ANTARCTICLAND

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Messaggioda silvia caldironi » mer lug 16, 2008 8:02 pm

Antarcticland: lo Stato “sottosopra”

Se voleste localizzare Antarcticland sul vostro mappamondo dovreste probabilmente mettervi a testa in giù. Si tratta del più antico dominio antartico, risalente al 1821, che attualmente si estende dal Polo Sud al 60° di latitudine e compreso fra le longitudini 90° e 135° W, retto da un ordine cavalleresco che ha da poco sciolto l’obbligo di segretezza presentando quindi istanza di riconoscimento all’ONU.



Il suo attuale reggente è l’italiano, trapiantato a Panama, Giovanni Caporaso discendente di Fabian Gottlieb, lo scopritore del territorio, che diede inizio alla reggenza tramite una società segreta per evitare attriti con l’allora zar di Russia, poco interessato a quel dominio; in ossequio allo ius gentium, dunque si vorrebbe dare definitiva stabilità internazionale al nuovo stato.

Le malelingue hanno classificato “l’operazione Antarcticland” come una trovata per costruirsi un paradiso fiscale su misura da cui far transitare dubbie operazioni economico-finanziarie. Verrebbe a questo punto da chiedersi il motivo per cui sia stato creato un Comitato Olimpico, siano stati nominati Ministri di vaglia con ampie esperienze internazionali ma, ancor più importante, a mio modo di vedere, è la redazione di un manifesto etico in cui si ripensa l’idea stessa di statualità mettendo al centro la tutela ambientale, la solidarietà sociale, la libertà, la meritocrazia e, in generale, il tentativo di applicare teorie e indirizzi politici finora rimasti nel libro dei sogni. Non dimentichiamoci, poi, che attualmente nel mondo ci sono circa 150 paradisi fiscali censiti e Antarcticland si troverebbe a dover dunque affrontare la concorrenza di una pletora di “repubbliche delle banane” che, si sa, fanno fatica a crescere con i rigori del Polo Sud….

Tanto basti dunque per assolvere i secondi fini di Antarcticland che tra l’altro ha rinunciato da Costituzione alle rivendicazioni territoriali, in ottemperanza a quello spirito cosmopolita e ospitale che vuole promuovere. Non tutti sanno infatti che l’Antartide è spartito, letteralmente come una torta, poiché su una carta politica si vedono chiarissimamente le “fette” appartenenti alle grandi potenze mondiali fra le quali ricordiamo: Francia, Inghilterra, Norvegia, Australia… Si tratta di una vera e propria colonizzazione, regolata da una folta trattatistica internazionale le cui implicazioni sono molto più significative di quel che si potrebbero pensare fermandosi al fatto che il continente è privo di una popolazione stabile. L’Antartide è un grande laboratorio di ricerca a cielo aperto perché lì sono possibili avanzati studi sui cambiamenti climatici e sui fenomeni fisico-atomici, senza dimenticare la sperimentazione su innovativi materiali e tecnologie. Inoltre le risorse energetiche censite nel sottosuolo sono ingenti ma attualmente non sfruttabili per l’impegno sottoscritto dalle varie nazioni a lasciare intatta quell’area incontaminata e di non immolarla sull’altare di business economici-finanziari. Non è tuttavia irrealistica una spinta lobbystica da parte delle grandi compagnie energetiche per poter accaparrarsi le risorse lì presenti, dato l’aumento incessante della domanda di fonti fossili. Il territorio inoltre non è militarizzabile o utilizzabile per scopi bellici, ed anche in questo senso credo che le prospettive non siano rosee dati i continui attriti fra le grandi potenze. Credo dunque sia da salutare con i migliori sentimenti la nascita del nuovo Stato, sperando possa servire da baluardo contro il dissennato sfruttamento ambientale e da “laboratorio” per riprogettare un modello di sviluppo più armonico ed egualitario.

Il riconoscimento da parte degli altri Stati, fronte sul quale gli esponenti del Governo si sono già attivati, attribuirebbe ad Antarcticland una consistenza statuale, con la possibilità di entrare nei consessi internazionali preposti alla delineazione degli indirizzi nelle varie materie, consentendo anche di portare in quelle sedi le istanze rinnovatrici sulle quali si fonda. E’ dunque evidente che, ad oggi, Antarcticland risulti essere una grande scommessa, ma in definitiva è forse la trasposizione nel terzo millennio di quegli Stati utopistici che hanno fatto sognare filosofi, pittori, letterati, scienziati e filantropi di ogni tempo. Ogni epoca si nutre dell’illusione di poter finalmente creare una comunità, in qualche luogo, dove possano realizzarsi le aspirazioni più elevate dell’animo umano. Prima o poi succederà, o forse è già successo…

Siti ufficiali di Antarcticland http://www.antarcticland.it e http://www.antarcticland.org



Alberto Leoncini



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