zeldaluna ha scritto:Non c'è bisogno di allarmarsi più di tanto. Ho parlato personalmente con la responsabile dell'ufficio prodotti di una nota azienda che produce l'estratto di semi di pompelmo. Molto gentilmente mi ha chiarito che i prodotti con la vecchia formulazione sono stati ritirati ed è già in commercio la nuova formulazione approvata dell'UE.
La storia ci insegna che spesso le scoperte che sembrano la soluzione a tutti i mali si rivelano (dopo anni di studio) prodotti cancerogeni, mortali o, nelle migliori delle ipotesi, una bufala.
Da consumatrice accorta, ma non allarmista, mi limiterò a fare ricerche più accurate sui prodotti che acquisto, ma non smetterò certo di assumere l'e. di semi di p. finché non sarà dimostrata davvero la tossicità.
Infondo anche la Stevia Rebaudiana è stata dichiarata illegale, ma sappiamo bene che non è affatto tossica e che sono state le case farmaceutiche a pressarne il ritiro per motivi tutt'altro che etici...
Cara Zeidaluna,
intervengo solo perchè fonte dell'articoletto citato più sopra riguardo all'estratto di semi di pompelmo, e solo per chiarire alcune cose.
E' indubbio che c'è in atto da almeno 15 anni una battaglia sempre più aspra nel mercato dei rimedi "naturali". Questa battagli aha due fronti: uno è quello delle ditte farmaceutiche che, resesi conto del potenziale economico del nuovo mercato, intendono impadronirsene oppure mettere fuori gioco gli altri attori. Gli esempi sono molti, ma i più emblematici sono senza dubbio l'iperico, il kava kava, la cimicifuga e la stevia. In questi casi il meccanismo è semplice, dato che non si può negare l'attività dellapianta, essa viene riclassificata come un farmaco, anche se vegetale, e quindi come prescrivibile solo attraverso i canali medici e producibile sono attraverso i canali farmaceutici (oppure, come nel caso del aStevia, vengono solo condannate).
Il secondo fronte è quello, non meno agguerrito anche se meno importante dal punto di vista economico, è quello del conquistare un mercato sensibilizzato agli argomenti "naturali" conprodotti che o non sono naturali per niente o che sono naturali, ma solo quello (cioè non hanno le attività a loro ascritte, o sono pricolosi, o sono non etici, ecc.)
Ecco, se devo dore il caso dell'estratto di semi di pompelmo rientra nel secondo fronte e non nel primo, e quindi credo che il tuo paragone non sia calzante, o non del tutto calzante.
Mi spiego brevemente: l'estratto di stevia (o l'estratto di iprico, o di cimicifuga) sono estratti secondo tutte le definizioni di estratti. Alcuni sono etsratti liquidi, altri più concentrati, alcuni più selettivi, alcuni meno. Ma non intervengono in questi processi dei meccanismi attraverso i quali la natura del materiale di origine venga fortemente stravolta. Intendiamoci, ogni estrazione comporta una modifica del amteriale di partenza, alcune volte, come per gli OE, molto pesante. Ma si rimane comunque in ambito ragionevole per poter dire che l'estratto fibnale ha indubbie e preponderanti relazioni con quello di partenza.
Ora, l'estratto di semi di pompelmo NON risponde a questi standard. Se vai a rileggerti il libro di TN, o meglio se vai a legerti i protocolli di produzione (disponibili in leteratura) vedrai che il process produttivo è estremamente colpmesso e violento, con molto passaggi fermentativi e di trasformazione, il che indica che in realtà stiamo parlando di un processo di semisintesi, cioè si parte da un prodotto vegetale come mero substrato per sintetizzare nuove molecole. Questo certamente non può essere descritto come un estratto, e certamente non è "naturale" nel senso comune del termine. Se lo fosse, come ho avuto già a dire inaltre occasioni, allora sarebbe un estratto naturale anche la pillola anticoncezionale, e moltissimi prodotti sintetici che hanno come iniziale punto i terpeni dell'arancio.
Quindi, fuori uno, il GSE NON è un estratto naturale. Se vuoi un estratto naturale di semi di pompelmo è facile farlo a casa, segui le indicazioni sulle tinture nel mio forum ed otterrai un liquido amarissimo con buone attività antiossidanti ma con ridottissime attività antibatteriche, e comunque non sarebbe GSE, che è prodotto in tutt'altra maniera.
Fuori due: la presenza di benzetonio ed altri antisettici non è una evenienza saltuaria, tutte le analisi fatte da dieci anni a questa parte hanno riscontrato questi composti nei vari prodotti commerciali. E' quindi del tutto logico supporre, vista la bassa o nulla attività antibatterica dell'estratto normale, che ogni o buona parte dell'attività del GSE si ada attribuirsi ai "contaminanti".
Terzo: oltretutto il GSE non ha nessuna storia di utilizzo tradizionale, per cui, a differenza delle piante medicinali, non può giovarsi di questo bagaglio storico su sicurezza ed efficacia, e se quindi viene venduto come rimedio da sssumersi per bocca io come consumatore pretenderei che seguisse la trafila del farmaco.
Per utlimo: le ragioni economiche. la differeza tra stevia e GSE è lampante. la condanna della Stevia non è arrivata dal mondo scientifico, bensì dalle autorità di controllo, che naturalmente sono espressione almeno in parte del mondo della politica e delle lobby. E la condanna è avvenuta soloin alcuni apesi e non in latri. E' quindi ipotesi non peregrina che ci siano degli interessi in gioco (ed anche molto forti, visto il peso del mercato dei dolcificanti sintetici).
Di contro, la condanna del GSE semplicemente non è venuta. L'autorità di controllo sanitario ha solo bloccato alcune partite perchè inquinate da sostanze che sono senza ombra di dubbio non salutari. Almeno su questo blocco non è stata una autorità politica a decidere della tossicità, ma la comunità scientifica che sa da anni che triclosan e benzetonio cloruro non fanno bene se ingeriti. Inoltre qui non c'è nessuna lobby che voglia scalzare il GSE. Per quanto possa sembrare una panacea (ogniuno è libero di pensare quello che vuole) è indubbio che al confronto di iperico, aglio, ginkgo, cimicifuga, kava, ecc. l'impatto economico del GSE è piccolo. Non solo, mentre l'estratto di iperico non è patentabile (perchè la pianta non lo è ed il metodo è così banale che non è patentabile neppoure lui), e quindi ha senso che una multinazionale vieti l'iperico tout court, in modo da poterlo poi gestire solo lei, il processo di "estrazione" del GSE, proprio perchè non è una vera estrazione, è si patentabile, e quindi chi volesse appropriarsi del GSE non ha certo bisogno di vietarlo, basta il brevetto.
Ciò che ho scritto sul GSE risponde solo ad una mia forte impressione che ormai l'escamotage di utilizzare la parolina "naturale" sia molto potente ed efficace, e questo a scapito di pazienti, clienti e fitoterapeuti. Perchè se si trova così tanta gente che si azzuffa per difendere un prodotto che è naturale come la pillola, allora vuol dire che il potere evocativo delle parole è ormai fortissimo, tanto da scalzare qualsiasi tentativo di ragionamento. Se penso (non c'entri tu in questo) che varie volte sono stato accusato di "remare contro la mediicna naturale" (cosa vogli adire poi...) perchè criticavo il GSE e dicevo che l'Aloe non fa miracoli...vabbè
ciao
marco