lavera,dr.hauschka:sono marche cruelty free?
Moderatore: Erica Congiu
- moonlauren
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- Iscritto il: sab gen 12, 2008 3:39 pm
lavera,dr.hauschka:sono marche cruelty free?
Nel lik apposito del forum,c'è il sito in cui sono citate le marche cruelty free,ma queste due non le ho trovate,anche se la lavera si definisce vegan e il marchio dr.hauschka si autocertifica,vorrei avere maggiori informazioni da chi è più esperto di me.grazie 
Re: lavera,dr.hauschka:sono marche cruelty free?
ankio vorrei info su lavera...
- moonlauren
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Re: lavera,dr.hauschka:sono marche cruelty free?
sto facendo una ricerca su internet e ho trovato questo:
Carissime/i, forse qualcuna/o si ricorderà di me, perché postavo su questo forum quando era ancora agli inizi. Per molti motivi, tra cui una cronica mancanza di tempo, negli ultimi mesi non ho più postato, ma ho seguito, seppur discontinuamente, le vostre discussioni.
Ora torno a scrivere perché sono rimasto francamente molto perplesso della lettura di alcuni post di questa sezione. Vorrei quindi proporre un mio contributo, noioso, pedante e forse un po’ antipatico com’è nel mio stile, nella speranza di chiarire qualche dubbio. Spero ovviamente di non offendere nessuno. Nel caso lo facessi, me ne scuso anticipatamente.
Non basta che un cosmetico sia stato comprato in erboristeria o in un negozio di alimenti naturali o che rechi la scritta “non testato sugli animali” perché esso sia davvero cruelty-free.
PRODOTTO NON TESTATO SUGLI ANIMALI o Prodotto finito non testato su animali è una dicitura inutile e fuorviante. Grazie a una direttiva europea, già dal 2002 è vietato fare test cosmetici sul prodotto finito. Le aziende che inseriscono tale scritta sulle loro etichette di fatto prendono solo in giro il consumatore poco informato.
Se non è più possibile fare test sui prodotti finiti, essi possono però essere condotti sui singoli INGREDIENTI, e anzi sono un obbligo per gli ingredienti nuovi. Dire però che l’azienda non ha commissionato test sugli ingredienti aggiunge poco alla questione. Con l’esclusione di poche multinazionali molto ricche, la maggior parte delle aziende (anche volendo) non ha le possibilità di testare (o commissionare) test sugli ingredienti. Questi test sono condotti da istituti di ricerca e da fornitori di materie prima. È per questo motivo che è importante che ci sia una certificazione che indichi la politica delle case cosmetiche nei confronti dei fornitori e degli ingredienti che utilizza per le sue formulazioni.
Lo STANDARD ECEAE (European Coalition to End Animal Experiments) è oggi probabilmente il miglior standard europeo a riguardo. In Italia, è rappresentato dalla LAV, attraverso l’accordo LAV/ICEA. Le aziende subiscono controlli da parte di un ente certificatore esterno che assicura che tutti gli ingredienti utilizzati sono stati introdotti sul mercato prima di una certa data e che quindi non alimenteranno ulteriormente il mercato dei nuovi ingredienti (e quindi delle nuove sperimentazioni). Dire “abbiamo intenzione di spedire la documentazione per la certificazione” non è in alcun modo una garanzia. Le aziende che hanno sottoscritto questo standard sono: Derbe, Helan, Cibe Laboratori (Fiori & Frutta; Mondo Naturale; Antica Provenza Ligure, Econatura, Antico Marsiglia, Samarcanda), I Serafini, D’Aymons, Indica, Evan, Saponificio Gianasso (Floralia, I Provenzali), Flora-Primavera, San.Eco.Vit (Ecoland, Bjobj, Ecor, Ecotan, Victor Philippe), Biopet, Ecopolo (Almacabio, Hedera Natur), Hawai, L’Erbolario, Coop, John Paul Mitchell, The Body Shop (però di proprietà L’Oreal), Jason Natural, W. S. Badger, Montagne Jeunesse
Esistono ALTRI STANDARD, pur meno restrittivi: in particolare quello di VIVO-CONSUMO CONSAPEVOLE, che integra la lista LAV con altre aziende che però forniscono solo un’autocertificazione (e quindi bisogna fidarsi della loro parola). Personalmente mi lasciano perplesso: se un’azienda può asserire di aderire allo standard non capisco perché non affidarsi alla certificazione esterna. Le spese non sono così ingenti come qualcuno vuole far credere (e sono consultabili sul sito ICEA) e rientrerebbero probabilmente con un buon ritorno di immagine e di nuove vendite. La lista delle aziende segnalate da VIVO è quella LAV cui si aggiungono: Bema, Fitocose, Gala (Natyr), Progetto Gaia, Logona, Lush, Pedrini, Rebis, Remedia, Tea Natura, Vegetal Progress
Segnalo infine lo standard tedesco KONTROLLIERTE NATURKOSMETIK BDIH, l’equivalente (più severo) dell’eco-bio-cosmesi italiana. Le aziende che sono certificate con questo standard si impegnano a non usare materie prime introdotte sul mercato dopo il 1998 (a meno che non vi sia la certezza – impossibile di fatto – che non sano state testate su animali). Le aziende che vi hanno aderito e che sono acquistabili anche in Italia sono: Ann Lind, Annemarie Borlind, Dr. Hauschka, Flora (anche LAV/ICEA), Lavera, Logona, Martina Gebhardt, Primavera (anche LAV/ICEA), Weleda. Si trovano in qualche erboristeria e farmacia o, più facilmente, nei negozi di alimenti naturali.
