insegnanti e burnout

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Moderatore: laura serpilli

insegnanti e burnout

Messaggioda Kaky » dom feb 28, 2010 3:34 pm

ciao, mi sono appena iscritta anche se leggo i forum di promiseland già da un po'...mi piacerebbe conoscere esperienze simili alla mia, forse ho solo sfogarmi, non so, ho una gran confusione in testa.
ho 28 anni e insegno lettere alle medie. sono al mio primo anno di incarico a tempo pieno. vengo da due anni di scuola di specializzazione, passati a chiedermi se tutto ciò che stavo facendo avesse un senso per me, oppure no. mi vergogno un po' a lamentarmi, sapendo che c'è molta gente che sarebbe felice di lavorare al mio posto e invece si trova disoccupata.
il problema è che non mi riconosco più in me stessa. questo lavoro mi sta rendendo una persona apatica e violenta. ho iniziato con entusiasmo, credendo di fare qualcosa per diffondere la cultura. credevo che le ore spese a preparare quello che avrei detto il giorno dopo avrebbero dato dei frutti. invece ho avuto solo delusioni. ormai, per riuscire a sopportare la situazione, ho deciso di cercare minimizzare il tempo che dedico al lavoro (che, per un insegnante, è sempre tanto, tra preparazione delle lezioni, correzioni di compiti e verifiche, ricerca di materiale...) sperando di ridurre, in modo proporzionale, anche le delusioni, che in questi ultimi mesi sono state tante.
avevo preparato, con entusiasmo e impegno, un bel ciclo di lezioni corredate di presentazioni powerpoint e filmati...risultato: l'unico commento è stato: "pallose".
cerco di coinvolgere i ragazzi anche usando un blog in cui fornisco materiali di supporto e approfondimento: mi sono sentita dire da un ragazzo che è un "sito schifoso".
cerco di assumere, quando faccio lezione, un atteggiamento non "cattedratico", di stare vicina ai ragazzi: mi sono sentita dire da un ragazzino "Lei è maleducata perchè si siede sui tavoli" (quando i ragazzi, in primis quello che ha parlato, non rispettano quasi mai le regole)...
per le vacanze di Natale ho dato un numero di compiti abbastanza esiguo, e mi sono sentita dire da una madre (con scenata isterica in consiglio di classe) che erano troppi perchè la giusta misura è zero, visto che anche i genitori hanno diritto di riposare, sennò che vacanze sono?
e questi sono solo i primi episodi che mi sono venuti in mente, forse nemmeno i più gravi.
ogni giorno mi alzo con la prospettiva di sgolarsi davanti a venticinque ragazzini chiassosi, tra cui non ce n'è nemmeno uno che ascolta... a che cosa serve tutto ciò? le mie mattine trascorrono nell'attesa che arrivi il momento del suono della campanella che annuncia la fine delle lezioni...
ieri mi sono quasi sentita male, mi sentivo qualcosa dentro, probabilmente mi si è abbassata la pressione e ho dovuto sedermi perchè mi girava la testa.
si stanno manifestando tutte le mie qualità peggiori, sto diventando -da un lato- sempre più aggressiva e -dall'altro- sempre più distaccata da quello che faccio, io che ci ho sempre messo l'anima nello studio o nel lavoro. mi ritrovo a provare odio e sentimenti distruttivi verso tutti gli umani che mi stanno intorno (i ragazzi, i loro genitori, i colleghi...). La settimana trascorre nell'attesa che arrivino la domenica e il giorno libero. io vorrei essere l'esatto contrario di questo, so che dovrebbe importarmi dei ragazzi come persone (al di là del loro rendimento scolastico scarso), dovrei avere compassione di loro e dei loro problemi (presi singolarmente forse mi farebbero anche tenerezza)...ma quando me li ritrovo davanti non riesco proprio a sopportarli.
è frustrante pensare che io, per trovarmi in questa situazione, ho anche buttato via due anni di studio (più cinque di università)...
sull'argomento ho trovato questo studio che mi sembra interessante: http://www.edscuola.it/archivio/psicologia/burnout.htm.
mi piacerebbe conoscere le esperienze di persone che hanno vissuto qualcosa di simile...
grazie, scusate per lo sfogo.
ciao
Kaky
 
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda lisavegan » mar mar 02, 2010 2:02 am

