cosmesi naturale e certificazioni

Forum di supporto al nuovo Biodizionario.it
per approfondimenti sui giudizi espressi del BioDizionario sugli ingredienti Cosmetici e Alimentari

Moderatori: laura serpilli, Erica Congiu

Rispondi
Francesca G.
Messaggi: 568
Iscritto il: mar ott 05, 2004 3:18 pm
Località: Bologna
Contatta:

cosmesi naturale e certificazioni

Messaggio da Francesca G. » mer nov 03, 2004 3:38 pm

Gentile Fabrizio Zago e amici del forum,
scrivo per proporre alcune riflessioni che mi vengono dalla mia esperienza con i prodotti naturali.

Ci sono alcune marche di prodotti bio-ecologici per l'igiene che usano i conservanti e altre che non li usano. Ora io uso da alcuni anni i prodotti di una ditta tedesca che si chaima SANOLL che non li usa affatto. Ma credo che anche la WELEDA e il DR. HAUSCHKA non li usino.
Parlo dei prodotti della Sanoll anche per contribuire con alcuni nuovi prodotti alla lista CONSIGLIATI DA PROMISELAND. Questa ditta non diversifica molto l'offerta, un paio di bagnoschiuma, uno shampoo, un balsamo, un fissante, alcune creme, una linea per neonati, ma i prodotti a mio parere sono di grande qualità e con una percentuale molto alta di ingredienti da agricoltura biologica o bio-dinamica (dal 63% del bagnoshiuma al 97% del balsamo). La data di scadenza è abbastanza lontana da permettere un uso normale e mantengono inalterate le loro caratteristiche fino alla fine (mi è capitato di dimenticarmi dello shampoo e del bagnoschiuma e di superare la data di scadenza di un paio di mesi ma il prodotto non dava segni di alterazione o di marcescenza).
Ciò che trovo lodevole è la semplicità e scarnezza della composizione: penso che un prodotto naturale con decine e decine di ingredienti complicati offra un messaggio meno limpido di uno che si limita a pochi semplici componenti (ma questa è una mia impressione naturalmente), nonostante la funzione per cui sono creati venga perfettamente svolta.

Per completezza elenco qui gli ingredienti di un paio di prodotti:
Shampoo alla canapa: Acqua, coco glucoside, citric acid, hydrolized wheat protein*, helianthus annus*, cannabis sativa*, oenothera biennis*, xanthan gum, blutenalkohol, parfum (olio essenziale di geranio, canapa*);

Bagnoschiuma: acqua, heliantus annus*, coco glucoside, papaver rhoeas*, wheat protein*, xanthan gum, citric acid, alkohol*, fragrance (olio essenziale), tocopherol.

*Da agricoltura biologica o bio-dinamica.

La data di scadenza recita: 01.03.05 + L305 oppure 17.06.04 + L224. Cosa significa quella sigla dopo il più?

Il punto cruciale a cui volevo arrivare con questa premessa è il seguente, ed è anche una questione che pongo a tutti coloro che hanno le conoscenze per rispondermi: se esistono prodotti che non fanno uso di nessun tipo di conservante e se questi prodotti si dimostrano funzionali e durevoli, allora mi sorgono non pochi dubbi sulla limpidità di un protocollo come quello di AIAB che permette l'uso di conservanti e altre sostanze molto sospette con la motivazione (del tutto ipocrita) che si deve dare la possibilità a questi produttori di competere sul mercato e quindi gli si permette di usare conservanti o altre sostanze che non hanno sostituti del tutto naturali e innocui, utilizzanto "il meno peggio". Ad esempio lo shampoo della Bio SAVON certificato da AIAB contiene il conservante Sodium dehydroacetate

Ultima considerazione: come consumatrice che è fuggita dai prodotti pseudo-natuali (quelli che magari hanno l'estratto di qualche pianta ma poi sono infarciti di tutti gli ingredienti sintetici e petrolchimici presenti nei tradizionali prodotti da profumeria o supermercato: tipo Erbolario, Seres, The Body Shop ecc. ampiamente presenti in tutte le erboristerie e negozi biologici) per rifugiarmi in quelli davvero naturali, preferirei che un disciplinare come quello AIAB fosse molto più rigoroso, vietando qualsiasi tipo di prodotto chimico o non biodegradabile, suppur costringendo i produttori ad essere alquanto spartani nelle composizioni (se un certo ingrediente sospetto o comunque non biodegradabile o potenzialmente dannoso non ha un equivalente completamente naturale allora va VIETATO e il produttore dovrà cercare di farne a meno mettendo magari un po' di fantasia e trovando una nuova formulazione); insomma, piuttosto che 50 shampoo diversi con differenti funzioni (quanto reali poi è tutto da dimostrare) preferisco averne solo due ma di sicura e totale naturalità.