I prodotti ECO-BIO, anche quelli con certificazione AIAB/ICEA non sono necessariamente cruelty-free. Alcune aziende realmente cruelty-free hanno però la certificazione eco-bio (come Bjobj, o, alcune linee Cibe Laboratori, Derbe, Helan, L’Erbolario). I prodotti certificati BDIH sono a tutti gli effetti ecobio.
Non tutti i prodotti cruelty-free sono necessariamente VEGETARIANI E VEGANI. Alcune aziende però forniscono tali garanzie, specificando anche quali prodotti sono vegetariani e quali vegan: a tale proposito segnalo i siti di Helan, D’Aymons e Lush. I prodotti Almacabio sono certificati dall’AVI, quelli Montagne Jeunesse dalla Vegetarian Society. Sul sito http://www.lavera.co.uk sono segnalati i prodotti vegetariani, quelli vegani e quelli (ahimè) che non sono né l’uno né l’altro; i loro prodotti vegani hanno il bollino della Vegan Society. Ciò non impedisce che anche altre case abbiano prodotti vegetariani e vegani, ma occorre farci attenzione.
l'ho preso da una ricerca fatta tramite google,che però risale al 2006,quindi magari ora fitocose è certificata da corpi esterni e logona idem,attendo gli esperti
Carissime/i, forse qualcuna/o si ricorderà di me, perché postavo su questo forum quando era ancora agli inizi. Per molti motivi, tra cui una cronica mancanza di tempo, negli ultimi mesi non ho più postato, ma ho seguito, seppur discontinuamente, le vostre discussioni.
Ora torno a scrivere perché sono rimasto francamente molto perplesso della lettura di alcuni post di questa sezione. Vorrei quindi proporre un mio contributo, noioso, pedante e forse un po’ antipatico com’è nel mio stile, nella speranza di chiarire qualche dubbio. Spero ovviamente di non offendere nessuno. Nel caso lo facessi, me ne scuso anticipatamente.
Non basta che un cosmetico sia stato comprato in erboristeria o in un negozio di alimenti naturali o che rechi la scritta “non testato sugli animali” perché esso sia davvero cruelty-free.
PRODOTTO NON TESTATO SUGLI ANIMALI o Prodotto finito non testato su animali è una dicitura inutile e fuorviante. Grazie a una direttiva europea, già dal 2002 è vietato fare test cosmetici sul prodotto finito. Le aziende che inseriscono tale scritta sulle loro etichette di fatto prendono solo in giro il consumatore poco informato.
Se non è più possibile fare test sui prodotti finiti, essi possono però essere condotti sui singoli INGREDIENTI, e anzi sono un obbligo per gli ingredienti nuovi. Dire però che l’azienda non ha commissionato test sugli ingredienti aggiunge poco alla questione. Con l’esclusione di poche multinazionali molto ricche, la maggior parte delle aziende (anche volendo) non ha le possibilità di testare (o commissionare) test sugli ingredienti. Questi test sono condotti da istituti di ricerca e da fornitori di materie prima. È per questo motivo che è importante che ci sia una certificazione che indichi la politica delle case cosmetiche nei confronti dei fornitori e degli ingredienti che utilizza per le sue formulazioni.