Ciao Kaky,
mammamia!Non è certo un bel periodo quello che stai passando!!
Io non ho avuto esperienze simili,anche perchè non sono insegnante,però mi sentivo di risponderti lo stesso. Capisco benissimo quello che intendi:oggigiorno c'è una grande maleducazione da parte degli studenti,ringraziando naturalmente i loro genitori...C'è sempre la famiglia alle spalle..Ricordo che quando andavo a scuola io avevo dei compagni pietosi,specchio dei loro genitori.Quello che però non devi fare è finire per odiare un mestiere per il quale hai studiato mettendoci tutta te stessa!!!Credo siano consapevoli tutte le persone che vogliono diventare insegnanti quanto difficile sia come mestiere..I ragazzini sono in tanti e l'unione fa la forza.Certo,presi singolarmente forse capirebbero di più,cambierebero atteggiamenti....ma tutti insieme è quasi impossibile.L'unica cosa che puoi fare,cara Kaky,è pazientare,fregandotene di quello che ti dicono gli studenti:continua a comportarti come credi sia giusto,senza diventare dispotica intendo.Cerca di fare come hai sempre fatto fino ad ora,prima o poi qualcuno si accorgerà di avere una brava insegnante...A meno che tu non riesca ad avere il pugno di ferro in certi casi per farti rispettare(una cosa che tanti ragazzini non conoscono è proprio il rispetto...),perchè sarebbe giusto;però non deve diventare il tuo metodo,altrimenti rischi di perdere il tuo modo di essere,il tuo carattere...Va a finire che ti annienti...L'anno scolastico prima o poi terminerà,e chissà che non ti capiti una classe decente...mica saranno tutte così!!!Poi un'altra cosa:vai in erboristeria,da un erborista serio e competente,spiega il tuo problema e fatti dare fiori di bach,archeopatici,..o qualcos'altro che ti aiuti a superare questo periodo.Non devi soccombere tu per la malignità altrui!!Ok???
Non so quanto utile ti sono stata,magari niente,ma mi farebbe piacere sapere fra qualche tempo se c'è stato qualche miglioramento... :)
Ciao,a presto!!!
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda Kaky » mer mar 03, 2010 6:56 pm

Grazie Lisavegan, grazie davvero per le tue parole di conforto... sono pienamente d'accordo con te su tante cose. purtroppo la considerazione di cui godiamo è molto poca, rispetto a chi fa altri lavori che richiedono gli stessi anni di studio...e questo si riflette negli atteggiamenti delle persone, comprese le famiglie e gli studenti. Adesso il problema è tenere duro fino a giugno, poi si vedrà...il vero problema, per me, è che mi rendo conto solo adesso - anche se il dubbio lo avevo anche prima- che non è un lavoro adatto al mio carattere, perciò mi sento un po' frustrata e temo per quello che mi riserverà il futuro... per fortuna sono abbastanza giovane e posso ancora tentare altre strade, sperando di avere fortuna.

>vai in erboristeria,da un erborista serio e competente,spiega il tuo problema e fatti dare fiori di bach,archeopatici,..

seguirò il cosiglio al più presto! ...ma, scusa l'ignoranza, cosa vuol dire archeopatici?? frequento i negozi di prodotti naturali molto spesso, ma non me ne intendo di questo tipo di rimedi...

>Non so quanto utile ti sono stata,magari niente,ma mi farebbe piacere sapere fra qualche tempo se c'è stato qualche miglioramento... :)

utilissima, più di quanto tu creda!! :D un po' di conforto è la migliore medicina!
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ..... » gio mar 04, 2010 1:04 pm

ciao!
ho avuto qualche esperienza che si può avvicinare lontanamente alla tua quando ho svolto il s.c.n. in un oratorio salesiano... Però io avevo il vantaggio di non aver tutto sulle mie spalle, cmq il farsi rispettare all'inizio con la timidezza e l'insicurezza è una cosa che mi devastava...
Posso solo consigliarti la Preghiera che ci aiuta tutte le volte che siamo in situazioni difficili che ci paiono insormontabili...
In realtà questo è un consiglio che rivolgo anche a me che in questo periodo non sto benissimo!
A presto e coraggio, come dice Valerio Albisetti, non bisogna permettere alle cose esterne di influenzarci negativamente e distoglierci dal nostro scopo profondo.
Se ti può essere d'aiuto un educatore con cui collaboravo mi disse che per farsi rispettare è sufficiente che loro credano che tu abbia il controllo, sembra facile a dirsi, lo so...!

ps ma il/la preside non contano molto vero nella scuola dove lavori? Perché con tanta maleducazione un aiuto da parte sua ci dovrebbe essere, caz ne hai 25 di allievi!!!
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda lisavegan » ven mar 05, 2010 12:21 am

