bambino-centrismo

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Moderatore: laura serpilli

bambino-centrismo

Messaggioda ale » gio nov 10, 2005 3:29 pm

ciao a tutte,
prendo spunto dal post sul concetto del continuum per affrontare più approfonditamente la questione del bimbocentrismo.
ho letto il libro e condivido pienamente il giudizio che ne è emerso da quella discussione, ovvero che propone molti spunti interessantissimi e il concetto che trasmette sulla nesessità di attaccamento tra madre e figlio è quello in cui fortemente credo. tuttavia, come è già stato detto, trovo alcune sue considerazioni semplicistiche ed anche un po' arroganti, soprattutto nella seconda aprte del libro.
la questione del bambino-centrismo è uno degli spunti che ritengo molto interessanti. in effetti nella nostra cultura, i primogeniti in particolare, godono della centralità nella vita dei genitori (salvo poi non essere ascoltati molte volte, ma questo è un altro discorso), e senz'altro mia figlia ha vissuto questa situazione, forse ora un po' meno, ma la tendenza rimane quella, e si accentua a casa dei nonni logicamente.
Quello che mi chiedo è quali conseguenze può avere nella percezione del mondo di un bambino questo atteggiamento, secondo voi?
vorrei che ne discutessimo insieme!
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Messaggioda Antonella Sagone » ven nov 11, 2005 12:29 pm

quando io ho letto di questo aspetto nel libro della Liedloff è stata una psecie si shock prima, e poi di illuminazione. Shock, perché mettere il bambino al centro per me era sempre stato il massimo della giustezza, dell'amorevolezza... Invece mi si veniva a dire che era un grosso equivoco?!?!
Poi piano piano ho cominciato a vedere alcune cose con occhi diversi e a capire. Ho capito che mettere il bambino al centro lo rende allo stesso tempo più forte e più debole. Gli fa aquistare un'importanza non equilibrata nella famiglia, e nello stesso tempo gli toglie la spinta ad autodeterminarsi.
Forse è opportuno fare qualche esempio, per capire quello che si dice nel Concetto del Continuum con molte più parole e pagine, in un certo senso in tutto il libro.
premetto che non voglio assolutamente dire che centrato sul bambino, o child-centered, o per brevità CC, sia il "male" e non-CC sia il "bene": sono due approcci diversi, e anche quello CC ha i suoi lati arricchenti e belli, però col tempo ho sperimentato sempre più fiduciosa il secondo approccio vedendo dei risultati che mi sono piaciuti.

vado con un po' di esempi... poi apriamo le danze della discussione che spero animata! Anche perché bisogna considerare che queste idee sorgono dall'osservazione di un popolo, quello Jequana, che viveva molto in contatto con il suo continuum biologico, e qui noi siamo in situazione comunque molto "snaturata", il che ci rende difficile capire quando siamo non-CC perché non abbiamo ancora scoperto che si può fare diversamente, e quando lo siamo perché stiamo introducendo dei correttivi a una situazione innaturale...

Dedicare del tempo per giocare con il bambino è CC
portare l bambino con sé mentre si lavora è non-CC

Dare al bambino un tavolino, seggiolina, posate smussate e ergonomiche è CC
mettersi a tavola tutti insieme, consentendo al bambino l'accesso a tutti i cibi dei grandi, i contenitori e le posate, (coltelli compresi) è non-CC

Spiegare al bambino come si usa uno strumento è CC
usare questo strumento davanti a lui e lasciarglielo manipolare sotto sorveglianza ma senza aiutarlo è non-CC

fare discorsi al bambino su come ci si comporta con gli altri, e la pedagogia in generale è CC
lasciare che il bambino stia fra i piedi mentre i grandi interagiscono è non-CC

La stanza del bambino è CC
il bambino nella tua stanza è non-CC

la madre che si tira appresso il bambino per mano è CC
il bambino che segue la madre che va per la sua strada è non-CC

