LC/MS. Il cromatogramma HPLC del GSE commerciale si è rivelato alquanto differente da quello dell'estratto preparato in laboratorio. Sono stati identificati tre picchi anomali, due dei quali sono stati ascritti al metil-p-idrossibenzoato e al 2,4,4'-tricloro-2'-idrossidifeniletere (triclosano). La presenza del triclosano è stata confermata anche col metodo LC/MS.

I risultati di Sakamoto et al sono stati confermati tre anni più tardi da von Woedtke et al. (1999). Gli autori hanno analizzato sei tipi di GSE.
L'analisi voleva chiarire l'effetto degli estratti su vari batteri, ed il contenuto degli estratti stessi. Cinque degli estratti hanno mostrato una forte attività di inibizione della crescita dei seguenti patogeni: Bacillus subtilis, Micrococcus flavus, Staphylococcus aureus, Serratia marcescens, Escherichia coli, Proteus mirabilis, e Candida maltosa. L'analisi dei sei estratti ha rivelato che nei cinque estratti attivi era presente un conservante sintetico, il benzetonio cloruro, e che tre degli estratti (sempre sui cinque attivi) contenevano anche altri due conservanti: metil parabene e triclosano. Solo uno degli estratti commerciali non ha mostrato la presenza di conservanti, ma in questo, come nei vari estratti preparati in laboratorio come termine di paragone, non è stata rilevata alcuna attività antimicrobica. Gli autori concludono che la potente e quasi universale attività antimicrobica attribuita al GSE è dovuta meramente alla presenza di conservanti di sintesi.

Uno studio molto recente contribuisce ad una maggiore chiarezza. Cvetnic e Vladimir-Knezevic (2004) partono infatti con il dichiarato proposito di fare luce sull'efficacia degli estratti di pompelmo. Per fare questo, piuttosto che da uno studio comparativo come i precedenti, partono dall'analisi e valutazione di estratti fatti in laboratorio, testati su 20 ceppi batterici e 10 fungini. A differenza dello studio di von Woedtke et al. (1999), che non aveva mostrato alcuna efficacia degli estratti etanolici in laboratorio, gli autori mostrano che l'estratto è attivo su Gram +, poco o nulla su Gram -, poco attivo su lieviti. L'effetto più interessante è quello su Salmonella enteritidis, con una MIC di 2.06%, m/V, in tutti gli altri casi le MIV sono superiori, dal 4.13% al 16.50%. Anche se i risultati sono migliori di quelli che si poteva aspettare dallo studio di von Woedtke et al. (1999), essi sono ancora lontani da quelli vantati dai GSE commerciali. Gli autori concludono che l'attività antimicrobica dei GSE commerciali potrebbe non derivare solamente dai conservanti sintetici, ma che sono necessari ulteriori studi per poter supportare l'utilizzo medico del GSE.

Rimane comunque un problema: anche in questo lavoro, negli estratti fatti in casa, non sono stati rilevati composti quaternari (quat) come il benzetonio cloruro, contrariamente a quanto dichiarato dalla casa produttrice che vorrebbe che i composti identificati come conservanti da von Woedtke et al. (1999) e Sakamoto et al. (1996) null'altro fossero che composti quat naturalmente sviluppati nel processo di estrazione e non tossici.

Inoltre la letteratura recente ha chiarito in parte i meccanismi di azione del GSE: l'estratto agirebbe mediante la distruzione della membrana batterica ed il riversamento del citoplasma all'esterno in 15 minuti (Reagor et al 2002; Heggers et al 2002). Se il meccanismo è questo, allora vanno moderate di molto anche le dichiarazioni che il GSE sarebbe un antipatogeno selettivo che non danneggia la flora batterica. Il meccanismo di distruzione della membrana batterica non permette infatti alcuna distinzione tra batteri "amici" e "nemici".

Questi dati impongono due serie di considerazioni: la prima riguarda l'aspetto ciarlatanesco (al limite della frode) della proposta GSE, che approfitta della diffusa e acritica propensione di molti consumatori per i prodotti targati “naturale” per propinargli un prodotto adulterato (tra l'altro vale la pena ricordare che il processo di produzione del GSE, come spiegato nei tanti libretti che lo pubblicizzano, non è una estrazione, come il nome vorrebbe indurre a pensare, bensì un processo molto più complesso, con molti passaggi fermentativi e di semisintesi, per cui parlare di prodotto naturale pare abbastanza forzato).

