profumi cruelty free

Forum di supporto al nuovo Biodizionario.it
per approfondimenti sui giudizi espressi del BioDizionario sugli ingredienti Cosmetici e Alimentari

Moderatori: laura serpilli, Erica Congiu

Laura12
Messaggi: 2799
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 am

Re: profumi cruelty free

Messaggio da Laura12 » gio feb 17, 2011 8:48 pm

AlanAdler ha scritto:..augurando di essere riuscito a chiarire forse un po' le idee a Miaol e ad altri utenti interessati all'acquisto di prodotti crulty free.
Per la verità hai riportato le stesse argomentazioni ormai vecchie come il cucco e superate dalla normativa vigente :roll:

AlanAdler
Messaggi: 1346
Iscritto il: sab gen 06, 2007 11:06 pm
Controllo antispam: cinque
Contatta:

Re: profumi cruelty free

Messaggio da AlanAdler » gio feb 17, 2011 8:52 pm

Laura12 ha scritto:
AlanAdler ha scritto:..augurando di essere riuscito a chiarire forse un po' le idee a Miaol e ad altri utenti interessati all'acquisto di prodotti crulty free.
Per la verità hai riportato le stesse argomentazioni ormai vecchie come il cucco e superate dalla normativa vigente :roll:
a cosa ti riferisci esattamente?

ciao e buona serata,
Riccardo

Laura12
Messaggi: 2799
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 am

Re: profumi cruelty free

Messaggio da Laura12 » gio feb 17, 2011 9:00 pm

AlanAdler ha scritto:a cosa ti riferisci esattamente?
Se ti informi sulla normativa vigente e leggi con attenzione gli interventi di Zago ci arrivi senza che si ripeta daccapo sempre le stesse cose.

AlanAdler
Messaggi: 1346
Iscritto il: sab gen 06, 2007 11:06 pm
Controllo antispam: cinque
Contatta:

Re: profumi cruelty free

Messaggio da AlanAdler » gio feb 17, 2011 9:27 pm

Laura12 ha scritto:
AlanAdler ha scritto:a cosa ti riferisci esattamente?
Se ti informi sulla normativa vigente e leggi con attenzione gli interventi di Zago ci arrivi senza che si ripeta daccapo sempre le stesse cose.
capisco. Suppongo che probabilmente non hai letto il mio intervento da quel che dici.

ciao e buona serata,
Riccardo

Fabrizio Zago
Messaggi: 16837
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 pm
Controllo antispam: diciotto

Re: profumi cruelty free

Messaggio da Fabrizio Zago » ven feb 18, 2011 7:27 pm

Caro AlanAdler, è ovvio che non vuoi capire e che non vuoi rispondere. Veramente non capisco quale strano virus si sia impadronito di te e di chi continua a sostenere una cosa insostenibile.
Io mi sono ampiamente stancato di rispondere a queste questioni che non portano a nulla.
Ti segnalo solamente che quando ti dici perplesso rispetto al REACH forse lo sei perché non sai cos'è. Allora te lo dico io: TUTTI i fabbricanti di una determinata molecola devono consorziarsi tra loro e far eseguire dei test (non necessariamente sugli animali dato che sono, per la stragrande maggioranza assolutamente e definitivamente proibiti per Legge) in questo modo suddividono le spese e TUTTI diventano "proprietari" di questi test e posono di conseguenza cntinuare a produrre le sostanze. Chi non aderisce ai consorzi o chi si rifiuta di far eseguire i test non potrà più vendere le molecole.
Dico a tutti quindi che chi dopo la scadenza del REACH continuerà a vendere sostanze con certificazione riferentesi ad una data cut-off che saranno assolutamente perseguibili per Legge.
Dico anche che la tua frase "ma chi aderisce allo standard si impegna a non usare ingredienti immessi in commercio dopo una certa data, a prescindere da chi produce l'ingrediente…" non regge neppure un secondo se solo consideri quello che le norme internazionali prevedono.
Adesso basta!
Zago

AlanAdler
Messaggi: 1346
Iscritto il: sab gen 06, 2007 11:06 pm
Controllo antispam: cinque
Contatta:

