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www.bottegavegana.it

Inviato: mer gen 24, 2007 12:28 pm
da silvy
Vorrei acquistare del prodotti da bottegavegana pero' sul catalogo virtuale non trovo l' INCI dei prodotti, che mi consigliate di fare?

Inviato: mer gen 24, 2007 12:41 pm
da Laura12
Puoi scrivere loro chiedendo l'inci dei prodotti che vorresti acquistare.
Bada bene che non possono darti risposte generiche o invocare presunti segreti industriali :-). te li devono semplicemente fornire.
Già che ci sei potresti chiedergli di completare il servizio che danno pubblicando limpidamente tutti gli inci sul sito.

Inviato: mer gen 24, 2007 1:52 pm
da silvy
Grazie Laura, è proprio quello che faro'.

Inviato: gio gen 25, 2007 12:42 pm
da vlee
Per esperienza personale te la sconsiglio vivamente, quasi tutti i prodotti della bottega verde hanno inci lunghisimi con, la maggior parte delle volte, al primo posto tensioattivi come il SLES. Io stesso ingannato dal loro sito mi ero fatto comprare uno shampo molto economico, quando ho visto l'inci mi è venuta una "allergia da lettura" e sono corso a farlo cambiare, riscontrando non poche difficoltà per trovare un qualunque prodotto alternativo che non contenesse schifezze, alla fine ho dovuto optare per l'olio di mandorle, l'unica cosa bio presente nel loro negozio, e l'ho pagato la bellezza di 7€ una bottiglietta da 100ml.........un costo inverosimile. Ciao

Inviato: gio gen 25, 2007 12:57 pm
da paskychemist
vlee ha scritto:Per esperienza personale te la sconsiglio vivamente, quasi tutti i prodotti della bottega verde hanno inci lunghisimi con, la maggior parte delle volte, al primo posto tensioattivi come il SLES.
infatti lei ha parlato di bottega vegana!! non bottega verde!

Inviato: gio gen 25, 2007 1:32 pm
da Laura12
Ho dato un'occhiata al sito e sono perplessa :-(.
Non mi piace tutta quella tirata sconclusionata sul "cruelty free" (al solito) piena di inesattezze e ingenuità fuorvianti ( mi auguro non siano furbizie premeditate).
A maggior ragione ci vogliono gli inci!

Inviato: ven gen 26, 2007 7:33 am
da silvy
Ho scritto a bottegavegana chiedendo che pubblicassero sul sito l'inci dei prodotti ma mi è stato risposto che al momento non hanno pronto un documento che li contenga tutti e che che provvederanno quanto prima.
Speriamo bene...

Inviato: ven gen 26, 2007 10:03 am
da sabra
Laura12 ha scritto:Ho dato un'occhiata al sito e sono perplessa :-(.
Non mi piace tutta quella tirata sconclusionata sul "cruelty free" (al solito) piena di inesattezze e ingenuità fuorvianti ( mi auguro non siano furbizie premeditate).
A maggior ragione ci vogliono gli inci!
Cara Laura e cari tutti,
Sono Adriano de "La Bottega Vegana", vi ringrazio per aver aperto addirittura un topic su di noi, siamo molto lusingati. Vorrei darvi maggiori informazioni sulla bottega perché mi pare vi siano alcuni punti da chiarire. Abbiamo cominciato questa microscopica attività circa 2 mesi fa. Lo abbiamo fatto perché siamo animalisti e vegani ed abbiamo sempre avuto moltissime difficoltà a trovare prodotti adatti alle nostre esigenze. Ciò fino a quando non abbiamo incontrato il responsabile della piccola ditta artigianale che ci fornisce i prodotti. Dopo lunghe chiacchierate ed incontri, abbiamo deciso che erano le persone che facevano per noi. I prodotti che distribuiamo sono completamente vegani, non hanno cioè ingredienti di originale animale né diretta, né indiretta. La maggior parte degli ingredienti sono di origine vegetale (molte erbe da cui vengono estratti ad esempio gli olii essenziali sono coltivate dai produttori o derivano da raccolta spontanea), e la quasi totalità di essi è presente nella Positive List che credo ben conosciate. Gli ingredienti che non sono presenti in tale lista non sono più testati dal 1990, di tale informazione siamo certi visto che l'abbiamo richiesta per iscritto dal produttore. Quindi quale sarebbe la "tirata sconclusionata sul cruelty free"? Lo chiedo non per spirito di polemica, ma per capire se abbiamo fatto degli errori e per correggerli eventualmente. Comprendo che si debba essere sempre dubbiosi sui prodotti, e che si debba procedere con i piedi di piombo, ma perché avere sempre un approccio malfidente?
Frasi del tipo "piena di inesattezze e ingenuità fuorvianti (mi auguro non siano furbizie premeditate)" sono a mio avviso un palese pregiudizio nei confronti di persone delle quali non si sa nulla. Sarebbe opportuno non prendere parte allo sport nazionale italiano (la delazione) ed approfondire bene ogni aspetto prima di formulare un giudizio. Tutti abbiamo bisogno di confrontarci e noi vegani per primi ci mettiamo continuamente in gioco per migliorarci.
Quindi basta scrivere e chiedere informazioni ai diretti interessati.