Il secondo, molto più preoccupante, riguarda gli effetti a lungo termine dell'ingestione dei composti di adulterazione; vediamoli più da vicino.

1. Benzetonio cloruro: usato comunemente come disinfettante nei prodotti cosmetici, classificato in UE come veleno di classe 2 a causa della sua teratogenicità e causticità. La percentuale ritrovata in alcuni GSE arriva all'8% (Takeoka et al 2001), molto più della normale percentuale usata nei cosmetici. Lo Environmental Defense Fund lo descrive come un “sospetto intossicante endocrino” che manca di “dati necessari ad una valutazione di sicurezza” (scorecard.org). Secondo il National Institute for Occupational Health and Safety l'ingestione della sostanza potrebbe portare a “diarrea, nausea, vomito, collasso, convulsioni e coma” (cdc.gov).
Viene proposto da alcune fonti che il benzetonio cloruro rilevato nelle analisi sarebbe in realtà un quat simile al benzetonio cloruro, un sottoprodotto del processo produttivo del GSE, e che non sarebbe tossico. Questa affermazione presuppone che i laboratori di analisi non siano stati in grado di distinguere tra questo quat ed il benzetonio, cosa che sembra difficile. Inoltre la produzione di questo quat attraverso una ammoniazione dei flavonoidi è “poco probabile” (Takeoka et al 2001).

2. Triclosano: strutturalmente legato a vari composti bis-fenil policlorinati e e bis-fenil clorofenoli che sembrano sospetti dal punto di vista della salute umana. La Environmental Protection Agency mette il triclosano nell'elenco dei pesticidi (epa.gov). Viene ampiamente usato in cosmesi e nei saponi antibiotici. E'approvato per uso topico e sulle mucose ma non per uso orale.







Bibliografia
[cdc.gov 07-04-05] http://www.cdc.gov/niosh/ipcsneng/neng0387.html
[epa.gov 07-04-05] http://www.epa.gov/opppmsd1/foia/reviews/054901.htm
[scorecard.org 07-04-05] http://www.scorecard.org/chemical-profi ... d=121-54-0
Cvetnic Z, Vladimir-Knezevic S (2004) Antimicrobial activity of grapefruit seed and pulp ethanolic extractActa Pharm. 54,. 243-250
grapefruit-seed extract as an antibacterial agent: I. An in vitro agar assay, J. Altern. Complement.
Heggers J. P. , Cottingham J. , Gusman J. , Reagor L. , McCoy L. , Carino E. , Cox R. e Zhao J. G. (2002)
Med. 8 325-332.
of action and in vitro toxicity, J. Altern. Complement. Med. 8 333-340.
Reagor L., Gusman J., McCoy L. , Carino E. e Heggers J. P. (2002) The effectiveness of processed
Sakamoto S, Sato K, Maitani T, Yamada T. (1996) [Analysis of components in natural food additive "grapefruit seed extract" by HPLC and LC/MS] Eisei Shikenjo Hokoku.;(114):38-42
Takeoka GR, Dao LT, Wong RY, Lundin RE, Mahoney NE (2001) Identification of benzethoium chloride in commercial Grapefruit seed Extracts. J Agric. Food Chem. 49,: 3316-20
The effectiveness of processed grapefruit-seed extract as an antibacterial agent: II. Mechanism
von Woedtke T, Schluter B, Pflegel P, Lindequist U, Julich WD. (1999)Aspects of the antimicrobial efficacy of grapefruit seed extract and its relation to preservative substances contained. Pharmazie; 54(6):452-6.

Inviato: gio mag 26, 2005 6:18 am
da Lola
Marco grazie grazie grazie!!! Interessantissimo, finalmente totale chiarezza!
Non mancherò di segnalare questo 3D ogni volta che risalterà fuori l'argomento.

Lola

Inviato: gio mag 26, 2005 8:24 am
da michelar
Stavo giusto per ricomprarli per il problema candida, ma a questo punto cercherò di seguire una dieta + equilibrata e tutte gli altri accorgimenti per cercare di limitarla.

