Da Medical Cannabis Newsletter
n.73 - dicembre 2006
ITALIA: CANNABIS E CURE PALLIATIVE, ESPERTI A CONFRONTO A PALERMO
Si è svolto a Palermo dal 30 novembre al 2 dicembre il congresso "Le cure palliative e la terapia del dolore - prospettive di sviluppo in Sicilia delle cure domiciliari e degli hospice", organizzato dalla Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e dalla Società per l'assistenza del malato Oncologico Terminale (SAMOT ONLUS).
Erano presenti come relatori i maggiori esperti italiani di cure palliative, branca della Medicina di nascita relativamente recente che si occupa di quelle condizioni patologiche nelle quali non vi è più possibilità di intervento terapeutico in grado di portare alla guarigione, ma solo di dare un aiuto sulla sintomatologia nel senso più ampio del termine.
Particolare interesse ha suscitato la sessione "Facciamo abbastanza contro il dolore?", nella quale è stata presentata una relazione sulla Cannabis terapeutica a cura del Dott. Francesco Crestani, membro del Comitato scientifico dell'ACT. Si è discusso dello stato legislativo attuale della Cannabis, e delle problematiche nell'utilizzo e nell'importazione dei farmaci cannabinoidi.
Si tratta della seconda volta quest'anno che il tema viene trattato di fronte a un pubblico di palliativisti. In aprile infatti il Dott. Crestani aveva tenuto una relazione nella sessione "Ruolo dei cannabinoidi in Cure Palliative", svoltasi al XIII congresso nazionale della SICP a Bologna. In quell'occasione erano intervenuti anche T. Rubino, dell'Università di Varese (Cannabinoidi aspetti farmacologi e analgesia), F. Formaglio, neurologo dell'Ospedale San Raffaele di Milano (Quali evidenze cliniche per l'uso in Cure Palliative), R. Cerbo dell'Università di Roma (Prospettive della ricerca clinica). L'argomento suscita grande interesse tra i pallitivisti e tra coloro che si occupano di terapia del dolore, tant'è che il nostro relatore è stato invitato a tenere una "lettura magistrale" alla prossima riunione annuale della SICP del Friuli Venezia Giulia.
RICERCA: IL THC RALLENTA LA PROGRESIONE DELL' ALZHEIMER
La malattia di Alzheimer è oggi la più diffusa forma di demenza e la sua diffusione, a causa dell'aumento della aspettativa di vita media della popolazione, è destinata a triplicare nei prossimi 50 anni.
Per quanto ancora oggetto di controversie, il meccanismo patogenetico della malattia sembra risiedere nella formazione di una sostanza, chiamata beta-amiloide, che aggregandosi porta ad interferenze con il normale funzionamento delle aree cerebrali preposte alla memoria e ai processi cognitivi. Ciò ha portato allo sviluppo di possibili strategie terapeutiche basate sulla interferenza con il metabolismo della beta-amiloide . Attualmente esistono in commercio quattro farmaci ritenuti in grado di rallentare la progressione della malattia, mediante un meccanismo di inibizione dell'enzima acetilcolinesterasi (AChE).
Un gruppo di ricercatori californiani ha dimostrato che il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), è in grado di inibire l'AChE in maniera più efficace di quanto non facciano i farmaci attualmente in commercio
"Saggiando l'efficacia del THC nell'inibizione della aggregazione della beta-amiloide," ha dichiarato il prof. Janda, coordinatore della ricerca, "abbiamo visto che il THC dimostra maggiore efficacia dei farmaci attualmente in uso (quali propidium, donepezil e taurina). I dati sono talmente importanti da suggerire ulteriori più ampi studi"
Fonte: Eubanks LM et al. A Molecular Link Between the Active Component of Marijuana and Alzheimer's Disease Pathology. Molecular Pharmaceutics 2006 Dec 4;3(6):773-777. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/quer ... s=17140265
vedi anche http://www.scripps.edu/news/press/080906.html
Cannabis e palliazione. THC e alzheimer
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Marco Valussi
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