Non sono depressa ma credo di aver bisogno di consigli

Panico e Depressione
Moderatore: Stefano Stronati - alias alFaris, che in arabo significa il Cavaliere. E' un vecchio e navigato moderatore di luoghi di conferenza.
Conoscitore di psicologia e depressione per esperienza diretta.

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Messaggioda paquito » gio dic 06, 2007 11:24 am

Probabilmente la distanza è riuscita a fare quello che non sei riuscita a fare tu in tutti questi anni: ha riequilibrato le cose mettendo il giusto spazio fra di voi. Quello spazio non è distanza o distacco, ma è fisiologico, naturale, necessario spazio individuale. Hai sperimentato tu stessa gli effetti negativi che ha su di te il privarti di quello spazio e stai provando ora i benefici del tuo spazio.

Se sono i sensi di colpa il tuo modo di interprpetare la realtà vedila sotto questo punto di vista: privandoti del tuo spazio vitale forse benefici tua mamma, ma fai un danno prima di tutto a te, poi a tuo marito e ai tuoi figli. Volendo essere matematici in quale situazione crei la maggior quantità di danno/dolore?

So che suona cinico, ma questa è la mia opinione dall'esterno. So quanto difficile sia. Oltre all'esempio che ti avevo menzionato tempo fa riguardo l'assistere un'altra persona posso anche riportarti l'esempio con mia madre. A 30 anni ho deciso di venire a vivere in Scozia, dove vivo tutto'ora. Per farlo ho lasciato mia mamma a casa da sola. Lei mi ha totalmente supportato in questa mia scelta ma ti assicuro che ancora oggi a volte mi sveglio di soprassalto nel cuore della notte pensando a quale pazzia egoistica abbia fatto e ho costantemente con me il pensiero di lei lì che si guarda la televisione e si prepara da mangiare in quella casa vuota.
Poi la ragione torna a farsi sentire e so che va bene così, che non sono responsabile moralmente della sua solitudine.
Più o meno inconsciamente mi sentirò probabilmente in colpa per sempre per la sua solitudine, ma so anche che se fossi rimasto con lei la mia vita non sarebbe mai decollata e non avrebbe fatto i percorsi che doveva.

A volte mi chiedo cosa avrei fatto se mia mamma fosse stata di carattere diverso, se mi avesse ricattato moralmente e se mi avesse fatto pesare la mia decisione. Non so se sarei stato in grado di gestire la situazione come ho fatto. Probabilmente i sensi di colpa mi avrebbero sopraffatto. Il punto è che razionalmente io avrei dovuto partire comunque e se lei mi faceva sentire in colpa avrei dovuto rendermi conto che era un problema suo, una sua debolezza e un'ingiustizia verso di me e che non avrei dovuto pagarne io le conseguenze.
Spesso i legami familiari sono delle trappole tremende in quanto sono delle armi molto potenti di ricatto. I figli verso i genitori e viceversa.

paolo
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Messaggioda cicciuzza856 » gio dic 06, 2007 7:05 pm

A volte mi chiedo cosa avrei fatto se mia mamma fosse stata di carattere diverso, se mi avesse ricattato moralmente e se mi avesse fatto pesare la mia decisione. Non so se sarei stato in grado di gestire la situazione come ho fatto. Probabilmente i sensi di colpa mi avrebbero sopraffatto. Il punto è che razionalmente io avrei dovuto partire comunque e se lei mi faceva sentire in colpa avrei dovuto rendermi conto che era un problema suo, una sua debolezza e un'ingiustizia verso di me e che non avrei dovuto pagarne io le conseguenze.
Spesso i legami familiari sono delle trappole tremende in quanto sono delle armi molto potenti di ricatto. I figli verso i genitori e viceversa.

paolo[/quote]

Lo so, e infatti con i miei figli non sono mai ricattatoria. Loro vivono felici la loro vita, se ho bisogno di un piacere glielo chiedo e se possono loro lo fanno ma con reciproca libertà.
Vorrei che potessero dire di me quello che tu ora dici di tua mamma.
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Messaggioda paquito » ven dic 07, 2007 12:11 pm

Se i tuoi figli sono felici e avete un rapporto di reciproco rispetto e aiuto sicuramente direbbero quello che ho detto io di mia mamma.

