solubilità dell'indigofera

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linali
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solubilità dell'indigofera

Messaggio da linali » ven gen 08, 2010 10:42 pm

Buongiorno. Ho recentemente deciso di abbandonare le tinture chimiche, e per coprire i capelli bianchi ho fatto un impacco di lawsonia seguito da uno di indigo. Ora però leggo in rete che l'indigofera non è solubile in acqua, e che per solubilizzarla occorre usare cloroformio, nitrobenzene o acido solforico.

http://www.fact-index.com/i/in/indigo_dye.html

Vedo che nella lista dei componenti chimici di questo sito ha due pallini verdi: potete rassicurarmi? L'indigofera in commercio (io ho usato il panetto della lush) è trattata in qualche modo, oppure è sicura? E se non ha subito trattamenti chimici come fa a solubilizzarsi e tingere?

Grazie!

linali

(scusate: ho postato per errore questo post anche sotto un altra categoria!)

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Landre82
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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da Landre82 » sab gen 09, 2010 1:19 am

Ciao Linali
Le informazioni che hai riportato, derivano da determinati procedimenti con cui si lavorava l' indigo per tingere i tessuti. Infatti quest' ultima, assieme all' Annato, Hennè, Robbia, Mallo di Noce e altre piante tintorie sono famose per le loro proprietà coloranti proprio perchè venivano usate nell' industria/ tradizione tessile. Ovviamente in quel contesto si utilizzavano mordenti e altri reagenti non proprio dermocompatibili.. :mrgreen: .. ma le esigenze erano altre ! :wink:

Per quanto riguarda l' uso cosmetico dell' Indigo, è simile a quello del classico Hennè, anche se in realtà, una volta realizzata la famosa pappetta ( polvere bagnata con acqua calda ), sarebbe meglio lasciare a riposo il composto, in modo che si ossidi, facilitando così la "formazione" del colore.
Comunque sia prova a fare una ricerca in questo forum e vedrai che troverai molte informazioni utili.
Ciao

linali
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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da linali » sab gen 09, 2010 9:30 am

Grazie per la risposta, è che il dubbio mi resta! Se un tempo si solubilizzava l'indigo con sistemi duri (nemmeno tanto, considerando che il primo sistema è stato l'urina!) ora come si fa? E mi chiedo anche, dove viene prodotto l'indigo? Che tipo di controlli ci sono sui procedimenti con cui viene solubilizzato?
Comunque farò senz'altro la ricerca, come giustamente mi consigli.
Ciao!

Linali

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Landre82
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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da Landre82 » sab gen 09, 2010 1:17 pm

linali ha scritto:Se un tempo si solubilizzava l'indigo con sistemi duri (nemmeno tanto, considerando che il primo sistema è stato l'urina!) ora come si fa? E mi chiedo anche, dove viene prodotto l'indigo? Che tipo di controlli ci sono sui procedimenti con cui viene solubilizzato?
Comunque farò senz'altro la ricerca, come giustamente mi consigli.
Ciao!

Linali
Dunque, l' indigo è una polvere ricavata dalla pianta. Se di ottima qualità non è trattata in nessun modo ( o almeno non con metodi invasivi/tossici ).
La polvere viene venduta così com'è, come una normale droga essiccata. Tocca a noi prepararla.
Esistono alcuni prodotti a base di piante tintorie, già pronti per l' uso. Stai pur certa che non usano sostanze non-dermocompatibili o di chissà quale natura ( poi magari quest' ultime non saranno eco-bio, ma questo è un altro ragionamento ). :wink:

Se ti può interessare, puoi dare un' occhiata qui ( http://arcadia.forumup.it/viewtopic.php ... um=arcadia ) e vedere se trovi qualcosa di utile.

Ciaoo

linali
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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da linali » sab gen 09, 2010 1:43 pm

Grazie del link, molto interessante. (fra l'altro consigliano di mettere prima l'indigo e poi l'hennè, al contrario di quello che avevo letto)

Ad ogni buon conto, spero di sembrarti troppo "di coccio", ma non mi pare che spieghi in che modo venga solubilizzato l'indigo, che - indipendentemente dalla qualità - da quello che ho letto risulta NON solubile in acqua.

Ma ripeto, potrei avere capito male io.

linali

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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da Landre82 » sab gen 09, 2010 3:03 pm

linali ha scritto:non mi pare che spieghi in che modo venga solubilizzato l'indigo, che - indipendentemente dalla qualità - da quello che ho letto risulta NON solubile in acqua.

