Ma passiamo al biodizionario, che è la cosa che mi preme di più; certo, sarà pure un sistema semplificativo per la caratterizzazione delle sostanze, ma E' UN SISTEMA. L'unico a disposizione di tutti, ignoranti (in scienze cosmetologiche) e non.
Immediato, semplice forse troppo, e per questo alle volte stracapito. Mi è capitato di leggere di gente che chiedeva se era buono un inci con 21 pallini verdi, 2 gialli e un rosso, e ovviamente ho dovuto spiegargli che non si può fare semplicemente la conta dei pallini per capire un cosmetico, ma bisogna anche vedere quali sono i rossi, perchè lo sono, in che posizione stanno nella formula, e i pallini verdi cche sostanze effettivamente siano.
Per questo esiste da più di dieci anni questo forum, che dà continuamente risposte sul perchè di una certa classificazione per ogni sostanza, sulla "pericolosità" (virgolettato e lo sappiamo tutti il perchè, qui non si fanno allarmismi) o meglio grado di non desiderabilità di ogni pallino rosso, e si analizzano pure gli inci, non si rimanda la gente ad analizzarseli da sè. Questo perchè il biodizionario non è sentito nè dagli utenti non disattenti del forum, ma nemmeno dal suo creatore, come verità ultima, ma solo come punto di partenza.
Parlare del biodizionario su una sede pubblica come un articolo di giornale (e quale giornale, poi, metà è pubblicità a vari trattamenti estetici miracolosi, e dove il photoshop sulle modelle si spreca!) dimostrando di non aver capito assolutamente niente di quello che significa, di come si usa, e soprattutto di quello che viene ogni giorno da almeno 11 anni scritto su questo forum è indizio di grande superficialità. Non si può parlare male di qualcosa se non ci si è dati la pena di conoscerla, e il Dott. Rigano sembra non conosca neppure questo forum, altrimenti non potrebbe fare queste affermazioni. Spero che prima o poi qualcuno gli faccia notare che esiste, quanto è frequentato, quanta informazione fa, quanto non demonizzi la chimica, quanto non approvi il naturale ad ogni costo. Informazione gratuita e non assoggettata alle esigenze di marketing di qualsivoglia casa cosmetica, sia ben chiaro. Qua non si debbono cercare gli articoli fra decine di pagine di pubblicità.
Mi domando il perchè della definizione di "famigerato". Forse tra i formulatori? Forse tra le case cosmetiche?
Era molto comodo, prima dell'obbligo di legge dello scrivere gli inci sulla confezione, appellarsi al segreto formulativo per vendere qualsiasi cosa pubblicizzando effetti miracolosi, ohibò adesso non si può più e invece di adeguarsi al mercato che è cambiato si combatte contro i mulini a vento auspicando il ritorno all'ignoranza più totale, sparando a zero su chi si fa un mazzo tanto da dieci e più anni per spiegare cosa sono le varie sostanze, che impatto abbiano sull'ambiente, che effetto possano avere sulla pelle.
E passiamo al mio forum, di cui ho riconosciuto un'affermazione (altre no, ma ho un forum molto vasto quindi può essere che non abbia notato quelle affermazioni che hanno fatto saltare sulla sedia il Dott. Rigano). Prendiamola più alla larga. Si contesta l'impossibilità di comprendere un cosmetico sulla base dell'elenco degli ingredienti:
La strategia di scelte di sostanze si vede dall'inci, infatti nell'elenco degli ingredienti figurano tutte dalla prima all'ultima, e il resto dei controlli citati (assicurazione della qualità, di verifiche di compatibilità e stabilità, inclusi i metodi di fabbricazione, i sistemi di trasporto e le valutazioni cliniche di efficacia) sono adempimenti a normali obblighi di legge, che ogni ditta produttrice deve fare, non dei plus che alcune ditte possono avere e altre no. Magari possono tagliare sulle valutazioni cliniche, ma anche quando vengono fatti sono affidabili quanto la mia vicina di casa che spiega la fissione atomica: grandi e famose case cosmetiche scrivono in grande "riduzione di 2.5 cm del giro coscia in due settimane di trattamento sul 95% delle donne*È un oltraggio professionale oltre che una “demonizzazione strutturale” la riduzione del cosmetico a una lista di ingredienti: il cosmetico è infatti il risultato di un assemblaggio multifattoriale, di una strategia di scelte di sostanze e metodi di miscelazione, di assicurazione della qualità, di verifiche di compatibilità e stabilità, inclusi i metodi di fabbricazione, i sistemi di trasporto e le valutazioni cliniche di efficacia
e l'asterisco rimanda alla scritta "test effettuato su 21 volontarie in regime dietetico controllato".