Sono sicuro che sei una madre meravigliosa e forse l'esperienza con tua madre ti ha insegnato molto, anche se a caro prezzo per te, ma mi sembra che sei sulla strada giusta per raddrizzare di molto la situazione.

p
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Messaggioda cicciuzza856 » ven dic 07, 2007 4:11 pm

Grazie! Non so in realtà quanto io possa essere una buona mamma, quello che cerco di fare è insegnare loro che la vita può e deve essere affrontata con le proprie capacità, senza averne paura. Cerco di mostrare loro che so stare in piedi da sola, che sono in grado di reggere e tollerare anche le frustrazioni che mi si presentano, cosicché anche loro capiscano che hanno sufficienti risorse per essere adulti consapevoli.
In realtà forse, è stato proprio il dover gestire l'incapacità di vivere di mia madre ad avermi fatto crescere e ad avermi fatto venire così tanta paura di essere sofferente e dipendente come lei da costringermi a essere diversa.
Anche se non la conosco, manda un bacio alla tua mamma!
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Messaggioda cicciuzza856 » mar dic 11, 2007 4:11 pm

Oggi ho capito una cosa: quando sono andata a trovare mia mamma in clinica, lei sonnecchiava. Nello svegliarsi, vedendomi, mi ha fatto un sorrisone e mi ha detto ciao, gioia. L'ha detto con una sollecitudine che mi ha sorpresa, poi , immediatamente, il suo sguardo è cambiato, e ha cominciato la sua solita litania, sto male, ho male, mi aiuti, parla col dottore, con la fisioterapista, mi prendi le calze, le scarpe, non andare via...
Ma per un breve istante il suo sguardo era rivolto verso di me, era come se MI VEDESSE. Poi ha guardato di nuovo verso sé stessa, e tutto è finito.
Ecco, la sua depressione fa sì che lei non mi veda, che non si accorga se sono stanca o felice, energica o ammalata...E di nuovo, quando sono andata via mi ha detto -Vieni gioia, dammi un bacino- e di nuovo pareva che mi vedesse.
Allora gliel'ho detto, le ho detto -Mamma ma com'è che a volte sembra che tu non mi veda?- e lei- E' perché se sto male, non vedo niente. Chiudo perfino gli occhi-
Cos'è che ho capito? Ho capito che la depressione in sostanza rende mia madre attenta solo a come sta, e le impedisce di aprire lo sguardo verso il resto dl mondo che non sia lei. Ma ho anche capito che sotto la depressione, mia mamma, da qualche parte esiste. E che forse io devo tentare di relazionarmi a quella mamma che sta nascosta, cercando di ignorare l'altra.
E' una cosa difficile anche solo da spiegare, non so quanto io la possa veramente mettere in pratica.
Ma voglio provarci.
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Messaggioda Curry » gio dic 13, 2007 6:02 pm

E' una cosa diffilissima da spiegare, per chi non l'ha provata. Ma chi l'ha provata la capisce al volo.
Tua mamma è com'era mia nonna. Forse un poco di più, ma non molto. Mia nonna chiamava mia mamma alle 10 del mattino "Mi stu mal". E mia mamma andava. E io arrivavo a casa con un biglietto "Sono dalla nonna, il pranzo è in frigo".
Non che fosse un problema mangiare da sola, anzi un po' di autonomia casalinga mi ha sempre fatto piacere, visto che non ne ho mai avuta molta.
Ma il principio era sbagliato.
Siamo sempre venuti dopo. Sempre.
Un esempio. Tutte le feste con la nonna. Tutte. Anche il I Maggio e il 25 aprile. E bisogna lasciarle la camera perchè lei vuole riposare, ma non vuole il letto di mia mamma. E le tartine ai fugnhi perchè se no lei non mangia (15 anni di tartine ai funghi!!!). E niente primo perchè è inutile tanto lo sai che la nonna non lo vuole. E la sera i ravioli in brodo perchè la pastina a lei non piace... sarà un caso che io odio i ravioli in brodo?
Poi un giorno mia mamma ha deciso. Quest'anno (un anno, un solo anno) a Capodanno andiamo in montagna. Per un anno, la nonna può andare dalla vicina. Risultato: due settimane di "muso" e l'anno dopo nonna in vacanza con noi.
E quando veramente mia nonna era anziana e stava male, io non ce la facevo più a venire dopo. E mi arrabbiavo. E sbagliavo.

