insegnanti e burnout

Panico e Depressione
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda liquiriziaverde » sab set 25, 2010 7:43 pm

Kaky ha scritto:però devo dire che secondo me, nel disconoscimento generale, gli insegnanti della materna ed elementare forse sono un pochino più rispettati degli altri, visti come figure di riferimento dalle famiglie... almeno un pochino...

Più che all'opinione dei genitori, che ci vedono comunque più da vicino (ma anche lì ci sono genitori che ti rispettano e altri che ti guardano dall'alto in basso perchè fanno lavori "più importanti") mi riferivo a quella "generale", a partire dall'alto, dai politici, fino alla gente comune che ci vede semplicemente come impiegati con meno ore di lavoro e più vacanze.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda Kaky » dom set 26, 2010 10:14 am

liquiriziaverde ha scritto: dai politici, fino alla gente comune che ci vede semplicemente come impiegati con meno ore di lavoro e più vacanze.

sono perfettamente d'accordo... infatti per quel "pochino" intendevo i genitori... hai ragione sul fatto che la considerazione generale è molto bassa.
quanto alle ore di lavoro...per quanto riguarda la mia esperienza il lavoro da fare a casa è talmente tanto da assorbire comunque le giornate. e poi ci sono i buchi nell'orario che non figurano come ore lavorative ma in cui, di fatto, sei lì a scuola a lavorare. e non è che, se sei stanca, ti puoi prendere 5 minuti di pausa quando vuoi... anzi!
una cosa che mi dava parecchio fastidio nella mia scuola era che, tutte le mattine a una certa ora, la bidelleria diventava salotto degli ATA (bidelli, impiegati e preside quando c'era), che bevevano il caffè (quello buono, mica quello delle macchinette per gli insegnanti :? ) e mangiavano dolci, e se osavo aprire la porta per entrare a fare delle fotocopie venivo guardata malissimo, tutti si zittivano... ma come, osavo disturbare la loro pausa? :x
insomma, io sono pienamente convinta che 18 ore di un insegnante equivalgono a 36 ore di altri lavori (salvo casi particolari), sia per le numerose ore di lavoro a casa, sia per l'"intensità" (emotiva e non solo) del lavoro in classe.
le vacanze saranno forse di più, ma ricorderei a quelle persone che ce le invidiano che un insegnante non può prendersele quando ha bisogno di staccare un po' o di fare una gita con la famiglia, ma solo per gravissimi e documentati motivi.
e non dimentichiamo che per migliaia di insegnanti precari non si tratta di vacanze ma di disoccupazione, perchè dal 30 giugno fino alla nuova nomina non si riceve lo stipendio.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda liquiriziaverde » dom set 26, 2010 1:24 pm

Kaky ha scritto:
liquiriziaverde ha scritto: dai politici, fino alla gente comune che ci vede semplicemente come impiegati con meno ore di lavoro e più vacanze.

sono perfettamente d'accordo... infatti per quel "pochino" intendevo i genitori... hai ragione sul fatto che la considerazione generale è molto bassa.
quanto alle ore di lavoro...per quanto riguarda la mia esperienza il lavoro da fare a casa è talmente tanto da assorbire comunque le giornate. e poi ci sono i buchi nell'orario che non figurano come ore lavorative ma in cui, di fatto, sei lì a scuola a lavorare. e non è che, se sei stanca, ti puoi prendere 5 minuti di pausa quando vuoi... anzi!
una cosa che mi dava parecchio fastidio nella mia scuola era che, tutte le mattine a una certa ora, la bidelleria diventava salotto degli ATA (bidelli, impiegati e preside quando c'era), che bevevano il caffè (quello buono, mica quello delle macchinette per gli insegnanti :? ) e mangiavano dolci, e se osavo aprire la porta per entrare a fare delle fotocopie venivo guardata malissimo, tutti si zittivano... ma come, osavo disturbare la loro pausa? :x
insomma, io sono pienamente convinta che 18 ore di un insegnante equivalgono a 36 ore di altri lavori (salvo casi particolari), sia per le numerose ore di lavoro a casa, sia per l'"intensità" (emotiva e non solo) del lavoro in classe.
le vacanze saranno forse di più, ma ricorderei a quelle persone che ce le invidiano che un insegnante non può prendersele quando ha bisogno di staccare un po' o di fare una gita con la famiglia, ma solo per gravissimi e documentati motivi.
e non dimentichiamo che per migliaia di insegnanti precari non si tratta di vacanze ma di disoccupazione, perchè dal 30 giugno fino alla nuova nomina non si riceve lo stipendio.

