la fitocosmesi è davvero sicura?
Moderatore: Erica Congiu
la fitocosmesi è davvero sicura?
parlando con alcuni amici di fitocosmesi mi è stato chiesto se effettivamente ci sia un beneficio ad usare ecoprodotti (aldilà dell'inquinamento ambientale e delle ragioni etiche, quali evitare la sperimentazione su animali)..in effetti sono andata un po' in crisi..se tieniamo conto che anche gli alberi, le piante ecc., anche coltivate biologicamente, sono vittime dell'inquinamento, come si fa a essere certi che gli ecoprodotti sia davvero sicuri? e perchè le grandi aziende cosmetiche continuano ad usare sostanze nocive a noi e all'ambiente? non c'è nessuna norma che lo vieti?
ci sono testi/fonti scientifiche che effettivamente provino la dannosità di determinate sostanze?
aspetto le vostre risposte! grazie a tutti!
ci sono testi/fonti scientifiche che effettivamente provino la dannosità di determinate sostanze?
aspetto le vostre risposte! grazie a tutti!
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Fabrizio Zago
Cara forio,
le domande sono due:
1) i derivati vegetali sono sicuri dato che anche loro subiscono l'inquinamento? Risposta: nulla è sicuro ma vorrei far notare che un estratto vegetale può essere immesso sul mercato solo se viene preventivamente sottoposto ad alcuni esami che escudano la presenza di metalli pesanti e di pesticidi. In altre parole se non è "sicuro" cioè non inquinato non è possibile metterlo in circolazione.
2) Perché le grandi case continuano ad usare sostanze dannose per la salute e per l'ambiente? Semplice perché costano poco e danno un risultato cosmetico elevato. Con il REACH molte di queste sostanze possono e secondo me devono, essere escluse dal mercato. Ma per questo si deve attendere ancora qualche anno. Rallegriamoci che il percorso è iniziato, è già qualche cosa!
Ciao
Fabrizio
le domande sono due:
1) i derivati vegetali sono sicuri dato che anche loro subiscono l'inquinamento? Risposta: nulla è sicuro ma vorrei far notare che un estratto vegetale può essere immesso sul mercato solo se viene preventivamente sottoposto ad alcuni esami che escudano la presenza di metalli pesanti e di pesticidi. In altre parole se non è "sicuro" cioè non inquinato non è possibile metterlo in circolazione.
2) Perché le grandi case continuano ad usare sostanze dannose per la salute e per l'ambiente? Semplice perché costano poco e danno un risultato cosmetico elevato. Con il REACH molte di queste sostanze possono e secondo me devono, essere escluse dal mercato. Ma per questo si deve attendere ancora qualche anno. Rallegriamoci che il percorso è iniziato, è già qualche cosa!
Ciao
Fabrizio
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Fabrizio Zago
Cara Barbara3,
ti smentisco volentieri per almeno due motivi.
Il primo è banale e cioè ormai il REACH è una Legge europea e ce la dobbiamo tenere, meglio dunque guardare i lati positivi della cosa non ti pare?
Secondo aspetto: è vero che molte sostanze sono state testate ed ora si propone di ritestarle ma quello che si deve sapere è che i test fatti dalle varie aziende non erano perfettamente codificati. Con questo voglio dire che l'azienda X poteva usare alcuni metodi analitici e non altri, in alcuni casi ricorrendo a test "modificati" ovvero fatti su misura affinchè il test desse risultato positivo per la ditta.
Insomma la verità è che dei dati tossicologici e di biodegradabilità attuali c'è poco da fidarsi e dunque ben venga una norma che metta tutti sullo stesso piano con lo stesso medoto e quindi con dati comparabili.
In questo modo anche noi saremo in grado avere dei dati omogenei con cui calcolare i vari impatti ambientali e fornire informazioni più serie.
Il vero problema del REACH è che i fabbricanti si sono opposti ferocemente alla direttiva adducendo il motivo dell'enorme costo che questo comporterà ma sotto sotto è perché finalmente dovranno dirci la vera e definitiva tossicità delle loro molecole e già si sentono circolare voci di richiesta di proroga.
Quello che sostengono i movimenti verdi e dei consumatori è invece che, alla fine, il testo finale della direttiva sia meno stringente di quello che si era ipotizzato e dunque anche loro sono insoddisfatti.
A me personalmente questa cosa, il REACH, piace e sarà uno strumento importantissimo e preciso, indiscutibile, con cui potremmo portare avanti le nostre battaglie di chiarezza e trasparenza.
Ciao
Fabrizio
ti smentisco volentieri per almeno due motivi.
Il primo è banale e cioè ormai il REACH è una Legge europea e ce la dobbiamo tenere, meglio dunque guardare i lati positivi della cosa non ti pare?
Secondo aspetto: è vero che molte sostanze sono state testate ed ora si propone di ritestarle ma quello che si deve sapere è che i test fatti dalle varie aziende non erano perfettamente codificati. Con questo voglio dire che l'azienda X poteva usare alcuni metodi analitici e non altri, in alcuni casi ricorrendo a test "modificati" ovvero fatti su misura affinchè il test desse risultato positivo per la ditta.
Insomma la verità è che dei dati tossicologici e di biodegradabilità attuali c'è poco da fidarsi e dunque ben venga una norma che metta tutti sullo stesso piano con lo stesso medoto e quindi con dati comparabili.
In questo modo anche noi saremo in grado avere dei dati omogenei con cui calcolare i vari impatti ambientali e fornire informazioni più serie.
Il vero problema del REACH è che i fabbricanti si sono opposti ferocemente alla direttiva adducendo il motivo dell'enorme costo che questo comporterà ma sotto sotto è perché finalmente dovranno dirci la vera e definitiva tossicità delle loro molecole e già si sentono circolare voci di richiesta di proroga.
Quello che sostengono i movimenti verdi e dei consumatori è invece che, alla fine, il testo finale della direttiva sia meno stringente di quello che si era ipotizzato e dunque anche loro sono insoddisfatti.
A me personalmente questa cosa, il REACH, piace e sarà uno strumento importantissimo e preciso, indiscutibile, con cui potremmo portare avanti le nostre battaglie di chiarezza e trasparenza.
Ciao
Fabrizio