Ciao Kaky!!!!
Mi fa piacere di esserti stata un pochino di aiuto... :D
Gli archeopatici si usano similmente ai fiori di bach,australiani,ecc...solo che sono + fortini.Ce n'è per ogni stato:insofferenza,rabbia,ecc....Mia madre ne aveva fatto uso tempo fa perchè non aveva una situazione tanto brillante coi suoi,diciamo così...Credo fossero del Dottor Giorgini(e se non trovi degli archeopatici,puoi sempre farti testare un prodotto di questa casa,sono buonissimi!!).
Sì,in effetti ora sei in ballo e devi ballare,almeno fino a giugno.Però,se davvero non è la tua strada l'insegnamento,dato che sei giovane,approfittane per cambiare!Anzi....facciamo così:prima prendi un qualche prodotto naturale che ti aiuti a superare la situazione e a vederci più chiaro;col senno di poi capirai da te se davvero devi cambiare mestiere o se è la rabbia/delusione a farti parlare così...
Lieta di fare la tua conoscenza!!!A presto,bye!!
P.S.Chiamami Lisa!! :wink:
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda Kaky » dom mar 07, 2010 10:20 am

Ciao Rossanes e Lisa, e grazie di nuovo.
Sono felice di conoscervi :D :D

cmq il farsi rispettare all'inizio con la timidezza e l'insicurezza è una cosa che mi devastava...

giusto, Rossanes, questo è un grosso problema anche per me, sono sempre stata timida e insicura...

ps ma il/la preside non contano molto vero nella scuola dove lavori? Perché con tanta maleducazione un aiuto da parte sua ci dovrebbe essere, caz ne hai 25 di allievi!!!

non mi azzardo a chiedere aiuto al preside...anzi una collega l'aveva fatto e la sua situazione è peggiorata.

Grazie Lisa per le informazioni... su un libretto di fitoterapia avevo trovato anche la Rodiola, che potrebbe fare al caso mio. comunque evito di fare esperimenti da sola... la settimana prossima ho un giorno libero in cui potrei sentire una naturopata da cui va mia mamma, che si trova bene... (ah, ciliegina sulla torta :x ... non l'avevo ancora detto, ma lavoro lontano da casa e sono sola per 5 gg alla settimana... anche questo non credo che aiuti!!)

...giustamente, la prima cosa da fare è cercare di mettersi pace e vederci chiaro. se sono arrivata fino a marzo (a inizio anno non l'avrei creduto!!) riuscirò a tirare avanti, anche se la situazione sta peggiorando... poi deciderò. Se non altro questa esperienza potrebbe darmi una spinta in più per andare avanti e cercare qualcosa di diverso, magari continuare gli studi, non so, ci penserò quest'estate...

Rossanes, ti faccio tanti auguri perchè anche tu possa superare al meglio questo periodo difficile...

Grazie di cuore a tutte, vi farò sapere! :D
a presto
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda alFaris » dom mar 07, 2010 6:20 pm

Essalamu Elikah!

Ciao Kaki. Perdonami: prima di aiutarti, dovrò usare il "pugno duro" con te. Premetto che sono assistente tecnico da vent'anni, oggi presso il Liceo Scientifico Statale "Ignazio Vian" di Bracciano, e sono stato sindacalista per quindici anni. Insomma, so (qualcosa di) quel che dico.

Non hai capito niente. Non hai capito un accidente. Hai sbagliato tutto. Sei sbagliata.

Ecco, _cancella_ tutte queste affermazioni, ed eventuali similari: la realtà è ben peggiore di quanto tu possa immaginare. In effetti, ci sono cose che devi ancora comprendere: ma si tratta di un male più profondo, contro il quale dovrai lottare - con armi impari, per giunta.

Nell'inserto Roma Metropoli del Messaggero di sabato 20 febbraio, è comparso un tiolo quanto mai indicativo: "Allarme delle scuole: gite troppo rischiose". Parlava dei viaggi d'istruzione dele scuole superiori; ma il discorso è valido per tutta l'azione docente, fin da prima dell'ingresso in aula: "Gestione difficile, indennità minima, rischi quotidiani o, per meglio dire, continui". Ti riconosci? Spero di sì, perché è la situazione di gran parte della scuola italiana; se vuoi sapere qualcosa in più, guarda questo video: http://www.youtube.com/watch?v=RI8NlziBuXE .

Ora: su Internet ci sono decine di pagine che parlano del problema dell'esaurimento psicologico dei docenti (la pagina migliore, secondo me, rimane questa: http://www.edscuola.it/archivio/psicologia/burnout.htm ); ma suppongo che tu sia capace da sola di trovare testi, opinioni, ipotesi di soluzione del problema. Qui e adesso, hai bisogno di metodologie pratiche: e io queste ti proporrò.

