dadychan ha scritto:Ciao a tutti..
un piccolo consiglio..soffro di colon irritabile ed essendo in un periodo di fastidi dovuti proprio al sopradetto, stavo prendendo melissa+un prodotto erboristico con fermenti lattici probiotici e erbe varie...sono già 2 settimane...non sono migliorata per nulla..solo 2 giorni di normalità-
Che mi consigliate, mi sa che cambio erbe ma non so cosa potrebbe essermi utile..
un grazie a tutti
Ciao,
ho visto che le risposte non mancavano e allora aggiungo solo la mia prospettiva sul trattamento della sindrome del colon irritabile (o meglio Sindrome dell'Intestino Irritabile o SII). Copio qui sotto un pezzo di un articolo scritto qualche tempo fa, spero ti possa essere di aiuto.
"Trattamento in fitoterapia
La componente più importante del trattamento della SII é una relazione medico-paziente che sia comunicativa, terapeutica e basata sulla fiducia, per educare il paziente circa la natura benigna del disordine e sulla prognosi favorevole a lungo termine. E’ importante mantenere un atteggiamento non pregiudiziale circa la comprensione del disordine da parte del paziente, le sue aspettative e limiti, e coinvolgere il paziente nelle decisioni sul trattamento.
Piante
Non esistono piante specifiche per la ISS, se si escludono Mentha x piperita OE e i semi di Psillio, che sono in realtà specifici per alcuni sintomi. L'approccio, come ci si aspetta in un problema funzionale, è sempre personalizzato, anche se è possibile elencare una serie di attività desiderate, ricavate dalle conoscenze che abbiamo sul disturbo e dal trattamento tradizionale. Nonostante sia chiaro che l'approccio sintomatico non può risolvere il disturbo generale, è spesso vero che è necessario iniziare il trattamento dando priorità al problema locale ed ai sintomi più eclatanti (con demulcenti, astringenti e carminativi) per passare in un secondo momento a trattare la persona (dieta di esclusione, epatici, nervini, stimolanti digestivi). Questo perché i sintomi che portano un paziente da noi sono spesso difficilmente sopportabili ed entrano, come in ogni disturbo cronico, a far parte delle concause del problema stesso.
Prima fase
L'approccio iniziale sarà quindi caratterizzato dall'utilizzo di:
1. Spasmolitici e carminativi, utili sempre sia per ridurre i sintomi dolorosi sia per disinnescare il circolo vizioso spasmo-dolore-contrazione, sia anche per riportare la muscolatura liscia ad una situazione di minor eccitabilità. Le tre piante più importanti sono:
1. Matricaria recutita a percentuale elevata di bisabololo (oltretutto è un buon rilassante)
2. Mentha x piperita, soprattutto sotto forma di OE in capsule gastroresistenti
3. Viburnum opulus, un antispasmodico dal meccanismo d'azione diverso dalle prime due.
Da non sottovalutare l'utilità di Zingiber officinalis e Acorus calamus (in particolare in caso di nausea e vomito, o in costituzioni fredde), Melissa officinalis, (che abbina una buona attività rilassante e antitireotropica), ed Angelica archangelica, che ha una buona azione tonica digestiva. Si possono anche usare i classici semi, a partire da Elettaria cardamomum.
2. Astringenti tanninici, da usare in caso di SII tipo-diarrea. I tannini svolgono una azione generale di tipo antiessudativo, antinfiammatorio, desensibilizzante delle terminazioni nervose intestinali e chelante dei mediatori pro-infiammatori. Queste azioni risultano in una azione di moderazione della diarrea del tutto diversa dalla azione drastica degli antidiarroici di derivazione oppiacea, perché seppur principalmente sintomatici contribuiscono in parte a ridurre anche le cause del disturbo.
Particolarmente utili sono:
1. Eupatorium perfoliatum
2. Myrica cerifera
3. Polygonium bistorta
4. Potentilla anserina
mentre i forti astringenti come Hamamelis virginiana, Krameria triandra, Geranium robertianum e Geum urbanum dovrebbero essere usati solo in casi di diarrea molto profusa.
Valgono per queste piante le cautele tipiche per le piante a tannini, utilizzo solo a breve termine e a cicli.