Lo STANDARD ECEAE (European Coalition to End Animal Experiments) è oggi probabilmente il miglior standard europeo a riguardo. In Italia, è rappresentato dalla LAV, attraverso l’accordo LAV/ICEA. Le aziende subiscono controlli da parte di un ente certificatore esterno che assicura che tutti gli ingredienti utilizzati sono stati introdotti sul mercato prima di una certa data e che quindi non alimenteranno ulteriormente il mercato dei nuovi ingredienti (e quindi delle nuove sperimentazioni). Dire “abbiamo intenzione di spedire la documentazione per la certificazione” non è in alcun modo una garanzia. Le aziende che hanno sottoscritto questo standard sono: Derbe, Helan, Cibe Laboratori (Fiori & Frutta; Mondo Naturale; Antica Provenza Ligure, Econatura, Antico Marsiglia, Samarcanda), I Serafini, D’Aymons, Indica, Evan, Saponificio Gianasso (Floralia, I Provenzali), Flora-Primavera, San.Eco.Vit (Ecoland, Bjobj, Ecor, Ecotan, Victor Philippe), Biopet, Ecopolo (Almacabio, Hedera Natur), Hawai, L’Erbolario, Coop, John Paul Mitchell, The Body Shop (però di proprietà L’Oreal), Jason Natural, W. S. Badger, Montagne Jeunesse
Esistono ALTRI STANDARD, pur meno restrittivi: in particolare quello di VIVO-CONSUMO CONSAPEVOLE, che integra la lista LAV con altre aziende che però forniscono solo un’autocertificazione (e quindi bisogna fidarsi della loro parola). Personalmente mi lasciano perplesso: se un’azienda può asserire di aderire allo standard non capisco perché non affidarsi alla certificazione esterna. Le spese non sono così ingenti come qualcuno vuole far credere (e sono consultabili sul sito ICEA) e rientrerebbero probabilmente con un buon ritorno di immagine e di nuove vendite. La lista delle aziende segnalate da VIVO è quella LAV cui si aggiungono: Bema, Fitocose, Gala (Natyr), Progetto Gaia, Logona, Lush, Pedrini, Rebis, Remedia, Tea Natura, Vegetal Progress
Segnalo infine lo standard tedesco KONTROLLIERTE NATURKOSMETIK BDIH, l’equivalente (più severo) dell’eco-bio-cosmesi italiana. Le aziende che sono certificate con questo standard si impegnano a non usare materie prime introdotte sul mercato dopo il 1998 (a meno che non vi sia la certezza – impossibile di fatto – che non sano state testate su animali). Le aziende che vi hanno aderito e che sono acquistabili anche in Italia sono: Ann Lind, Annemarie Borlind, Dr. Hauschka, Flora (anche LAV/ICEA), Lavera, Logona, Martina Gebhardt, Primavera (anche LAV/ICEA), Weleda. Si trovano in qualche erboristeria e farmacia o, più facilmente, nei negozi di alimenti naturali.
I prodotti ECO-BIO, anche quelli con certificazione AIAB/ICEA non sono necessariamente cruelty-free. Alcune aziende realmente cruelty-free hanno però la certificazione eco-bio (come Bjobj, o, alcune linee Cibe Laboratori, Derbe, Helan, L’Erbolario). I prodotti certificati BDIH sono a tutti gli effetti ecobio.
Non tutti i prodotti cruelty-free sono necessariamente VEGETARIANI E VEGANI. Alcune aziende però forniscono tali garanzie, specificando anche quali prodotti sono vegetariani e quali vegan: a tale proposito segnalo i siti di Helan, D’Aymons e Lush. I prodotti Almacabio sono certificati dall’AVI, quelli Montagne Jeunesse dalla Vegetarian Society. Sul sito http://www.lavera.co.uk sono segnalati i prodotti vegetariani, quelli vegani e quelli (ahimè) che non sono né l’uno né l’altro; i loro prodotti vegani hanno il bollino della Vegan Society. Ciò non impedisce che anche altre case abbiano prodotti vegetariani e vegani, ma occorre farci attenzione.
l'ho preso da una ricerca fatta tramite google,che però risale al 2006,quindi magari ora fitocose è certificata da corpi esterni e logona idem,attendo gli esperti
Re: lavera,dr.hauschka:sono marche cruelty free?
Moon e Mori, sollevate gli occhi qualche topic più su tra gli "Annunci" e leggete quello con questo titolo
"Posizione comune CRUELTY FREE ", è lì apposta per interrogativi come il vostro.
"Posizione comune CRUELTY FREE ", è lì apposta per interrogativi come il vostro.
- moonlauren
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Re: lavera,dr.hauschka:sono marche cruelty free?
io avevo già controllato,ma non ho trovato le marche che mi interessano su consumoconsapevole.org
Re: lavera,dr.hauschka:sono marche cruelty free?
Moon, il senso di quello scritto è proprio quello che non c'è senso a cercare liste di marche.moonlauren ha scritto:io avevo già controllato,ma non ho trovato le marche .....
Leggilo bene.