Parole sante :)
Le mie "vacanze" per i primi due anni di lavoro (e io sono stata mooolto fortunata ad entrare di ruolo presto per varie circostanze: la laurea e il titolo di sostegno, il fatto che alla primaria c'è più lavoro e che al nord siamo in meno, in più sono in un capoluogo...) sono state appunto disoccupazione! :wink:
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ttt » dom ott 03, 2010 1:06 pm

Ciao Kaky, è un pò presto per dire come mi trovo, ma di certo per ora meglio (facendo i dovuti scongiuri).
Mi sento sempre confusa e sfiduciata riguardo al mestiere, anche se ho ripreso un pò d'interesse nella didattica.
Sto seguendo la discussione e sono d'accordo con voi. Anche per i motivi degli ultimi post preferirei un lavoro più tranquillo (pause, ferie, non essere costretti a lavorare a casa, considerazione pubblica ecc). Comunque per quello che mi riguarda quello che mi ha demotivato è stato quello che è successo l'anno scorso.
Mi piacerebbe che la scuola fosse sostenuta e non vilipesa dalle istituzioni. Che ci sia meno disorganizzazione e meno ipocrisia, per cui un insegnante si trova a far fronte ad ogni tipo di situazione, a dover acquistare i materiali, a fare cose assurde, a dover scegliere tra cose del tipo: o insegno italiano al bimbo extracomunitario buttato in classe a metà anno o spiego matematica al resto della classe.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda alFaris » dom ott 03, 2010 1:14 pm

Essalamu Elikah!

liquiriziaverde ha scritto:Più che all'opinione dei genitori, [...] mi riferivo a quella "generale", a partire dall'alto, dai politici, fino alla gente comune che ci vede semplicemente come impiegati con meno ore di lavoro e più vacanze.

da molto tempo ormai mi permetto di fare l' "avvocato del diavolo" :twisted: di pormi cioè dall'altra parte della barricata... se la collettività vede nell'insegnante l'immagine (distorta) di un privilegiato nullafacente ebbene parte delle responsabilità sono da addurre agl'insegnanti medesimi...

  • in primis perché non esiste un ordine degl'insegnanti che possa entrare nel merito dell'insegnamento rendendo de facto l'insegnante in classe "intoccabile" (mentre invece anche soltanto dal punto di vista statistico esistono insegnanti che sbagliano) fino al punto che persino in caso di conclamato esaurimento nessuno si prende la briga di segnalare la cosa agli organi competenti - all'ombra del famoso adagio "chi me lo fa fare?"...
  • in secundis perché dinanzi agli attacchi politici (tagli di ore di lezione di organici di stipendio et cetera) alla propria professionalità gl'insegnanti hanno reagito in maniera sconnessa e contraddittoria... molto spesso dando ascolto ai vari sindacalisti (CGIL per la scuola media inferiore e superiore CISL per l'infanzia e la primaria) che - come dire - hanno qualche interesse politico in materia... rafforzando così nell'imbranHEM :lol: cittadino comune l'immagine (distorta) di cui sopra...
peccato che come al solito il problema sia profondo nella categoria tutta sicché parlarne noi qui serve a poco... sarebbe necessario un risveglio (vorrei scrivere "moto d'orgoglio" - mi auguro che nessuno voglia accostare il mio discorso a un progetto corporativo :!: ) da parte del mondo della scuola tutto - ATA compresi perché anche il bidello ha una propria professionalità che va oltre il caffè o il lavoro a maglia...



