DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

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kamala
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DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da kamala » lun mag 26, 2008 6:04 pm

salve a tutti,
volevo avere un'informazione.
uso da parecchio tempo l'olio di rosa mosqueta e dato il suo alto costo avevo intenzione di provare a prenderne di confezioni più grandi in formati anche da 100ml.
mi è venuto però un dubbio: l'olio di rosa mosqueta irrancidisce velocemente come quello di mandorle dolci?
se fosse così è meglio quindi comprare confezioni di piccolo taglio ad esempio da 30 o 50 ml?
grazie a chi vorrà rispondere :D

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Meristemi
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da Meristemi » mar mag 27, 2008 1:43 am

Come tutti gli oli ricchi in acidi grassi polinsaturi è abbastanza instabile. Meglio i contenitori piccoli.

akemichan
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da akemichan » mer mag 28, 2008 11:56 pm

Ciao, secondo me dipende anche dall'uso che ne vuoi fare, se lo usi per il corpo può essere un'idea, ma se lo usi solo per il viso te lo sconsiglio proprio, è un peccato buttare poi via un olio così bello...

bice
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da bice » mar giu 24, 2008 9:01 pm

anche io avrei una domanda: dato che ho letto che l' olio di rosa mosqueta è indicato per schiarire le macchie del viso, mi chiedo: ma schiarisce anche la pelle? io ho la carnagione scura e lo massaggio puro sul viso e non vorrei che usandolo me la schiarisse.
spero qualcuno mi risponda, grazie :) :) :)

Fabrizio Zago
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da Fabrizio Zago » mar giu 24, 2008 10:26 pm

Cara bice,
non ti dico nulla sulla rosa mosqueta, anzi te lo dico: toglie solo o prevalentemente l'iperpigmentazione. Cioè non ti scolorisce la carnagione ma solo la macchia. Tuttavia la rosa mosqueta non è molto potente, ci sono altre piante molto più efficaci.

Dicevo che non volevo risponderti perché avevo intenzione di commentare la tua frase di saluto e cioè: "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. - M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948)"

Premesso che non mi si deve toccare il Mahatma Ghandi, troppo importante per me, la mia vita e le mie opinoni, però pensavo questo: sai che se considero come io tratto il mio magnifico e super bastardo Smillow dovrei vivere in un paradiso ed invece guarda un po in che situazione si trova la nazione in cui vivo? Di grandezza morale? Neppure l'ombra dico io! Non è che il Mahatma vivesse in un periodo, cho sò, in cui la televisione non era così importante? Oppure che il turbocapitalismo fosse un neologismo non ancora inventato? Insomma questa cosa della corrispondenza "trattamento degli animali = grande nazione" non mi torna proprio al 100%. Ma siccome ho troppa fede nelle parole di Ghandi prometto che ci penserò su e che troverò la risposta.

bice
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da bice » mer giu 25, 2008 10:59 am

Ciao Fabrizio, grazie della risposta sulla rosa mosqueta :)

Riguardo alla frase di Gandhi io l' ho sempre interpretata in modo molto semplice: premetto che sono convinta che chi non è capace di amare gli animali o quanto meno di rispettarli non è in grado di farlo nemmeno con le persone in quanto ho sempre visto una minima soglia di differenza tra l' uomo e gli animali: differenze certo ce ne sono ma la vita "è vita", uguale per tutti.
Tu dici che se dovessi considerare come tratti Smillow dovresti vivere in un paradiso, ma il problema, io credo, è proprio che non tutti sono come te, altrimenti ci sarebbe più rispetto non solo per gli animali ma per la vita in genere, si darebbe più valore alle cose etc ... e allora si sarebbe una grande nazione, in questo senso io intendo la frase di Gadhi, cioè "se" ci fosse rispetto per gli animali e non solo ... ma da parte di tutti (è questo il problema); ma ripeto in una nazione purtroppo non ci sono solo i Fabrizio Zago col suo Smillow, ma uomini con pedigree appesi alle pareti e che ogni tanto si ricordano che quel pedigree è del loro cane, cosa che spesso si dimentica quando si và in vacanza...quanti cani "anche" di razza ho visto nei canili...purtroppo non abbiamo una grande nazione ma solo piccoli paradisi, come io ho il mio con la mia Bella e la mia Tea (rigorosamente meticce) e tu, sono certa, hai il tuo con Smillow...

Insomma io lo vedo il nesso tra trattamento degli animali e grandezza di una nazione, cioè sarebbe una grande nazione "se"... ed è proprio osservando il modo in cui sono trattati gli animali che mi rendo conto che di grande nazione proprio non si tratta
Ultima modifica di bice il dom lug 06, 2008 8:31 am, modificato 1 volta in totale.

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kamala
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da kamala » mer giu 25, 2008 12:47 pm

l'olio di rosa mosqueta non è tanto potente?
nemmeno sulle smagliature o cicatrici?

quali sono secondo te rimedi più efficaci?

grazie :D

Fabrizio Zago
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da Fabrizio Zago » ven giu 27, 2008 9:41 am

Cara bice,
ricevuto forte e chiaro (e perfettamente condiviso il tuo pensiero).