Non hai capito niente.

Sbagliato, ma proprio concettualmente. Tu, al contrario, hai capito perfettamente il significato della parola "cultura", e infatti cerchi di trasmetterla ai tuoi studenti. Peccato però che l'itaglia (scritta con la minuscola, e male) sia rimasta all'epoca delle scuole papaline; sicché, ancora oggi nel sottobosco proletario l'opinione comune è che sia sufficiente "leggere, scrivere e far di conto". Ecco, questo è il mondo - altro che i sogni di gloria comunista: la plebaglia è plebaglia, quando va bene occorrono almeno cinquecento anni per cambiare la mentalità di un popolo. Ficcatelo in testa - e alla svelta, ché sei già fuori tempo massimo.

Non hai capito un accidente.

Sbagliato anche questo. Semmai, hai sopravvalutato tutto. Senti parlare di diritti umani, di formazione del fanciullo, di futuro. Tutte belle parole, un po' come per il mercato: http://it.wikipedia.org/wiki/Mercato . Quante belle parole, vero? Poi però devi scendere nel pratico: e allora, invece della sana concorrenza trovi una grandinata di protettorati, potentati, gabelle e burocrazie da far impallidire il regime degli Zar. Il diritto umano si applica a chi abbia a cuore il concetto di _dignità_ dell'essere umano: oggi, qui e adesso, l'itagliota (vedi sopra) è pronto a pronarsi al potente di turno, a svendere la dignità propria e di chiunque gli capiti a tiro (pensa alle pubblicità che ti arrivano nella cassetta della posta: chi ha dato loro il tuo indirizzo?). Basta principî nobili e massimi sistemi: "Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fôri li denti", cantava Domenico Modugno nella Malarazza, qui il brano cantato da Domenico Modugno: http://www.youtube.com/watch?v=ng2R9JRgaXc , qui cantato da Ginevra di Marco: http://www.youtube.com/watch?v=41Bbh0jdKWA ; qui le parole - e altro: http://www.dreamsworld.it/emanuele/2007 ... malarazza/ .

Hai sbagliato tutto.

Ma quando mai. Hai cominciato a fare la docente facendo la docente: ma quella gente ha bisogno di un pecoraro, sicché dovrai mediare tra il tuo ruolo teorico (la docente) e il tuo ruolo pratico (la pecorara). Che cosa significa questo? Significa che, dall'anno prossimo (questo ormai passa in cavalleria) dovrai tornare in cattedra. Appena entrerai in classe dovrai fissare alcuni punti con i tuoi studenti, i quali dovranno essere i-r-r-e-m-o-v-i-b-i-l-i (sì, suona molto fascista; e in effetti, è questo che finora ha funzionato meglio in questo paese), mentre a latere lascerai che altri punti siano a disposizione degli studenti:
  1. io sono la docente - punto. Io stabilisco che cosa si debba fare: nessuno si può permettere di discutere il programma minimo, appunto perché minimo - punto. A latere, ci sono altre cose che si potranno fare, e ognuno potrà scegliere se migliorare la propria condizione o più pigramente "rimanere a galla";
  2. con me, chi non studia non passa - punto. A latere, chi dimostrasse di avere difficoltà di apprendimento potrà chiedere sostegno all'insegnante: questo però significherà che in primis lo studente dovrà dimostrare buona volontà. Questo significa fare _tutti_ i compiti in classe, fare _tutti_ i compiti a casa, seguire _tutte_ le lezioni con attenzione;
  3. con me, la maleducazione è bandita - punto. Risposte tipo presentazioni "pallose" o sito "schifoso" saranno valutate come punti in meno in condotta: che voi le usiate a casa o con i vostri amici m'importa poco, anzi niente. A latere, chi avesse idee, proposte, problemi me li potrà dire tranquillamente, ma sempre in maniera educata;
  4. a chi sta bene il mio modo di fare, rimanga; gli altri, cambino sezione - punto.
Ai genitori, al contrario, spiegherai un semplice concetto:
  • Sia ben chiaro: a me di Lei, di Suo figlio e del mondo intero m'importa meno che della polvere sul pavimento. Suo figlio è bravo, volenteroso, studioso? Meglio per lui. Suo figlio è svogliato, maleducato, stupido? Peggio per lui. Il figlio è suo, comunque egli sia: mio figlio studia, questa è la sola cosa che m'interessa. Quindi, decidiamo assieme il programma da seguire.
  • Adesso, decidiamo assieme: che cosa vogliamo fare con Suo figlio? perché se Lei mi aiuta è un conto, qualora invece se ne volesse lavare le mani, io farò lo stesso - i miracoli sono altrove, io qui ho venticinque mocciosi. Vuole che lo aiuti a diventare un uomo? Bene, cominciamo che impari ad alzarsi la mattina, venire a scuola - in tempo, dire "buon giorno" ai professori oltre che "mi scusi", "permesso", "grazie" e così via; soprattutto, impari a studiare. A Lei basta che prenda il pezzo di carta? Io glielo posso dare, ma ovviamente lo avrà con il minimo sindacale. A Lei sta bene? Anche a me.
  • Poi però, quando il pargolo sarà ormai rovinato, quando andrà a fare i concorsi, andrà a chiedere un lavoro e scoprirà che con la cosiddetta sufficienza la domanda di partecipazione è respinta [usa questa locuzione: "la sufficienza scolastica non è la sufficienza sociale"], che anche per i lavori più semplici e umili nessuno lo vuole perché al suo posto ci stanno negri, albanesi, polacchi e marocchini: ecco, io quel giorno le dirò che "gliel'avevo detto"; e in ogni caso, sappia che sarà troppo, decisamente troppo tardi.
Ricorda una cosa, molto importante: i voti scritti fanno più fede dei voti orali. Fai fare più compiti scritti che puoi, l'orale lascialo come contentino per alzare eventualmente la media. Vedrai quanto saranno più contenti quei ragazzini che nello scritto hanno una piccola insufficienza ma saranno "graziati" dalla professoressa, di quanto saranno insoddisfatti i ragazzini che nello scritto hanno una sufficienza macilenta e che all'orale hanno fatta scena muta.