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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda liquiriziaverde » dom ott 03, 2010 10:45 pm

Dev darti ragione sul sistema contorto, ma da quel punto di vista la riforma sì che ci vorrebbe, e non quella che vede le scuole come imprese private ovviamente. Sì, ci sono gli insegnanti che sbagliano e non vengono toccati, e ogni volta mi chiedo come sia possibile. Devo dire che la scuola è soprattutto un mondo di persone che fanno sacrifici, quasi tutte, per far andare bene cose che non potrebbero proprio stare in piedi, causa mancanza di risorse, e sto parlando di veri e propri miracoli fatti sacrificando il proprio tempo e i propri soldi. Questo ovviamente non giustifica gli insegnanti incompetenti, visto che, nella migliore delle ipotesi, fosse anche solo uno, rovinerebbe almeno una classe. Non è una cosa che si può giustificare. Gli insegnanti vanno controllati, a mio avviso, resta appunto da capire come. Dare completo potere ai dirigenti non mi sembra fattibile (come vorrebbe proporre questo governo), perchè ho visto con i miei occhi dirigenti scolastici avere antipatie assolutamente personali e non comportarsi in maniera professionale rispetto ad esse. Forse sarebbe più utile selezionare durante il percorso di formazione? Fare più controlli durante la professione? Io accoglierei bene e volentieri qualunque proposta in tal senso, l'importante è che non si basi sul giudizio arbitrario di un dirigente. La scuola è pubblica e tali devono essere anche i controlli.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ttt » gio ott 07, 2010 6:04 pm

Credo che alFaris non intendesse che gli insegnanti possono fare qualsiasi cosa, ma che il loro ruolo vada rispettato.
E' vero che come categoria facciamo schifo, niente solidarietà (anzi) nè organizzazione, alle elementari non si fa mai sciopero per non perdere le 100 euro (tanto a che serve...). Di solito nel mio caso è stato perchè i colleghi erano tutti alle soglie della pensione e con un senso civico straordinario.
I sindacati ancora non ho capito a che servono tranne che a trafficare, raccomandare e a garantirsi un buon posto.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda A78 » gio ott 07, 2010 7:49 pm

Inviato da ttt:Ciao Kaky, è un pò presto per dire come mi trovo, ma di certo per ora meglio (facendo i dovuti scongiuri).
Mi sento sempre confusa e sfiduciata riguardo al mestiere, anche se ho ripreso un pò d'interesse nella didattica.
Sto seguendo la discussione e sono d'accordo con voi.

Ma dimmi, cara ttt, ovviamente non voglio farti ricordare esperienze penose, però vorrei chiederti una cosa: ripensando all'anno scorso, vi erano stati dei segni, magari ad inizio anno, che lasciavano presagire il futuro deterioramento della situazione? Oppure tutto è avvenuto improvvisamente? Perchè, vedi, io insegno alle scuole medie ed un anno mi è capitato di vivere situazioni simili, con una classe che risultava scalmanata quasi esclusivamente nelle mie ore (insegno lettere) ed era impossibile dialogare con loro, un caos assurdo e il dirigente che accusava me di non saper gestire la classe, ma non era affatto vero, anche perchè nelle altre classi in cui insegnavo tali problemi non c'erano.
Ma in quel caso in realtà la degenerazione è stata lenta, per gradi, vi erano dei piccoli segnali come l'alzarsi troppo di frequente per motivi futili, il parlottare, il non svolgere le consegne e via discorrendo, ma la vera mancanza di rispetto è arrivata più tardi, anche se era difficile bloccare tali situazioni sul nascere proprio perchè la disattenzione era già in partenza generalizzata.
Io credo insomma che l'equilibrio in una classe sia fragile, basta insomma un niente (una nota ritenuta ingiusta, il lasciar correre) per poi giungere a situazioni difficili da affrontare. Credi che anche questo sia stato il tuo caso oppure era tutto più complesso?
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ttt » sab ott 09, 2010 8:33 am

A78 ha scritto:Credi che anche questo sia stato il tuo caso oppure era tutto più complesso?

