Non sono depressa ma credo di aver bisogno di consigli

Panico e Depressione
Moderatore: Stefano Stronati - alias alFaris, che in arabo significa il Cavaliere. E' un vecchio e navigato moderatore di luoghi di conferenza.
Conoscitore di psicologia e depressione per esperienza diretta.

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Non sono depressa ma credo di aver bisogno di consigli

Messaggioda cicciuzza856 » mar nov 13, 2007 12:32 pm

Ci sto pensando da un pò...A scrivere, intendo.
Ho già scritto, e cancellato, perché ho pensato che messo così, lo scrivere mi avrebbe fatta sentire poi in colpa. Allora ho cancellato, e ci riprovo, con maggior lucidità, e meno risentimento.
La potente depressione di mia madre è iniziata 25 anni fa, quando si è separata da mio padre. Prima c'erano segni, la tendenza a musi lunghi, l'alternanza di momenti di dispotismo e momenti di malinconie, ma in fondo all'interno di una certa normalità, erano solo assaggi.
Dalla separazione lei è diventata mia figlia, ma una figlia che non cresce mai.
(In questo istante, per esempio, è coricata sul divano accanto a me: non sta sola nemmeno per un minuto, mi segue ovunque, tranne quando è proprio impossibile)
Ovviamente è in terapia farmacologica, prima la seguiva mio marito, psichiatra, poi ha deciso, secondo me correttamente, di affidarla a una collega, mentre lui tenta di suggerire a me delle strategie di sopravvivenza.
Quando in due occasioni non le sono stata dietro, una volta per ragioni logistiche, la seconda per mie cause di salute, ha fatto che non mangiare e non alzarsi più dal letto, fino a essere ricoverata in ospedale per polmoniti da defedamento.
Io ho 50 anni. Avrei una vita serena, tre figli, un buon rapporto con mio marito, buone relazioni umane con il mio prossimo.
Ma sono troppi anni che tento di gestire questa bambina che non vuole che esca, che non mangia, non si fa la spesa, mi chiede tutto, fammi il bagno, mettimi la crema, accompagnami dal medico, dall'amica, dal parrucchiere, in banca, a ritirare il vestito la lampada, la coperta....
Mio marito dice che non posso pensare che lei cambi, e non posso dirmi-se lei non fosse così io starei bene- allora posso solo agire su me stessa, e cercare di crearmi una mia indipendenza, se non effettiva, almeno interiore.
Su un piano razionale, sono d'accordo. Su un piano pratico è più difficile.
Trovare i miei spazi nei confronti di una persona che non vive senza di me, che è mia madre e che di conseguenza fa scattare immediatamente il senso di colpa non appena la lascio anche per poche ore.
iI pensiero fetentissimo che mi inchioda è il rimpianto per quando lei non ci sarà più e l'idea che un pomeriggio con un'amica è costato quel suo sguardo infelice e allora non sarà più recuperabile.
Sono stanca.
A volte ho pensato che poiché fino ad ora quella che ha maggior salute fisica è indubbiamente lei, potrebbe essere una fortuna il premorirle.
Ancora anni di questa alternanza? Fra mie esigenze e sensi di colpa?
Non so per quanto mi sarà possibile.
Perché scrivo qui? Per sentire una voce diversa, un nuovo punto di vista.
Grazie.
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Messaggioda cicciuzza856 » mer nov 14, 2007 10:14 am

Mi rispondo da sola...c'è un seguito.
Ieri mi sentivo strana, testa pesante, orecchie che fischiavano.
Allora provo la pressione:balzo a 150/100.
Marito quasi preoccupato, dice di tenere un diario giornaliero e intanto leggero diuretico.
E dieta, che in poco tempo ho preso 7 Kg.
Mia madre si preoccupa tantissimo e mi sfinisce chiedendomi continuamente come stai? E' colpa mia se non stai bene? dammi un bacio e scusami. Ecc.
Io non so se è colpa sua, se è la menopausa, o se è che ho preso 4 giorni di cortisone per un'otite.
So che quando la vedo incombere su di me mi si strizza lo stomaco, e subito dopo, se non riesco a rimanere zitta, a tenermi quest'insofferenza dentro di me, e le esterno il mio disagio, mi cade sulla testa un peso irragionevole.
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Messaggioda paquito » mer nov 14, 2007 1:26 pm