Sei sbagliata.

Questo è il peggior assurto in assoluto. Dopo decine di Grandi Fratelli, arcipelaghi di Isole dei Famosi, tonnellate di politica spazzatura, spettacolo spazzatura, società spazzatura - ancora ti poni il dubbio se sia tu quella sbagliata? Andiamo, cara: se il mondo fosse (è) popolato da borgatari, avrebbero ragione i borgatari? Semmai, ti devi difendere dai borgatari: ma questo è tutto un altro livello di discussione.
Nell'Ottocento, la situazione sociale era profondamente diversa. Il contadino, l'operaio, l'analfabeta, tutti sapevano di non sapere - erano socratici senza saperlo; e sapevano che per causa di questa ignoranza i padroni li sfruttavano. Oggi l'ignoranza è uno "status symbol", addirittura gira la convinzione che sia lecito esternare qualsiasi cosa che passi per la testa, insulti compresi: "Ammazza quanto sei cozza!", "Sì ma a me che me frega?", "Aoh, io me so' rotto!"; e se provi a dire che esiste un modo di fare le cose ("Est modus in rebus", giusto?), ti rispondono che "io dico quello che penso, io so' spontaneo". Sì, proprio come la gramigna; ed è questo che preoccupa: niente educazione, niente senso dell'alterità, niente intelligenza. Il vuoto pneumatico.
Ecco perché devi issare una muraglia tra loro e te: le orde di orchi si dovranno infrangere contro questa difesa, solo così potrai resistere, e soprattutto (sperare di) far capire loro quant'è sbagliato un certo sistema. La civiltà funziona con le persone civili: questi sono iper nutriti, iper viziati, iper coccolati e iper ignoranti, ecco perché dovrai usare il protocollo che ti ho scritto - per quanto la cosa ti possa dare fastidio.

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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ..... » dom mar 07, 2010 10:17 pm

Grazie KAKY per gli auguri...
Insomma in sintesi quel che dice Al faris può esser: tira fuori le p.... e fa vedere quanto vali ! :lol: Cosa facile a dirsi, lo so!
In effetti coloro che venivano + rispettate eran le persone di cui i ragazzini avevano "timore"... Brutto a dirsi... Ma l'anno prossimo avrai la stessa classe? Se sì, perché non cominciare già ora invece che aspettare l'anno prossimo? Se invece la risposta è no, potresti comunque iniziare a far pratica, a essere + autorevole...
E per inciso io adoravo i professori che si facevano rispettare anche se apparivano rigidi...
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda lisavegan » lun mar 08, 2010 3:03 am