Il problema è che mia mamma tutte queste cose le ha viste. Ma fa ancora alcuni, troppi errori, come sua madre.

Anche lei non mi vede. Come quando è arrabbiat con mio padre e si sfoga con me raccontando cose che nessun figlio dovrebbe sentire. Lo so che ho 30 anni e posso anche capire. Ma perchè lei invece non ci pensa?

Anch'io come te sto attenta a fare cose diverse coi miei bambini. So già che qualche errore lo farò lo stesso. Però almeno mi impegno ogni giorno perchè loro non siano l'unico il solo e il permanente appoggio della mia vita.

Scusate se mi sono intromessa, non scrivo mai, ma mi ritrovo in tanti vostri post.
Ciao
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Messaggioda cicciuzza856 » gio dic 13, 2007 11:49 pm

Se non si sta attenti, queste diventano catene terrificanti. Mia mamma è figlia di sua madre, mia nonna, che ha fatto esattamente le stesse cose.
E io che faccio? Beh, intanto mi sono sposata uno psichiatra il che non guasta...E per adesso faccio leva sulla mia realizzazione come persona adulta, per non catapultare le mie ansie sui miei figli. Per ora sembra che funzioni, la nostra pare una famiglia sufficientemente sana, e allegra.
Ma certo ho paura. Perché non so se prima o poi verrò pure io presa dal demone.
Vorrei tanto essere io quella che spezza definitivamente l'infausta catena!
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Messaggioda Curry » ven dic 14, 2007 2:18 pm

Capisco perfettamente!!!
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Messaggioda alFaris » lun dic 17, 2007 10:08 pm

Essalamu Elikah!

Curry ha scritto:Scusate se mi sono intromessa, non scrivo mai, ma mi ritrovo in tanti vostri post.
Ciao


Non soltanto :-) non ti scuso, ma ti ringrazio del tuo intervento: sia perché ci hai raccontato della tua vita, sia perché hai confermato quel che abbiamo detto: dobbiamo reagire, anche per il bene delle persone che ci sono dintorno.

Torna quando vuoi.



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Messaggioda cicciuzza856 » mar dic 25, 2007 11:09 pm

Oggi mia mamma è venuta a casa per Natale, in attesa di terminare la fisioterapia a metà gennaio.
E' stata una cosa faticosissima. il suo morale è non solo migliorato, ma....direi che ha cambiato del tutto registro.
Ora è euforica e impellente. Un comando imperioso pressochè continuo.
Ha tramortito me, mio marito e tutti e tre i iei figli. (direi che pure il cane e il gatto erano perplessi)
Ora coniuga una pressochè totale dipendenza fisica (il femore rotto è sostanzialmente a posto, ma lei cammina mailssimo e non si siede o si alza da sola) con l'energia dittatiriale di un generale asburgico.
Prendimi, portami, fammi, dammi.
Ohi ohi.
Però io non sono più così facilmente acchiappabile.
Sto imparando a dirle dei no. Invece di sbuffare, incavolarmi e pretendere che lei abia comportamenti più equilibrati ho imparato a essere io quella che decide se e quali richieste possono essere assecondate.
Su di lei non posso agire, ma su me stessa si.
Alla fine, quando l'abbiamo riaccompagnata in clinica, non sapevo se ero più stanca io o lei...
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Messaggioda alFaris » sab gen 05, 2008 12:54 am

Essalamu Elikah!

cicciuzza856 ha scritto:Prendimi, portami, fammi, dammi.
Ohi ohi.
Però io non sono più così facilmente acchiappabile.
Sto imparando a dirle dei no. Invece di sbuffare, incavolarmi e pretendere che lei abia comportamenti più equilibrati ho imparato a essere io quella che decide se e quali richieste possono essere assecondate.
Su di lei non posso agire, ma su me stessa si.


nice shot babe...



