Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudismo

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Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudismo

Messaggioda Kiara_97 » ven apr 17, 2015 4:01 pm

Salve a tutti! :)
Vorrei esporre qui una questione nella speranza di sentire qualche parere... Mi scuso in anticipo per il lungo papiro.

Seguo un'alimentazione 100% crudista da ottobre più o meno. Prima sono stata vegana per diversi mesi. Ciò che mi ha spinto a diventare vegana è stato venire a conoscenza dell'inutile sofferenza che si causa mangiando prodotti animali, quindi la mia era una scelta prevalentemente etica, anche se sapevo dei vantaggi per la salute. Prima di diventare vegana ero spesso stanca e demotivata, e quando ho cambiato dieta (eliminando i prodotti animali) mi sono subito sentita più energica. Col passare delle settimane però questa salute si è lentamente affievolita e ho cominciato a sentirmi nuovamente stanca come quando ero onnivora. Nel frattempo, spulciando qua e là sul web, mi interessavo sempre più ai benefici per la salute e scoprendo il crudismo decisi di provare, nella speranza di acquisire più vitalità ed energia, e di curare un problema che avevo da poco scoperto di avere, l'ovaio policistico. Da quando sono diventata crudista mi sento decisamente meglio, sia a livello fisico che mentale; potrei stare qui a descrivere il benessere che è derivato dal cambio di dieta, ma credo che più o meno tutti su questo forum sappiano di cosa sto parlando... :) Come ho detto all'inizio però, in me è molto forte anche la motivazione etica. E qui la questione spinosa: da crudista mangio grandi quantità di frutta, molta della quale proveniente dall'estero (e che quindi causa inquinamento ambientale) e in molti casi sfruttamento di lavoratori, e per questa ragione mi sento ipocrita. Quando posso cerco di acquistare frutta e verdura che provengono dall'Italia, ma nella maggior parte dei casi non posso: basti pensare alle banane ad esempio, che provengono sempre da paesi lontani come Costa Rica, Equador, etc, e che io consumo in grandi quantità. Mi sento incoerente ed "egoista", perchè potrei consumare alimenti che provengono solo ed esclusivamente dall'Italia, ma sarebbe alquanto difficile essere crudista come lo sono ora. Mi riferisco in particolare alle stagioni meno calde, perchè è ovvio che con l'arrivo dell'estate la varietà di frutta e verdura "italiane" aumenta e mi orienterei più su quelle, ma quando appunto il mercato italiano non offre molti alimenti di questo tipo non potrei più optare sul crudismo, e sono sicura che tornerei a sentire quell'affaticamento che provavo dopo aver mangiato ad esempio cereali e farinacei.
Per poter essere crudista ed essere sicura della provenienza "etica" di ciò che mangio dovrei vivere in un paese tropicale, dove magari avrei la possibilità di venire più a contatto con le realtà produttive, ma avendo solo 17 anni capite bene che ciò è alquanto difficile al momento, anche se confesso che se ne avessi la possibilità scapperei subito (è un mio piccolo sogno vivere in un clima tropicale).
Esposto dunque questo mio "tarlo", cosa ne pensate? Mi sto forse colpevolizzando inutilmente sentendomi incoerente e ipocrita? Spero di trovare qualcuno che possa capirmi in qualche modo...
Kiara_97
 
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda arbor » sab apr 18, 2015 7:04 am