Non testato: alcuni i protocolli attualmente in uso per individuare i prodotti cosiddetti cruelty free adottano sempre una data termine (cut off date) ossia una data oltre la quale l'azienda si impegna a non acquistare nuovi prodotti testati su animali. Chi afferma di vendere prodotti NON testati su animali mente sapendo di mentire, perché TUTTI i prodotti presenti in commercio sono stati testati su animali (lo esige la legge, tutti tranne alcuni prodotti erboristici di derivazione esclusivamente vegetale), il problema è capire QUANDO. Ecco perché si ricorre alla positive list che raccoglie prodotti testati prima del 1976 e che non hanno più bisogno di essere testati ulteriormente. Quindi si possono individuare prodotti MENO crudeli di altri, ma il concetto di cruelty free totale è irraggiungibile. Noi questo sul sito lo spieghiamo, credo che sia una nota di merito no? (http://www.bottegavegana.it/negozio/filosofia3.php)

Per quanto riguarda i dati e le informazioni, noi facciamo riferimento a siti di associazioni animaliste che da anni si battono contro lo sfruttamento animale quali:

http://www.oltrelaspecie.org
http://www.novivisezione.org
http://www.consumoconsapevole.org

Le informazioni riportate derivano da loro, e da considerazioni di Antonella De Paola l'autrice del libro "Guida ai prodotti non testati su animali" guida alla quale speriamo di riuscire ad entrare nella prossima edizione.

INCI: è ovvio che gli INCI devono essere pubblicati perché l'acquirente deve avere tutte le informazioni sul prodotto. Non lo abbiamo ancora fatto perché il sito è ancora in lavorazione, presto cominceremo a pubblicarli e man mano tutti i prodotti saranno corredati con il relativo INCI, chi volesse informazioni sulla formulazione di un preciso prodotto può semplicemente scriverci, noi forniremo tutti i dettagli, e se ci sono critiche costruttive (e non formulate aprioristicamente prima di conoscere i fatti...) noi saremo lietissimi di accoglierle per cercare di migliorarci.

Spero di aver fugato alcuni vostri dubbi, rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Adriano
[email protected]
http://www.bottegavegana.it

Inviato: ven gen 26, 2007 1:02 pm
da Laura12
Ciao Sabra, su questo forum abbiamo più volte sviscerato la questione "cruelty free" e riassumendo a grosse linee abbiamo assodato che:
- nessun prodotto finito è testato su animali perchè è proprio vietato dalla legge (direttiva comunitaria 2003/15/EEC) , non ha quindi senso che voi diciate "la legge non obbliga" e forniate liste di ditte/prodotti cattivi lasciando pensare che testino
- sono le materie prime ad essere testate e lo sono tutte, chi prima chi dopo, chi adesso
- lascia dubbiosi che un produttore dichiari "uso solo ingredienti testati prima del 1976", perchè a meno di non produrre semplicemente sapone, è impossibile; per fare cosmetici e detergenti casa servono ingredienti messi a punto dopo il 1976 e quindi testati
- sono i produttori di materie prime (che non coincidono necessariamente con le multinazionali più antipatiche :-) ) ad effettuare test su animali, quando dichiarano di non farne ci si affida esclusivamente alla loro parola, non c'è controllo nè obbligo di controllo; notare come sia conveniente economicamente fare qualche dichiarazione non proprio vera: la fetta di mercato delle persone sensibili alla questione animalista è molto appetibile
- da circa un anno esiste un protocoollo ICEA-LAV che cerca di dare organicità e metodo alla questione crueltyfree, ma anche questo è piuttosto labile perchè si affida ad un meccanismo di autocertificazioni da parte dei produttori di materie prime pressochè inverificabili, si può controllare solo il produttore di prodotto finito, ma a che serve? non testa!
Comunque la certificazione ICEA-LAV è a pagamento e non propriamente economica
- la questione cruelty free è purtroppo al momento sospesa perchè sta per partire il REACH cioè nuovi test di sicurezza obbligatori di TUTTE le materie prime e purtroppo saranno effettuati anche su animali; finchè sarà in corso NESSUNO potrà dire "non testo"

per questi motivi ho espresso perplessità su quanto avete scritto sul vostro sito, l'informazione che vi leggo è a mio parere imprecisa e incompleta.
Già se renderete visibili gli inci dei prodotti sarà possibile farsi un'idea più chiara e completa.

