Ricerca sulle piante medicinali 8
Inviato: mar gen 30, 2007 5:07 pm
B) Valutazione critica dell'informazione sulle interazioni piante-farmaci
Interazioni Uomo-Pianta
Le piante sopperiscono alla loro staticità producendo sostanze chimiche di difesa che limitano le possibilità di alimentazione degli erbivori, gli xenobiotici.
Gli ominidi erano degli onnivori-foliovori ed hanno dovuto adattarsi a certi livelli di tossicità, sviluppando contromisure per difendersi dagli xenobiotici. L'evoluzione delle contromisure ci può dare la chiave per comprendere le basi delle interazioni uomo-pianta-farmaco.
Tra gli adattamenti dell’uomo agli xenobiotici (adattamenti fisiologici; sensi chimici: gusto, olfatto; trasformazioni batteriche a livello del colon che servono ad operare su varie classi molecolari; vomito; proline salivari) quelli che più ci interessano in questo contesto sono gli enzimi detossicanti:
P 450: piretrine, rotenoidi, nicotina, caffeina, lignani, oppiodi e molti altri.
Rodanasi: cianuri
Mirosinasi: glucosinolati
Ossigenasi: alcaloidi.
Gli xenobiotici possono essere composti sintetici (farmaci, adulteranti, pesticidi) e composti naturali. Entrambe le classi di prodotti presentano problemi per l’uomo, che deve usare gli stessi sistemi di detossificazione per tutte le sostanze.
Lo scopo della biotrasformazione è di rendere gli xenobiotici più facilmente eliminabili, e le reazioni coinvolte nella biotrasformazione da parte del fegato possono essere divise in due categorie distinte:
Reazioni di Fase I (CYP450)
Reazioni di Fase II
Le reazioni di Fase I (non sintetiche) normalmente coinvolgono reazioni di ossidazione o di riduzione, dipendono largamente da un gruppo di enzimi detto sistema di ossidasi a funzione mista (che comprende il CYP450), e generalmente funzionano esponendo o aggiungendo un gruppo funzionale, solitamente ossigeno, per mezzo di un meccanismo a radicali liberi; implicano quindi la generazione di radicali liberi.
E’ possibile che diversi xenobiotici interagiscano tra loro tramite il sistema enzimatico citocromo P450 (CYP450). Esso consiste in una gerarchia estremamente complessa di 14 famiglie enzimatiche e molte sottofamiglie, presenti nella maggior parte degli organi, ed estremamente versatile. Metabolizza molti metaboliti endogeni e xenobiotici in fegato, reni, polmoni, pelle, tratto digestivo, ecc.
Le reazioni di Fase II (sintetiche) coinvolgono l'accoppiamento di un composto endogeno altamente polare alla tossina o al prodotto di reazione di Fase I della tossina. Gli enzimi sono sia microsomali sia nel citosol, ed i prodotti sono più idrosolubili e meno tossici.
Se la molecola risultante è grande è eliminata con la bile, altrimenti attraverso le urine.
Sfortunatamente, le reazioni di Fase I possono risultare nella produzione di composti maggiormente tossici, in particolare nel caso di xenobiotici. Questo evento è conosciuto con il termine di bioattivazione, e questi composti più tossici possono:
Causare lesioni tessutali (epatotossicità, teratogenicità)
Reagire con una proteina cellulare formando un antigene (aptenizzazione), e portare a reazioni immunologiche (Lupus iatrogeno)
Legarsi con il DNA causando mutazioni e portare al cancro (molti carcinogeni vengono attivati dai microsomi epatici)
Reagire con enzimi di Fase II ed essere resi innocui ed eliminati.
Uno xenobiotico può essere un substrato del P450 (e quindi anche inibitore, perché l’inibizione significa legame competitivo), può essere un induttore del P450, e quindi aumentare il ritmo di metabolizzazione dei substrati e ridurne l’emivita, e può essere un inibitore del P450, e quindi aumentare l’emivita dei substrati. Esistono vari meccanismi di inibizione, e un composto può inibire molte isoforme differenti incluse quelle per le quali non funziona da substrato.