Anzitutto complimenti per la chiarezza d’idee e per la tua concreta determinazione nel realizzarle, ad un’età così giovane; io, alla tua età (correva l’anno 1967), avevo tutt’altro per la testa, e dio sa se non avrei avuto bisogno già allora di curare la mia dieta, e ho poi dovuto aspettare fino a 50 anni prima di pormi il problema di cambiare alimentazione, e mi ci son voluti più di 10 anni per transitare dalla dieta convenzionale a quella frugivora (non ancora peraltro crudista integrale visto che continuo a concedermi una quota di verdura cotta nella stagione fredda). Un confronto davvero impietoso, a tutto tuo vantaggio naturalmente. Ma davvero riesci a seguire una dieta integralmente crudista, nessuno ti fa opposizione in famiglia? E che reazioni hai avuto (lievi, suppongo) in termini di detox?
Venendo al tuo “problemino” di natura etica, relativo all’impatto ambientale provocato dal tuo massiccio consumo di frutta tropicale (banane), direi che esso non è diverso da quello della persona comune che guarda con occhi disincantati agli effetti devastanti, per i delicati equilibri del nostro pianeta, della presenza stessa dell’uomo sulla terra: una presenza divenuta ormai incontenibile con l’aumento esponenziale della popolazione, una presenza che è già di per sé impattante se si considera che l’intero modello dei consumi umani è tutto fuorché naturale (o meglio contro natura), dal cibo riscaldato e conservato-trattato ai vestiti con cui l’uomo ricopre le sue nudità alle case riscaldate e raffreddate ai mezzi di trasporto e a tutto il resto che ben conosciamo sull’industria chimico-farmaceutico-ospedaliera ecc. ecc. Anzi direi che, fra tutte le anomalie citate, quella della violazione del principio del consumo a chilometro zero è davvero l’ultima per gravità. Certo un animo attento e sensibile si pone anche questo problema, ma a quel punto dovrebbe forse prima evitare di riscaldarsi e di vestirsi (insomma dovrebbe correre a vivere ai tropici), di viaggiare ecc, e magari anche di leggere libri (risultato della distruzione degli alberi), tutte cose belle ma impossibili, non in teoria forse ma certamente nei fatti. Questa è purtroppo la realtà, mia cara piccola amica, contro la quale possiamo fare davvero ben poco, troppo poco per quanto ci si dia da fare. Quindi direi che per il tuo “problemino” delle banane, una soluzione veramente soddisfacente non esiste, come non esiste una vera soluzione al problema dell’impatto dell’uomo sul pianeta. Se mangi le banane ti rimproverai di non essere abbastanza virtuosa e coerente; se rinunci alle banane (mangiando ad esempio l’abbinata mela dattero, per aumentare il tenore zuccherino della frutta scarsamente calorica), perché allora non chiederti “perché non cammino scalzo? perché mi vesto? perché mi riparo nella mia bella casa riscaldata e viaggio in macchina ecc. ecc. Per essere veramente coerenti e virtuosi, dovremmo allora rinunciare ad essere uomini, questa è la verità. Perché è l’uomo stesso in quanto tale, grazie alla sua intelligenza, purtroppo di corta veduta, ad aver ormai da tempo immemore (diciamo dalla scoperta del fuoco in avanti) infranto gli equilibri imposti dalla natura per seguire (fine alla distruzione del pianeta) la strada della propria evoluzione culturale (che è anche tanto bella e grandiosa ma anche tanto terribile e devastante).
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda arbor » sab apr 18, 2015 7:39 am

dimenticavo, accidenti, che anche i datteri vengono di là del mare, e dunque anche le soluzioni di ripiego rischiano davvero di non funzionare. Non ci resta che spostarci noi stessi nei paesi caldi.... e di qui eventualmente migrando verso nord con tutta la lentezza necessaria a dar tempo al nostro corpo di far crescere il pelo necessario per proteggerci dal freddo (senza far ricorso ai vestiti): un tempo, temo, incompatibile con quello con cui stiamo correndo verso l'esaurimento delle risorse del pianeta.
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda Luna8 » lun apr 20, 2015 7:11 am

Ciao Kiara,

alla risposta di Arbor (grazie!) vorrei aggiungere qualche dettaglio.

Conosco il tuo problema, quindi ti capisco benissimo, e mi ritrovo spesso in paradossi di questo genere per cui non esiste nessuna soluzione concreta nè soddisfacente. Purtroppo ci sono troppe cose al mondo che potrebbero funzionare meglio. Sono convinta che ognuno di noi possa contribuire a migliorare il mondo in qualche modo, ma mai a risolvere tutti i disequilibrii che ci sono. E poi ognuno ha le sue "preferenze", ci sono certi argomenti che lo toccano più di altri. Per me per esempio "bio" e "fair" è più importante del km zero. Basterebbe che ognuno contribuisse in qualche modo in un ambito a scelta e nei limiti delle proprie possibiblità, e già il mondo avrebbe un aspetto migliore. Sono sicura che tu già sei attiva in qualche modo. Osserva e considera con stima e modestia il tuo contributo, piuttosto che concentrarti sulle carenze. Rendendoti conto di quello che già fai, magari il tarlo delle banane sbiadisce e riesci a consumarle con piacere e gratitudine - sia per il dono della natura che per il lavoro che ci sta dietro. Per quanto riguarda il trasferimento ai tropici, puoi già iniziare a prepararlo a livello di visione. Poi si può anche migliorare, ma non credo nel valore dei sacrifici. La vita va vissuta con leggerezza - e coscienza. Il peso inibisce ...