Organizzare per il bambino momenti di svago portandolo ai giardinetti, dagli amichetti, in ludoteca è CC
fare la propria vita ma portando sempre con sé il bambino è non-CC

intervenire nella lite fra due bambini è CC
assistere lasciando che facciano fra loro è non-CC

Le classi di coetanei sono CC
i gruppi misti spontanei di bambini di varie età sono non-CC

I giocattoli sono CC
il gioco libero del bambino con gli oggetti quotidiani è non-CC

potrei continuare all'infinito ma voglio fermarmi qui per ora...

possiamo continuare questo gioco anche immaginando approcci CC o non-CC a aspetti come l'accudimento notturno, l'allattamento... ma per ora non mettiamo troppa carne al fuoco!
Antonella
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Messaggioda carlapioneer » ven nov 11, 2005 8:58 pm

E adesso comincerà una discussione abbastanza animata....
sembra che come la vedo io la via di mezzo tra tutte le coppie di affermazioni che hai fatto vada bene per me e sembra essere il modo di essere mamma che sento dentro.
Il bimbo non lo poui portare a lavorare in ufficio perchè il mio sclererebbe,ma se lo porto all'orto e lo lascio giocare con la terra io posso stare lì un'ora e mezza che lui sta benissimo, lui mi segue molto senza mano un po' alla pulcino, d'altra parte se fossimo in campgna Ok,ma in città che fai non ti fermi per attraversare e pensi che lui capisca, qui la città ci ha snaturato molto, i ritmi sono quasi invertiti , mio figlio ha visto la luna e si è accorto della sua presenza solo adesso ad un anno, non abbiamo ancora dormito mai una notte sotto le stelle con la sua presenza costante, ne è rimasto folgorato.
Anche a me il contunuum mi è piaciuto molto e ho pianto leggendo che i bimbi che non hanno questa esperienza e si sentono angosciosamente soli.
E allora ritorno fortemente al mio istinto di mamma che ha impiegato un po' di tempo a venire fuori , ma che adesso è abbastanza consolidato e funzione bene.
Aggiungo anche che l'arrivo di mio figlio mi sta facendo cambiare e riconsiderare un sacco di cose e la sua presenza Centrista per un po' nelle nostre vite ci ha messo davanti ad un nuovo essere e a delle dinamiche diverse e ci ha fatto cambiare molto come esseri umani, se fosse nato e l'avessimo inglobato senza neanche accorgercene, allora non vedo il motivo di volere diventare genitori.
E' vero che non ci appartengono, ma per un attimo voglio coccolarlo.
Antonella, Antonella mi metti sempre davanti questi dilemmi
Grazie di cuore
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Messaggioda Emy » sab nov 12, 2005 2:19 am

Avere altri figli aiuta a non essere CC
Avere il figlio unico, si cade più facilmente nel CC



Comunque è vero che spesso, si devono attuare delle vie di mezzo.
A me, quando il gioco è stimolante, piace giocare con loro o insegnargli dei giochi.
Anche nel gioco possono "seguirmi", e poi io adoro andare con loro al parco, in ludoteca etc.
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Messaggioda alea » sab nov 12, 2005 10:32 am