Interazioni positive
Gli isotiocianati (Brassicaceae), la diosmina (Citrus spp.), i principi pungenti (spezie) e il resveratrolo (Vitis vinifera) sono induttori del CYP450, facilitano la detossificazione di composti pericolosi, e quindi hanno attività antimutagena, anticarcinogena e cardioprotettiva. Le Cruciferae inibiscono il CYP2E1 (generatore di superossidi e mediatore della tossicità dell’etanolo) proteggendo il fegato da eccessi alcolici.
I prodotti naturali (cibo e piante medicinali) hanno una grande influenza sul P450, e possono avere effetti diretti sulla salute (attivazione di pro- e precarcinogeni), ma soprattutto interagire con i farmaci.
Che questo sia evidente solo ora è dovuto al fatto che solo da poco tempo abbiamo introdotto farmaci molto potenti con finestre terapeutiche molto ridotte.
E’ chiaro che scopriremo sempre nuove possibilità di interazione, e sarà necessario gestire la situazione non solo vietando ma modificando il nostro uso dei farmaci.
Interazioni pianta/farmaco
Recentemente si sono visti molti contributi al dibattito sull'interazione piante-farmaci. Purtroppo, piuttosto che essere costruttivi questi contributi in genere non fanno altro che aumentare la confusione, con inaccuratezze, sensazionalismi, speculazioni, oppure fornendo troppe informazioni di dubbia od oscura provenienza. Non serve sforzarsi molto cercando su internet, sui media o sulle riviste anche specializzate per trovare esempi di quanto scritto sopra.
La valutazione è fondamentale e doverosa, la mancanza di serietà scientifica, la disinformazione, la propagazione di miti, l’accettazione acritica di opinioni da autoritas, sono negative e pericolose. Vi è quindi la necessità di tornare ai dati e alla metodologia per portare della chiarezza.
Interazioni Uomo-Pianta
Le piante sopperiscono alla loro staticità producendo sostanze chimiche di difesa che limitano le possibilità di alimentazione degli erbivori, gli xenobiotici.
Gli ominidi erano degli onnivori-foliovori ed hanno dovuto adattarsi a certi livelli di tossicità, sviluppando contromisure per difendersi dagli xenobiotici. L'evoluzione delle contromisure ci può dare la chiave per comprendere le basi delle interazioni uomo-pianta-farmaco.
Tra gli adattamenti dell’uomo agli xenobiotici (adattamenti fisiologici; sensi chimici: gusto, olfatto; trasformazioni batteriche a livello del colon che servono ad operare su varie classi molecolari; vomito; proline salivari) quelli che più ci interessano in questo contesto sono gli enzimi detossicanti:
P 450: piretrine, rotenoidi, nicotina, caffeina, lignani, oppiodi e molti altri.
Rodanasi: cianuri
Mirosinasi: glucosinolati
Ossigenasi: alcaloidi.
Gli xenobiotici possono essere composti sintetici (farmaci, adulteranti, pesticidi) e composti naturali. Entrambe le classi di prodotti presentano problemi per l’uomo, che deve usare gli stessi sistemi di detossificazione per tutte le sostanze.
Lo scopo della biotrasformazione è di rendere gli xenobiotici più facilmente eliminabili, e le reazioni coinvolte nella biotrasformazione da parte del fegato possono essere divise in due categorie distinte:
Reazioni di Fase I (CYP450)
Reazioni di Fase II
Le reazioni di Fase I (non sintetiche) normalmente coinvolgono reazioni di ossidazione o di riduzione, dipendono largamente da un gruppo di enzimi detto sistema di ossidasi a funzione mista (che comprende il CYP450), e generalmente funzionano esponendo o aggiungendo un gruppo funzionale, solitamente ossigeno, per mezzo di un meccanismo a radicali liberi; implicano quindi la generazione di radicali liberi.