Per avere una panoramica delle discussioni affrontate su Promis su questo tema:

http://www.google.it/search?q=icea+lav+ ... art=0&sa=N

in particolare
viewtopic.php?t=18629
l'intervento che compare sotto l'utente "Sansone" è in realtà l'articolo/ricerca scritto da Lola (preparatissima e coscienziosa utente di questo forum) che ha tirato un po' le fila della questione crueltyfree ed ha fornito gli spunti per molte discussioni.
Buona lettura :-).

Inviato: ven gen 26, 2007 2:16 pm
da sabra
[quote="Laura12"]Ciao Sabra, su questo forum abbiamo più volte sviscerato la questione "cruelty free" e riassumendo a grosse linee abbiamo assodato che:
quote]

Ciao Laura, sono Adriano (uso il nick di mia moglie per scrivere).
Leggerò appena possibile il materiale che si trova nei link che hai proposto, per ora mi limito a rispondere come animalista alle considerazioni sul cruelty free che hai elencato: vi sono molte approssimazioni.

--> nessun prodotto finito è testato su animali perchè è proprio vietato dalla legge (direttiva comunitaria 2003/15/EEC) , non ha quindi senso che voi diciate "la legge non obbliga" e forniate liste di ditte/prodotti cattivi lasciando pensare che testino

la normativa europea fa riferimento SOLO ed esclusuvamente a cosmetici, quindi i prodotti come i detergenti per la casa continuano a poter essere testati se lo si vuole fare.

--> - sono le materie prime ad essere testate e lo sono tutte, chi prima chi dopo, chi adesso

infatti è ciò che ho detto io nel mio passato intervento ed è ciò che diciamo sul sito.

--> - lascia dubbiosi che un produttore dichiari "uso solo ingredienti testati prima del 1976", perchè a meno di non produrre semplicemente sapone, è impossibile; per fare cosmetici e detergenti casa servono ingredienti messi a punto dopo il 1976 e quindi testati

Scusa ma questa affermazione è sbalorditiva, io non so tu quanti anni abbia, io ormai vado per i 40 e ti assicuro che mi ricordo benissimo che mia madre PRIMA del 1976 usava fior fiore di detersivi, detergenti, liquidi per i piatti, polveri, saponi, spray, cosmetici di ogni tipo e compagnia bella, vuoi dirmi che tutto questo se l'era inventato lei? Dire che i detersivi moderni sono nati dopo il 1976 mi pare una cosa assurda. Il fatto che si usino ingredienti messi a punto dopo il 1976 è dovuto al fatto che la concezione di pulito che noi abbiamo oggi è ben diversa da quella che avevano le generazioni passate. Una volta si lavavano i panni con la cenere, oggi se le lenzuola non abbagliano non le consideriamo pulite. Quindi è possibilissimo fare dei detergenti con ingredienti della positive list, un altro conto è poi riuscire a venderli.

--> - sono i produttori di materie prime (che non coincidono necessariamente con le multinazionali più antipatiche :-) ) ad effettuare test su animali, quando dichiarano di non farne ci si affida esclusivamente alla loro parola, non c'è controllo nè obbligo di controllo; notare come sia conveniente economicamente fare qualche dichiarazione non proprio vera: la fetta di mercato delle persone sensibili alla questione animalista è molto appetibile

Non funziona così: solitamente si richiedono certificazioni scritte: una e-mail del responsabile di produzione, un fax firmato etc... ti assicuro che una ditta si fa più di uno scrupolo a firmare o a mettere per iscritto una cosa che è falsa, se tale dichiarazione finisce nelle mani sbagliate (per loro) potrrebbero fioccare fior fiore di denunce.

