foppolo ha scritto:Buongiorno sig. Marco,
mi hanno "mandato" qui dal forum di Zago per un chiarimento sull'acqua di rose. Intanto ho provato a cercare qualche vecchio topic sull'argomento ma evidentemente ho cercato male...
Vorrei sapere come posso fare l'acqua di rose. Io stavo pensando con un estrattore di Soxhlet e l'acool, ma mi hanno detto che l'alcool non c'entra niente. L'utilizzo che ne dovrei fare è come tonico dopo la pulizia del viso con SAPONE, quindi quello che serve a me è un tonico acido per riequilibrare il ph della pelle.
D. 1) l'acqua di rose è acida di per se o dobbiamo aggiungere qualcosa per abbassare il ph?
R. 1) è già acida a causa della presenza di acidi derivanti dall'idrolisi delel componenti aromatiche, ma non so se è abbastanza acida per i vostri utilizzi
D. 2) siccome attualmente sto usando limone diluito con acqua, ma dura poco, l'acqua di rose ha una durata maggiore oppure si "guasta" dopo pochi giorni?
R. 2) Vedi sotto, comunque ogni acqua di.. va trattata come un'acua, ne più ne meno (beh, forse un pò più resistente agli attacchi fungini e batterici, ma certamente non autoconservante.
D.3) con l'estrattore e l'acool ottengo l'estratto? Cioè l'acool è il sovente giusto per estarre l'essenza dei petali?
R.3) Ottieni una tintura alcolica di rosa, ovvero ottieni di più e di meno della semplice essenza, perchè estrai tutto il solubile in alcol (e non tutti i composti dell'essenza sono perfettamente solubili in alcol) compreso il non volatile. Se vuoi l'essenza devi estrarre in distillazione in corrente di vapore.
D. 4) in caso affermativo, come si può utilizzare questo estratto?
R.4) Per ubriacarsi? :-) La tintura di rosa non è molto utilizzata, ma è un leggero calmante, antinfiammatorio, astringente (sempre che non si utilizzo alcol 95% per estrarla, ma alcol al 45%)
Comunque, per spiegare meglio cosa si aun idrolato, attacco qui di seguito qualcosa di già pronto.
NB: l'acqua di rose è un idrolato.
Secondo la Farmacopea Francese un idrolato (detto anche idrosol) è “un acqua distillata caricata per mezzo della distillazione, di principi attivi volatili contenuti nei vegetali”
La farmacopea statunitense del 1833 li chiama “acque distillate" ma esclude la possibilità che vengano prodotte attraverso il processo di distillazione, prevedendo solo la produzione tramite solubilizzazione di un OE per mezzo di tritazione con magnesio e successivo filtraggio. In effetti la Francia è stata l’ultima nazione ad utilizzare gli idrolati in forma di distillati, fino alla Farmacopea del 1965.
Secondo la definizione francese, quindi, i “falsi idrolati” sono:
• Idrolati fatti con alcol
• Idrolati prodotti tramite la solubilizzazione di OE in acqua (come nella farmacopea americana)
• Infusione di piante
• Uso di fragranze sintetiche
Gli idrolati contengono la frazione idrosolubile della componente volatile delle piante aromatiche: in particolare conterrà alcoli terpenici e acidi carbossilici, questi ultimi degli acidi deboli assenti dagli OE.
Produzione
La produzione degli idrolati varia molto da paese a paese e da un impianto di distillazione ad un altro. In grandi impianti di distillazione il materiale viene solitamente distillato in ambiente chiuso e quindi è difficile che l’idrolato si possa contaminare; inoltre le temperature alle quali si lavora pastorizzano l’acqua rendendone l’utilizzo immediato sicuro. Ma quando l’impianto sia piccolo e aperto, l’idrolato può contaminarsi con facilità a causa delle cattive condizioni igieniche dell’impianto oppure a causa del contatto con l’atmosfera. A differenza degli OE, che sono un substrato estremamente refrattario alla crescita di colonie batteriche o fungine, gli idrolati, essendo acqua con ridotte quantità di composti volatili, sono un terreno di coltura quasi ideale. Naturalmente un idrolato contaminato può essere di nuovo reso sicuro tramite il processo di imbottigliamento, se esso viene preceduto da una pastorizzazione o microfiltraggio. Anche in questo caso la sicurezza della non contaminazione dura fino al momento dell’apertura della bottiglia, dopo la quale l’idrolato può di nuovo contaminarsi. Un altro modo per assicurare la purezza del prodotto sarebbe quello di aggiungere un conservante alimentare, anche se questo può non piacere a certi utenti.
Naturalmente il rischio è relativo, si tratta dello stesso rischio che possiamo avere dal bere un’acqua minerale in bottiglia dopo un certo tempo che l’abbiamo aperta.