Lola
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da Lola » ven giu 27, 2008 9:47 am

Kamala la mosqueta è un olio fantastico dalle ottime proprietà ma nemmeno se applichi acqua di Lourdes su smagliature o cicatrici spariscono :wink:

bice
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da bice » ven giu 27, 2008 10:55 am

Fabrizio Zago ha scritto:Cara bice...
:) bacetti

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kamala
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da kamala » ven giu 27, 2008 3:40 pm

Lola ha scritto:Kamala la mosqueta è un olio fantastico dalle ottime proprietà ma nemmeno se applichi acqua di Lourdes su smagliature o cicatrici spariscono :wink:
ah, ah, ah!!! :lol:
si purtroppo lo so, ma almeno cerco di attenuarle!!!
in gravidanza sono ingrassata di 8 kg, ma ciò è bastato a rovinare la pelle! :roll:

travelers
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da travelers » dom set 28, 2008 5:57 pm

Fabrizio Zago ha scritto:Cara bice,
non ti dico nulla sulla rosa mosqueta, anzi te lo dico: toglie solo o prevalentemente l'iperpigmentazione. Cioè non ti scolorisce la carnagione ma solo la macchia. Tuttavia la rosa mosqueta non è molto potente, ci sono altre piante molto più efficaci.
Fabrizio, quali sono le piante piu' efficaci per togliere le macchie cutanee ?

Avevo sentito dire che alcuni hanno tolto macchie da iperpigmentazione alle mani e al volto semplicemente aggiungendo olio essenziale di limone alla solita crema.

Tuttavia le notizie sono discordanti, poiche' altri dicono che solo il succo di limone ha un blando potere schiarente sulla pelle (e non l'olio essenziale di limone).

Vorrei sapere da Fabrizio cosa ne pensa.

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Meristemi
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Re: DOMANDA SU OLIO DI ROSA MOSQUETA

Messaggio da Meristemi » lun set 29, 2008 10:19 am

Un copia-e-incolla da un vecchio numero di Erboristeria Domani dedicato al trattamento erboristico-fitoterapico delle ipercromie cutanee:

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La tipologia d'intervento degli estratti schiarenti di origine vegetale è abbastanza uniforme e fa' leva quasi esclusivamente sull'inibizione dell'enzima tirosinasi, chiave nella produzione di melanina. Molte delle sostanze che passeremo in rassegna trovano impiego come ingredienti puri all'interno di formulazioni fitocosmetiche, ma in alcuni casi è la droga che le contiene ad essere utilizzata (grezza o, meglio, in estratto).

Idrochinone. Può agire sia bloccando la melanogenesi come substrato alternativo della tirosinasi, sia come agente citotossico selettivo per i melanociti. L'impiego dell'idrochinone a dosi elevate dà spesso fenomeni irritativi e presenta il rischio di tossicità correlato all'uso prolungato. Per questo motivo è stato vietato l'utilizzo dell'idrochinone come agente schiarente della pelle, mentre rimane confermato il suo impiego nelle tinture per capelli a una concentrazione dello 0.3%.

Arbutina. E'un glucoside idrochinonico, che si trova in natura nelle foglie dell'uva ursina e nelle sommità fiorite dell'erica e di altre Ericaceae. Il meccanismo d'azione depigmentante è dovuto alla competizione per il legame con i recettori della tirosinasi, ottenuto grazie all'idrochinone ottenuto per idrolisi. L'esistenza del glucoside detemina l'assenza degli effetti collaterali indotti dall'idrochinone puro. Risulta sicura nel trattamento dell'iperpigmentazione cutanea, attivo anche contro le efelidi indotte da UV. Un estratto acquoso di Uva Ursina titolato al 10% in arbutina è efficace quanto l'idrochinone al 4%, ma garantisce un effatto più prolungato nel tempo e meno rischi di tossicità.

Alfa-idrossiacidi. (acido citrico, lattico, glicolico, tricloroacetico. . .) intervengono nei processi di rinnovamento dello strato corneo, consentendo di rallentare, se non di evitare, la ipercheratinizzazione. Essi non agiscono sulla sintesi della melanina, ma agiscono sul sintomo. Alte concentrazioni di a-idrossiacidi hanno un' azione prevalentemente esfoliante, con una conseguente riduzione dello spessore dello strato corneo, un aumento di tutti gli strati vitali della cute, un rinnovamento degli strati superficiali, e di conseguenza un aumento della luminosità e un effetto schiarente generalizzato: l'eliminazione degli strati più esterni e melanizzati determina lo schiarimento ed una maggiore luminosità. Tra gli alfa idrossiacidi utilizzati nel trattamento delle ipercromie, l'acido glicolico è da preferire, perché ha un'azione più superficiale. La concentrazione di acido glicolico va da un 15%, per i cosmetici a uso domiciliare, a oltre il 50% per i trattamenti medici. Un loro eccesso causa irritazioni e danni alla cute e sebbene vengano impiegati come composti puri, la loro presenza in molti frutti ne determina l'impiego anche nella fitocosmesi propriamente detta.

