Buongiorno, durante l'incontro di un gruppo d'acquisto è venuto fuori il dubbio sull'utilizzo in lavatrice di due sostanze utilizzate come sbiancanti. Avrei bisogno di sapere esattamente come funziona, cosa libera a contatto con l'acqua, quale pericolosità ha per l'ambiente e per la persona l'ipoclorito di sodio. E ancora se il percarbonato di sodio usato in lavatrice è responsabile di notevoli incrostazioni nelle tubature. Premetto che io ritengo il secondo di gran lunga più innocuo.
Cordialmente saluto, Marco Sottile.
ipoclorito di sodio in lavatrice
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Marco Sottile
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Fabrizio Zago
Re: ipoclorito di sodio in lavatrice
Ciao Marco,
l'ipoclorito di sodio funziona attraverso la liberazione di acido ipocloroso che, a sua volta, genera ossigeno nascente. Adesso provo a semplificare: la sbianca è sempre dovuta ad ossigeno in forma atomica. Se anche l'ossigeno molecolare funzionasse come sbiancante ed essendoci molto ossigeno nell'aria, saremo tutti biondissimi
Il problema dell'ipoclorito è duplice. Il primo è che viene ottenuto con una tecnologia (ciclo cloro-soda) che prevede l'uso di mercurio. Tracce di mercurio dunque si possono trovare nelle candeggine domestiche. E' noto che il mercurio non sia un ricostituente
Recentemente sono state messe a punto nuove tecnologie che evitano l'uso di mercurio e dunque la candeggina (nel tempo) è un po' più "sana". Il secondo problema è che l'ipoclorito di sodio è in grado di creare dei legami cloro organici molto stabili e che quindi permangono nell'ambiente.
Infine una osservazione: se si mescola ipoclorito di sodio con sostanze acide si sviluppa cloro gas che è estremamente tossico.
Altre fonti di ossigeno nascente sono l'acqua ossigenata che non ha particolari controindicazioni anzi è splendidamente ecologica scindendosi in ossigeno e acqua, due cose molto ecologicamente compatibili.
Il percarbonato altro non è che acqua ossigenata cristallizzata in sodio carbonato. Ad una certa temperatura l'ossigeno si libera e sbianca i tessuti. Purtroppo il prodotto contiene appunto soda solvay e qualche deposito lo può certamente dare. Vero è anche che un ciclo a vuoto con acido citrico, ripetuto regolarmente (esempio una volta al mese), toglie qualsiasi incrostazione.
Ciao
Fabrizio
l'ipoclorito di sodio funziona attraverso la liberazione di acido ipocloroso che, a sua volta, genera ossigeno nascente. Adesso provo a semplificare: la sbianca è sempre dovuta ad ossigeno in forma atomica. Se anche l'ossigeno molecolare funzionasse come sbiancante ed essendoci molto ossigeno nell'aria, saremo tutti biondissimi
Il problema dell'ipoclorito è duplice. Il primo è che viene ottenuto con una tecnologia (ciclo cloro-soda) che prevede l'uso di mercurio. Tracce di mercurio dunque si possono trovare nelle candeggine domestiche. E' noto che il mercurio non sia un ricostituente
Recentemente sono state messe a punto nuove tecnologie che evitano l'uso di mercurio e dunque la candeggina (nel tempo) è un po' più "sana". Il secondo problema è che l'ipoclorito di sodio è in grado di creare dei legami cloro organici molto stabili e che quindi permangono nell'ambiente.
Infine una osservazione: se si mescola ipoclorito di sodio con sostanze acide si sviluppa cloro gas che è estremamente tossico.
Altre fonti di ossigeno nascente sono l'acqua ossigenata che non ha particolari controindicazioni anzi è splendidamente ecologica scindendosi in ossigeno e acqua, due cose molto ecologicamente compatibili.
Il percarbonato altro non è che acqua ossigenata cristallizzata in sodio carbonato. Ad una certa temperatura l'ossigeno si libera e sbianca i tessuti. Purtroppo il prodotto contiene appunto soda solvay e qualche deposito lo può certamente dare. Vero è anche che un ciclo a vuoto con acido citrico, ripetuto regolarmente (esempio una volta al mese), toglie qualsiasi incrostazione.
Ciao
Fabrizio
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Marco Sottile
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Re: ipoclorito di sodio in lavatrice
Grazie Fabrizio, spiegazione dettagliata e chiara. Saluti, Marco.