test di tollerabilità (Fabrizio?)
Inviato: mer gen 25, 2006 10:42 am
Questa mattina, complice l'influenza che non mi abbandona (sgunt) sto spulciando il vecchio forum: quanti ricordi!
Ho trovato un intervento di Fabrizio che vorrei pubblicare su saicosatispalmi, però, siccome risale al 2001, vorrei essere sicura che le cose stiano ancora così: chi me lo conferma? Grazie :-)
Ecco l'intervento:
I prodotti cosmetici possono essere sottoposti a svariati test per stabilire la loro tollerabilità.
Il test più serio è quello in “vitro” cioè senza l’utilizzo di nessun animale (neppure l’uomo) che impiega delle culture cellulari coltivate (appunto) in vitro. La sensibilità di questi tests è straordinaria. Si riesce a cogliere anche il più piccolo effetto irritante. Detto per inciso questo test costa pochissimo (diciamo sulle 300.000 lire). Attualmente ci sono pochissimi prodotti che utilizzano questo protocollo perché “non è molto bello dal punto di vista marketing” cioè se un consumatore medio legge “testato in vitro” non capisce di cosa si tratta e non acquista il prodotto.
Il secondo test è condotto su 20 persone sane (maschi e femmine) con l’applicazione di un cerotto per un periodo di tempo determinato. Trascorso tale periodo un dermatologo controlla l’assenza di fenomeni irritativi. Chi esegue questo saggio metterà in etichetta “Dermatologicamente testato”. Questo cosa attorno ad un milione di lire.
Infine il test che porta al “Clinicamente tesato” esso sottopone da 50 a 100 pazienti (cioè con problemi dermatologici) all’applicazione del prodotto tramite un cerotto (Pach test).
Questo test può essere condotto solamente in una clinica universitaria e costa attorno ai due milioni di lire.
Ho trovato un intervento di Fabrizio che vorrei pubblicare su saicosatispalmi, però, siccome risale al 2001, vorrei essere sicura che le cose stiano ancora così: chi me lo conferma? Grazie :-)
Ecco l'intervento:
I prodotti cosmetici possono essere sottoposti a svariati test per stabilire la loro tollerabilità.
Il test più serio è quello in “vitro” cioè senza l’utilizzo di nessun animale (neppure l’uomo) che impiega delle culture cellulari coltivate (appunto) in vitro. La sensibilità di questi tests è straordinaria. Si riesce a cogliere anche il più piccolo effetto irritante. Detto per inciso questo test costa pochissimo (diciamo sulle 300.000 lire). Attualmente ci sono pochissimi prodotti che utilizzano questo protocollo perché “non è molto bello dal punto di vista marketing” cioè se un consumatore medio legge “testato in vitro” non capisce di cosa si tratta e non acquista il prodotto.
Il secondo test è condotto su 20 persone sane (maschi e femmine) con l’applicazione di un cerotto per un periodo di tempo determinato. Trascorso tale periodo un dermatologo controlla l’assenza di fenomeni irritativi. Chi esegue questo saggio metterà in etichetta “Dermatologicamente testato”. Questo cosa attorno ad un milione di lire.
Infine il test che porta al “Clinicamente tesato” esso sottopone da 50 a 100 pazienti (cioè con problemi dermatologici) all’applicazione del prodotto tramite un cerotto (Pach test).
Questo test può essere condotto solamente in una clinica universitaria e costa attorno ai due milioni di lire.