Ciao Kaky,
grazie delle tue belle parole.. :)
Beh,i consigli di Alfaris sono piuttosto "pesantini",però non si può dire che siano fuori luogo!!Il mio dubbio è che i genitori non capirebbero niente del tuo atteggiamento;molto spesso prendono le difese del figlio che descrivono come un santo e poi gli fanno cambiare sezione se possono...Addirittura si arriva alla denuncia degli insegnanti in certi casi!!Non so,però è anche vero che non mi vengono in mente altre soluzioni.Del resto,io sono la prima a pretendere dagli altri rispetto come io rispetto gli altri,perciò forse al tuo posto sarei un po' duretta.Chiaro è che,se arriva il momento che lo studente ha capito i miei insegnamenti e cambia atteggiamento,cambio anch'io atteggiamento nei suoi confronti;l'interesse nei confronti dei miei allievi ce l'ho,solo lo dimostro nel momento in cui loro si comportano civilmente.I veri colpevoli sono però i genitori:le punizioni sarebbero da dare a loro,non ai ragazzini!!!
Forza Kaky,metticela tutta quest'anno,e poi pensa bene a quello che vuoi fare!! :wink: Non obbligarti a fare quello che non senti...
Kiss!!!!!!!! :D
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda Kaky » dom mar 14, 2010 12:10 pm

Ciao Stefano, ti ringrazio per la tua lunga e articolata risposta, che -spero- sarà utile anche per altre persone.
Non sei stato duro, anzi ti posso assicurare che tutte le persone che considero in gamba e capaci di insegnare la pensano così.
e gli insegnanti migliori che ho avuto erano così (anche se odiatissimi da alcuni compagni e genitori).
ti consiglio di postare i tuoi consigli anche da qualche altra parte perchè è proprio quello che ci vuole....

Nell'inserto Roma Metropoli del Messaggero di sabato 20 febbraio, è comparso un titolo quanto mai indicativo: "Allarme delle scuole: gite troppo rischiose". Parlava dei viaggi d'istruzione dele scuole superiori; ma il discorso è valido per tutta l'azione docente, fin da prima dell'ingresso in aula: "Gestione difficile, indennità minima, rischi quotidiani o, per meglio dire, continui". Ti riconosci? Spero di sì, perché è la situazione di gran parte della scuola italiana; se vuoi sapere qualcosa in più, guarda questo video: http://www.youtube.com/watch?v=RI8NlziBuXE .

mi riconosco. infatti mi sono rifiutata di accompagnare la classe in gita perchè non me la sento proprio, anche se forse i colleghi mi costringeranno. e poi la mia esperienza studentesca non è tanto lontana e mi ricordo benissimo cos'erano le gite con il liceo (figuriamoci che adesso i genitori pretendono gite con pernottamento anche alle medie. Le città d'arte vicine? "Che schifo di gita, lì i nostri figli possiamo portarceli anche noi...": certo, in giro per i negozi del centro)

Peccato però che l'itaglia (scritta con la minuscola, e male) sia rimasta all'epoca delle scuole papaline; sicché, ancora oggi nel sottobosco proletario l'opinione comune è che sia sufficiente "leggere, scrivere e far di conto". Ecco, questo è il mondo - altro che i sogni di gloria comunista: la plebaglia è plebaglia, quando va bene occorrono almeno cinquecento anni per cambiare la mentalità di un popolo.


Forse è anche peggio, e le cose stanno peggiorando ancora invece di migliorare nel tempo...

Hai cominciato a fare la docente facendo la docente: ma quella gente ha bisogno di un pecoraro, sicché dovrai mediare tra il tuo ruolo teorico (la docente) e il tuo ruolo pratico (la pecorara).


sante parole. :( con rispetto per le povere pecore....

Che cosa significa questo? Significa che, dall'anno prossimo (questo ormai passa in cavalleria) dovrai tornare in cattedra.


spero proprio di no!!

A latere, chi dimostrasse di avere difficoltà di apprendimento potrà chiedere sostegno all'insegnante: questo però significherà che in primis lo studente dovrà dimostrare buona volontà. Questo significa fare _tutti_ i compiti in classe, fare _tutti_ i compiti a casa, seguire _tutte_ le lezioni con attenzione;


all'inizio mi illudevo che fosse possibile...ma su una classe lo fanno solo in due o tre - non c'è da stupirsi che siano proprio quelli che hanno risultati buoni, anche se non sempre eccelsi.