E' evidente che in condizioni sociali simili a quelle descritte da Leidoff è molto più facile, per non dire naturale, essere non CC - ed è anche molto meno faticoso crescere più figli, dal momento che tutto è ripartito fra tutti. Cito la mia esperienza: famiglia attuale ristrettissima (padre assai spesso assente, mamma, un bimbo) = isolamento totale, se non andiamo a ricercare contatti sociali nei luoghi deputati (parco, ludoteca, piscina etc.); famiglia d'origine ampia (ora solo mio padre, tre fratelli e le loro mogli) = ci vediamo tutti almeno una-due volte la settimana e, in queste occasioni, nessuno gioca con Chicco, ma lui partecipa alle attività di tutti con estrema soddisfazione e tutto compreso del suo ruolo. Esempio pratico: ieri sera c'era chi cuoceva le castagne nel camino, chi le sbucciava, chi le mangiava, chi guardava le foto di un viaggio recente, e lui passava da uno all'altro, portava le caldarroste pronte a chi le voleva, cercava di muovere la padella per mescolarle etc. Inutile dire che situazioni simili sono le migliori per i bimbi (si divertono, socializzano) e per gli adulti (nessuno sente la fatica dell'accudimento fino a tarda ora), oltre a tradursi in un piacere per tutti. Non solo: un bimbo cresciuto in questo modo ha lo stesso tipo di approccio anche con gruppi di sconosciuti (fa il primo passo, cerca di attirare l'attenzione, se riceve segnali positivi s'infila per giocare etc.), cioè manifesta in pieno la sua istintiva natura sociale. Ma chi riesce a godere di condizioni simili oggi? E anche chi può, quanto spesso? Perché il problema è la quotidianità, non l'eccezione. Una mamma poi che lavorasse fuori tutto il tempo, come potrebbe portarsi il bambino o, una volta a casa, dedicare magari un'ora a preparare la verdura perché tiene il piccolo vicino e lavora assieme a lui? Scusate la prolissità: forse si è capito che sono estremamente favorevole a uno stile non CC, e tuttavia, pur essendo in una condizione molto vantaggiosa (gestisco piuttosto liberamente il mio lavoro e il mio tempo e posso rallentare i ritmi, per permettere a Chicco di partecipare alle mie attività quotidiane), riesco a metterlo in pratica solo in parte e in forma mediata.
Ale
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Messaggioda ale » sab nov 12, 2005 3:01 pm

care mamme,
farò un discorso un po' sconclusionato, ma ci rifletto insieme a voi...
la ludoteca è un posto che non mi piace, sono io la prima a non sentirmi a mio agio, e vedo che joanna è molto colpita dalle mamme che rimbeccano continuamente i loro figli, quando non li prendono a sberle senza batter ciglio. cerco di portarla sempre in giro, e ci sono degli amichetti con cui gioca abitualmente. al parco sta molto bene, soprattutto quando non è affollatissimo e ci sto bene anch'io, ci andrei anche senza di lei! rispetto al discorso di fare la vita di prima, solo con il proprio bimbo accanto, beh... dipende da qual'era la vita di prima... le cose che faccio non credo di farle solo per joanna, ma per noi, nel senso che cerchiamo le situazioni che ci fanno star bene, che fanno star bene entrambe, e tutti e tre quando c'è papà. é chiaro che, come diceva alea, le situazioni in cui si è in tanti e si sta tutti in armonia sono le migliori, e per il bambino e per i genitori, e noi cerchiamo di viverle il più spesso possibile. Il mio compagno è musicista e lo sono tutti i nostri amici, per cui le situazioni di festa sono moltissime, e in effetti, con rispetto per i ritmi di joanna, lei ci sta benissimo! Ma è ovvio che tutto questo avviene per lo più d'estate... o forse sono io che d'inverno vado un po' in letargo e non me la sento di buttarmici...è vero che nella nostra società le occasioni per stare insieme in tanti non sono così molteplici come tra gli Yequana, questo è un dato di fatto, ma dipende dalla vita sociale della famiglia.
Io a volte sono frenata dal fatto che joanna sta avendo una giornata difficile ed io mi sento sfinita, per cui abbandono l'idea di invitare 5 amici a casa, perché penso che non avrei le forze.. in realtà potrebbe essere una soluzione, nel senso che è proprio quando ci sono tante persone che joanna sta meglio, e a me pesa meno l'occuparmi di lei.
per il resto jo ha sempre mangiato le nostre cose, a tavola con noi, con i nostri piatti e il bicchiere di vetro e anche i coltelli, magari quelli meno appuntiti. non le ho mai insegnato come comportarsi né sono intervenuta nei suoi giochi per farle vedere come si fa, o come si usa questo o quello strumento. ho sempre pensato che le cose che trova per casa o fuori siano occasioni di gioco ben + interessanti della cucinetta chicco (o peggio, il set di aspirapolvere e scope e pattumiere che ho visto ieri al supermercato! Joanna mi prende l'aspirapolvere di mano e con la scopa pulisce che è un piacere!:-)) Per quanto riguarda invece l'intervenire nel litigio tra due bimbi difficile che riesca a trattenermi, anche perché di solito è sempre stata joanna (finora) a subire "l'attacco" di altri bimbi + grandicelli e a me scattava l'impulso a difenderla, rimanendo gentile con l'altro bimbo. forse più avanti, in una lite tra coetanei, mi verrà naturale cambiare atteggiamento.
Quello che mi chiedevo io è in termini di crescita del bambino cosa può comportare un approccio CC; antonella parlava di difficoltà di autodeterminarsi: è un po' come dire che con un approccio CC stai troppo addosso al bambino e gli impedisci di fare le sue esperienze?
il gioco del CC, non CC....comprarle la fisarmonica come quella di papà, solo della sua misura è troppo CC?! ;-)
parliamone ancora
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Messaggioda Chiara » sab nov 12, 2005 11:28 pm