Acido retinoico. Utilizzato nella terapia dell'acne, si è dimostrato efficace anche nel trattamento delle ipercromie. Il meccanismo d'azione è strettamente collegato alla attività esfoliante; sono coinvolti anche l'allontanamento e la dispersione dei granuli di melanina dai cheratinociti. L'acido retinoico è indicato nel melasma di tipo epidermico, soprattuto in concomitanza di effetti di fotoinvecchiamento precoce. Durante il trattamento è necessario evitare l'esposizione agli UV poiché questi ultimi possono causare un'intensa irritazione sulla pelle.

alfa-tocoferolo (Vitamina E). Oltre a bloccare l'attacco dei radicali liberi sugli acidi grassi insaturi, inibisce l'attività della tirosinasi svolgendo la funzione di schiarente cutaneo. Particolarmente efficace sembra essere a riguardo il suo estere ferulato, ovvero ottenuto per reazione con l'acido ferulico, un componente presente in molte droghe di uso cosmetico, come l'olio di riso.

Acido azelaico. E'prodotto in natura dal lievito Pityrosporum ovalis, responsabile nell'uomo della pityriasis versicolor, una patologia cutanea caratterizzata dalla comparsa di chiazze bianche dovuta all'azione depigmentante dell'acido azelaico. Il meccanismo d'azione si basa sull'inibizione competitiva dell'attività della tirosinasi. L'acido azelaico manifesta la sua migliore azione depigmentante sulle cheratosi solari e senili pigmentate, ma anche nella terapia del melasma; non manifesta azione schiarente su pelle normale, lentiggine senile o nevi in generale. L'acido azelaico non è fotosensibilizzante e ha una buona tollerabilità, ma purtroppo presenta alcuni problemi tecnologici, come la difficile solubilizzazione nei più comuni substrati cosmetici. Se ne usa solitamente il sale potassico del suo derivato con la glicina, l'azeoil-glicinato.

Acido ascorbico. Questo acido ed i suoi derivati non inibiscono direttamente la tirosinasi, bensì agiscono come riducenti sugli intermedi della melanina, bloccando a vari livelli le reazioni ossidative della melanogenesi. Possiede tre importanti proprietà: ha un effetto inibente la melanogenesi, bloccando la catena di reazioni di ossidazione da tirosina a melanina, promuove la sintesi di collagene e infine ha attività aliti-radicali liberi. Purtroppo è estremamente sensibile all'esposizione all'ossigeno e va pertanto inserito in formulazioni che lo proteggano o, meglio ancora, è usato come ascorbato.

Acido kojico. Inattiva la tirosinasi chelando gli ioni rame, fondamentali per l'attivazione della tirosina. Viene prodotto attraverso processi biotecnologici da Aspergillus oryzae, ma anche da matrici vegetali come la crusca di riso e l'olio che si ottiene come sottoprodotto residuo della lavorazione del cacao. Come l'acido ascorbico si degrada facilmente, chelando altri metalli e pigmentando i prodotti. Si preferisce usarne gli esteri, più stabili.

Estratto di radice di liquirizia (Glycyrrhiza glabra), ha mostrato attività depigmentante mediante inibizione della melanogenesi principalmente bloccando l'attività della tirosinasi. Il responsabile dell'azione sembra essere un flavonoide.

Catechine e polifenoli. Alcuni polifenoli semplici, come le catechine del tè verde e quelle di Areca catechu (Palmetta di Betel), devono diverse loro azioni alla capacità di inibire selettivamente alcuni enzimi. Tra questi vi è anche la tirosinasi, il che ne consente l'impiego come schiarenti. Oltre alle catechine sembrano manifestare questa particolare attività anche il resveratrolo (che può essere utilizzato anche in quei casi in cui un eccesso di alfa-idrossiacidi ha determinato irritazioni) presente nel vino rosso ed in alcune specie del genere Polygonum. esso viene ossidato dalla tirosinasi ed il prodotto di questa reazione esercita una forte azione inibente a carico dell'enzima.

Un altro acido polifenolico ad azione schiarente è l'acido ellagico estratto dal melograno, dalle galle di quercia e dal castagno. La sua azione schiarente è particolare e differisce dalle precedenti in quanto presenta una specificità. Esso infatti sembra avere un'azione a lunga durata, non limitata al momento dell'applicazione. La pelle trattata con acido ellagico, infatti, tende a ripigmentarsi molto più lentamente.

Acidi grassi insaturi (PUFA). Esistono indicazioni, sebbene frammentarie e incomplete, circa l'uso degli acidi oleico, linoleico e linolenico come schiarenti.

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