Ciao, ti posto qualche copia-incolla preso da siti vari... la mia impressione è che questo miscuglio sia finalizzato a causare vasodilatazione locale per "stimolare" la cute... il cosiddetto effetto rubefacente. Sinceramente non credo che su una patologia come l'alopecia areata questo possa essere terapeutico (a me i capelli come già detto erano continuati a cadere), a meno che non vi sia una risoluzione spontanea (possibilissima) indipendentemente da ciò ci applichiamo sulla testa! Comunque aspetto il parere di dermatologico di Riky! (Riky ci sei?)
acido acetico: [...]verosimilmente usato come rubefacente: "[...]Alla ricerca degli effetti positivi di un "benefico rossore" sono anche state proposte sostanze irritanti topiche come l'antralina e l'acido acetico. Tali prodotti hanno perso nel tempo ogni interesse. [...]"
acido salicilico: "E' nella prima metà del ‘900 che nasce l’ impiego dell’ acido salicilico nella cura di patologie dermatologiche: la V edizione della Farmacopea del Regno d’ Italia del 1920 citava tra i preparati a base di acido salicilico la famosa pasta antipsoriasica di Lassar e il collodio salicilico di Unna, che sfruttavano le proprietà cheratolitiche e antisettiche dell’ acido, utilizzate attualmente nella terapia antimicotica con l’ unguento di Whitfield. E fra le sostanze impiegate per ottenere una delicata e progressiva esfoliazione dell’ epidermide (soft peeling), c’è proprio l’ acido salicilico.
Questo, usato al 25% in soluzione alcolica, è indicato nella cura dell’ acne papulo-pustolosa di media e lieve entità, nelle iperpigmentazioni e negli inestetismi da fotoinvecchiamento. Riguardo alle proprietà cheratolitiche dell’ acido salicilico ( chimicamente un betaidrossiacido), se utilizzato ad una concentrazione superiore al 10-40%, agisce come acido forte, determinando la rottura dei legami chimici delle cheratine in tempi estremamente brevi.
Numerosi studi di Douglas Kligmann, proprio nel trattamento delle forme medio-lievi di acne papulo-pustolosa e delle pelli invecchiate precocemente a causa dell’ eccessiva esposizione ai raggi solari, mettono in evidenza la mancanza di effetti collaterali permanenti come esiti cicatriziali o iperpigmentazioni reattive. Il veicolo base nelle preparazioni a base di acido salicilico è rappresentato dall’ alcool. Infatti la diluizione con acqua è possibile fino a concentrazioni del 4-6% vista la facilità con cui precipita. Applicata la soluzione su tutto il volto, il peeling agisce per tre o quattro minuti dopodiché l’ alcool evapora e l’ acido salicilico residuo precipita sotto forma di polvere bianca. Pur essendo considerato un peeling ad azione superficiale, quello con l’ acido salicilico produce sullo strato corneo un effetto desquamante superiore a qualsiasi altro agente e un’ intensa azione proliferativa sullo strato germinativo, creando un profondo rinnovamento dell’ epidermide. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, dopo il trattamento si può notare una reazione eritematosa che però non si protrae per più di due giorni. A volte può apparire una lieve desquamazione con la comparsa di un colorito brunastro a macchie, da non interpretare però come un fenomeno di iperpigmentazione. [...]
Sia l’ acido salicilico che l’ acido glicolico sono agenti dermici che determinano un peeling superficiale, ossia un rinnovamento superficiale dell’ epidermide. Ma mentre il primo è più indicato nell’ acne e nella pelle grassa e agisce uniformemente, il secondo è specifico per il trattamento delle macchie e della pelle secca e invecchiata. È proprio per questa sua azione levigante delicata che l’ acido salicilico è uno dei protagonisti delle creme e dei detergenti delicati per le pelli grasse e acneiche. Importante è anche l’ impiego dell’ acido salicilico nella cura della psoriasi del cuoio capelluto in associazione a corticosteroidi. Mentre l’ acido salicilico aiuta a rimuovere le squame, il cortisone riduce la componente eritematosa. Non meno rilevante è l’ utilizzo dell’ acido salicilico nel trattamento delle verruche [...].
Ehm... visto che tuo marito in testa non ha nè psoriasi nè acne nè verruche... ?
acido fenico:[...]Inizialmente noto come "acido fenico", fu sintetizzato nel 1860 ed inizialmente usato come deodorante e disinfettante per fogne. Nel 1865 il fenolo fu usato come antisettico su una frattura esposta dal medico scozzese Lister, professore di chirurgia a Glasgow. Nacque così la pratica dell'antisepsi in chirurgia, seguita di lì a poco dalla pratica dell'asepsi. Il fenolo venne sistematicamente ed abbondantemente usato nella disinfezione delle sale operatorie, degli attrezzi chirurgici, delle mani e dei camici dei sanitari, al punto che le corsie degli ospedali presero il caratteristico e pungente odore di acido fenico. Il fenolo è stato usato anche come disinfettante; è una materia prima molto comune nella produzione di coloranti, di farmaci - uno dei più noti è l'aspirina - e di resine sintetiche. Una delle prime è stata la bachelite, ottenuta per polimerizzazione del fenolo con la formaldeide.
Le soluzioni acquose ad alta concentrazione di fenolo causano bruciature alla pelle; questa azione è sfruttata in cosmetica nella produzione di preparati esfolianti, capaci di rimuovere gli strati superficiali della pelle. Nell'utilizzare tali preparati è buona precauzione evitare il contatto con occhi e bocca.[...]
canfora: [...]Farmaci vasoattivi
Oltre al Minoxidil sono stati utilizzati altri farmaci vasodilatatori, nella convinzione che il danno vascolare rientri nella patogenesi dell'alopecia areata. Sostanze rubefacenti come nicotinati, fenolo, canfora, capsico ed altre sono utilizzate da tempo, ma non esistono studi scientifici controllati. [...]
alcool: presumibilmente usato come solvente degli altri ingredienti...
Spero di aver fatto cosa utile! Ciao, Elisabetta