Care amiche, è un po' che non mi faccio sentire...
Diciamo in breve che sto lavorando tantissimo, ho delle scadenze e il tempo che comunque dedico al Paolo non mi lasciano molto tempo per passarmi un po' di tempo qui... non ho quasi neanch eil tempo per bere un bicchiere d'acqua o per fare la pipì durante il giorno...

COmunque stasera incredibilmente ho due minuti per leggervi e forse per dire anche la mia.
Effettivamente l'arrivo di un bambino ci porta a porlo al centro della nostra vita e la nostra quotidianità così diversa dallo stile di vita dei popoli "primitivi" rende difficile e non sempre attuabile lo stile non-CC... non possiamo portare il bambino in ufficio ecc... io dipingo e non posso lasciarlo pasticciare con i colori perchè lui vuole pasticciare dove sto lavorando io e non se ne esce.
Come facevate notare ci sono occasioni in cui si può portare il bambino con sè e svolgere le nostre attività con grande soddisfazione per entrambi.
Molto spesso il pensare di non poter fare una cosa "perchè c'è il bambino" è un autolimite che ci poniamo, e lasciarsi un po' andare è utile sia a noi sia al bambino. Io sono pigra e non mi viene da invitare persone a cena, spesso con la scusa che c'è il bambino e deve mangiare tranquillo (chissà perchè poi!) e poi le volte che invitiamo amici il Paolo è sempre bravissimo sta volentieri, mangia, si diverte e va anche a letto presto.

Se da una parte è vero che bisogna un po' recuperare in spontaneità e cercare di coinvolgere i bambino il più possibile in attività e occasioni di socializzazione con adulti e bambini più grandi, io direi che comunque non è completamente da buttare anche la filosofia CC.
Non credo siano sbagliati i giocattoli a misura di bambino,
non credo sia sbagliato il suo tavolino e seggiolina... (Paolo fa colazione e merenda seduto ad un mini tavolino e qualche volta quando non vuole il seggiolone si tranquillizza a pranzare lì)
e poi non è forse CC il modo in cui accudiamo il bambino quando lo portiamo a letto con noi? Non è forse CC il non lasciarlo piangere al buio per addormentarsi?