Ciao,
Ti rispondo, ma non so bene cosa dirti. Ho forse solo voglia di tentare di darti un minimo spunto per un minimo di sollievo se possibile. O forse ho voglia di dirti quello che ho bisogno di sentirmi dire io, che mi ripeto ogni istante della giornata.
Dedicare la propria vita ad una persona perche' ha bisogno di noi è una cosa che paragono alla decisione di diventare eremiti. Si rinuncia a sè stessi, ai propri sogni.
Mi trovo in una situazione simile. C'e' una persona che ha bisogno di me, della mia presenza del mio aiuto. Nel mio caso ho potuto decidere: le sto vicino o no. È stata una decisione mia e per la prima volta in vita mia ho messo qualcun'altro prima di me. Ho deciso di farlo razionalmente. Ho pensato che era troppo facile voltare le spalle e camminare via dalla situazione e che non aveva senso liberarsi della perosna e situazione perchè c'era un problema, anche se grosso.
È la cosa più vicina all'amore (no inteso come passione, ma come Amore) che posso immaginare. Stare vicini ad una persona che ti chiede aiuto e lavorare, dedicarsi quotidianamente al benessere di quella persona.
Non è facile restare in equilibrio, non è facile evitare di autodistruggersi.
Credo sia importante scegliere con razionalità ogni giorno. Domandarsi "Voglio continuare o no?", "Posso continuare o no?".
Anche se la tua è una situazione diversa l'unico consiglio che posso darti per stare meglio è di decidere. Decidi se vuoi lasciare tua mamma influenzare la tua vita cosi pesantemente o meno. Decidi se vuoi starle vicina o meno. Entrambe le scelte hanno gravi conseguenze: se le stai vicina la tua vita è come l'hai descritta, se la lasci da sola sai che si fa del male e che sprofonderesti nei sensi di colpa.
Se le sei vicina hai già deciso. Prendi coscienza della tua decisione e cerca di esserne fiera, fiera di te, fiera di quello che stai facendo per un'altra persona che ha bisogno di te.
È una cosa difficilissima, sia prendere coscienza che andare avanti ogni giorno sentendosi limitate, ma può trasformarsi anche in una fonte di soddisfazione.
Stai facendo una cosa meravigliosa, hai deciso di aiutare una persona che ha bisogno di aiuto.
Un abbraccio
paolo
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Messaggioda cicciuzza856 » mer nov 14, 2007 2:23 pm

Anche se la tua è una situazione diversa l'unico consiglio che posso darti per stare meglio è di decidere. Decidi se vuoi lasciare tua mamma influenzare la tua vita cosi pesantemente o meno. Decidi se vuoi starle vicina o meno. Entrambe le scelte hanno gravi conseguenze: se le stai vicina la tua vita è come l'hai descritta, se la lasci da sola sai che si fa del male e che sprofonderesti nei sensi di colpa.


Hai perfettamente ragione. E' che io non sono così adamantina nelle mie scelte. In pratica sto qua con lei ma ritengo lei responsabile dei miei problemi e quindi rinuncio a me stessa ma mi sento lo stesso in colpa perché poi divento insofferente.
In pratica, in questo stato di cose sono "cornuta e mazziata" Dove cornuta significa sottomessa alla situazione, mazziata significa colpevolizzata perchè non la tollero bene
Il mio lavoro su me stessa è esattamente quello che dici tu, trovare dov'è la MIA decisione in questa situazione. E portarla avanti con coraggio lasciando stare quegli infantilismi che poi fanno sì che io faccia le cose per lei e poi glie rinfacci.
E' proprio perché ho capito che c'era una mia inadeguatezza ad affrontare il problema e che dovevo cambiare qualcosa io, che ho scritto a questo forum.
Le tue parole sono state preziose, parché hai colto la vera radice del mio arrancare.
Ti ringrazio con tutto il cuore.
Antonella
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Messaggioda paquito » mer nov 14, 2007 3:34 pm

Ciao Antonella,

Sono contento tu abbia trovato un minimo di riscontro nelle mie parole. Cerca di non sentirti in colpa se non sai deciderti, è una situazione davvero difficile ed è ancora più difficile poter prendere una decisione quando di mezzo ci sono sentimenti e affetti che ti legano a quella persona. Chiunque farebbe molta fatica.