--> - da circa un anno esiste un protocoollo ICEA-LAV che cerca di dare organicità e metodo alla questione crueltyfree, ma anche questo è piuttosto labile perchè si affida ad un meccanismo di autocertificazioni da parte dei produttori di materie prime pressochè inverificabili, si può controllare solo il produttore di prodotto finito, ma a che serve? non testa!
Comunque la certificazione ICEA-LAV è a pagamento e non propriamente economica

A parte che io ritengo assurdo chiedere dei soldi per una certificazione visto che la fa un'associazione no profit che teoricamente dovrebbe battersi per i diritti animali, comunque i controlli ICEA/LAV ci sono. Noi preferiamo il metodo della De Paola

--> - la questione cruelty free è purtroppo al momento sospesa perchè sta per partire il REACH cioè nuovi test di sicurezza obbligatori di TUTTE le materie prime e purtroppo saranno effettuati anche su animali; finchè sarà in corso NESSUNO potrà dire "non testo"

Purtroppo è assolutamente vero....

Detto questo potrai renderti conto che quanto abbiamo scritto sul sito non è approssimativo, ma solo stringato: la questione dei test su animali sta molto a cuore a noi animalisti e ci vorrebbero siti interi (infatti ci sono) per spiegare tutto. Spero che questi miei chiarimenti ti siano bastati.

Per quanto riguarda l'INCI, faremo il lavoro un po' alla volta, per fortuna siamo microscopici e non una multinazionale :=)))

ciao

Adriano

Inviato: ven gen 26, 2007 4:57 pm
da Laura12
Ciao Adriano, dai riparliamone dopo che avrai letto i link che ti ho indicato perchè contengono già le risposte agli argomenti che porti.
Comunque ti assicuro che rispetto al 1976 la cosmesi e la detergenza casa hanno subito la stessa evoluzione/rivoluzione che ci permettono oggi di disporre di PC e internet :-) a casa, davvero non c'è paragone a meno di non volere proporre prodotti antidiluviani.
Ti invito a inserire al più presto gli inci dei prodotti sul sito, d'altra parte si tratta solo di ricopiarli dalle confezioni ;-).

Inviato: mer gen 31, 2007 8:09 am
da sabra
Ciao Laura,

Leggerò appena possibile il materiale del link che mi hai proposto, è sempre
importante informarsi e cercare di schiarirsi le idee, e poi purtroppo in
questo settore le cose possono cambiare dalla sera alla mattina, è difficile
il mestiere del consumatore critico... :=( Comunque mai arrendersi. Per quanto riguarda le formulazioni INCI so che qualcuna/o di voi ha scritto
e abbiamo provveduto ad inviare il materiale che abbiamo pronto per ora,
successivamente provvederemo a pubblicare tutto. C'è molto lavoro da fare
soprattutto sulle etichette, inoltre ogni prodotto non è mai finito: si può
sempre migliorare, questo è il bello di avere a che fare con piccoli
produttori artigianali.
Per i detersivi ed i cosmetici in parte hai ragione. Però le basi lavanti
dei detersivi sono molto vecchie e ben conosciute, la cosmesi in pratica è
un remake continuo che anno dopo anno propone formulazioni molto simili a
quelle vecchie con l'aggiunta di uno o due ingredienti alla moda. Ora è il
momento dell'aloe. Ti basti sapere che il DIXAN è stato messo sul mercato
nel 1962.

A presto e grazie per l'attenzione che ci dedichi.

Adriano

Inviato: gio feb 01, 2007 8:18 pm
da Fabrizio Zago
Ciao Adriano,
intervengo anche io anche se questa discussione è già stata fatta più volte e che il tema è ormai iper conosciuto.
Io sono assolutamente contrario a liste varie per il semplice fatto che sono una foglia di fico dietro alla quale si nasconde non tanto la volontà di migliorare le cose ma un semplice argomento di marketing.
Quando dici che "Ti basti sapere che il DIXAN è stato messo sul mercato
nel 1962." ti rispondo che in germania esisteva anche prima.
Sono andato a guardarmi quella formulazione ed ho scoprto che conteneva:
- oltre il 15% di fosfati (serve che dica che non è priprio ecologico?)
- dodecilbenzene solfonato ramificato cioè non biodegradabile e tolto dal mercato verso la fine degli anni settanta.
- nonilfenoli etossilati cioè nonionici non biodegradabili e tolti (era ora) dal mercato all'inizio di questo secolo.
Stando alla tua teoria, cioè che le basi sono sempre le stesse, anche il Dixan dovrebbe essere lo stesso no? Ebbene devi sapere che i produttori di quel detersivo dispongono, a livello mondiale, di circa 3000 ricercatori che si rompono la testa per trovare nuove soluzioni meno inquinanti, meglio performanti eccetera. Tu mi dirai che è una multinazionale e che bada solo ai soldi. E' assolutamente vero infatti lo fanno sia per questioni legali sia perché l'ambiente, l'ecologia è un argomento che tira molto.
Ti assicuro infine che basarsi su una lista di MP del 76 significa fare una battaglia di retroguardia che ci porterà indietro invece che in avanti.
D'altra parte basta considerare la tua frase: " la cosmesi in pratica è
un remake continuo che anno dopo anno propone formulazioni molto simili" per capire che non conosci a fondo la cosmesi e che stai facendo una azione che non servirà a farci progredire ma a tornare indietro di decenni ed io questo proprio non lo condivido.

