Ciao Fabrizio,
Mi fa piacere che tu sia intervenuto nella discussione perché il tuo parere è amio avviso importante.
Rispondo ad alcuni punti del tuo post di seguito.
Liste: se intendi le liste di prodotti cruelty free scusami ma davvero non capisco, ci sono persone che si impegnano molto a contattare aziende, produttori etc… che controllano i prodotti, che si fanno rilasciare dichiarazioni scritte per cercare di individuare prodotti i meno crudeli possibili (parlo da un punto di vista animalista), non me la sentirei in tutta sincerità di additare tale impegno come puro marketing, conosco personalmente, è solo un esempio, Antonella De Paola e ti assicuro che non percepisce 1 centesimo dal lavoro che porta avanti negli anni e non ha alcun contatto commerciale con nessun produttore. Dire che è marketing suona un po’ offensivo. Se questo lavoro è fatto seriamente i risultati ci sono. Se si segue la logica della “foglia di fico” allora tutto il concetto del consumo critico può tranquillamente essere accantonato. Preferisco affidarmi a persone o gruppi di cui mi fido per poter acquistare responsabilmente, piuttosto di agire da solo o affidarmi a ciò che dicono i produttori (questo si che è marketing). Credo che pensare ed agire criticamente sia un dovere di tutti.
Se per liste intendevi quancosa d’altro, allora come non detto.
Dixan: grazie per l’informazione, questo sta a dimostrare che anche nel remoto passato i detersivi c’erano eccome. Trovo la tua analisi sui componenti del dixan interessante, però vorrei segnalarti che l’attuale composizione dichiarata dalla casa produttrice (Henkel) sul Dixan attualmente in commercio è la seguente:
DIXAN a mano Bianchi e Colorati
Dichiarazione degli ingredienti secondo il Regolamento Detergenti (EC No 648/2004)
•SODIUM SULFATE
•SODIUM DODECYLBENZENESULFONATE
•ZEOLITE
•SODIUM CARBONATE
•SODIUM SILICATE
•AQUA (WATER)
•SODIUM ACRYLIC ACID/MA COPOLYMER
•C12-18 FATTY ALCOHOL 7 EO
•TETRASODIUM ETIDRONATE
•CELLULOSE GUM
•PERFUME
•OPTICAL BRIGHTNER
•PROTEASE
•AMYLASE
•BENZYL SALICYLATE
molto altro si può trovare qui:
http://www.henkel.it/italiano/detersivi/
Non si può certo dire che gli attuali detersivi siano eco compatibili, certamente lo sono (come giustamente hai detto tu) molto di più che in passato, ma siamo ben lontani da ciò che desidereremmo. Io non sono uno specialista, quindi ovviamente potrei sbagliarmi, ma questi passi da gigante della ricerca non li ho visti.
Non vorrei offendere nessuno, ma credo che chiunque lavori per una ditta, difficilmente svolgerà attività che ne danneggino l’immagine, è vero che ci sono fior fiore di professionisti che lavorano per le multinazionali, ma essendo pagati da queste ultime faranno (volenti o nolenti) ciò che le multinazionali desiderano, questo è un discorso, ovviamente, valido per tutti, non voglio certo criminalizzare la categoria.
Positive list: battaglie di retroguardia o meno, si tratta di considerare sostanze che non contribuiscono più alla sperimentazione, questo è l’unico punto positivo. Inoltre c’è molta gente che usa prodotti per la casa davvero molto semplici ed efficaci. Un piccolo esempio:
fare il bucato a mano e in lavatrice con il sapone di marsiglia (quello vero), pulire i fornelli con acqua calda e bicarbonato, o acqua calda ed aceto bianco con una spugna. Argento e rame da pulire col succo di limone e con risciacquo con acqua fredda. Pavimenti: lavarli con acqua calda e aceto bianco od alcool, si può aggiungere anche qualche goccia di olio essenziale di limone o timo bianco o lavanda… e così via
sono semplici rimedi efficaci (funzionano!) che sono validi anche oggi. Anche questo contribuisce a spendere meno soldi e ad impattare il meno possibile sull’ambiente, se si tratta di retroguardia, allora chiamiamola pure così, però a me piace. Comunquesia rispetto il tuo punto di vista.
Cosmetici: è un discorso a parte, è vero che c’è una continua ricerca, è anche vero però, scusa se mi ripeto, che molte sostanze di base sono immutate da moltissimi anni (un esempio? La lanolina con tutto ciò che comporta per gli animali, l’ambiente e la salute del consumatore finale). Inoltre personalmente preferisco un prodotto concettualmente “vecchio” ad uno chimicamente nuovo per il semplice motivo che ogni nuova molecola va testata su animali. Questo, in soldoni, è il mio ragionamento.
Spero di averti chiarito il mio pensiero che, anche se non è condiviso da te, credo sia perlomeno coerente.
Grazie per la bella discussione a te e a tutte/i voi
Ciao
Adriano