Più che fare distinzione tra CC e non-CC, che è estremamente difficile nella nostra società attuale, visto che abbiamo attività e comportamenti e ambiente lontanissimi dal nostro continuum biologico, io preferisco dire che riconosco nel bambino la sua dignità di persona, che ha una sua volontà, un suo sentire di tutto rispetto, che ha le sue ragioni e i suoi motivi e i suoi bisogni. Perciò lo porto con me se vado nell'orto perchè so che si divertirà a pasticciare con la terra, a toccare e spieccicare i pomodori e magari mangiarseli dalla pianta e nel frattempo anche io riesco a portare a termine il mio compito... e non lo porto in ufficio perchè si annoierebbe e mi impedirebbe comunque di lavorare.
Lo lascio giocare con le pentole e i mestoli, perchè non ci sono buoni motivi per impedirglielo, tuttavia ci sono giocattoli come il triciclo o la palla o un pezzo di lego con quattro ruote e un omino da fissare sopra che lui adora...
Lo porto fuori anche nelle giornate uggiose perchè ne ha bisogno, altrimenti diventa irrequieto tutto il giorno in casa, e in quel momento non sto svolgendo compiti, sono lì con lui per lui, perchè mi rendo conto che ha una necessità.
Penso che anche per una mamma Yequana il discorso sia principalmente questo: il riconoscere nel bambino comunque una persona. La vita di questa gente è per certi versi più semplice e spontanea e ciò li porta a poter coinvolgere i bambini in molte più attività "da grandi" rispetto a quello che possiamo fare noi, e dunque il rispetto per il bambino si traduce nel non escluderlo dalle attività e dalla vita degli adulti.
Quindi per me è questo il comun denominatore da inseguire.

Chiara
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Messaggioda andrea grasselli » sab nov 12, 2005 11:44 pm

Chiara ha scritto:riconosco nel bambino la sua dignità di persona, che ha una sua volontà, un suo sentire di tutto rispetto, che ha le sue ragioni e i suoi motivi e i suoi bisogni.

che bellissimi pensieri!
ciao chiara.
andrea
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Messaggioda alea » dom nov 13, 2005 3:06 pm

Cara omonima (ale) :), è difficile pensare che un bambino piccolo possa avere un approccio "corretto" a uno strumento che non riesce a padroneggiare fisicamente: per questo esistono violini, chitarre etc. di dimensioni ridotte - poi si può discutere sulle varie metodologie di avvicinamento alla musica e anche mettere in discussione quella tradizionale, basata sulla conoscenza degli strumenti veri e propri piuttosto che sul "suono" in tutte le sue sfumature (anche se, per chi vive in una casa piena di strumenti, è naturale accostarvisi, come per altri a una scatola di latta percossa con un cucchiaio). Io ho comprato il primo mini-pianoforte a Chicco quando aveva cinque mesi, ma già dai quattro si divertiva molto di più con quello "grande" della mamma...
Mi sembra di capire che sono una mamma più "rigida" di voi: io intervengo su certi comportamenti di Chicco che non mi sembrano corretti (sono pochi: ad esempio, non accetto che mi percuota sul viso; non voglio che mi demolisca i libri o li getti per terra - so che a tutti sembra una questione ridicola, ma abbiamo tutte le stanze della casa letteralmente foderate di libri e non siamo riusciti ad alzarli tutti allontanandoli dalla sua portata, e poi in generale mi piace che impari il rispetto per ciò che anche noi rispettiamo). Non so se questo sia CC o non CC, ma io lo intendo così: rispettiamoci a vicenda, venendo incontro il più possibile alle esigenze di tutti.
Il problema di fondo resta comunque, a mio parere e accanto a tutti gli altri, l'atomizzazione sociale: se siamo a casa sempre solo io e Chicco, e la mia professione richiederebbe che stessi chiusa nel mio studio per tutto il giorno, è evidente che non posso esimermi da comportamenti CC.
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Messaggioda Emy » dom nov 13, 2005 6:02 pm

Mi sembra di capire che sono una mamma più "rigida" di voi: io intervengo su certi comportamenti di Chicco che non mi sembrano corretti (sono pochi: ad esempio, non accetto che mi percuota sul viso; non voglio che mi demolisca i libri o li getti per terra - so che a tutti sembra una questione ridicola, ma abbiamo tutte le stanze della casa letteralmente foderate di libri e non siamo riusciti ad alzarli tutti allontanandoli dalla sua portata, e poi in generale mi piace che impari il rispetto per ciò che anche noi rispettiamo). Non so se questo sia CC o non CC, ma io lo intendo così: rispettiamoci a vicenda, venendo incontro il più possibile alle esigenze di tutti.