Michela

Inviato: gio mag 26, 2005 8:40 am
da michelar
Facendo una ricerca sul vecchio Forum ho trovato un tuo intervento in cui dicevi :

Inoltre é altamente consigliato l'utilizzo di aglio e di semi di lino o di psillio, l'aglio perché agisce abbastanza selettivamente sui saprofiti (candida) e i semi perché sono dei buoni prebiotici nel senso che forniscono alcuni acidi grassi utili per la crescita dei fermenti.

Allora in casa ho i semi di lino (li uso per fare il gel per i capelli), come devo usarli , li faccio bollire e poi li mangio ?

Scusa per OT

Grazie Michela

Inviato: gio mag 26, 2005 9:00 am
da Marco Valussi
michelar ha scritto:Facendo una ricerca sul vecchio Forum ho trovato un tuo intervento in cui dicevi :

Inoltre é altamente consigliato l'utilizzo di aglio e di semi di lino o di psillio, l'aglio perché agisce abbastanza selettivamente sui saprofiti (candida) e i semi perché sono dei buoni prebiotici nel senso che forniscono alcuni acidi grassi utili per la crescita dei fermenti.

Allora in casa ho i semi di lino (li uso per fare il gel per i capelli), come devo usarli , li faccio bollire e poi li mangio ?

Scusa per OT

Grazie Michela
Ciao Michela,
i semi di lino li devi ingerire cosi come sono, due cucchiai alla mattina e due alla sera, e di seguito devi bere un abbondante bicchiere di acqua tiepida, in modo che i semi si gonfino a livello intestinale. Oppure puoi fare una polvere di semi di lino, mescolarla ad aglio fresco passato allo schiacciaaglio, ingollarti la pappetta schifosa e bere moooolta acqua dietro (se sei delicata di stomaco questo dovrebbe evitare o ridurre infiammazioni, perchè l'aglio viene veicolato dai semi di lino).
Ciao
marco

Inviato: gio mag 26, 2005 9:20 am
da michelar
Grazie sei stato molto gentile.
Certo che la vedo dura ingoiare 2 cucchiai di semi di lino ma ci provo.
La pappetta con l'aglio la tengo per i casi di VERA emergenza.

Grazie

Michela

Inviato: gio mag 26, 2005 6:41 pm
da Ospite
Salute,

lode e gloria alla pianta allium sativum; Dio se mai sia esistito e abbia a che fare con la Creazione deve aver dato molto della sua acribia nell'aver dato alla luce questo vegetale!

Perdonatemi questo breve elogio, mi sembrava dovuto così come un ringraziamento particolare a Marco.

Buona serata.

Inviato: ven mag 27, 2005 8:22 am
da michelar
Immagino che assumere aglio tramite compresse o similari non abbia lo stesso effetto , vero ?

Ieri sera ho mangiato i semi di lino ma ho dovuto mettere i semi dentro lo yogurt per riuscire a mangiarli.

Michela

Inviato: ven mag 27, 2005 9:43 am
da elena
Ciao, la mia erborista mi aveva consigliato di mettere i semi di lino a bagno in un po' d'acqua e di bere il tutto al mattino, forse è più facile mandarli giù!Cosa ne pensi Marco?
Ciao Elena

Inviato: ven mag 27, 2005 10:00 am
da michelar
Preferisco metterli nello yogurt perchè se li tieni nell'acqua viene fuori una specie di gel (lo faccio per i capelli).

Michela

Inviato: ven mag 27, 2005 10:46 am
da Laura12
Ma li pestate o frullate i semi di lino prima di ingerirli?
No perchè sennò passano intatti nell'intestino senza assorbirne nulla.

Inviato: ven mag 27, 2005 11:00 am
da michelar
Marco Valussi suggerisce di ingerirli così come sono e bere dopo un abbondante bicchiere d'acqua, ma così come sono è veramente difficile mangiarli, mentre se li metto nello yogurt ci riesco abbastanza bene.
Dopo bevo l'acqua.


Michela

Inviato: ven mag 27, 2005 11:54 am
da Laura12
Mmmmh, forse così funziona per eventuale stitichezza, ma se vuoi assorbirne i grassi.....i semi sono piccoli e con la scorza dura, difficile che si possa digerirli e assimilarli se non frantumati.
Infatti Valussi consiglia anche di assumerli polverizzati.