Ciao, grazie per aver risposto
la fitoterapia può coadiuvare la digestione tramite la somministrazione di piante contenenti enzimi simil-pancreatici, come la bromelina e la papaina ecc.
bromelina e papaina non agiscono tutte e due solo come enzimi ad azione proteolitica? Per la digestione degli amidi ci sono piante che svolgono un'azione simile all'amilasi?
In biotecnologia alimentare per ottenere l'amilasi fanno germogliare l'orzo, oppure fanno fermentare l'amido di riso attraverso microorganismi della specie Aspergillus (anche se l'aspergillus sembra essere un microorganismo dannoso per il nostro organismo
http://www.aspergillus.org.uk/italiantrans.htm)
che devono però essere protetti dagli acidi gastrici tramite compresse gastroresistenti
ad esempio capsule vegetali di idrossipropilmetilcellulosa?
Ma la papaina oltre ad essere attiva in ambiente alcalino, non è attiva anche in ambiente acido?
ma dubito che siano una fonte utile di enzimi, se assunti nell'alimentazione
Arrivi a questa conclusione perchè gli enzimi presenti nei germogli non sono gastroprotetti ??
Come te sono dubbiosa, sto indagando; chi difende un'alimentazione cruda a base di germogli sostiene in sintesi:
"Una dieta a base di cibi cotti o trattati o comunque poveri di enzimi contribuisce ad una eccessiva ipertrofia della ghiandola pituitaria, la quale, come si sa, svolge un’azione di regolazione nei confronti di tutte le altre ghiandole.
Ugualmente, il pancreas umano risulta abbondantemente ipertrofizzato se confrontato con quello degli animali che si nutrono solo di vegetali crudi.Basti pensare che mentre il pancreas di un uomo di circa 63 Kg pesa tra gli 85 e i 90 grammi, quello di una pecora di circa 38 Kg pesa appena 18 grammi; il pancreas di un cavallo di circa 545 Kg pesa solo 330 grammi.
Risulta evidente cioè quanto poco pesi l’uomo se confrontato al cavallo e di nuovo, se messo a confronto, quanto più grande risulti il suo pancreas.
Un interessante esperimento a riguardo, è stato condotto nelle Filippine dalla Scuola di Igene della Salute Pubblica (1933). La Scuola ha effettuato 768 esami post-mortem, giungendo alla conclusione che il pancreas dei Filippini era dal 25 al 50% più pesante di quello di Europei ed Americani, probabilmente a causa della dieta principalmente a base di riso cotto, consumato tre volte al giorno, che costringeva il pancreas ad un iperlavoro di secrezione enzimatica, in particolare di Amilasi.
Va rimarcato che un organo ipertrofizzato indica spesso una condizione patologica con implicazioni degenerative.
Anche il Dr. Edward Howell è giunto alla conclusione che l’ipertrofia del pancreas è il risultato di un adattamento patologico ad una dieta principalmente a base di cibo cotto.
Una ricerca condotta presso l’Università del Minnesota ha mostrato cambiamenti significativi nel peso degli organi dei topi nutriti con cibo cotto: sia il pancreas che le ghiandole submascellari aumentavano il loro peso dal 20 al 30%. Ulteriori ricerche condotte da Grossman hanno evidenziato il ruolo di adattamento che la dieta gioca nella secrezione pancreatica."
Silvia pensierosa :-)