[*]a chi sta bene il mio modo di fare, rimanga; gli altri, cambino sezione - punto.[/list]

già detto, e una mi ha risposto: "perchè non la cambia lei?" :lol:

[*]Poi però, quando il pargolo sarà ormai rovinato, quando andrà a fare i concorsi, andrà a chiedere un lavoro e scoprirà che con la cosiddetta sufficienza la domanda di partecipazione è respinta [usa questa locuzione: "la sufficienza scolastica non è la sufficienza sociale"], che anche per i lavori più semplici e umili nessuno lo vuole perché al suo posto ci stanno negri, albanesi, polacchi e marocchini: ecco, io quel giorno le dirò che "gliel'avevo detto"; e in ogni caso, sappia che sarà troppo, decisamente troppo tardi.[/list]

sono totalmente d'accordo, in teoria. purtroppo non è un argomento utilizzabile nella realtà in cui mi trovo (e penso in molte altre), uno di quei paesotti industriali del nord. se facessi questo discorso mi risponderebbero: "mio padre, zio, cugino ecc. non ha neanche finito la terza media e guadagna più di lei"...
Nell'Ottocento, la situazione sociale era profondamente diversa. Il contadino, l'operaio, l'analfabeta, tutti sapevano di non sapere - erano socratici senza saperlo; e sapevano che per causa di questa ignoranza i padroni li sfruttavano. Oggi l'ignoranza è uno "status symbol"


Verissimo :(

La civiltà funziona con le persone civili: questi sono iper nutriti, iper viziati, iper coccolati e iper ignoranti, ecco perché dovrai usare il protocollo che ti ho scritto - per quanto la cosa ti possa dare fastidio.

purtroppo mi dà fastidio, nel senso che tira fuori i lati peggiori di me, che vorrei arginare e non accentuare...

Coraggio: resisti, liberati da quest'anno - perché dal prossimo sarai una persona nuova
[/quote]

Lo spero, in ogni senso, e vivo quest'esperienza come una prova con me stessa.

ah, ho iniziato a prendere delle erbe consigliate dalla naturopata. è presto per dirlo, forse è solo un effetto placebo, ma mi sembra che vada meglio :wink:

Grazie ancora a tutti (Stefano, Lisa, Rossanes...) per il vostro sostegno.
Devo dire che Promiseland è davvero un bel forum (o insieme di forum)... leggendo qua e là, ho trovato tante persone informate e gentili... altrove mi è capitato di leggere risposte aggressive o travisanti, mentre qui no, almeno per quanto ho visto. mi aspettavo di ricevere risposte poco garbate, invece ho trovato persone molto gentili e disponibili, perciò GRAZIE!!

a presto
Kaky
 
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda alFaris » lun mar 15, 2010 9:39 pm

Essalamu Elikah!

Kaky ha scritto:Ciao Stefano, ti ringrazio per la tua lunga e articolata risposta, che -spero- sarà utile anche per altre persone.

Sempre a disposizione. :)

Kaky ha scritto:mi riconosco. infatti mi sono rifiutata di accompagnare la classe in gita perchè non me la sento proprio, anche se forse i colleghi mi costringeranno.

Batti i pugni sul tavolo anche con loro: al Consiglio di Classe vota contro, e quando arriverà il momento ribadisci che "Il viaggio d'istruzione è cosa di chi l'ha votato, con me l'argomento è chiuso dall'inizio dell'anno"; perché? "Perché da questo sciame di cavallette mi aspetto qualsiasi cosa; e sinceramente, se proprio dovessi rischiare la denuncia penale voglio scegliere personalmente il reato d'imputazione". Non solo: "Sapete qual è la pretesa delle famiglie, vero? No? Bene, allora è arrivato il momento di sapere che...

Kaky ha scritto:adesso i genitori pretendono gite con pernottamento anche alle medie. Le città d'arte vicine? "Che schifo di gita, lì i nostri figli possiamo portarceli anche noi...": certo, in giro per i negozi del centro

No, neanche a parlarne: chi vuole blandire questa gentaglia si faccia avanti, io ho ancora uno straccio di dignità - e per il momento difendo questo straccio".

Kaky ha scritto:
Che cosa significa questo? Significa che, dall'anno prossimo (questo ormai passa in cavalleria) dovrai tornare in cattedra.


spero proprio di no!!

E allora che cos'altro vorresti fare, campare d'aria? o di ripetizioni? Sic rebus stantibus: o mangi questa minestra, o salti dalla finestra.

Kaky ha scritto:
A latere, chi dimostrasse di avere difficoltà di apprendimento potrà chiedere sostegno all'insegnante: questo però significherà che in primis lo studente dovrà dimostrare buona volontà. Questo significa fare _tutti_ i compiti in classe, fare _tutti_ i compiti a casa, seguire _tutte_ le lezioni con attenzione;


all'inizio mi illudevo che fosse possibile...ma su una classe lo fanno solo in due o tre - non c'è da stupirsi che siano proprio quelli che hanno risultati buoni, anche se non sempre eccelsi.

