Anche:
Salsola kali L.
Famiglia : Chenopodiaceae
Sinonimi: Salsola acicularis Salisb., Salsola aptera Iljin, Salsola macrophylla R. Br., Salsola praecox Litv., Salsola rosacea Cav., Salsola scariosa Stokes, Salsola spinosa Lam.
Nome volgare: Erba cali, Salsola
Etimologia: Il nome del genere si riferisce al suo sapore salato, quello specifico dal nome Kali = potassa riconduce al significato del nome generico.
Morfologia:
Pianta erbacea annuale, ramificata, carnosa, ha l’aspetto di una piccola pianta grassa che le deriva dall’adattamento all’ambiente di crescita, alta fino a 60 cm, grigio-verde o giallastra, glabra o irsuta.
Fusto divaricato, con numerosi rami patenti o ascendenti, venato di chiaro o di rossastro.
Foglie alterne, senza stipole, opposte, con lamina lineare o lesiniforme, aculeata, con la base allargata e il margine membranoso, lunghe da 1 a 4 cm. Sono carnosette e pungenti e spinose all’apice, le superiori più corte e più larghe, le inferiori lineari e patenti lungo il fusto.
Fiori ermafroditi, poco appariscenti, solitari o in numero di 2-3 formano, spighe rade alle ascelle delle foglie superiori, con due bratteole, ovato-triangolari, rigide con una lunga spina giallastra, più lunghe e più evidenti dei fiori stessi. Perigonio biancastro o rossastro, ovoidale, appuntito che diventa pergamenaceo, carenato o alato al momento della fruttificazione , tepali liberi e antere appena sporgenti.
Il frutto è un otricello membranoso, chiuso nel perigonio.
Distribuzione – Habitat – fioritura:
Pianta di origine delle zone paleotemperate è diffusa nell’Europa centrale e meridionale, ma cresce anche dalla Finlandia all’Africa del Nord, in Italia è comune in tutte le coste marine, sulle dune e nelle lagune salate, dove fiorisce da Luglio a Settembre.
Proprietà e utilizzi:
Pianta che contiene acidi organici, segnatamente acido ossalico, sali di sodio, di calcio, di potassio e di magnesio, vitamine del gruppo B e la C, grazie a questi principi attivi le si attribuivano in passato proprietà rimineralizzanti e diuretiche e veniva anche utilizzata in decotto come lozione per pelli rugose e rilassate.
Le giovani foglie possono essere consumate in insalata, lessate o cucinate per minestre, sughi, sformati. In passato le piante essiccate venivano aggiunte a vari legumi per accelerarne la cottura.
Per il l’ alto contenuto di soda ( 25%) delle sue ceneri nel 18° secolo tale sostanza veniva estratta e commercializzata col nome di “soda vegetale” o “soda coltivata”.
E c'è una foto:
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