Sanificante per semi e germogli
Inviato: sab giu 01, 2013 3:34 pm
Buongiorno,
mi permetto di riproporre di seguito un argomento che non ha riscontrato successo nella sezione di alimentazione crudista. L'argomendo riguarda la sanificazione dei semi da germoglio e dei germogli prodotti nella propria cucina.
Ho letto che negli Usa la Food and Drug Administration sconsiglia il consumo di germogli - e cibi crudi, in genere - a bambini, donne incinte e persone debilitate e consiglia caldamente di lavare semi e germogli in una soluzione di ipoclorito di calcio (20.000 ppm) per abbatterne la carica batterica.
Vi sono molte ricerche internazionali che infirmano questo "consiglio" della FDA, ad esempio risulterebbe altrettando efficace una soluzione con l'1% di acido peracetico. Tutte queste ricerche, molto interessanti, sono rivolte al settore industriale. Volevo chiedere per la produzione di germogli casalinga conoscete dei metodi semplici, facilmente reperibili e sicuri per ridurre la carica batterica dei semi prima della germinazione e dei germogli, una volta ottenuti, che non sia il ricorso a composti del cloro?
Ad esempio, l'aceto: è utile a questi fini? In che dosi?
Tra i prodotti industriali, non facilmente reperibili (e non facilmente gestibili in cucina) i più interessanti sembrano essere: il perossido d'idrogeno di grado alimentare (acqua ossigenata 35%), l'acido peracetico e l'acido percitrico. Di questi ho provato l'acido peracetico: va bene per il lavaggio dei semi, ma "brucia" i germogli, in particolare quelli di ravanello.
In commercio esistono anche dispositivi che permettono di abbattere la carica batterica di alimenti. Escludendo il ricorso all'ozono (in quanto i piccoli ozonizzatori "cinesi" insieme all'ozono possono emettere sostanze nocive) e all'acqua acida (prodotta dagli ionizzatori di acqua che, però, costano più di 1500 euro), rimane l'argento colloidale autoprodotto in casa da generatore (che comunque costa 400 euro e richiede acqua bidistillata).
Grazie e buon lavoro
mi permetto di riproporre di seguito un argomento che non ha riscontrato successo nella sezione di alimentazione crudista. L'argomendo riguarda la sanificazione dei semi da germoglio e dei germogli prodotti nella propria cucina.
Ho letto che negli Usa la Food and Drug Administration sconsiglia il consumo di germogli - e cibi crudi, in genere - a bambini, donne incinte e persone debilitate e consiglia caldamente di lavare semi e germogli in una soluzione di ipoclorito di calcio (20.000 ppm) per abbatterne la carica batterica.
Vi sono molte ricerche internazionali che infirmano questo "consiglio" della FDA, ad esempio risulterebbe altrettando efficace una soluzione con l'1% di acido peracetico. Tutte queste ricerche, molto interessanti, sono rivolte al settore industriale. Volevo chiedere per la produzione di germogli casalinga conoscete dei metodi semplici, facilmente reperibili e sicuri per ridurre la carica batterica dei semi prima della germinazione e dei germogli, una volta ottenuti, che non sia il ricorso a composti del cloro?
Ad esempio, l'aceto: è utile a questi fini? In che dosi?
Tra i prodotti industriali, non facilmente reperibili (e non facilmente gestibili in cucina) i più interessanti sembrano essere: il perossido d'idrogeno di grado alimentare (acqua ossigenata 35%), l'acido peracetico e l'acido percitrico. Di questi ho provato l'acido peracetico: va bene per il lavaggio dei semi, ma "brucia" i germogli, in particolare quelli di ravanello.
In commercio esistono anche dispositivi che permettono di abbattere la carica batterica di alimenti. Escludendo il ricorso all'ozono (in quanto i piccoli ozonizzatori "cinesi" insieme all'ozono possono emettere sostanze nocive) e all'acqua acida (prodotta dagli ionizzatori di acqua che, però, costano più di 1500 euro), rimane l'argento colloidale autoprodotto in casa da generatore (che comunque costa 400 euro e richiede acqua bidistillata).
Grazie e buon lavoro