Alea, credo che solo rispettando sè stessi, si possa insegnare il rispetto...quindi io non accetto che mi prenda a schiaffoni, che rovini qualcosa a cui tengo molto, sarebbe un calpestare il mio rispetto.
Non ho capito dove hai letto che qualcuno accetti tutto ciò (farsi schiaffeggiare etc...).
Però il modo in cui si determinano certi limiti a volte fa la differenza.
La reazione del bimbo può essere diversa, e possono entrare nel dialogo altri sentimenti che distorgono il messaggio.
(che bello una casa piena di libri)
Ecco..io piuttosto comprendo che sia possibile che un bambino abbia voglia di prendermi a schiaffoni, la conseguenza di ciò porta ad una differenza sostanziale nel mio comportamento rispetto al non ritenerla una cosa possibile, non la vedo come una cosa patologica, non è grave...è una reazione, è un bambino(anzi è un essere umano), ovviamente non accetto che continui , ma non mi si accumula rabbia per aver sbagliato qualcosa, non so esattamente quali sentimenti entrano in circolo, la paura, il senso di sconforto, ma so che non reagisco bene, non divento efficace nel mandare il mio messaggio, la prendo come una cosa personale.
Ultima modifica di Emy il lun nov 14, 2005 7:11 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda alea » dom nov 13, 2005 10:44 pm

Emy, non ho letto che nessuna si faccia prendere a schiaffoni, ma mi pare che Ale abbia scritto che non le piacciono le ludoteche perché le mamme riprendono i bambini e che lei non giudica i comportamenti di sua figlia: ecco, io sono proprio una di quelle che nello spazio per i bimbi in biblioteca cerca di insegnare a suo figlio che i libri non si gettano per terra, e ho citato l'esempio degli schiaffi come comportamento che, in qualche modo, giudico - visto che cerco di farlo smettere. In realtà questo aspetto è un problema, per me - ma non vorrei andare OT, perciò dico brevemente: sono molto presente, in termini di tempo ma anche proprio di presenza affettiva, con mio figlio; gli ho sempre parlato moltissimo fin da prima che nascesse, trattandolo da persona prima ancora di vederlo, e continuo a farlo anche adesso. Però quando, con fermezza e decisione, lo limito in qualcosa (e a volte, se sono stanca e nervosa, ammetto che mi capita di alzare la voce - purtroppo fa parte del mio temperamento), vado nel pallone più totale: penso alle mamme come Ale, della cui pazienza infinita anche notturna ho letto, e mi sento dura, anaffettiva (anche se so che almeno su questo punto esagero, perché si tratta di piccoli episodi in un rapporto molto dolce) - non so nemmeno più se sbaglio a correggerlo, visto che è così piccolo, o se ho bisogno di punirmi perché ho usato un tono sbagliato... Insomma leggi quello che ho scritto come un'autoaccusa, non come una critica a nessuno: ammiro invece la vostra grandissima disponibilità e pazienza con i vostri cuccioli. Io purtroppo ogni tanto la smarrisco.
Ale
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Messaggioda baby » lun nov 14, 2005 9:52 am

Questo "CC" e "non CC" sono concetti importanti e profondi. Nella socità attuale è importante trovare un equilibrio. Purtroppo la realtà quotidiana non ci permette di portare i nostri figli sempre con noi. Sono daccordo su non centrare tutta la nostra vita sul bambino come vedo fare da alcune amiche. La linea di demarcazione tra i due modi di comportamento è molto sottile: anche se è CC penso sia importante dedicare del tempo per giocare con loro, ogni giorno cerco di avere un pò di tempo per giocare con mio figlio ( lego, Nascondino ecc) soprattutto quando è solo e non ha altri amichetti e per questo non mi sento di metterlo al centro perchè nella giornata ci sono molti altri momenti in cui lui segue il mondo intorno senza esserne al centro. Sono sempre stata contraria a creare intorno ai bambini il mondo fatato, come lo chiamo io, con tutti i loro oggettini piccoli, però avere oggetti personali piace a tutti ( a voi no?), perchè non dargliene qualcuno come una tazza o un piatto tutta suo? Mio figlio da quando ha 2 anni e mezzo ( adesso ne ha 3) maneggia coltelli e altri oggetti pericolosi con grande abilità, ogni giorno taglia con l'accetta la legnetta per accendere la stufa, lo sente un suo compito e lo fa con grande piacere chiaramente è sotto il controllo mio e del papà e cerchiamo di ridurre al minimo la sua possibilità di farsi male.
Baci
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Messaggioda ale » lun nov 14, 2005 6:59 pm