Se vi pare un test serio questo, in regime controllato anche senza crema posso perdere pure io i 2.5 cm!
Ma facciamo un paragone alimentare che forse risulta più chiaro. Anche i cibi confezionati contengono l'elenco degli ingredienti, e al contrario di quello che viene auspicato per i cosmetici, i medici sono i primi a consigliare di leggere l'etichetta per capire cosa si sta mangiando. Non occorre essere un nutrizionista nè un medico per sapere che i grassi vegetali idrogenati sono deleteri per la salute del nostro apparato circolatorio, anche se non ne è vietato l'utilizzo dalla legge; ok non sono dei veleni, ma neanche una botta di salute.
Certo, l'elenco degli ingredienti non mi dirà se quel particolare cibo è gradevole o no al palato, in questo campo è importante la scelta degli ingredienti e la lavorazione; ma mi dirrà se è salutare o no, se è bilanciato dal punto di vista di nutrienti o ad esempio contiene solo zuccheri raffinati. E nessuno si sognerebbe di contestare la possibilità che il consumatore medio, quello che ha la terza media o quello che è laureato in ingegneria, possa pur senza avere preparazione specifica capire se un certo cibo è salutare oppure no.
Invece per i cosmetici avviene il contrario; alcuni cosmetologi ritengono che il consumatore medio non debba interessarsi a quello che si spalma addosso, e che non possa in nessun caso comprendere un cosmetico dall'etichetta e dagli ingredienti utilizzati. Quale dovrebbe essere il criterio di scelta, secondo loro? La pubblicità forse? La serietà della marca? (questa poi si dovrebbe valutare in base a cosa, alla distribuzione capillare nei negozi o alla quantità di spazi pubblicitari comprati su riviste o televisioni, oppure ancora al prezzo di vendita dei loro prodotti?) Ditemi cosa, visto che l'inci noi ignorantoni non lo possiamo nemmeno sbirciare.
Capita che spesso io faccia una recensione di un cosmetico in base all'inci, lanciandomi in una previsione sull'efficacia, ma anche sulla spalmabilità e sull'effetto sulla pelle, e che questa viene ampiamente confermata da chi quel tal cosmetico lo usa. Pur essendo laureata in tutt'altro campo, ho studiato sugli stessi libri di testo che si usano all'università, ho esperienza pratica delle varie sostanze che uso per i prodotti che formulo ad uso personale quindi avendoli visti e toccati con mano so di cosa sto parlando. per questo motivo, se una casa cosmetica mi pubblicizza un gel viso con il 40% di acido ialuronico mi metto a ridere, so benissimo quanto viene denso un gel con solo l'1% di sodio ialuronato e che mai e poi mai riuscirei a fare idratare un 40% di acido ialuronico con il 60% di acqua. Quando vedo un inci di una crema venduta a 250 euro al vasetto da 50ml, conoscendo il prezzo industriale delle sostanze contenute (sempre nell'ipotesi che l'inci non sia truffaldino, cosa che non credo proprio avvenga) posso dire con certezza che quella crema è troppo cara, senza bisogno di credere a tutte le cretinate propinatemi dai claim pubblicitari.
Come già detto più volte, il mondo è cambiato, e scagliarsi contor chi fa informazione non legata a logiche di profitto è un chiaro autogol. Io posso dire con certezza che nè io nè gli altri che scrivono su questo nè sul mio forum siamo sul libro paga di alcuna azienda, quindi vivaddio possiamo ancora parlare e dire il nostro parere con assoluta libertà senza aver paura di pestare augusti piedini, cosa che forse chi è del campo per mestiere non può permettersi di fare.
Ah, e per quanto riguarda l'oggetto del contendere... il Dott.Rigano dovrebbe farsi un istruttivo giro di lettura inci al supermercato, e concorderebbe con me che gli inci dei detergenti sono tutti sconsolatamente simili, e iniziano sempre con acqua sles betaina sale o acqua sles sale betaina, e finiscono con parfum e conservanti, senza altro in mezzo... pochi non seguono questo schema. Bene, conoscendo il potere tamponante della betaina nei confronti dello SLES, sostenere che se ce nè troppo poca il mio detergente sarà aggressivo non è un'idea tanto peregrina. Certo semplificativa, ma il mio forum non è solo questo. pagine e pagine dedicate alle recensioni degli inci, ma anche alla formulazione di creme e detergenti, con riassunti teorici e pratici, cosa che dovrebbe ampiamente dimostrare che la scrivente e gli utenti più esperti hanno buona conoscenza della materia di cui parlano, anche se fanno un altro mestiere per portare a casa il pane.