detergenza eco e non....
Inviato: sab set 02, 2006 5:31 pm
Mi sono un po' inquietata sulla situazione attuale della detergenza personale ecobio, e l'ho vista così perdente rispetto alla detergenza classica, normale...
Parlo di saponi, saponi liquidi, shampoos, bagni, etc etc etc etc.
Ma vi spiego meglio, così magari si riesce a trovare una soluzione (Fabrizo! che si può fa'....).
Agosto, arrivo a casa mia al mare, dove devo passare pochissimi giorni (massimo 4-5 giorni). Convinta che la casa fosse piena dei detergenti vari lasciati lì nei soggiorni precedenti, non ho portato assolutamente nulla. Morale, in casa non c'era niente. Devo comprare un po' di roba /shampoo, sapone, etc).
Ora, dovere sapere che io sono una spendacciona generosa, ma divento tirchissima quando mi trovo costretta a comprare cose che mi vengono regalate in grandissima abbondanza (...non arrabbiatevi troppo...è così!).
Inoltre mi rifiuto di andare in farmacia a comprare prodotti solitamente troppo costosi rispetto al loro valore intrinseco (avendone oltre a tutto scorte più che abbondanti in città).
L'Esselunga è lontana, in bicicletta quindi arrivo alla casa del sapone.
La mia coscienza ecologica in quel momento viene azzerata sia dalla tirchieria, (banalissimo ragionamento....ma per quattro giorni....ok ok è un ragionamento che non tiene, ma lo faccio), sia, soprattutto, dalla variegata abbondanza, varietà ed economicità dell'offerta. Mi sentivo un bambino in una fabbrica di caramelle.
Ho passato un'ora e mezza lì dentro, meravigliata da tutta sta roba, dai prezzi (ordine di un euro e mezzo, due euro per saponi liquidi non male), dall'accattivanza delle confezioni e dalla magnificenza dei claims (il messaggio subliminale arriva anche a chi è tostissimo e preparato), dalla meraviglia della varietà di shampoos.
Compro un po' di cose (tra cui lo shampoo camomlilla shultz - influenzata da questo forum, e in effetti si è rivelato un ottimo ottimo shampoo), saponi liquidi, deodorante.... marche normali di multinazionale, prodotti validi nell'uso - per il poco uso che ne ho fatto.
Dove vedo perdenti i detergenti eco?
- A meno che una persona non abbia una coscienza ecologica elevatissima, più che elevatissima, o che non debba utilizzarli su un bebè, vedo attualmente difficile che la maggior parte dell'utenza scelga prodotti molto più costosi, con strambe performances alle volte (mi riferisco agli shampoos), in confezioni bulgare o scomode o che si spaccano, per niente accattivanti.
- E continuo a fare il paragone col cibo: finchè anche chi può permettersi di confezionare e investire e distribuire una gran massa di detergenti eco, la situazione rimarrà di nicchia.
- E allora mi chiedo (Fabrizio): ma perchè non si lavora un po' a monte, perchè le grandi associazioni eco non puntano davvero i piedi per fare in modo che gli ingredienti non biodegradabili e potenzialmenti tossici per l'ambiente non siano semplicemente VIETATI?
- Sembrerò un'ingenua, ma l'ecobio deve diventare un fenomeno di massa, non di nicchia, e per farlo diventare di massa è più che necessario a) renderlo indispensabile b) abbattere i prezzi c) renderlo anche più popolar-accattivante (non vuol dire ecofurbo...vuol solo dire fare del markenting serio anche in questa direzione).
D'altro canto un eccessivo "talebanesimo" sull'ingredienza e sull'ecobio nuoce alla sua diffusione. Per ora, ma non so se non possa risultare vincente sulla lunga distanza. Il fatto è che se un prodotto non ha buone performances e un buon prezzo, la maggior parte della gente non lo compra. E questo è un dato di fatto.
che cosa si potrebbe fare?
ciao, riky
Parlo di saponi, saponi liquidi, shampoos, bagni, etc etc etc etc.
Ma vi spiego meglio, così magari si riesce a trovare una soluzione (Fabrizo! che si può fa'....).
Agosto, arrivo a casa mia al mare, dove devo passare pochissimi giorni (massimo 4-5 giorni). Convinta che la casa fosse piena dei detergenti vari lasciati lì nei soggiorni precedenti, non ho portato assolutamente nulla. Morale, in casa non c'era niente. Devo comprare un po' di roba /shampoo, sapone, etc).
Ora, dovere sapere che io sono una spendacciona generosa, ma divento tirchissima quando mi trovo costretta a comprare cose che mi vengono regalate in grandissima abbondanza (...non arrabbiatevi troppo...è così!).
Inoltre mi rifiuto di andare in farmacia a comprare prodotti solitamente troppo costosi rispetto al loro valore intrinseco (avendone oltre a tutto scorte più che abbondanti in città).
L'Esselunga è lontana, in bicicletta quindi arrivo alla casa del sapone.
La mia coscienza ecologica in quel momento viene azzerata sia dalla tirchieria, (banalissimo ragionamento....ma per quattro giorni....ok ok è un ragionamento che non tiene, ma lo faccio), sia, soprattutto, dalla variegata abbondanza, varietà ed economicità dell'offerta. Mi sentivo un bambino in una fabbrica di caramelle.
Ho passato un'ora e mezza lì dentro, meravigliata da tutta sta roba, dai prezzi (ordine di un euro e mezzo, due euro per saponi liquidi non male), dall'accattivanza delle confezioni e dalla magnificenza dei claims (il messaggio subliminale arriva anche a chi è tostissimo e preparato), dalla meraviglia della varietà di shampoos.
Compro un po' di cose (tra cui lo shampoo camomlilla shultz - influenzata da questo forum, e in effetti si è rivelato un ottimo ottimo shampoo), saponi liquidi, deodorante.... marche normali di multinazionale, prodotti validi nell'uso - per il poco uso che ne ho fatto.
Dove vedo perdenti i detergenti eco?
- A meno che una persona non abbia una coscienza ecologica elevatissima, più che elevatissima, o che non debba utilizzarli su un bebè, vedo attualmente difficile che la maggior parte dell'utenza scelga prodotti molto più costosi, con strambe performances alle volte (mi riferisco agli shampoos), in confezioni bulgare o scomode o che si spaccano, per niente accattivanti.
- E continuo a fare il paragone col cibo: finchè anche chi può permettersi di confezionare e investire e distribuire una gran massa di detergenti eco, la situazione rimarrà di nicchia.
- E allora mi chiedo (Fabrizio): ma perchè non si lavora un po' a monte, perchè le grandi associazioni eco non puntano davvero i piedi per fare in modo che gli ingredienti non biodegradabili e potenzialmenti tossici per l'ambiente non siano semplicemente VIETATI?
- Sembrerò un'ingenua, ma l'ecobio deve diventare un fenomeno di massa, non di nicchia, e per farlo diventare di massa è più che necessario a) renderlo indispensabile b) abbattere i prezzi c) renderlo anche più popolar-accattivante (non vuol dire ecofurbo...vuol solo dire fare del markenting serio anche in questa direzione).
D'altro canto un eccessivo "talebanesimo" sull'ingredienza e sull'ecobio nuoce alla sua diffusione. Per ora, ma non so se non possa risultare vincente sulla lunga distanza. Il fatto è che se un prodotto non ha buone performances e un buon prezzo, la maggior parte della gente non lo compra. E questo è un dato di fatto.
che cosa si potrebbe fare?
ciao, riky