Re: profumi cruelty free

Messaggio da AlanAdler » sab feb 19, 2011 6:35 pm

ciao,

ti ringrazio mille per la tua risposta, tuttavia purtroppo continuo ancora ad essere confuso.
Fabrizio Zago ha scritto: Ti segnalo solamente che quando ti dici perplesso rispetto al REACH forse lo sei perché non sai cos'è.
Grazie mille per la tua pazienza nello spiegarmi cos’è il REACH, ma, sul serio, non sono perplesso perché non so cos’è il REACH (credo di sapere cos’è), ma perché non riesco a cogliere il legame tra il REACH e le ditte che hanno aderito al cruelty free. Le ditte che hanno aderito al cruelty free si impegnano a non incentivare l'immissione di nuovi ingredienti sul mercato (che richiederebbero nuovi esperimenti su animali, come ho spiegato sopra). Se poi con il REACH verranno ritestate molte delle sostanze attualmente sul mercato, questo non dipende dalla volontà delle ditte che hanno aderito al cruelty free, che tuttavia continueranno a rimanere vincolate all'anno di adesione scelto per l'uso degli ingredienti. Comunque IL REACH, da quanto ne so, ma può darsi che mi sbagli, prevede il test solo di tutte le sostanze chimiche messe in commercio prima del 1981 (come ha anche detto LiLiTh23), e probabilmente (non ho dati alla mano) molte delle ditte cruelty free hanno aderito dopo tale anno. In ogni caso ciò è irrilevante, mi pare.

Ho comunque l’impressione che ci sia un pizzico di rabbia nelle tue parole, e non capisco proprio perché, dal momento che il mio intervento era finalizzato solo a rendere più chiare le idee agli utenti interessati ai prodotti cruelty free, contribuendo con questo alla funzione dello strumento forum il cui scopo è proprio quello di scambiarsi informazioni coi vari partecipanti. Io sono assolutamente convinto che tu sia una persona molto esperta nel tuo campo e nel quale non oserei discutere, ma tuttavia ho l’impressione che riguardo al cruelty free forse alcune nozioni ti siano poco chiare. Infatti in questa discussione affermi che:
i test sugli animali sono PROIBITI per Legge sia sul prodotto finito che sui suoi componenti! Non lo dico io ma una Legge europea.
ignorando un punto fondamentale nella questione cruelty free, ovvero che in realtà esiste il divieto di test su animali per prodotto finito e ingredienti realizzati all'interno dell'UE e il divieto di vendita di cosmetici il cui prodotto finito e i cui ingredienti siano stati testati su animali al di fuori dell'UE, per qualsiasi tipo di test tranne quelli riguardanti 3 specifiche aree (tossicità riproduttiva, tossicità a dosi ripetute, tossicocinetica).
Ho quindi creduto che avessi le idee poco chiare poiché tutto il sistema cruelty free fa riferimento proprio a questa legge: se, come avevi detto, i test sugli animali erano proibiti, certo che non avrebbe senso scegliere un prodotto cruelty free. Qualcun altro avrebbe potuto magari pensare che il tuo intervento era mirato a confondere e persuadere le persone a non comprare prodotti cruelty free, chissà per quali motivi, ma io credo semplicemente che non hai i concetti molto chiari sul cruelty free… dopotutto nessuno è onnisciente. Il mio intervento era dunque mirato a portare chiarezza su questo argomento, che in questa sezione, a leggere anche gli interventi di alcuni utenti, è un po’ confuso, e mi dispiace davvero molto se ciò ti ha in qualche modo turbato.