Si, il mio caso è stato molto simile al tuo, magari gli eventi erano diversi ma la dinamica è stata la stessa. C'erano segnali che io ritenevo del tutto trascurabili(i bambini erano più vivaci durante le mie ore, il fatto che i bambini discutessero su di me con la mia collega). Poi tutto è andato a precipizio da quando si è trasferito in classe mia un bambino difficile, di cui forse avrai letto.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda A78 » sab ott 09, 2010 11:06 am

Inviato da ttt:Si, il mio caso è stato molto simile al tuo, magari gli eventi erano diversi ma la dinamica è stata la stessa. C'erano segnali che io ritenevo del tutto trascurabili(i bambini erano più vivaci durante le mie ore, il fatto che i bambini discutessero su di me con la mia collega). Poi tutto è andato a precipizio da quando si è trasferito in classe mia un bambino difficile, di cui forse avrai letto.

Comunque allargando il discorso io credo che si possa affermare questo: i peggiori nemici degli insegnanti non sono tanto i Presidi (soggetti purtroppo a pressioni) ma i GENITORI! Infatti nel mio caso la situazione è degenerata proprio quando i genitori hanno iniziato a dire che davo troppi compiti, che davo note ingiuste e facevo preferenze, sono stati loro i veri artefici nascosti della situazione. Eh sì, infatti se a casa un bambino sente in continuazioen criticare l'insegnante dagli adulti, è chiarissimo che poi in classe si comporterà male, perchè ai suoi occhi il docente perde di credito e a quel punto diventa quasi impossibile correggere la situazione. Infatti poi il preside ammise che era parecchio pressato dai genitori, che andavano spesso da lui a lamentarsi minacciando di cambiare scuola o sezione ai figli.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda Kaky » sab ott 09, 2010 1:04 pm

ttt ha scritto:Ciao Kaky, è un pò presto per dire come mi trovo, ma di certo per ora meglio (facendo i dovuti scongiuri).
Mi sento sempre confusa e sfiduciata riguardo al mestiere, anche se ho ripreso un pò d'interesse nella didattica.
[...] un insegnante si trova a far fronte ad ogni tipo di situazione, a dover acquistare i materiali, a fare cose assurde, a dover scegliere tra cose del tipo: o insegno italiano al bimbo extracomunitario buttato in classe a metà anno o spiego matematica al resto della classe.

Ciao ttt... tieni duro! :D anch'io mi sono trovata in quella situazione, temo che sia molto diffusa in Italia.

A78 ha scritto: io insegno alle scuole medie ed un anno mi è capitato di vivere situazioni simili, con una classe che risultava scalmanata quasi esclusivamente nelle mie ore (insegno lettere) ed era impossibile dialogare con loro, un caos assurdo e il dirigente che accusava me di non saper gestire la classe, ma non era affatto vero, anche perchè nelle altre classi in cui insegnavo tali problemi non c'erano.
Ma in quel caso in realtà la degenerazione è stata lenta, per gradi, vi erano dei piccoli segnali come l'alzarsi troppo di frequente per motivi futili, il parlottare, il non svolgere le consegne e via discorrendo, ma la vera mancanza di rispetto è arrivata più tardi, anche se era difficile bloccare tali situazioni sul nascere proprio perchè la disattenzione era già in partenza generalizzata. Io credo insomma che l'equilibrio in una classe sia fragile, basta insomma un niente (una nota ritenuta ingiusta, il lasciar correre) per poi giungere a situazioni difficili da affrontare. Credi che anche questo sia stato il tuo caso oppure era tutto più complesso?


Ciao A78 (e benvenuta :D ), mi sono riconosciuta molto anche nella tua descrizone.
E sono pienamente d'accordo su questo:
A78 ha scritto: i peggiori nemici degli insegnanti non sono tanto i Presidi (soggetti purtroppo a pressioni) ma i GENITORI! Infatti nel mio caso la situazione è degenerata proprio quando i genitori hanno iniziato a dire che davo troppi compiti, che davo note ingiuste e facevo preferenze, sono stati loro i veri artefici nascosti della situazione. Eh sì, infatti se a casa un bambino sente in continuazioen criticare l'insegnante dagli adulti, è chiarissimo che poi in classe si comporterà male, perchè ai suoi occhi il docente perde di credito e a quel punto diventa quasi impossibile correggere la situazione