cara alea,
il fatto che non mi piaccia andare in ludoteca non dipende dalla tendenza delle mamme a "riprendere" i loro figli... io parlavo di schiaffoni e frasi tipo "sei brutto e cattivo"!!!!!!!! Dire a tuo figlio "non mi va che mi percuoti con il mestolo" è ben diverso da dargli un ceffone facendolo finire a terra (è successo: un bimbo di 3 anni che continuava a non voler rispettare il divieto di portare un camioncino da una stanza all'altra (!!??) si è beccato una sberla da sua madre che l'ha fatto finire lungo disteso), scene ordinarie, e comunque l'atteggioamento in generale non fa per me, e nemmeno per joanna perché ti giuro che guarda queste mamme con una disapprovazione sconcertante per i suoi due anni.
per il fatto che tu ti faccia rispettare impedendo a tuo figlio di farti male o distruggerti le cose cui tieni, non ti devi certo giustificare o sentire in colpa. forse ho dato un'impressione sbagliata, anch'io desidero che ci sia rispetto reciproco e che mia figlia accetti dei limiti, non mi sogno nemmeno di farmi percuotere standomene zitta, come non ho accettato ieri sera di mangiare del formaggio a tutti i costi dopo che avevo finito di rimpinzarmi con primo e secondo solo perché joanna lo pretendeva "Mangi questo!" ed io "Lo mangio quando ne ho voglia, ora ho già mangiato abbastanza" e subito un urlo perché non facevo come diceva lei (il bello è che né io né il suo papà le abbiamo mai fatto una cosa del genere!)...
quello che io volevo dire nel non intervenire nei suoi giochi era questo: se ha in mano un giocattolo che prevede che quel pezzo vada infilato in quell'altro, io non vado ad insegnarglielo e trovo molto più creativo il suo modo personale di giocare, di far assumere a quel giocattolo la funzione che lei vuole. Questo vale un po' in tutto, sento spesso mamme o nonne dire "Guarda, ti insegno, si fa così.." a me non piace questo approccio. non prendetemi troppo rigidamente, se lo vedo fare dal mio compagno ad es., non mi metto in mezzo perché cambi, e forse a volte anche a me è successo di parlarle così, ma tendenzialemente è un atteggiamento che sento mi appartiene molto poco.
riguardo al discorso della fisarmonica piccola, stavo scherzando, secondo me è stato bello dare a joanna uno strumento simile a quello del papà ma che fosse più maneggiabile. per quanto riguarda l'approccio alla musica, sarà lei a decidere cosa vorrà fare ovviamente, senz'altro l'avere in casa tanti strumenti le permetterà di capire cosa la musica può dare.
in generale credo che la via di mezzo all'approccio cc-noncc sia l'ideale, perché appunto nella nostra società è l'unica possibile.
a me questo discorso ha fatto molto bene, perché avevo sempre la tendenza a sentirmi un po' in colpa se invece di sedermi sul tappeto con jo mi mettevo a pulire casa; lei mi segue e vuole fare tutto come me, io la coinvolgo il più possibile, ma quando vedo che si innervosisce perché non riesce a fare una cosa, penso "ecco, magari lei desidera solo che io mi sieda e le dedichi del tempo per giocare a lego..", mi dico "ti importa più delle lenzuola che di tua figlia?" sono molto brava a autoflagellarmi! questa discussione sul cc-noncc mi ha fatto mettere da parte un po' di sensi di colpa, ed ora vivo la cosa in un altro modo. io ricordo un'infanzia in cui le volte in cui chiedevo a mia madre o mio padre di giocare con me, dicevano sempre di no, ed ero tristissimamente figlia unica in un paesino di 100 anime e pochi bambini poco liberi di uscire.... sarà per questo che sento sempre questo dovere di dedicare a joanna ogni minuto della giornata.
mi sono chiesta i danni che può provocare un approccio cc perché joanna richiede costanetemente le nostre attenzioni e che facciamo quello che lei ci chiede di fare. mi sono chiesta se abbiamo esagerato con un fare cc quando era + piccola o se semplicemente lei non accetta di non avere tutti accanto...
ciao a tutte
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Messaggioda alea » lun nov 14, 2005 10:33 pm