Buona serata,
Riccardo

Fabrizio Zago
Messaggi: 16837
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 pm
Controllo antispam: diciotto

Re: profumi cruelty free

Messaggio da Fabrizio Zago » dom feb 20, 2011 12:21 pm

Credo che la frase illuminante sia questa: "Se poi con il REACH verranno ritestate molte delle sostanze attualmente sul mercato, questo non dipende dalla volontà delle ditte che hanno aderito al cruelty free".
In altre parole stai cominciando a capire che le sostanze saranno testate nuovamente sugli animali ed in particolare lo saranno quelle più "antiche" cioè quelle i cui test non erano stati fatti secondo le procedure moderne ed imposte dalla Legge. Solo che concludi, e qui che non ci capiamo, che non è mica colpa delle ditte aderenti allo standard se verranno ri-testate. Loro sono in perfetta buona fede e dunque continueranno ad usare coniglietti e similari.
A me vene il dubbio che questo modo di affrontare il problema sia perfettamente funzionale a chi i test sugli animali li vuole fare sul serio, perché la cosa fare NON è arrampicarsi sugli specchi di una data cut off o basarsi su standard sorpassati dagli avvenimenti ma di dire che i test sugli animali sono scientificamente inutili, sbagliati. Che la pelle di un coniglio non ha nulla a che vedere con quella umana e lo stesso vale per altri aspetti anche tossicologici. Questo è quello che si deve sostenere e non la validità di un logo il cui unico risultato certamente ottenuto è di aver escluso dall'impiego sostanze utilissime, a basso impatto ambientale (nell'ambiente ci sono anche gli animali), biodegradabili ma che hanno l'unico difetto di essere moderne.
Trovo tutto questo scandaloso.

AlanAdler
Messaggi: 1346
Iscritto il: sab gen 06, 2007 11:06 pm
Controllo antispam: cinque
Contatta:

Re: profumi cruelty free

Messaggio da AlanAdler » dom feb 20, 2011 2:27 pm

Fabrizio Zago ha scritto:In altre parole stai cominciando a capire che le sostanze saranno testate nuovamente sugli animali ed in particolare lo saranno quelle più "antiche" cioè quelle i cui test non erano stati fatti secondo le procedure moderne ed imposte dalla Legge.
Perdonami se ti correggo, ma da quel che ho letto io non saranno testate in particolare quelle più "antiche". Solo quelle più "antiche". Quelle immesse sul mercato prima del 1981:
http://www.novivisezione.org/info/reach1.htm
Solo che concludi, e qui che non ci capiamo, che non è mica colpa delle ditte aderenti allo standard se verranno ri-testate. Loro sono in perfetta buona fede e dunque continueranno ad usare coniglietti e similari.
Esattamente.

la cosa fare NON è arrampicarsi sugli specchi di una data cut off o basarsi su standard sorpassati dagli avvenimenti ma di dire che i test sugli animali sono scientificamente inutili, sbagliati.
E' quello che si fa quando un'azienda aderisce allo standard cruelty free e quando io o altre persone comprano prodotti di aziende aderenti allo standard cruelty free. "In pratica, si dice, alle aziende che vogliono continuare con la vivisezione, e all'Unione Europea: "cambiate le regole, questi test obbligatori non li vogliamo più!". Ci sono tanti altri modi per dirlo, ci sono le petizioni, ci sono le lettere da inviare, ciascuno di noi può fare anche queste altre cose, ma quella di scegliere i cosmetici aderenti allo Standard è UNA di queste cose, ed è una che va a toccare direttamente il portafoglio delle aziende, per cui è importante."

che hanno l'unico difetto di essere moderne.
e di aver richiesto la tortura e la morte di esseri senzienti.


ciao,
Riccardo

Fabrizio Zago
Messaggi: 16837
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 pm
Controllo antispam: diciotto

Re: profumi cruelty free

Messaggio da Fabrizio Zago » dom feb 20, 2011 6:56 pm

Caro AlanAdler,
non ho tempo da perdere e questa discussione è invece una grandissima perdita di tempo. Lo è perché quando ammetti che:

Solo che concludi, e qui che non ci capiamo, che non è mica colpa delle ditte aderenti allo standard se verranno ri-testate. Loro sono in perfetta buona fede e dunque continueranno ad usare coniglietti e similari.

Esattamente!