Comunque sono contenta che ci siamo ritagliate uno spazio per poterci confrontare e sfogare... credo che sia importantissimo.
Vi volevo segnalare questo libro, scoperto per caso e che si sta rivelando una lettura molto utile e anche piacevole:
Giorgio Blandino, Quando insegnare non è più un piacere
La scuola difficile, proposte per insegnanti e formatori
Immagine
http://www.anobii.com/books/Quando_insegnare_non_%C3%A8_pi%C3%B9_un_piacere/9788860301550/01f96acf299da78641/
Lo consiglio vivamente a tutti gli insegnanti, che si trovino in difficoltà o meno... Ho trovato alcuni spunti illuminanti; poi magari vi parlerò un po' del contenuto. Comunque secondo me può essere davvero d'aiuto.
ciao a tutti e a presto!
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ttt » sab ott 09, 2010 6:18 pm

A78 ha scritto:il preside ammise che era parecchio pressato dai genitori, che andavano spesso da lui a lamentarsi minacciando di cambiare scuola o sezione ai figli.
:
Forse l'autonomia scolastica non ha dato risultati positivi , la scuola-azienda con gli alunni-clienti in molti casi trasforma tutto in una situazione ricattatoria.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda A78 » sab ott 09, 2010 7:08 pm

Sì, è vero, gli allievi utenti diventano sempre più clienti che possono rivolgersi altrove e cercare un altro acquirente. Però, però......è anche vero che molti dirigenti non osano fare nulla contro docenti che veramente sbagliano ma siccome insegnano in quella scuola da anni e anni (autentici matusa) sono intoccabili e si sentono in diritto di fare tutto ciò che vogliono.
Addirittura mi è capitato di vedere colleghi che lasciavano le classi scoperte per parecchio tempo dopo il cambio dell'ora ed erano in corridoio a chiacchierare, a volte era perfino la vicepreside a fermarli ben sapendo che intanto la classe era scoperta o affidata ad un povero bidello che non ce la faceva a contenere il baccano.E se qualcuno si faceva male? Ma ripeto, quelli erano colleghi intoccabili e seppure avessero avuto una sanzione avrebbero smosso mari e monti perchè iscritti a potenti sindacati.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ttt » dom ott 10, 2010 2:53 pm

]quote="A78"]molti dirigenti non osano fare nulla contro docenti che veramente sbagliano ma siccome insegnano in quella scuola da anni e anni (autentici matusa) sono intoccabili e si sentono in diritto di fare tutto ciò che vogliono.[/quote]
questa è una cosa a cui spesso ho assistito anch'io.

A78 ha scritto:Addirittura mi è capitato di vedere colleghi che lasciavano le classi scoperte per parecchio tempo dopo il cambio dell'ora ed erano in corridoio a chiacchierare, a volte era perfino la vicepreside a fermarli ben sapendo che intanto la classe era scoperta o affidata ad un povero bidello che non ce la faceva a contenere il baccano.E se qualcuno si faceva male?

in questi casi chissà perchè passa tutto sotto silenzio...
A78 ha scritto:Ma ripeto, quelli erano colleghi intoccabili e seppure avessero avuto una sanzione avrebbero smosso mari e monti perchè iscritti a potenti sindacati.

e quali sindacati, che corro a iscrivermi? A parte gli scherzi, credo che piuttosto abbiano forti appoggi nei sindacati, non credo basti l'iscrizione.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda A78 » ven ott 15, 2010 2:55 pm

Io però credo che la fascia di età più difficile da gestire disciplinarmente e psicologicamente sia quella che va da circa ai 10 (la famosa quinta che faceva disperare ttt) fino ad arrivare a circa 14-15; la preadolescenza è a mio avviso il periodo più complicato.Infatti in tale età si tende a sfidare l'autorità sia degli insegnanti che dei genitori, si cerca di mettere alla prova gli adulti per evidenziarne i punti deboli e sentirsi quindi forti.In una classe di allievi è spesso il peggiore a trascinare gli altri, perchè l'indisciplinato per gli adolescenti è una specie di "leader", proprio perchè non si piega alle regole date dagli adulti e le mette in discussione; il lavoro educativo è quello di far capire che i bulli oltre che agli altri fanno anche tanto male a loro stessi (sono dei falliti mascherati da forti), ma è tutt'altro che facile.
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