Saluti,
Francesa Gasparini

Laura12
Messaggi: 2799
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 am

Messaggio da Laura12 » mer nov 03, 2004 6:01 pm

Per quanto mi riguarda non sono così integralista.
Nel senso che rifiuto i prodotti ecofurbi ma posso accettare che in buon prodotto naturale ci sia un conservante che mi garantisca di non spalmarmi addosso batteri. In questo caso non penso che sia disonestà da parte del produttore o dell' AIAB, semplicemente si accetta che non tutti hanno la tecnologia per produrre prodotti senza conservanti.
Sta sempre a noi scegliere, ma tra un ecofurbo e uno che produce con qualche "pecca" ce ne passa.
Ciao.

barbara3
Messaggi: 1873
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:55 am
Contatta:

Messaggio da barbara3 » mer nov 03, 2004 6:41 pm

Sono un po' di corsa e quindi ti dico le prime cose che ho pensato leggendo il tuo post:
1: ma che hanno di sbagliato i conservanti in generale?
2: la legge italiana non obbliga a dichiarare i conservanti contenuti nelle materie prime, quindi non saprai mai se un prodotto non ha sul serio i conservanti oppure ce li ha ma non sono dichiarati :-(
3: Sanoll? e dove la trovi?
4: Linee di prodotti essenziali possono andare bene per qualcuno ma non per tutti; se si riesce a fornire una varietà di prodotti qualitativamente validi, perchè no?

SilviaV
Messaggi: 279
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:02 am

Messaggio da SilviaV » gio nov 04, 2004 8:59 am

Ciao Francesca,
per quello che so io DR. HAUSCHKA usa come conservanti l'alcool (infatti e' sempre nei primi 3 posti dell'inci).
In ogni caso siccome non e' obbligatorio per il produttore indicare i conservanti usati, io preferisco che ci sia un conservante non tanto 'bio' ma indicato nell'inci, piuttosto che non sapere cosa mi sto spalmando addosso.
Ma questa e' solo una mia opinione...
Invece sono assolutamente d'accordo sul fatto che e' meglio pochi componenti scelti piuttosto che una sfilza infinita e potenzialmente allergenica di componenti vegetali.

Ciao..

Fabrizio Zago
Messaggi: 16837
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 pm
Controllo antispam: diciotto

Messaggio da Fabrizio Zago » gio nov 04, 2004 8:16 pm

Cara Francesca,
come vedi le mie valide aiutanti ti hanno già dato le informazioni necessarie a farti una tua idea personale ed autonoma.
In effetti la questione è semplicissima: è più ecofurbo una ditta che non dichiara i conservanti (ma ci sono lo stesso, vedremo poi) o chi invece li dichiara?
Lascio a te tirare le tue conclusioni.
Adesso passiamo al problema "generale" dei conservanti: non c'è prodotto cosmetico che non debba essere "protetto" contro l'attacco batterico! Punto e basta, su questo non ci sono dubbi o discussioni di sorta.
Adesso occorre vedere come si possono proteggere i formulati dai batteri. E qui se ne può parlare per giorni. Alcune cose ti sosno già state dette, altre te le dico adesso.
Oltre all'alcool, ai conservanti "trascinati" dalle materie prime, altri modi per conservare un prodotto sono: usare pochissima acqua in modo da toglier eil terreno (altrimenti fertile) per la crescita batterica, usare estratti vegetali ad azione batteriostatica.
Ci sono altri metodi ma ti assicuro che qualsiasi prodotto, a meno forse dei monodose, hanno un loro "sistema conservante", quello che si deve fare è scegliere quello meno dannoso.
Ultima cosa, il numerino che leggi è il numero di lotto relativo alla produzione.
Ciao
Fabrizio

Francesca G.
Messaggi: 568
Iscritto il: mar ott 05, 2004 3:18 pm
Località: Bologna
Contatta:

Messaggio da Francesca G. » gio nov 04, 2004 9:35 pm

E' anche questo il punto su cui volevo delucidazioni: si può definire (o comunque voi avete una vostra opinione) se sia preferibile, come conservante, l'alcool, i parabeni, o quell'altro di cui non ricordo il nome che nel biodizionario ha il semaforo giallo?

Grazie,
Francesca.

SilviaV
Messaggi: 279
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:02 am

Messaggio da SilviaV » ven nov 05, 2004 8:51 am

Ciao Francesca,
non sono un'esperta ma ti posso dare la mia opinione:
- non amo l'alcool (ai primi posto nell'inci) perche' mi secca troppo la pelle, quindi personalmente preferisco se non c'e' o ce n'e' poco;
- per i cosmetici che mi preparo io (creme e latti detergenti) uso 2 conservanti alimentari (= potassio sorbato e sodio benzoato) e finora non mi hanno mai creato spiacevoli sorprese.

Ciao e buona giornata..
Silvia

Fabrizio Zago
Messaggi: 16837
Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:38 pm
Controllo antispam: diciotto

Messaggio da Fabrizio Zago » ven nov 05, 2004 10:46 pm

Cara Francesca,
concordo perfettamente con il parere di SilviaV.
Ciao
Fabrizio

armyofturtles
Messaggi: 6
Iscritto il: sab nov 06, 2004 8:04 pm
Località: palermo
Contatta:

Messaggio da armyofturtles » sab nov 13, 2004 6:09 pm

scusate se mi intrometto
ma vorrei sapere cosa ne pensate dei prodotti erbolario
grazie

barbara3
Messaggi: 1873
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:55 am
Contatta:

Messaggio da barbara3 » sab nov 13, 2004 9:44 pm

armyofturtles ha scritto:scusate se mi intrometto
ma vorrei sapere cosa ne pensate dei prodotti erbolario
grazie
I prodotti erbolario sono qui considerati prodotti "ecofurbi": tanto bel parlare di estratti vegetali qui, e naturalità lì, e poi sono pieni di siliconi e derivati petroliferi, as usual.

Rispondi