INCI CHE NON CONOSCO!

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per approfondimenti sui giudizi espressi del BioDizionario sugli ingredienti Cosmetici e Alimentari

Moderatore: Erica Congiu

oly
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INCI CHE NON CONOSCO!

Messaggio da oly » lun mag 16, 2005 7:29 pm

Ciao a tutti !!
Vi trascrivo gli inci di questo sapone di Marsiglia per sapere se vi sembra ok . IO già ho controllato sul bio-dizionario e sono tutti ok eccetto SODIUM TALLOWATE che ha un pallino rosso;inoltre c’è un ingrediente non segnato nel bio- dizionario “LIMONENE” chi lo conosce può darmi delucidazioni??

SODIUM TALLOWATE; SODIUM COCOATE; AQUA; PARFUM; GLYCERIN; SODIUM CHLORIDE; TITANIUM DIOXIDE; TETRASODIUM EDTA; LIMONENE; CITRONELLOLO; GERANIOLO.

Nel complesso che dite è un buon sapone??
Grazie anticipatamente a chi sa aiutarmi
oly

barbara3
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Messaggio da barbara3 » lun mag 16, 2005 7:31 pm

il limonene è un componente dell'olio essenziale del limone, o comunque del limone, che è un possibile allergizzante e quindi con la nuova legge dev'essere indicato sull'etichetta. Sono tali anche il geraniolo e il citronellolo.

il sodium tallowate è rosso perchè di origine animale.

Fabrizio Zago

Messaggio da Fabrizio Zago » lun mag 16, 2005 8:11 pm

Cara Oly,
come dice la mitica Barbara3: "il sodium tallowate è rosso perchè di origine animale.", da aggiungere solo che di norma rappresenta dal 60 all'80 % della saponetta. Tanto buona non è anche perché il mercato ormai ne offre tantissime fatte solo con oli vegetali (sodium palmate e sodium cocoate).
Ciao
Fabrizio

Fiorenzo
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Messaggio da Fiorenzo » lun mag 16, 2005 11:16 pm

Ciao...
posso riflettere un attimo con voi?

Le saponette usualmente in commercio, contengono o ingredienti di origine animale, oppure vegetale (in genere cocco e palma).

A volte la semplice origine vegetale non è detto che sia sempre e comunque la scelta più ecologica in senso lato...
Mi spiego meglio; siamo italiani, e abbiamo una produzione propria di olio di oliva di tutto rispetto.
Usare i propri prodotti, invece che importarli, pone degli indubbi vantaggi in termini di impiego delle risorse.
Questo non succede per la produzione di olio di palma che in tempi recenti ha posto il problema della distruzione delle foreste tropicali.

Anche se ci sono dei distributori che applicano nella coltivazione criteri di ecosostenibilità etc.
come facciamo a sapere che il palma saponificato che usiamo deriva da una risposta a una esigenza di buon impiego delle risorse e non deriva invece da un deforestamento indiscriminato?

Se ho ragione (e non lo so, è richiesto il vostro parere)
allora i doppi pallini verdi del sodium palmate nel biodizionario, non sono forse suscettibili di eventuale cambiamento?



Fiore

Ospite

Messaggio da Ospite » mar mag 17, 2005 8:39 pm

Salute Fiorenzo,

io credo che tu abbia centrato il vero problema del biodizionario, il vero problema nell'avere un documento, una lista che dia un giudizio univoco per ogni sostanza.

Perchè credo che sia fuor di dubbio che Fabrizio darebbe una segnalazione rossa o doppio rossa al sapone completamente da grassi vegetali ma ottenuti senza tenere conto della bioeco-sostenibilità.

Uguale, sodium stearate per dirne una: non me ne voglia Fabrizio, ma penso di interpretare correttamente il suo giudizio (che poi sarebbe il giudizio concorde a priori di chi sostiene il bio-eco) se dichiaro che darebbe semaforo rosso nel caso il grasso provenisse da fonte animale o sintetica, mentre semaforo verde per la 'vegetalità' (concedetemi o voi, signore implacabili dalla penna rossa in mano!).

Ciao.

clara
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Messaggio da clara » mer mag 18, 2005 8:42 am

Ciao,
In effetti anche se a me il grasso animale fa un po' schifo (mai passati vino ad un saponificio mentre entra un bel camion di ossa ???) il problema delle piantagioni di palma con relativa deforestazione è reale.
Considerando che non mi pare che si uccidano animali per farne il sapone ma si usino gli scarti di macellazione, se non ci sono problemi nel ciclo produttivo del sodium tallowate (chiedo) , forse il rosso è un po' eccessivo.