>riguardo al discorso della fisarmonica piccola, stavo scherzando

L'avevo capito, ma la materia che insegno attualmente in conservatorio (sono compositrice) fa parte di un corso di didattica della musica e sono sensibile all'argomento...:)

>per il fatto che tu ti faccia rispettare impedendo a tuo figlio di farti male >o distruggerti le cose cui tieni, non ti devi certo giustificare o sentire in >colpa.

Non volevo giustificarmi, però è vero che mi sento in colpa: forse lo tratto troppo da "adulto" - in fin dei conti ha solo quindici mesi - e quando mi colpisce sul viso o mi tira i capelli forse vuole solo giocare in modo un po' violento (quando capisco che è proprio arrabbiato, paradossalmente, lo tollero meglio, perché penso che anche lui abbia il diritto di esprimere la sua aggressività o la sua "opposizione"). Però sabato mattina sono andata al pronto soccorso perché con una testata mi ha spostato una cartilagine del setto nasale e ogni tre-quattro mesi perdo una lente a contatto per una sua sberla... Sono mesi che sto tentando di fargli capire che non deve comportarsi così, con diverse modalità: con dolcezza quando riesco, arrabbiata quando il dolore è forte, per lo più tenendogli ferme le mani con fermezza e dicendogli che non si picchia, semmai si accarezza. Poiché è un bimbo molto dolce, con un carattere molto tranquillo, in risposta mi accarezza subito - ma ormai il danno è fatto.

>
alea
 
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Messaggioda Emy » mar nov 15, 2005 1:10 am

ale ha scritto:sarà per questo che sento sempre questo dovere di dedicare a joanna ogni minuto della giornata.
mi sono chiesta i danni che può provocare un approccio cc perché joanna richiede costanetemente le nostre attenzioni e che facciamo quello che lei ci chiede di fare. mi sono chiesta se abbiamo esagerato con un fare cc quando era + piccola o se semplicemente lei non accetta di non avere tutti accanto...
ciao a tutte
ale


Credo che con un figlio solo, e soli con lui la maggior parte del tempo, sia difficile avere un approccio non CC , per lo meno per alcune cose.

In realtà poi sono i figli che sono portati ad essere PC Immagine... o GC in italiano (genitore-centrista), non avendo altri punti di riferimento (per la maggior parte del tempo)che i genitori, e spesso anche uno solo dei due in prevalenza.
Parliamo anche di questa piaga sociale che è il GC ? Immagine
Cioè è giusto che i bambini seguano i genitori, ma nel continuum la responsabilità, il prendersi cura dei piccoli è ripartito anche parzialmente ai fratelli, alla società attorno etc.

Tieni mooolto conto che è piccola e la situazione si evolverà col tempo, si ridimensiona con l'ingresso in una società di bambini , cioè a scuola .

Ho visto però la grande differenza che si ha nel momento in cui in famiglia sorgono altri punti di riferimento stabili che sono costituiti dai fratelli... tutta un'altra vita, se prima era una cozza attaccata alle mie gambe, o alla mia schiena, nel momento in cui interagiva col fratello, si facevano molta compagnia, e lui era un'altro punto di riferimento per lei, anche solo per guardarla fare qualcosa, e lei si curava di guardarlo, e di aiutarmi (per quello che era in grado di fare).
Emy
 
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