Tensioattivi e biodegradabilità

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dafnee
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Tensioattivi e biodegradabilità

Messaggio da dafnee » gio feb 16, 2006 7:24 pm

Ho un dubbio sui tensioattivi..

Stavo discutendo con una persona che ritiene che l'unico sapone veramente bioeco sia quello fatto di idrossido di sodio + olio vegetale, %100 biodegradabile.

Sostiene che tutti gli altri tensioattivi siano sintetici e non biodegradabili.
Quindi io mi chiedo:

Quali sono i tensioattivi biodegradabili al 100%?
Quali sono i meno biodegradabili e i più biodegradabili?
Il comune sapone è totalmente biodegradabile?

E' sempre vero che biodegradabilità corrisponde a un minor impatto ambientale (ossia che più qualcosa è biodegradabile meno danneggia lambiente)?

Grazie mille per l'attenzione :)

Fabrizio Zago

Messaggio da Fabrizio Zago » gio feb 16, 2006 8:45 pm

Cara Dafne,
l'argomento, anche se trattato più volte, merita di essere ripreso in ogni occasione e questo proprio al fine di ridurre la confusione che c'è in questo argomento.

"Stavo discutendo con una persona che ritiene che l'unico sapone veramente bioeco sia quello fatto di idrossido di sodio + olio vegetale, %100 biodegradabile."
Neppure per un sapone è corretto parlare di "biodegradabilità 100%" piuttosto occorre precisare che un determinato tensioattivo è "facilmente, rapidamente e dunque completamente biodegradabile".
Mi dirai che non c'è differenza tra dire 100% e completamente. Invece la differenza c'è e sta nei metodi di analisi ufficiali che NON permettono di stabilire il 100% mentre possono dare il completamente.

"Sostiene che tutti gli altri tensioattivi siano sintetici e non biodegradabili."
Il tuo conoscente dice una fesseria colossale. E prima di dire delle castronerie simili si dovrebbe informare meglio perché non è certo con queste opinioni prive del minimo contenuto scientifico che faremo molta strada.

"Quindi io mi chiedo:
Quali sono i tensioattivi biodegradabili al 100%?
Quali sono i meno biodegradabili e i più biodegradabili?
Il comune sapone è totalmente biodegradabile?"
Nell'ordine:
- quelli che sono "completamente biodegradabili" aerobicamente e anaerobicamente. (ce ne sono un casso, per fortuna, tutti quelli utilizzati nei prodotti ecolabel ad esempio).
- I meno degradabili sono quelli col bollino rosso e quelli più biodegradabili con il bollino verde sul biodizionari.

"E' sempre vero che biodegradabilità corrisponde a un minor impatto ambientale (ossia che più qualcosa è biodegradabile meno danneggia lambiente)?"
Falsissimo! Ci sono tensioattivi molto tossici ma anche molto biodegradabili. Ed anche il contrario cioè poco biodegradabili ma anche poco tossici per gli organismi acquatici.

Il buon formulatore, dato che come vedi non c'è una regola precisa, deve maneggiare i dati tossicologici e di biodegradabilità in modo da produrre un formulato equilibrato e con il minor impatto ambientale possibile.
Ciao
Fabrizio

dafnee
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Messaggio da dafnee » ven feb 17, 2006 4:42 pm

Fabrizio, ti ringrazio per la chiarissima risposta!

Dafne :)

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