Prova a dirti che se sei in quella situazione è perchè va bene così, che non è colpa di tua mamma se sta così male e non è colpa tua se fai fatica ad andare avanti. È così e basta. Difficile. Cerca di non colpevolizzare nè te stessa, nè tua mamma.

Di certo lei è in una situazione estrema e sarebbe auspicabile poterla correggere anche minimamente per dare a te un pò più di spazio e per riavvicinare lei ad una vita un pò più equilibrata.

Forse puoi provare a passetti piccolissimi a provare ad abituarla alla tua assenza o cercare qualcuno che la possa assistere per qualche ora al giorno mentre tu sei via. Immagino che parlarle serva a poco in una situazione tale, ma cercare di farle capire che sei presente anche quando non sei fisicamente attaccata a lei; senza incolparla, ma spiegandole che hai bisogno di tempo per i tuoi figli, tuo marito, la tua casa ecc.

So che sono parole abbastanza gratuite, ma non hai molte opzioni tranne accettare la situazione o staccartene. Per il tuo bene e il suo.

Tua mamma ha seguito delle cure psichiatriche o terapie farmacologiche contro la depressione?

Ciao
paolo
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Messaggioda cicciuzza856 » mer nov 14, 2007 3:51 pm

Grazie, davvero.
Si mia mamma segue da anni cure farmacologiche non interrompe mai, ora prende Xeristar , e devo dire che improvvisamente salta sull'altro fronte, diventa attiva, piena di iniziative (a volte troppe) perfino arrogante e presuntuosa.
Sta cosa dura un paio di mesi poi tutto finisce di botto (basta una piccola contrarietà, la fine delle vacanze in albegro, un incidente) e lei torna a chiudersi nel suo dolore.
Io per fortuna ho figli e marito disponibili, e grazie a loro trovo alcuni momenti per me.
Per esempio sabato vado in montagna con un'amica, ma qui si turnano i figli dato che mio marito è occupato.
In realtà c'era stato un miglioramento, quando la psichiatra che la seguiva le aveva consigliato di provare a farsi poca spesa e tentare di stare a casa sua (noi viviamo insieme in due case comunicanti, ma teoricamente autonome) ma è durato molto poco.
Le tue parole sono tutt'altro che gratuite...sono parole di chi conosce quanto possa essere difficile questo equilibrio.
E in ultima analisi il più grosso ostacolo è non colpevolizzare nessuno, nè me nè lei.
Grazie ancora
Antonella
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Messaggioda cicciuzza856 » gio nov 15, 2007 10:37 am

Con fatica stamattina ho detto a mia mamma che andavo all'Ikea con un'amica.
Questa cosa è costata 20 minuti di discussioni, di lamentele, di sofferenza.
Le ho detto di trovare in sé stessa la possibilità di accettare il fatto che ogni tanto io mi prenda un momento senza lei e con garbo le ho detto che se non accetta questa realtà è un problema suo, che io non posso risolvere.
Il suo bisogno di me è come un pozzo che non ha il fondo, per quanto io stia con lei il pozzo rimane vuoto.
Le ho dato dei compiti,-Vai a prendere il pane e metti a bollire la verdura- e alla sua risposta-perché mi chiedi proprio queste cose che mi costano fatica- ho detto che la realtà della vita è che all'una si mangia, anche se a lei non va perché ha un disturbo dell'alimentazione, e bisogna adattare la propria mente alla realtà, non tentare di fare il contrario come fa lei.
Adesso sto uscendo, ovviamente con un mal di testa furibondo perché pure la mia psiche ogni tanto si ribella, e anche se sembro quieta da qualche parte lo stress si fa sentire.
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Messaggioda paquito » gio nov 15, 2007 2:17 pm