E’ possibile che diversi xenobiotici interagiscano tra loro tramite il sistema enzimatico citocromo P450 (CYP450). Esso consiste in una gerarchia estremamente complessa di 14 famiglie enzimatiche e molte sottofamiglie, presenti nella maggior parte degli organi, ed estremamente versatile. Metabolizza molti metaboliti endogeni e xenobiotici in fegato, reni, polmoni, pelle, tratto digestivo, ecc.
Le reazioni di Fase II (sintetiche) coinvolgono l'accoppiamento di un composto endogeno altamente polare alla tossina o al prodotto di reazione di Fase I della tossina. Gli enzimi sono sia microsomali sia nel citosol, ed i prodotti sono più idrosolubili e meno tossici.
Se la molecola risultante è grande è eliminata con la bile, altrimenti attraverso le urine.
Sfortunatamente, le reazioni di Fase I possono risultare nella produzione di composti maggiormente tossici, in particolare nel caso di xenobiotici. Questo evento è conosciuto con il termine di bioattivazione, e questi composti più tossici possono:
Causare lesioni tessutali (epatotossicità, teratogenicità)
Reagire con una proteina cellulare formando un antigene (aptenizzazione), e portare a reazioni immunologiche (Lupus iatrogeno)
Legarsi con il DNA causando mutazioni e portare al cancro (molti carcinogeni vengono attivati dai microsomi epatici)
Reagire con enzimi di Fase II ed essere resi innocui ed eliminati.
Uno xenobiotico può essere un substrato del P450 (e quindi anche inibitore, perché l’inibizione significa legame competitivo), può essere un induttore del P450, e quindi aumentare il ritmo di metabolizzazione dei substrati e ridurne l’emivita, e può essere un inibitore del P450, e quindi aumentare l’emivita dei substrati. Esistono vari meccanismi di inibizione, e un composto può inibire molte isoforme differenti incluse quelle per le quali non funziona da substrato.
Interazioni positive
Gli isotiocianati (Brassicaceae), la diosmina (Citrus spp.), i principi pungenti (spezie) e il resveratrolo (Vitis vinifera) sono induttori del CYP450, facilitano la detossificazione di composti pericolosi, e quindi hanno attività antimutagena, anticarcinogena e cardioprotettiva. Le Cruciferae inibiscono il CYP2E1 (generatore di superossidi e mediatore della tossicità dell’etanolo) proteggendo il fegato da eccessi alcolici.
I prodotti naturali (cibo e piante medicinali) hanno una grande influenza sul P450, e possono avere effetti diretti sulla salute (attivazione di pro- e precarcinogeni), ma soprattutto interagire con i farmaci.
Che questo sia evidente solo ora è dovuto al fatto che solo da poco tempo abbiamo introdotto farmaci molto potenti con finestre terapeutiche molto ridotte.
E’ chiaro che scopriremo sempre nuove possibilità di interazione, e sarà necessario gestire la situazione non solo vietando ma modificando il nostro uso dei farmaci.
Interazioni pianta/farmaco
Recentemente si sono visti molti contributi al dibattito sull'interazione piante-farmaci. Purtroppo, piuttosto che essere costruttivi questi contributi in genere non fanno altro che aumentare la confusione, con inaccuratezze, sensazionalismi, speculazioni, oppure fornendo troppe informazioni di dubbia od oscura provenienza. Non serve sforzarsi molto cercando su internet, sui media o sulle riviste anche specializzate per trovare esempi di quanto scritto sopra.
La valutazione è fondamentale e doverosa, la mancanza di serietà scientifica, la disinformazione, la propagazione di miti, l’accettazione acritica di opinioni da autoritas, sono negative e pericolose. Vi è quindi la necessità di tornare ai dati e alla metodologia per portare della chiarezza.