Ebbene non abbiamo più nulla da dirci.
E' evidente la tua malafede o peggio il tuo interesse privato affinché questi marchi continuino a prendere in giro la gente.
Io non ci sto.
Ti pregherei di lasciar perdere questa discussione, come dicevo non ho tempo da perdere e ne ho meno ancora con chi non vuol capire.
Zago

AlanAdler
Messaggi: 1346
Iscritto il: sab gen 06, 2007 11:06 pm
Controllo antispam: cinque
Contatta:

Re: profumi cruelty free

Messaggio da AlanAdler » mar feb 22, 2011 10:32 pm

ciao Fabrizio,

ma perchè l'hai presa così male? Io credo che questa discussione sia invece molto interessante per chi è interessato ai prodotti cruelty free, inoltre molti utenti ora sanno che non è vero che i test sugli animali per cosmesi sono vietati e così potranno fare scelte più consapevoli. Inoltre anche tu se in futuro dovessi riparlare di cruelty free, adesso sai che i test sugli animali per cosmesi non sono vietati, tutt'altro.

Piuttosto mi chiedevo: tu dici che i test sugli animali sono inutili, e questo mi fa molto piacere poichè è un punto che sicuramente ci trova entrambi d'accordo. Però non capisco il tuo agire: inviti a non comprare prodotti cruelty free, preferendo prodotti non cruelty free ma eco-bio. Scegliere un prodotto cruelty free indica, come detto sopra, un chiaro segnale di opposizione alla sperimentazione animale ("In pratica, si dice, alle aziende che vogliono continuare con la vivisezione, e all'Unione Europea: "cambiate le regole, questi test obbligatori non li vogliamo più!". Ci sono tanti altri modi per dirlo, ci sono le petizioni, ci sono le lettere da inviare, ciascuno di noi può fare anche queste altre cose, ma quella di scegliere i cosmetici aderenti allo Standard è UNA di queste cose, ed è una che va a toccare direttamente il portafoglio delle aziende, per cui è importante" .Il non comprare prodotti cruelty free indica invece un'accettazione passiva della sperimentazione animale, questo significa anche che si accetta che gli ingredienti continuino ad essere testati su animali, cioè con metodi obsoleti e fuorvianti, che permettono dunque anche che un ingrediente nocivo arrivi sul mercato. Non ti sembra questo modo di fare in contrapposizione con il tuo spirito di difesa dei consumatori, dell'ambiente e degli animali selvatici? Non sarebbe più produttiva una posizione di critica contro i test sugli animali (scegliendo prodotti cruelty free) che possa accelerare l'introduzione di nuovi metodi alternativi e scientifici?

ciao grazie,
Riccardo

adriano
Messaggi: 589
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:13 am

Re: profumi cruelty free

Messaggio da adriano » mer feb 23, 2011 10:30 am

AlanAdler ha scritto:inoltre molti utenti ora sanno che non è vero che i test sugli animali per cosmesi sono vietati e così potranno fare scelte più consapevoli. Inoltre anche tu se in futuro dovessi riparlare di cruelty free, adesso sai che i test sugli animali per cosmesi non sono vietati, tutt'altro.
beh mi sembra che qui tutti fossero informati dello stato dell'arte e chiunque entri nel sito possa accedere alle informazioni per avere una informazione molto articolata

che non siano tutti vietati è un dato di fatto ne mancano ancora alcuni , ma non perchè la normativa li mantiene in vita ...se leggi la legge essa prevede il divieto è chiaro che gli enti preposti alla validazione del test dovranno trovare la maniera di non usare gli animali ma altri sistemi ( dovresti fare la tua petizione all'ente ECVAM-Ispra-Varese sono loro che convalidano i test) .
I test non sono ad uso e consumo delle aziente cosmetiche ,ma sono le aziende cosmetiche certamente spinte anche sia dalla manifesta inutilità di sperimentare su animali il prodotto cosmetico sia da un movimento di opinione di associazioni e consumatori che hanno indirizzato il legislatore a inserire il divieto , prima solo sul prodotto finito e poi sulle singole materie prime.
Il divieto di sperimentazione sulle singole materie prima ha portato ad una vera e propria rivoluzione ( innescata dal settore cosmetico) in quanto le materie prime impiegate non sono di esclusivo uso solo nel settore cosmetico ma anche in quello farmaceutico , di conseguenza validare un metodo vuol dire validarlo anche per altri settori deve essere universale , spero che concordi ....ad oggi non si è riusciti ad avere tutti i metodi altenativi sovarpponibili al modello animale...come ho riportato in altra discussione ripeto il riassunto ad oggi del percorso:

