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EDTA e PubMed

Inviato: mer lug 25, 2012 2:27 pm
da monihen
Ciao a tutti!
Intanto vi ringrazio perchè da quando seguo questo forum ho molti strumenti in più che mi permettono di valutare meglio quello che acquisto e anche in generale nei miei comportamenti quotidiani, e soprattutto grazie a Fabrizio che mette a disposizione con generosità le sue conoscenze.
Ho aperto questo argomento perchè ho bisogno di un chiarimento su ciò che ho letto in questo studio pubblicato su PubMed:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22595911
Abstract
PurposeTo investigate the toxic effects of ethylenediaminetetraacetic acid disodium salt (EDTA), a corneal penetration enhancer in topical ophthalmic formulations, on DNA in human corneal epithelial cells (HCEs), and to investigate whether the effect induced by EDTA can be inhibited by high molecular weight hyaluronan (HA).MethodsCells were exposed to EDTA in concentrations ranging from 0.00001 to 0.01% for 60 min, or 30 min high molecular weight HA pretreatment followed by EDTA treatment. The cell viability was measured by the MTT test. Cell apoptosis was determined with annexin V staining by flow cytometry. The DNA single- and double-strand breaks of HCEs were examined by alkaline comet assay and by immunofluorescence microscope detection of the phosphorylated form of histone variant H2AX (γH2AX) foci, respectively. Reactive oxygen species (ROS) production was assessed by the fluorescent probe, 2', 7'-dichlorodihydrofluorescein diacetate.ResultsEDTA exhibited no adverse effect on cell viability and did not induce cell apoptosis in human corneal epithelial cells at concentrations lower than 0.01%. However, a significant increase of DNA single- and double-strand breaks was observed in a dose-dependent manner with all the concentrations of EDTA tested in HCEs. In addition, EDTA treatment led to elevated ROS generation. Moreover, 30 min preincubation with high molecular weight HA significantly decreased EDTA-induced ROS generation and DNA damage.ConclusionsEDTA could induce DNA damage in HCEs, probably through oxidative stress. Furthermore, high molecular weight HA was an effective protective agent that had antioxidant properties and decreased DNA damage induced by EDTA.


volevo chiedere a Fabrizio se l'EDTA a cui fanno riferimento è lo stesso dei vari disodium ecc. che trovo a doppio pallino rosso sul biodizionario, perchè finora avevo letto che il problema era legato alla non biodegradabilità e al fatto che smuovendo i metalli pesanti sui fondali marini creava conseguenze poi sugli organismi acquatici.
Se ho capito bene, però, questo studio dice che l'EDTA può creare uno stress ossidativo con danno al DNA sull'uomo.
A parte che questo avvalorerebbe la tesi (per chi ancora avesse dei dubbi) che ciò che fa male all'ambiente non fa bene all'uomo, ma a me servirebbe per non scrivere delle castronerie su delle informazioni che sto raccogliendo.
Grazie!

Monica

Re: EDTA e PubMed

Inviato: mer lug 25, 2012 6:48 pm
da Fabrizio Zago
"volevo chiedere a Fabrizio se l'EDTA a cui fanno riferimento è lo stesso dei vari disodium ecc. che trovo a doppio pallino rosso sul biodizionario"
Sì, è proprio lo stesso.
Io parto sempre dall'aspetto ecologico di una sostanza e seguo anche il tuo principio che se fa male ai pesci magari fa male anche all'essere umano.
Sul test descritto io ci andrei molto piano a prenderlo come verità infusa. Quello che voglio dire è che certamente le persone che hanno fatto quel test lo hanno condotto nel rispetto delle regole ma è altrettanto vero che se sottoponiamo migliaia di sostanze ad un test uguale il rischio che si evidenzino problemi a livello DNA è elevatissimo.
Prova a fare questo test con del comunissimo alcol etilico e ti usciranno dati spaventevoli.
Insomma se non vuoi apparire come una sprovveduta vedi di ponderare bene la tua "raccolta di informazioni" perché molte possono essere fuorvianti.
Ma ce la farai.
Ciao
Fabrizio

Re: EDTA e PubMed

Inviato: gio lug 26, 2012 11:49 am
da monihen
E’ vero Fabrizio, moltissime cose ci possono provocare stress ossidativo e danni al DNA, anche un alimento sano e naturale in un soggetto allergico provoca un bel po’ di danni.
Leggendo quello studio riflettevo solo sul fatto che se ad esempio una sostanza come quella valutata singolarmente può provocare una certa reazione, cosa può fare se la mettiamo in un composto che magari contiene altri componenti verso i quali magari c’è già una certa allerta. Si rischia che si crei un accumulo di potenziali reazioni negative.
Mi piace valutare le informazioni che ricevo basandomi su qualcosa di concreto e cercare studi pubblicati in merito mi sembrava una cosa sensata. Non essendo ne un medico ne un chimico mi rendo conto che è difficile interpretarli nella giusta misura.
Per cui ti ringrazio ancora per la risposta. :)
Ciao
Monica