Ma ripeto, potrei avere capito male io.

linali
Io non credo che la tua fonte sia del tutto credibile; mi spiego.. I mordenti utilizzati per fissare il colore sui tessuti, servivano proprio per rendere il pigmento insolubile in acqua.

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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da Landre82 » sab gen 09, 2010 3:17 pm

Ho trovato qualche info in più ( se ti serve ) :
...Nelle fasi post‐raccolta, durante la fermentazione nei tini del materiale vegetale essiccato e triturato, i precursori vengono idrolizzati a 3‐indossile e dimerizzano a leuco‐indaco, poi lʹesposizione di questʹultimo allʹaria ne causa lʹossidazione a indigotina, blu scura e insolubile. Lʹindaco è un esempio tipico di vat dye, poiché nel bagno di tintura si trova la forma ʺleucoʺ, idrosolubile in condizioni alcaline, e soltanto la successiva esposizione allʹaria della stoffa fa emergere la colorazione blu.....
**

E' un pò quello che ti dicevo prima ( post sopra ).

EDIT: però non capisco.. a te serve sapere dell' Indigo per usarlo come semplice impacco-tinta o devi farci qualcos' altro? Scusa la curiosità :mrgreen:







**Beatrice Giuntoli, I coloranti vegetali nella tintura delle stoffe, la tradizione e le biotecnologie, Elaborato relativo allʹesame del Corso in Biochimica del metabolismo secondario delle piante, Università degli Studi di Pisa, Facoltà di Agraria, AA. 2004/05 p.28

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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da linali » sab gen 09, 2010 3:21 pm

Non so se la fonte sia credibile (ma non è l'unica). Quanto ai mordenti, immagino che venissero utilizzati a tintura avvenuta, e non prima... (ma giuro, le mie nozioni di chimica sono nulle... :) ).

Fabrizio Zago

Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da Fabrizio Zago » sab gen 09, 2010 5:54 pm

Ciao linali,
rifletti un pochino. Se il colorante fosse solubile in acqua alla prima pioggia i tuoi capelli perderebbero il colore, ed anche i tuoi vestiti, giusto? Meno male che i pigmenti non lo sono solubili in acqua (ma sono in grado di fissarsi su supporti organici come la keratina dei capelli) altrimenti non servirebbero a nulla.
Spesso non è necessario avere un master in chimica per vedere chiaramente le cose.
Non ti sembra?

linali
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Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da linali » sab gen 09, 2010 7:19 pm

Beh, trovo che il beneficio del dubbio sia sempre una buona cosa, no?

A leggere qui:

http://www.redelec.ch/index.php?option= ... =6&lang=it

si direbbe che l'indigo debba essere prima portato ad una fase solubile, con un agente di riduzione, attraverso i procedimenti riguardo ai quali chiedevo chiarimento, per poi - tramite ossidazione - tornare ad una fase insolubile. Almeno è quello che io - senza una laurea in chimica - capisco leggendo qui. Se così fosse resterebbe la domanda: che metodi si usano per portare a soluzione l'indigo e quale controllo c'è su questi metodi?

Ovviamente potrei avere capito male o potrebbe essere inattendibile la fonte... d'altronde se avessi qualche certezza non avrei scritto :-).

Rispondendo a Landre 82: come dicevo, ho deciso di non usare più le tinte chimiche (che mi pizzicano, quando non mi fanno squamare il cuoio capelluto nel caso in cui ci sia l'ammoniaca) e a dirla tutta non ho ancora voglia di diventare grigia :-). Però mi piacerebbe molto che ci fosse chiarezza anche sulle tinte naturali, per esempio spesso nell'hennè sfuso si trovano picramato, sali e simili e non sempre chi li vende sa cosa vende.

linali

Fabrizio Zago

Re: solubilità dell'indigofera

Messaggio da Fabrizio Zago » dom gen 10, 2010 12:31 pm

Ciao linali,
dici moltissime cose giuste e sacrosante.
Il link che hai riportato illustra il processo di colorazione tipico dei tessuti e dei coloranti per capelli attraverso il meccanismo dell'ossidazione, nulla da dire è tutto corretto. Ma i vari indaco e hennè non funzionano così, non si passa attraverso l'ossidazione ed è per questo motivo che le colorazioni così ottenute non sono "permanenti" come quelle ottenute dai coloranti chimici.

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