La Direttiva 2003/15/CE, nota anche come VII modifica, ha stabilito:
•un divieto immediato di tutte le sperimentazioni per le quali esistono metodi alternativi convalidati e accettati;
•la proibizione, da settembre 2004, sul territorio dell’Unione Europea di testare cosmetici finiti sugli animali;
•il divieto, da marzo 2009, di valutazione su animali per scopi cosmetici nell’UE degli ingredienti. Significa che nessun tipo di studio su animali (inclusi quelli di tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica per cui è previsto il 2013 come data limite) può essere effettuato sul territorio dell’UE per valutare ingredienti cosmetici;•proibizione, da marzo 2009, della commercializzare nell’UE di cosmetici la cui formulazione finale è stata oggetto di sperimentazione animale oppure contenenti ingredienti testati su animali. E’, però, prevista un’unica eccezione: i cosmetici, come tali o contenenti ingredienti sottoposti a test di tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva e di tossicocinetica con l’uso di animali (effettuati in paesi extra-UE), possono essere commercializzati fino al marzo 2013.
•il nuovo Regolamento cosmetici 1223/2009 ha lasciato inalterato quanto prescritto dalla VII modifica.

poi questo uno lo puo leggere come al solito come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ma sta di fatto che la normativa sui cosmetici , UNICA NEL SUO GENERE, pone il problema del divieto di sperimentazione ed è uno degli elementi ( non il solo chiaramente) che ha dato la possibilità che in un futuro non remoto ma prossimo nessun animale sia piu' impiegato .

Sul reach , mi dispiace per quelli del prima e del dopo 1981 tutte le sostanza TUTTE che non abbiano un profilo di sicurezza adeguato saranno ritestate sia con i metodi alternativi oggi approvovati sia con gli animali qualora sia necessario .

adriano

VeggieChick
Messaggi: 43
Iscritto il: mer ott 28, 2009 3:12 am
Controllo antispam: cinque

Re: profumi cruelty free

Messaggio da VeggieChick » gio feb 24, 2011 12:09 am

AlanAdler ha scritto:Inoltre anche tu se in futuro dovessi riparlare di cruelty free, adesso sai che i test sugli animali per cosmesi non sono vietati, tutt'altro.
Infatti, almeno che si dica come stanno realmente le cose. Non che dalla posizione comune avevo capito che Tutte le sostanze vecchie e nuove venivano testate e ritestate, o che da questi ultimi interventi si può capire che di test sugli animali per fini cosmetici non se ne fanno più.. Dite come stanno le cose e poi chi vuole scegliere cosa compare lo fa con la sua coscienza.

Il mio pensiero è che bisogna comprare cosmetici cruelty-free che siano anche eco-bio o poco inquinanti. Chi compra solo cruelty-free senza badare all'inci fa comunque la sua parte (anche se inquina) e idem per chi compra solo ecobio (ma non cruelty-free e quindi finanzia la sperimentazione animale).

Fabrizio Zago
Messaggi: 16837
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 pm
Controllo antispam: diciotto