Inviato: mar feb 06, 2007 11:59 am
da sabra
Ciao Fabrizio,

Mi fa piacere che tu sia intervenuto nella discussione perché il tuo parere è amio avviso importante.

Rispondo ad alcuni punti del tuo post di seguito.

Liste: se intendi le liste di prodotti cruelty free scusami ma davvero non capisco, ci sono persone che si impegnano molto a contattare aziende, produttori etc… che controllano i prodotti, che si fanno rilasciare dichiarazioni scritte per cercare di individuare prodotti i meno crudeli possibili (parlo da un punto di vista animalista), non me la sentirei in tutta sincerità di additare tale impegno come puro marketing, conosco personalmente, è solo un esempio, Antonella De Paola e ti assicuro che non percepisce 1 centesimo dal lavoro che porta avanti negli anni e non ha alcun contatto commerciale con nessun produttore. Dire che è marketing suona un po’ offensivo. Se questo lavoro è fatto seriamente i risultati ci sono. Se si segue la logica della “foglia di fico” allora tutto il concetto del consumo critico può tranquillamente essere accantonato. Preferisco affidarmi a persone o gruppi di cui mi fido per poter acquistare responsabilmente, piuttosto di agire da solo o affidarmi a ciò che dicono i produttori (questo si che è marketing). Credo che pensare ed agire criticamente sia un dovere di tutti.

Se per liste intendevi quancosa d’altro, allora come non detto.

Dixan: grazie per l’informazione, questo sta a dimostrare che anche nel remoto passato i detersivi c’erano eccome. Trovo la tua analisi sui componenti del dixan interessante, però vorrei segnalarti che l’attuale composizione dichiarata dalla casa produttrice (Henkel) sul Dixan attualmente in commercio è la seguente:

DIXAN a mano Bianchi e Colorati
Dichiarazione degli ingredienti secondo il Regolamento Detergenti (EC No 648/2004)
•SODIUM SULFATE
•SODIUM DODECYLBENZENESULFONATE
•ZEOLITE
•SODIUM CARBONATE
•SODIUM SILICATE
•AQUA (WATER)
•SODIUM ACRYLIC ACID/MA COPOLYMER
•C12-18 FATTY ALCOHOL 7 EO
•TETRASODIUM ETIDRONATE
•CELLULOSE GUM
•PERFUME
•OPTICAL BRIGHTNER
•PROTEASE
•AMYLASE
•BENZYL SALICYLATE

molto altro si può trovare qui: http://www.henkel.it/italiano/detersivi/

Non si può certo dire che gli attuali detersivi siano eco compatibili, certamente lo sono (come giustamente hai detto tu) molto di più che in passato, ma siamo ben lontani da ciò che desidereremmo. Io non sono uno specialista, quindi ovviamente potrei sbagliarmi, ma questi passi da gigante della ricerca non li ho visti.
Non vorrei offendere nessuno, ma credo che chiunque lavori per una ditta, difficilmente svolgerà attività che ne danneggino l’immagine, è vero che ci sono fior fiore di professionisti che lavorano per le multinazionali, ma essendo pagati da queste ultime faranno (volenti o nolenti) ciò che le multinazionali desiderano, questo è un discorso, ovviamente, valido per tutti, non voglio certo criminalizzare la categoria.