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Messaggioda cicciuzza856 » dom gen 06, 2008 10:13 pm

Ahhhrghhhh...devo mantenere la calma...Dopodomani mia mamma torna a casa.
Io mi sono rilassata come non mai in questi giorni e ora temo un pò per la eventuale perdita della mia indipendenza.
Devo mantenere ben salda l'idea di non farmi prendere e di darle degli stop.
E' brutto da dire ma erano mesi, oso dire anni che non mi sentivo serena come in questi giorni...
E non vorrei che tutta quella consapevolezza della mia indipendenza, tutto quel coraggio che avevo prima, fosse causato solo dalla lontananza forzata, e dalla tranquillità che mi dava sapere che una struttura si stava occupando di lei.
Domani vado a trovarla dopo una settimana nella quale io sono stata vie e lei è stata sostanzialmente di buon umore pur senza vedermi.
Spero davvero che mi aspettino momenti normali...
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Messaggioda cicciuzza856 » mer gen 09, 2008 2:56 pm

Ok, ok. E' tornata. Impellentissima.
Ma non è di lei che voglio raccontare, ma di me.
Io le dico NO. Memore del fatto che per assacondarla me la sono portata dietro col cane e con gli infausti esiti ormai noti, quando mi chiede cose che io non reputo opportune le dico di no. Ci ho messo qualche decennio, ma alla fine ho capito che non è assolutamente importante che sia lei a fare o chiedere cose di buon senso, che si convinca della giustezza delle mie argomentazioni o che capisca le mie esigenze.
Semplicemente io faccio quello che reputo giusto, pazienza se lei non condivide
Accudisco ai miei compiti, la aiuto dove necessita, ma poi finisce lì.
Per esempio oggi voleva che assolutamente la accompagnassi a tutta una serie di controlli da vari medici, nonché da una amica.
In altri tempi avrei tentato in ogni modo, anche con la rissa, di spiegarle che col femore appena aggiustato e la sua andatura del tutto instabile, simili idee si sarebbero trasformate immediatamente in ulteriori catastrofi.
Oggi ho detto solo."No. Se siamo io e te da sole, non ti accompagno da nessuna parte, perché IO non mi sento." Proteste, lamenti, sbuffate.
Pazienza, in realtà non ho un mitra puntato.
Ho sempre pensato di averlo, ma è bastato capire che lo potevo spostare, semplicemente determinandomi bei suoi confronti.
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Re:

Messaggioda alFaris » ven gen 11, 2008 10:55 pm

Essalamu Elikah!

cicciuzza856 ha scritto:Io le dico NO.


C'MON BABE! così si fa...



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Re:

Messaggioda cicciuzza856 » mar gen 15, 2008 10:46 pm

[

cicciuzza856 ha scritto:Io le dico NO.



così si fa...



Ua Elikah Essalam! by alFaris[/quote]


Thank you...but..it is not too easy...
No , non è facile per niente.
Per tutta una serie di motivi, primo fra tutti che non so bene distinguere quando devo darle un stop e quando invece ha davvero bisogno di quello che mi chiede, e poi perché io sono esaurita da troppi anni di questa tiritera, perché la pazienza ormai per me è una chimera lontana e sento dentro di me rancore, rivendicazione, rabbia, perché vorrei fare una vita normale e capisco che per troppo tempo mi sono lasciata giocare dalle paturnie di ma madre,e, anche se razionalmente capisco che la responsabilità è mia per non essere stata capace di sottrarmi al suo giogo, tuttavia in qualche angolo della mia mente continuo a chiedermi perché lei deve essere così...Non posso descrivere queste mie giornate.
Sopravvivo perché in casa arrivano a tutte le ore figli, amici di figli, fidanzati, perché devo studiare epica con la piccola e cucinare primo secondo contorno per 6 persone, perché porto la figlia a danza e aiuto la mia amica col trasloco...faccio la spesa e disfo le valige della montagna, preparo i muffins e vado a ritirare la macchina . Se così non fosse sarei solo la badante di mia mamma...in un continuo turbinare di esigenze, problemi, capricci, richieste, accudimenti.
Per non dire di quando mi faccio prendere dalla pena.
Ma non sono ancora alla canna del gas, per così dire. Ho ancora energie, risorse, certezze, e una strada tracciata.
No, stavolta resisterò...
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