3. Demulcenti mucillaginosi, da usare in caso di SII tipo-costipazione (le mucillagini hanno una azione lassativa di volume e lubrificante) o con forte infiammazione (azione lenitiva ed antinfiammatoria di contatto) oppure in associazione a probiotici per ripristinare la salute della flora batterica intestinale (ma questo è un utilizzo di seconda fase. Piante tipiche:
1. Althaea officinalis
2. Linum usitatissimus
3. Malva officinalis
4. Plantago hispagula
5. Plantago ovata
4. Aperienti/lassativi gentili, da usare in associazione o al posto delle piante mucillaginose in caso di costipazione non segnata da forte infiammazione. Piante tipiche:
• Rumex crispus
• Juglans cinerea
• Taraxacum officinalis rad
Seconda fase
Nella seconda fase l'utilizzo delle piante di prima fase può continuare in caso di bisogno (nel caso delle piante carminative e demulcenti è spesso necessario continuare nel lungo termine), mentre vengono introdotte delle misure atte a trattare i problemi di fondo.
Il primo approccio è quello alimentare. Si dovrà esaminare la dieta del paziente ed eventualmente eliminare certi cibi che causano gonfiore intestinali (ad es. legumi o latticini), aumentare le fibre (preferendo le fibre naturalmente presenti negli alimenti rispetto a quelle isolate), e ridurre i possibili allergeni attraverso una dieta di esclusione (che però è molto impegnativa per paziente e medico curante).
Le tabelle 1 e 2 danno un esempio di dieta di esclusione e ordine di reintroduzione dei cibi
Tabella 1: componenti principali di una dieta di esclusione modificata
Cibi da evitare
Patate, cipolle, mais, vegetali in salsa in scatola
Agrumi
Grano, segale, avena, orzo, mais
Latticini, latte di capra/pecora, uova
Te, caffè, alcol, succhi di agrumi, acqua di rubinetto
Lievito, marmellata d’arancia, condimento da insalata, oli vari, oli di mais
Aceto, noccioline, cioccolata
Cibi permessi
Tutti gli altri vegetali freschi/congelati/in scatola
Tutta l’altra frutta fresca o in scatola
Riso, amido, tapioca, miglio, grano saraceno, soia
Latte di soia, margarina vegetale
Infusi di erbe, altri succhi di frutta, succo di mirtillo, acqua minerale
Sale, spezie, aromi, miele, sciroppo, caramello
Frutta secca/semi, carrube
Tabella 5: ordine di reintroduzione dei cibi nella dieta di esclusione modificata
• Acqua corrente
• Patate
• latte: mezzo litro al giorno
• Lievito: 3 tavolette di lievito di birra o 2 cucchiai da tavola di lievito fresco
• Te
• Segale
• Burro
• Cipolle
• Avena
• Caffè
• Cioccolata: amara o cacao
• Agrumi
• Mais
• Formaggio
• Vino bianco
• Yogurt
• Grano: come pane se il lievito é OK oppure come cereali o pasta
• Noci
• Orzo: fiocchi d'orzo
• Aceto
A queste importanti misure dietetiche si associerà l'utilizzo di piante che agiscono sui possibili meccanismi patologici.
1. Sedativi e nervini: in caso di forte componente ansiosa e difficoltà a dormire sono particolarmente indicate:
• Passiflora incarnata
• Scutellaria laterifolia
• Valeriana officinale
• Humulus lupulus (che ha inoltre una buona attività tonico digestiva; da evitarsi però in caso di sintomi depressivi)
• Hypericum perforatum va usato in caso di sintomi depressivi o misti
• Piscidia erythrina e Anemone pulsatilla come sedativi più marcato con azione analgesica.
• Di Matricaria recutita e Melissa officinalis si è già parlato più sopra.