[ironical mode on]
In questi casi, usa un sistema collaudato da tempo: la motosega. La motosega risolve la più gran parte dei tuoi problemi: sopisce le ingiurie, allenta le tensioni, rallenta le discussioni. Prova anche tu la motosega:

Immagine
[ironical mode off]

Kaky ha scritto:
a chi sta bene il mio modo di fare, rimanga; gli altri, cambino sezione - punto.

già detto, e una mi ha risposto: "perchè non la cambia lei?" :lol:

Perché qui comando io: e i miei studenti se ne accorgono, rapidamente e soprattutto dolorosamente.

Kaky ha scritto:"mio padre, zio, cugino ecc. non ha neanche finito la terza media e guadagna più di lei"...

Bene, per il voto siamo d'accordo, la sufficienza politica: sappia però che io disprezzo la maleducazione. Sarà il caso che il pargolo si adegui: perché o suo figlio raggiunge il minimo sindacale (ripeto la quaterna del bambino buono: buon giorno, mi scusi, permesso, grazie), o Lei, suo figlio e tutta la famiglia si dovranno accomodare altrove.

Kaky ha scritto:
La civiltà funziona con le persone civili: questi sono iper nutriti, iper viziati, iper coccolati e iper ignoranti, ecco perché dovrai usare il protocollo che ti ho scritto - per quanto la cosa ti possa dare fastidio.

purtroppo mi dà fastidio, nel senso che tira fuori i lati peggiori di me, che vorrei arginare e non accentuare...

Un'altra volta, Kaky: qui e adesso, "Pigghia nu bastune e tira fôri li denti".

Kaky ha scritto:Grazie ancora a tutti (Stefano, Lisa, Rossanes...) per il vostro sostegno.

Un solo dettaglio, Kaky: qui i ringraziamenti sono proibiti. Nessuno ha il dovere di sperticarsi in ringraziamenti né ha il diritto di esigerli, perché tutti hanno bisogno e tutti danno una mano. Quindi, facci sapere come vanno le cose: i ringraziamenti sono solo "rumore di fondo".

Kaky ha scritto:a presto

Ti aspetto.



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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda lisavegan » lun mar 15, 2010 11:06 pm

Auguroni Kaky!!! :D kiss!!
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda ttt » dom mar 28, 2010 9:46 am

ciao Kaky, hai scritto mi piacerebbe conoscere esperienze simili alla mia ed eccomi qua. Credo che quello che capita a me quest'anno sia anche peggiore perchè sono 9 anni che insegno ed ho una quinta elementare con bambini che ho cresciuto dalla prima, a cui ho insegnato a leggere e scrivere etc e a cui ero molto legata. Dire che ora mi si sono rivoltati completamente contro, inventandosene di tutti i colori, soprattutto calunnie del tipo che dico parolacce e che alzo le mani (l'unica cosa che posso fare è registrare di nascosto le lezioni per difendermi nel caso di denuncia) mi fa vergognare perchè è chiaro che non provano un minimo di affezione per me dopo tutti questi anni e mi fa sentire il peggior fallimento umano e professionale dell'universo.
Sarebbe troppo lungo e complicato spiegare tutto, anch'io non riesco a capire veramente. I dettagli sono penosi.
Il fatto è che sto scrivendo in questo forum perchè sono alla ricerca di un aiuto professionale e non riesco a trovarlo. Sono distrutta.
Tutto ciò che ha a che fare con la scuola ormai mi fa venire il voltastomaco. Ho paura dei bambini.
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda lisavegan » dom mar 28, 2010 10:08 pm

Ciao ttt....
Secondo me sei anche tu molto emotiva come Kaky...Forse lei si salva perchè alla fine non era il suo mestiere,ma tu mi sembra lo fai col cuore..Credo dipenda da te,dal farti rispettare.Se questi bambini non hanno un minimo di affetto nei riguardi di chi li ha seguiti per cinque anni a scuola,vuol dire che non ti meritano.Naturalmente,la colpa la dò ai genitori!!Non insegnano cosa sia il rispetto,l'educazione,il voler bene al prossimo...Oggigiorno credo che l'insegnante sia tra i mestieri più difficili...Che pena per queste nuove famiglie... :cry:
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Re: insegnanti e burnout

Messaggioda alFaris » lun mar 29, 2010 11:27 pm

Essalamu Elikah!

ttt ha scritto:(l'unica cosa che posso fare è registrare di nascosto le lezioni per difendermi nel caso di denuncia)

Brava. Inoltre: parlane a più non posso. Con i colleghi e con il Preside - falli venire in aula ogni tanto, con una scusa; se possibile, parlane anche con l'Ufficio Regionale: in modo che, qualora qualche imbecille decidesse di denunciarti, avrai già tutti dalla tua parte.

Coraggio.



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