Suppongo non sarà un processo veloce e semplice riuscire a sbloccare la situazione. Prova a fare piccoli passi, anche molto piccoli. Sforzati più che puoi di essere serena nella tua decisione di creare dello spazio fra te lei, convinciti che è la cosa giusta da fare per entrambe e non solo, anche per i tuoi figli e tuo marito.
Devi avere tanta pazienza in questa fase, ma credo che raccoglierai i frutti prima di quanto ti immagini se procedi con le idee chiare e con determinazione.
È molto importante che tua mamma non si senta sotto accusa o trattata male. Spiegale con fermezza ma con estrema dolcezza e amore, col sorriso sulle labbra che hai bisogno di fare certe cose, sperando che col tempo si renda conto, piano piano. Se non capisce e insiste falle trovare la tua serenita', la tua solidita' a guidarla sulla strada giusta.
Come dici tu è in un pozzo e ci vuole tanto tempo perchè risalga almeno un pò. Ma è fondamentale che non permetti alla situazione di trascinare anche te dentro a quel pozzo.
La rabbia, frustrazione e nervosismo che provi sono il prodotto dell'aver lasciato la situazione travolgerti. Secondo me devi lavorare proprio su questo, devi raddrizzarre la situazione, devi ritrovare la tua vita.
Ovviamente non puoi voltarle le spalle, non è questo che sto dicendo. Ma non puoi permettere che il suo malessere distrugga lei e pure te. Non è di aiuto a nessuno, a lei e tantomeno a te.
Non far passare toppi giorni dalla prossima volta che le dirai "Mamma, esco una mezz'ora ci vediamo fra poco!" con un sorriso, con serenità e tranquillità, spiegandole cosa vai a fare. Se lei reagisce male mantieni il sorriso, falle vedere che la comprendi, ma sii ferma sul fatto che devi uscire. Magari dopo 10 minuti che sei fuori falle una telefonata per sentire come sta, per non farla sentire abbandonata. La prossima volta prova a non telefonarle e ad abituarla piano piano ad essere un pò meno dipendente da te, a cercare di metterla nella condizione di ragionare e rendersi conto di come vanno le cose.
So che è facile a dirsi... richiede tempo e chiarezza mentale.
Forse non è nemmeno la strada giusta, ma per me lo è stata.
ciao
paolo
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Messaggioda cicciuzza856 » gio nov 15, 2007 2:40 pm

Penso anche io che sia la strada giusta.
In effetti quando sono tornata aveva preso il pane e cotto il cavolfiore.
Il problema è che con fatica riesco con lei a trovare i linguaggi della tenerezza e dell'amore: mi verrebbe d'istinto l'ira funesta, e il controllo di quest'ira porta spesso a una contenuta insofferenza.
La situazione mi ha travolto anche perchè si è inserita in un contesto nel quale io sono cresciuta e che non mi ha fatta diventare una persona naturalmente forte.
Ho dovuto combattere una mia battaglia per diventare una persona adulta e responsabile di sé stessa. Ho fatto molta fatica a uscire dall'idea che tutti i guai che accadevano a casa mia non fossero mia colpa, e a auto distruggermi per espiare.
In realtà, il fatto stesso di scrivere qui e confrontarmi con altre esperienze, mi pare un segno di un cammino verso una maggiore autonomia dal problema. Vuol dire che sono pronta ad accettare l'idea di trovare una soluzione, sapendo che non è quella della fagocitazione totale.
Se per caso hai bisogno anche tu di uno sfogo, io sono qua.
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Messaggioda paquito » gio nov 15, 2007 5:10 pm

Forse vivi tutto questo come l'espiazione delle tue colpe. Ti senti in colpa e quindi ti auto-responsabilizzi per qualcosa che non dipende totalmente da te, ma che per qualche motivo ti ritieni responsabile, come succedeva in passato. Gli ingranaggi affettivi familiari facilmente provocano molti danni alle persone con sensi di colpa corrosivi.
Forse i primi passi verso lo sblocco della situazione li stai già muovendo prendendo coscienza che c'e' qualcosa che va osservato e modificato, non solo in tua mamma.
Come hai visto quando sei tornata tua mamma ha fatto tutto quello che andava fatto. Prova a riflettere bene e poi a ad agire. Prova a dare alla situazione gli input giusti, tenendo presente che ci saranno anche sconfitte e delusioni.
ciao
p
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Messaggioda cicciuzza856 » ven nov 16, 2007 12:45 am

