Ho trovato l'articolo molto interessante però sono rimasta un pò stranita quando nella tabella della specifica degli ingredienti di detersivi a confronto di diverse marche, i detersivi di Ecor e Lympha, pur contenendo derivati dal petrolio o/e etossilati e conservanti hanno comunque la certificazione bio. Sono confusa e vorrei capire meglio come valutare i prodotti. Chiedo soprattutto a Fabrizio Zago (visto che a contribuito all'articolo) se può darmi una spiegazione.
Ciao a tutti.
Articolo detersivi su Terra Nuova di aprile
Moderatore: Erica Congiu
Re: Articolo detersivi su Terra Nuova di aprile
Penso che dipenda dalla biodegradabilità che sarà comunque buona.
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Fabrizio Zago
Re: Articolo detersivi su Terra Nuova di aprile
Ciao susanna64,
prima di esprimermi vorrei leggere anche io l'articolo. Si trova in rete o solo su carta?
Nel primo caso lo leggo subito altrimenti mi devo procurare la rivista.
prima di esprimermi vorrei leggere anche io l'articolo. Si trova in rete o solo su carta?
Nel primo caso lo leggo subito altrimenti mi devo procurare la rivista.
Re: Articolo detersivi su Terra Nuova di aprile
Già che siamo a parlare di Terra Nuova, avete letto il test sulle creme idratanti del numero di marzo?
Ho perso di vista per qualche tempo il Forum ma non mi pare se ne sia parlato
(lo dico nel caso che vi sia sfuggito.. ma ne dubito proprio!)
Ho perso di vista per qualche tempo il Forum ma non mi pare se ne sia parlato
(lo dico nel caso che vi sia sfuggito.. ma ne dubito proprio!)
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Fabrizio Zago
Re: Articolo detersivi su Terra Nuova di aprile
Ciao susanna64,
ho finalmente letto l'articolo su AAM Terra Nuova. Direi che sottoscrivo tutto quello che mi viene attribuito come mia opinione. Salvo un punto dove c'è stato un evidente fraintendimento e cioè là dove si dice che i vari coceth, laureth eccetera contengono il 70% di derivato petrolifero. Questo non è vero perché la quantità di ossido di etilene è notevolmente più piccola.
Ma vorrei anche dire i motivi per i quali AIAB, ad esempio, certifica anche formulati che contengono piccole quantità di derivato petrolifero, le ragioni sono due:
- queste sostanze lavano e se lavano significa che sono efficaci e che quindi me ne serve poco per ottenere il risultato sperato. Usando altre sostanze, magari assolutamente prive di petrolio ma che necessitano di dosaggi molto più grandi si finisce con l'inquinare di più.
- secondo queste sostanze ammesse sono ad impatto ambientale molto basso. Ricordo che sul biodizionario le ho classificate col pallino giallo.
Adesso io dico che è importantissimo che si giunga ad una detergenza ed ad una cosmesi il più vicino possibile alla natura e a quello che ci offre ma che questo percorso deve lasciare lo spazio ai piccoli passi che necessariamente si devono fare. La grande industria sta solo ora affrontando questo tipo di produzioni ed i costi delle MP sono esorbitanti. Ed allora è giusto che solo i ricchi possano acquistare questi prodotti oppure anche chi ha meno mezzi ha il sacrosanto diritto di avvicinarsi all'eco-bio? Io dico che tutti dobbiamo essere messi nelle condizioni di avvicinarsi a questo mondo.
Alla fine ribadisco solamente che tutti noi dobbiamo fare i conti per bene e trovare il giusto bilanciamento tra impatto ambientale, effficacia e portafogli. Credo quindi che prodotti come quelli citati siano perfettamente in linea con le esigenze odierne e che possano rispondere al mercato. Certo c'è anche chi si è spinto oltre e questo, ovviamente, ci fa molto piacere perché ci indica una strada.
ho finalmente letto l'articolo su AAM Terra Nuova. Direi che sottoscrivo tutto quello che mi viene attribuito come mia opinione. Salvo un punto dove c'è stato un evidente fraintendimento e cioè là dove si dice che i vari coceth, laureth eccetera contengono il 70% di derivato petrolifero. Questo non è vero perché la quantità di ossido di etilene è notevolmente più piccola.
Ma vorrei anche dire i motivi per i quali AIAB, ad esempio, certifica anche formulati che contengono piccole quantità di derivato petrolifero, le ragioni sono due:
- queste sostanze lavano e se lavano significa che sono efficaci e che quindi me ne serve poco per ottenere il risultato sperato. Usando altre sostanze, magari assolutamente prive di petrolio ma che necessitano di dosaggi molto più grandi si finisce con l'inquinare di più.
- secondo queste sostanze ammesse sono ad impatto ambientale molto basso. Ricordo che sul biodizionario le ho classificate col pallino giallo.
Adesso io dico che è importantissimo che si giunga ad una detergenza ed ad una cosmesi il più vicino possibile alla natura e a quello che ci offre ma che questo percorso deve lasciare lo spazio ai piccoli passi che necessariamente si devono fare. La grande industria sta solo ora affrontando questo tipo di produzioni ed i costi delle MP sono esorbitanti. Ed allora è giusto che solo i ricchi possano acquistare questi prodotti oppure anche chi ha meno mezzi ha il sacrosanto diritto di avvicinarsi all'eco-bio? Io dico che tutti dobbiamo essere messi nelle condizioni di avvicinarsi a questo mondo.
Alla fine ribadisco solamente che tutti noi dobbiamo fare i conti per bene e trovare il giusto bilanciamento tra impatto ambientale, effficacia e portafogli. Credo quindi che prodotti come quelli citati siano perfettamente in linea con le esigenze odierne e che possano rispondere al mercato. Certo c'è anche chi si è spinto oltre e questo, ovviamente, ci fa molto piacere perché ci indica una strada.
Re: Articolo detersivi su Terra Nuova di aprile
Ciao Fabrizio risposta molto esaudiente adesso capisco qualcosa di più anche se l'argomento è molto vario e complicato grazie.