Un mio amico crudista ha scelto di nutrirsi a km zero il più possibile, e per evitare banane e altro consuma cereali e legumi germogliati, latticini, miele e uova. Ha un grande orto in cui produce gran parte della frutta e verdura che consuma con la sua famiglia. Il miele è di produzione propria con rispetto e gratitudine, visto che non usa antibiotici e lascia alle api - che ammira! - la metà della loro produzione. Il latte proviene da mucche e pecore che vivono all'aperto in proprietà di un contadino a pochi km di distanza, e lui stesso (il mio amico) ne fa iogurt e formaggio fresco per uso proprio. Le galline sono di suo padre che vive lí vicino. Per lui il km zero e la provenienza sicuramente biologica sono più importanti del veganismo. Ma ogni tanto si permette qualche avocado ... senza per questo condannarsi.

Buon appetito!
Luna
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda Akira » lun apr 27, 2015 11:01 am

Ciao, il crudismo riesce ad essere a km zero molto facilmente.... basta un minimo impegno!
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda arbor » mar apr 28, 2015 6:26 am

in Sicilia, forse, non certo al nord, dove, se tutto va bene, dovresti passare la lunga stagione invernale accontentandoti di cavoli e mele e qualche kiwi, pensa un pò che soddisfazione. In realtà molto di più si può fare per entrare nella logica del km zero, ma questo non dipende solo dal comportamento e dalle scelte del fruitore finale ma anche e soprattutto dall'organizzazione della produzione e distribuzione agricola; allo stato delle cose comunque siamo ancora molto indietro, di qui tra l'altro le enormi difficoltà a conformarsi alla logica del km zero. Poi certo ci si può e forse anzi ci si deve accontentare dei possibili risultati parziali, piuttosto che pretendere tutto, accettando anche gli inevitabili compromessi, senza tuttavia farsene una colpa, perchè non è colpa nostra se siamo nati in un sistema "sbagliato", costruito per sfamare miliardi di esseri umani mettendo in fuga tutte le altre specie animali (una follia assoluta, ma tant'è).
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda Akira » mar apr 28, 2015 11:56 am

Falso!
Al nord durante l'inverno abbiamo la grande famiglia degli agrumi. Cachi fichi mele pere.
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda Luna8 » mer apr 29, 2015 7:47 pm

Ciao Akira, il nord è grande. Agrumi e fichi in Val Padana e nelle Alpi?
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda Kiara_97 » sab mag 16, 2015 5:31 am

Grazie mille a tutti per le risposte! :)
Sì, forse mi sto colpevolizzando inutilmente... Sarà meglio che mi metta un po' l'anima in pace, almeno finchè non riuscirò ad andare a vivere alle Hawaii o in qualche altro posticino caldo caldo :P
Come ha scritto Luna8 per ora mi "limito" ad apprezzare il cibo che ho e ad esserne grata, soprattutto per tutto il lavoro che c'è dietro.
Per rispondere ad arbor... Beh grazie mille :P Sono giovane sì, infatti non sei il primo a stupirti del fatto che una diciassettenne sia crudista... Lo sono al 100% da ottobre circa (ebbene sì, sono riuscita a rimanere totalmente crudista anche durante l'inverno!). In famiglia nessuno si oppone, e sono molto fortunata per questo considerando che quest'alimentazione è osteggiata il più delle volte. Mia madre ogni tanto ha dei dubbi su alcuni aspetti, ma mi lascia comunque fare e si fida, perchè sa che mi informo e non vado alla cieca. Mio padre invece è convinto che il mio sia praticamente il modo di alimentarsi migliore che ci sia, ma la sua forza di volontà non gli consente ancora di diventare crudista (non è nemmeno vegano purtroppo). Mio fratello invece si stupisce di come riesca a rinunciare alla pizza xD Per quanto riguarda la detox è stata molto leggera sì, ma credo che non sia ancora terminata. Mi capitano semplicemente giornate con mal di testa oppure un po' di stanchezza, ma la maggior parte dei giorni sto benissimo e sono sempre più felice di essermi avvicinata a questo mondo :)
Grazie ancora a tutti per le utili risposte :3
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Re: Piccolo problemino "esistenziale" riguardante il crudism

Messaggioda arbor » dom mag 17, 2015 8:15 am

Ora, Chiara, mi è tutto più chiaro. Quindi complimenti alla tua bella famiglia. E naturalmente complimenti anche a te e benvenuta nella più grande famiglia crudista/igienista, dentro cui come avrai visto si trova un po’ di tutto e non sempre il meglio ma dove bene o male si riesce, specie se ci si mette d’impegno, a trovare qualche buona dritta.
Penso anch’io che non dovresti avere episodi significativi di detox, ma solo residuali e blande manifestazioni della stessa. Anche questo fa parte dei vantaggi della giovane età. (vantaggi che nessuno, a parte i giovani, si può dare. Mentre quelli dell’anzianità (sì, ci sono anche quelli) se li può dare anche una persona giovane come te, attenta agli insegnamenti di chi ci ha preceduto.)
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