Re: profumi cruelty free

Messaggio da Fabrizio Zago » gio feb 24, 2011 8:23 pm

Ciao VeggieChick,
forse non ci siamo ancora capiti bene.
Anche chi compera prodotti cruelty free finanzia la sperimentazione animale, indirettamente se vuoi, ma la finanzia comunque.
Vedi, se è vero come è vero che i prodotti "anche" ante 1981 verranno ritestati sugli animali. Nessuno, ripeto NESSUNO, potrà più dire che il suo prodotto è rispettoso del sistema cruelty free.
Il cruelty free non esiste perché o le sostanze sono state testate prima della data cut off ed allora devono essere ritestate oppure sono state testate dopo la data ed allora non si può più dire che sono cruelty free.
Io poi aggiungo che c'è una legge internazionale che fa divieto di fare questi test ed allora ed a maggior ragione mi chiedo di cosa stiamo discutendo ???
Insisto a dire che questo non è il modo per affrontare il problema e neppure per aiutare il movimento a crescere. Fin che gli diamo conisglietti e similari in pasto (in senso metaforico ovviamente) non facciamo il bene del movimento stesso. Le persone si mettono il cuore in pace avendo, come dichiari tu, acqusitato prodotti nominalmente cruelty free e ci sarà la pace delle coscienze. Sbagliatissimo !!!

AlanAdler
Messaggi: 1346
Iscritto il: sab gen 06, 2007 11:06 pm
Controllo antispam: cinque
Contatta:

Re: profumi cruelty free

Messaggio da AlanAdler » gio feb 24, 2011 10:21 pm

adriano ha scritto:beh mi sembra che qui tutti fossero informati dello stato dell'arte
ciao, sinceramente io ho constatato un po’ di confusione, ma può darsi che sia solo una mia impressione. Ad esempio Fabrizio è ancora convinto che i test sugli animali siano vietati addirittura in tutto il mondo:
Fabrizio Zago ha scritto:c'è una legge internazionale che fa divieto di fare questi test
adriano ha scritto:che non siano tutti vietati è un dato di fatto ne mancano ancora alcuni , ma non perchè la normativa li mantiene in vita ...se leggi la legge essa prevede il divieto
certo, dunque ciò significa che (giusto per rispondere a VeggieChick) attualmente in Europa i cosmetici possono contenere nuovi ingredienti la cui immissione nel mercato ha richiesto test su animali. Inoltre il divieto totale previsto per il 2013 potrebbe essere soggetto a slittamento se non sono stati sviluppati test alternativi adeguati. Comunque, prima che ciascuno stato europeo recepisca la direttiva, ed entri realmente in vigore, dovranno passare ancora altri anni, quindi sarà solo ne 2018 che, nella migliore delle ipotesi, potremo veramente acquistare qualsiasi prodotto di questo tipo senza far attenzione alla marca, con la certezza che nessun test specifico per i cosmetici sia stato fatto su animali.
è chiaro che gli enti preposti alla validazione del test dovranno trovare la maniera di non usare gli animali ma altri sistemi
per le ditte cosmetiche aderire allo standard cruelty free, e per i consumatori comprare cosmetici cruelty free, è un modo per far sentire la propria voce per accelerare la creazione e convalida di test alternativi e l’effettiva entrata in vigore del divieto, facendo pressione sull’industria cosmetica e l’Unione Europea per muoversi in questa direzione, oltre che per portare a conoscenza dell’opinione pubblica il fatto che i cosmetici che usano possono ancora contenere ingredienti testati su animali (che spingerà ulteriormente verso una più veloce strada per un reale cruelty free). D'altronde la politica del cruelty free è stato uno dei fattori che ha portato alla stessa nascita della direttiva per il divieto. A mio parere abbandonarla ora sarebbe un grave errore.
Sul reach , mi dispiace per quelli del prima e del dopo 1981 tutte le sostanza TUTTE che non abbiano un profilo di sicurezza adeguato saranno ritestate sia con i metodi alternativi oggi approvovati sia con gli animali qualora sia necessario .
Non capisco perché si continua a parlare del reach. Il reach non ha nulla a che vedere con il discorso cruelty free. E’ come dire che se io stasera mangio una fettina di seitan, e domani in qualche laboratorio qualche ricercatore vuole vedere quanto seitan riescano ad inghiottire dei topi prima di morire (e lo fanno davvero, purtroppo)… allora io mangiando seitan sostengo la sperimentazione animale. Se io compro uno shampoo cruelty free è per ciò che ho spiegato sopra, non perché riesca a vietare che in un qualsiasi laboratorio (del dottor pinco pallino o del reach) vengano testati quegli stessi ingredienti contenuti nel mio shampoo.