Positive list: battaglie di retroguardia o meno, si tratta di considerare sostanze che non contribuiscono più alla sperimentazione, questo è l’unico punto positivo. Inoltre c’è molta gente che usa prodotti per la casa davvero molto semplici ed efficaci. Un piccolo esempio:

fare il bucato a mano e in lavatrice con il sapone di marsiglia (quello vero), pulire i fornelli con acqua calda e bicarbonato, o acqua calda ed aceto bianco con una spugna. Argento e rame da pulire col succo di limone e con risciacquo con acqua fredda. Pavimenti: lavarli con acqua calda e aceto bianco od alcool, si può aggiungere anche qualche goccia di olio essenziale di limone o timo bianco o lavanda… e così via

sono semplici rimedi efficaci (funzionano!) che sono validi anche oggi. Anche questo contribuisce a spendere meno soldi e ad impattare il meno possibile sull’ambiente, se si tratta di retroguardia, allora chiamiamola pure così, però a me piace. Comunquesia rispetto il tuo punto di vista.

Cosmetici: è un discorso a parte, è vero che c’è una continua ricerca, è anche vero però, scusa se mi ripeto, che molte sostanze di base sono immutate da moltissimi anni (un esempio? La lanolina con tutto ciò che comporta per gli animali, l’ambiente e la salute del consumatore finale). Inoltre personalmente preferisco un prodotto concettualmente “vecchio” ad uno chimicamente nuovo per il semplice motivo che ogni nuova molecola va testata su animali. Questo, in soldoni, è il mio ragionamento.

Spero di averti chiarito il mio pensiero che, anche se non è condiviso da te, credo sia perlomeno coerente.

Grazie per la bella discussione a te e a tutte/i voi

Ciao

Adriano

Inviato: mar feb 06, 2007 8:13 pm
da Fabrizio Zago
Caro Adriano,
continuo a non condividere le tue posizioni e la cosa potrebbe finire lì ma ci sono alcune osservazioni che non posso lasciare passare perché non mi hai dato nessuna risposta e quindi te la richiedo, spero più chiaramente.

1) la formulazione che ti ho riportato risale a parecchi anni prima del 76. Da allora la formulazione, oltre che aver eliminato i fosfati, ha sostiutito il tensioattivi nonionico da nonilfenolo (gonadotropico, causa malformazioni negli organismi acquatici) con un alcool grasso (vegetale) polietossilato. Adesso la domanda è la seguente: è meglio la formula di prima del 76 o quella del dopo 76? Volgio un si o un no, grazie.

2) Fai un bellissimo discorso "fare il bucato a mano e in lavatrice con il sapone di marsiglia (quello vero), pulire i fornelli con ....ecc" ebbene stai dicendo di NON usare dei detersivi (e possiamo essere d'accordo) ma cosa centra questo con la positiv list? E con l'evoluzione dei tensioattvi moderni dato che sosteni che non se ne debbano usare?

3) Ammiro il lavoro di chi si occupa di questi argomenti, dico sommessamente che neppure io guadagno una lira dal lavoro che faccio in questo forum e dunque essendomi messo alla pari di chiunque altro dico che è una battaglia di retroguardia voler utilizzare solamente sostanze molto vecchie, spesso con gravi problemi di impatto ambientale. E dunque voglio che tu risponda chiaramente alla domanda "è preferibile una sostanza cha ha ucciso un animale dieci anni fa o una che ne ucciderà centinaia nei prossimi dieci anni?" Anche in questo caso vorrei una risposta semplice del tipo si o no! Grazie.

Chiudo con un paio di osservazioni generali:
ho modo, per lavoro, di frequentare alcune aziende produttrici di molecole per uso detersivistico e cosmetico, ti assicuro che chi si occupa delle positiv list sono gli addetti al marketing, che ti piaccia o no questa è la realtà.
Altra cosa, ti faccio un esempio per chiarire meglio la questione: l'azienda A produce la molecola X da prima del 97 ebbene questa ditta A potrà sostenere che la sua molecola X è da inserire nella positiv list, bene. Adesso consideriamo l'azienda B che si mette a produrre la medesima sostanza X ma dopo il 76. A questo punto abbiamo due possibilità o la ditta B non esegue nessun test su animali e si avvale dei risultati della ditta A oppure ne fa di nuovi. Nel primo caso potrà mettere la sostanza nella lista positiva, nel secondo no! Ma allora mi chiedo, ancora una volta, che senso ha questa lista positiva?
La verità vera è che i test sugli animali non servono a nulla, che non riproducno assolutamente le condizioni di applicazione sull'uomo, che altri test meno invasivi danno dei risultati altrettanto buoni ed affidabili. Dunque è su questo tema che occorre fare pressione sia sulle autorità pubbliche che sulla pubblica opinione. Ritengo invece che ricorrere alla lista positiva sia un mezzo che ci distrae dal vero probelma di fondo che è quello dell'abolizione dei test sugli animali punto e basta.