2. Epatici e coleretici. Come in ogni disturbo cronico il fegato si trova in una situazione di stress che può contribuire al mantenimento del disequilibrio. Un fegato non perfettamente funzionale metabolizza male gli ormoni, i mediatori proinfiammatori, gli allergeni, e così via. Sarà allora importante utilizzare piante ad azione specifica sui meccanismi del metabomlismo epatico, come:
• Silybum marianum,
• Curcuma dioica
• Schisandra sinensis
ed anche piante ad azione coleretico/colagoga, come:
• Arctium lappa
• Taraxacum officinale rad
• Fumaria officinalis
3. Antisettici gastrointestinali (in caso di flora batterica disturbata):
• Hydrastis canadensis
• Cinnamomum verum
• Propolis
• Berberis vulgaris
tutte in associazioni a piante a mucillagini e a probiotici
4. Antinfiammatori:
• Matricaria recutita
• Filipendula ulmaria
• Calendula officinalis
• Glycyrrhiza glabra
5. in caso di associazione a PMS, mestruazioni ed emicrania Pianta ad azione ormonale):
• Vitex agnus-castus
6. Innalzamento della soglia del dolore:
• Zingiber officinale
• Corydalis ambigua
7. Adattogeni:
• Panax ginseng
8. Antiallergici (in caso di SII tipo-diarrea associata ad allergie):
• Scutellaria baiacalensis
• Tanacetum parthenium
Esempi di ricette
1. Tinture (1:5)
Plantago ovata
Valeriana officinalis
Matricaria recutita
Filipendula ulmaria
Polygonium bistorta anaparti 20 ml
Mentha x piperita OE 3 gtt
Assumere 10 ml due volte al giorno lontano dai pasti in mezzo bicchiere d'acqua.
2. Estratti (1:2)
Filipendula ulmaria 25
Chionantus virginica 15
Silybum marianum 20
Matricaria recutita 25
Assumere 5 ml tre volte al giorno lontano dai pasti in mezzo bicchiere d'acqua.
3. In caso di costipazione
Matricaria recutita
Melissa officinalis
Rumex crispus
Viburnum opulus
Althaea officinalis anaparti 20
Lobelia inflata 10
Assumere 5 ml tre volte al giorno lontano dai pasti in mezzo bicchiere d'acqua
4. In caso di diarrea
Matricaria recutita
Humulus lupulus
Potentilla
Mentha x piperita
Berberis vulgarius
Cinnamomum verum anaparti
Assumere 5 ml tre volte al giorno lontano dai pasti in mezzo bicchiere d'acqua
Parte della terapia è anche l'operazione di rassicurazione e di aiuto ai pazienti perché si rendano conto di ciò che possono fare per se stessi. Un modo semplice è quellod i fornoire informazioni chiare e non gergali, che i pazienti possano veramente comprendere. Di seguito riposto uno schema utilizzabile per passare alcuni messaggi ai pazienti, e che può essere srrutturato come un pieghevole.
Informazioni per i pazienti
Non esistono test definitivi per questo disordine, la diagnosi é basata tra l’altro sull’esclusione di altre condizioni. Colpisce le donne con frequenza tre volte maggiore degli uomini. I sintomi possono iniziare a qualsiasi età ma sono predominanti tra i 15 e i 40 anni di età. Lo stress e lo stile di vita sono importanti fattori di rischio, anche se le cause rimangono sconosciute. La condizione non é comunque mortale, o lo é molto raramente.
I sintomi della SII, insieme alla sensazione di gonfiore, sono:
1. Costipazione intermittente
2. Diarrea
3. Dolore addominale di tipo colico
La causa é sconosciuta ma potrebbe essere collegata ai livelli di stress.
Scegliete una dieta ad alto contenuto in fibre: pane, pasta e riso integrali.
Un elevato consumo di frutta fresca può avere un importante impatto a lungo termine sui sintomi.
I latticini sono spesso responsabili di parte dei problemi. Per alcune settimane provate ad eliminare dalla dieta formaggio, latte, cioccolata, burro e crema, per vedere se ci sono segni di miglioramento.
Anche la carne rossa può dare origine a vari disturbi GIT se siete proni alla SII.
Usate liberamente piante che alleviano i sintomi della SII: ad esempio la menta piperita.
L’esercizio é utile, aumenta l’attività intestinale riducendo gonfiori e dolore. La nicotina stimola i recettori a livello intestinale peggiorando la condizione.
Piccole quantità di alcol possono aiutare a stimolare gentilmente la funzione intestinale.
Il tè contiene tanta caffeina quanto il caffè; entrambi stimolano quindi l’attività intestinale stimolando o peggiorando la diarrea. Il caffè inoltre può causare crampi intestinali.
I farmaci sono da considerarsi l’ultima risorsa ed hanno solo un effetto temporaneo. La codeina riduce gli spasmi ma può causare costipazione
Il dolore può essere ridotto dall’applicazione di una borsa dell’acqua calda
Comunque é importante consultare il medico se:
• Il trattamento casalingo non dà risultati dopo due settimane
• Notate sangue nelle feci
• Le feci sono di colore nero molto scuro o sono coperte di muco
• Notate una perdita di peso inspiegata