Lola
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Messaggio da Lola » mer mag 18, 2005 8:45 am

Immagino che ci sia il rosso per i vegan.

Lola

Sissi
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Messaggio da Sissi » mer mag 18, 2005 9:59 am

vabbe ma allora si dovrebbe fare un biodiz solo per i vegan visto che non tutti hanno problemi con le sostanze di origine animale...o almeno specificare qual'è il motivo del giudizio negativo cosi da permettere a chi lo utilizza di farsi una propria coscienza personale e non dover aderire per forza, senza diritto di scelta, a una prestabilità...ma sono sicura che nel biodiz cartaceo tutto questo ci sarà, non è vero?;=)

Ospite

Messaggio da Ospite » mer mag 18, 2005 11:43 am

Salute Sissi,

la vedo dura una spiegazione esauriente per ogni sostanza... non vorremo mica un Fabrizio internato in una casa di riposo per chimici... esauriti! Direi ci serve ancora per un bel pezzo.

Ad ogni modo il problema è più arduo da risolvere che con l'uso del solo biodizionario per i vegani o per chi ha a cuore di non utilizzare lo sfruttamento faunistico, perchè una stessa sostanza può essere sintetizzata partendo da materie prime di origine animali, vegetali o sintetiche.

Ciao.

Sissi
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Messaggio da Sissi » mer mag 18, 2005 12:18 pm

vittorio urbani ha scritto:Salute Sissi,

la vedo dura una spiegazione esauriente per ogni sostanza... non vorremo mica un Fabrizio internato in una casa di riposo per chimici... esauriti! Direi ci serve ancora per un bel pezzo.

.
non glielo auguro di certo!:)
però è anche vero che se una persona compra il biodiz su cartaceo si aspetta spiegazioni più esaurienti di quelle reperibili su internet e sopratutto non sempre sarà disposto a venire sul forum a chiedere spiegazioni di conseguenza penso che sarebbe una cosa da fare, in modo anche sintetico, sia chiaro,ma necessaria.

Ospite

Messaggio da Ospite » mer mag 18, 2005 6:20 pm

Sì, senza dubbio hai ragione, però dovrebbero scrivere anche in etichetta:

sodium stearate (vegetable source)

a mio modesto avviso.

Ciao.

Sissi
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Messaggio da Sissi » mer mag 18, 2005 6:56 pm

beh certo sarebbe l'ideale:=)

Fabrizio Zago

Messaggio da Fabrizio Zago » gio mag 19, 2005 9:43 pm

...eppure "la vedo dura una spiegazione esauriente per ogni sostanza... non vorremo mica un Fabrizio internato in una casa di riposo per chimici... esauriti! Direi ci serve ancora per un bel pezzo" grazie per l'ultima parte. Per la prima invece il rishcio è grosso: 6000 sostanze sono veramente tante per dare una spiegazione completa.
Ma tornando ai saponi direi che il rosso al Tallowate resterà ancora per un bel pezzo e questo non solo per la derivazione animale (e basta) ma anche perché il sapone di cocco è molto più delicato.
E' vero che con le coltivazioni selavagge di cooc sono stati fatti dei disastri ma è anche vero che da alcuni anni opra una associazione la "RSPO" che garantisce il rispetto della natura nelle zone di coltivazione e ci sono molti fabbricanti di materie prime che si stanno associando o che lo hanno già fatto...buon segna questo!
Ciao
Fabrizio

Ospite

Messaggio da Ospite » gio mag 19, 2005 10:22 pm

Salute Fabrizio,

perdonami ma questa non te la passo!!;-) Il sapone di sego è PIù delicato del sapone di cocco: non mi sovvertire anni di esperienza da saponificatore e di letteratura sull'argomento, vorrei fosse l'inverso, ma suvvia!

Ciao.

Fabrizio Zago

Messaggio da Fabrizio Zago » ven mag 20, 2005 7:02 pm

Caro Vittorio,
la discussione sarebbe lunghissima. Sai cosa ti dico? Che a me ed è risaputo, i saponi non mi piacciono molto e quindi cocco o sego fa poca differenza. Ma ti assicuro che l'irritazione dei due formulati è molto diversa a seconda dei test che si usano. Se il test è particolarmente sensibile alla dimensione molecolare ecco che il sego non ha problemi a uscire bene mentre con altri test succede in contrario.
Ciao
Fabrizio

P.S. suvvia!

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