ciao e grazie per il tuo intervento
Fabrizio Zago ha scritto:Il cruelty free non esiste perché o le sostanze sono state testate prima della data cut off ed allora devono essere ritestate oppure sono state testate dopo la data ed allora non si può più dire che sono cruelty free.
sigh… a questo punto ci rinuncio…

AlanAdler
Messaggi: 1346
Iscritto il: sab gen 06, 2007 11:06 pm
Controllo antispam: cinque
Contatta:

Re: profumi cruelty free

Messaggio da AlanAdler » gio feb 24, 2011 10:33 pm

AlanAdler ha scritto:
adriano ha scritto:beh mi sembra che qui tutti fossero informati dello stato dell'arte
ciao, sinceramente io ho constatato un po’ di confusione, ma può darsi che sia solo una mia impressione. Ad esempio Fabrizio è ancora convinto che i test sugli animali siano vietati addirittura in tutto il mondo:
Fabrizio Zago ha scritto:c'è una legge internazionale che fa divieto di fare questi test
adriano ha scritto:che non siano tutti vietati è un dato di fatto ne mancano ancora alcuni , ma non perchè la normativa li mantiene in vita ...se leggi la legge essa prevede il divieto
certo, dunque ciò significa che (per rispondere a VeggieChick) attualmente in Europa i cosmetici possono contenere nuovi ingredienti la cui immissione nel mercato ha richiesto test su animali. Inoltre il divieto totale previsto per il 2013 potrebbe essere soggetto a slittamento se non sono stati sviluppati test alternativi adeguati. Comunque, prima che ciascuno stato europeo recepisca la direttiva, ed entri realmente in vigore, dovranno passare ancora altri anni, quindi sarà solo ne 2018 che, nella migliore delle ipotesi, potremo veramente acquistare qualsiasi prodotto di questo tipo senza far attenzione alla marca, con la certezza che nessun test specifico per i cosmetici sia stato fatto su animali.
è chiaro che gli enti preposti alla validazione del test dovranno trovare la maniera di non usare gli animali ma altri sistemi
per le ditte cosmetiche aderire allo standard cruelty free, e per i consumatori comprare cosmetici cruelty free, è un modo per far sentire la propria voce per accelerare la creazione e convalida di test alternativi e l’effettiva entrata in vigore del divieto, facendo pressione sull’industria cosmetica e l’Unione Europea per muoversi in questa direzione, oltre che per portare a conoscenza dell’opinione pubblica il fatto che i cosmetici che usano possono ancora contenere ingredienti testati su animali (che spingerà ulteriormente verso una più veloce strada per un reale cruelty free). D'altronde la politica del cruelty free è stato uno dei fattori che ha portato alla stessa nascita della direttiva per il divieto. A mio parere abbandonarla ora sarebbe un grave errore.
Maggiori info qui: http://www.consumoconsapevole.org/cosme ... zione.html
Sul reach , mi dispiace per quelli del prima e del dopo 1981 tutte le sostanza TUTTE che non abbiano un profilo di sicurezza adeguato saranno ritestate sia con i metodi alternativi oggi approvovati sia con gli animali qualora sia necessario .
Non capisco perché si continua a parlare del reach. Il reach non ha nulla a che vedere con il discorso cruelty free. E’ come dire che se io stasera mangio una fettina di seitan, e domani in qualche laboratorio qualche ricercatore vuole vedere quanto seitan riescano ad inghiottire dei topi prima di morire (e lo fanno davvero, purtroppo)… allora io mangiando seitan sostengo la sperimentazione animale. Se io compro uno shampoo cruelty free è per ciò che ho spiegato sopra, non perché riesca a vietare che in un qualsiasi laboratorio (del dottor pinco pallino o del reach) vengano testati quegli stessi ingredienti contenuti nel mio shampoo.

ciao e grazie per il tuo intervento
Fabrizio Zago ha scritto:Il cruelty free non esiste perché o le sostanze sono state testate prima della data cut off ed allora devono essere ritestate oppure sono state testate dopo la data ed allora non si può più dire che sono cruelty free.
sigh… a questo punto ci rinuncio…

Rispondi