Non posso credere a quello che mi è successo.
Oggi pomeriggio sono uscita col cane, e mia mamma ha voluto venire con me. Io non ho mai voluto che venisse perché è un cane irruente, io stessa sono caduta 3 volte e faccio fatica a tenerlo e temo che la butti per terra.
Ma tant'è mi sono fatta prendere dalla pena e siamo uscite. Sotto casa il cane ha deciso di darle un bacio e lei è volata.
118 ospedale radiografia: femore rotto.
Ora: quando è caduta io ho perso del tutto la trebisonda, perché la sua cocciutaggine e quell'insistere a venire con me è stato la causa di una disgrazia annunciata. Le ho urlato -tu e le tue manie io te l'avevo detto ecc.-
Ho gridato in modo indecoroso, io che cerco sempre di controllare le mie reazioni.
Poi, siccome ho capito da sola, prima ancora della radiografia, com'erano andate le cose, mi sono rivista per l'ennesima volta con la sua totale dipendenza, anche fisica, dipendenza che non riesco a non pensare che diventi così spesso estrema per una forma di bisogno di avermi per sé.
Da sempre, i momenti fortemente depressivi di mia madre si concludono con un fattaccio fisico, che mi obbliga ad un totale accudimento.
3 polmoniti, svariate cadute, fratture e violente febbri. Non dico che se le fa venire apposta, certo che il risultato è catastrofico.
Ora è ricoverata, far pochi giorni ci sarà l'intervento di protesi d'anca.
"Io speriamo che me la cavo"
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Messaggioda alFaris » sab nov 17, 2007 12:41 am

Essalamu Elikah!

paquito ha scritto:Ovviamente non puoi voltarle le spalle, non è questo che sto dicendo. Ma non puoi permettere che il suo malessere distrugga lei e pure te. Non è di aiuto a nessuno, a lei e tantomeno a te.


Mai frase fu più adeguata di quella scritta dal nostro amico Paquito. Mi pare evidente che la mamma di Antonella stia compiendo un vero e proprio ricatto morale nei confronti della figlia - per quanta parte cosciente non saprei, ma tant'è -, andando addirittura a cercare l'incidente pur di colpevolizzare la figlia e tenerla presso di sé:

cicciuzza856 ha scritto:Non posso credere a quello che mi è successo.
Oggi pomeriggio sono uscita col cane, e mia mamma ha voluto venire con me. Io non ho mai voluto che venisse perché è un cane irruente, io stessa sono caduta 3 volte e faccio fatica a tenerlo e temo che la butti per terra.
Ma tant'è mi sono fatta prendere dalla pena e siamo uscite. Sotto casa il cane ha deciso di darle un bacio e lei è volata.
118 ospedale radiografia: femore rotto.


L'unica cosa che posso suggerire ad Antonella è questa: affronta tua madre, è più grande di te e deve capire un discorso tanto semplice quanto fondamentale.

È ora di finire questo circolo vizioso. È ora che tua madre si rassegni al fatto che tu di proprio sei madre, sei moglie e sei adulta, che hai precisi doveri a cui tener fronte e che certe messinscene sono solo di nocumento per tutti, anche per tua madre stessa.

Da oggi dovrà esser chiaro che quando esci a far la spesa, esci perché è necessario. Da oggi, quando porterai il cane in giro, tua madre rimarrà a casa; perché è pericoloso. Basta pena e senso di colpa, basta musi e nasi, questo da oggi sarà il sistema: perché lo hai deciso tu, perché è necessario fare così. Punto.

Spero di essere stato chiaro.

alFiereYaBasta!



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Messaggioda cicciuzza856 » sab nov 17, 2007 1:49 am

Spero di essere stato chiaro.

Chiarissimo! Ci ho messo 25 anni ma è più o meno quello che sto tentando di fare.
Il cane viene con me a scuola, diciamo di buone maniere, dove io gli faccio capre che lui è il mio cane e non io la sua umana.
Mentre io cerco di concentrarmi nella relazione con mia mamma sulle cose da fare dimenticando le vischiosità colpevolizzarici di rapporti, (Mica sempre ci riesco, ma ci provo con cocciutaggine.)
Non sarà mia mamma che smette di pormi il ricatto morale, più o meno conscio, ma sarò io a sottrarmi. Nel solo modo sensato, portando attenzione al resto della mia vita. Per la prima volta sento che in me qualcosa sta cambiando. Sto trovando una via d'uscita dalla catena: depressione sua, sottomissione mia, ira funesta mia,senso di colpa sempre mio, conseguente ulteriore e aggravata sottomissione. Poiché sul primo anello non posso agire, ho capito che devo agire da dove comincio a entrare in gioco io. (sembra banale, ma per me è stata una lentissima presa di coscienza)
Grazie
Antonella
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Messaggioda alFaris » dom dic 02, 2007 7:47 pm

Essalamu Elikah!

cicciuzza856 ha scritto:Spero di essere stato chiaro.

Chiarissimo! Ci ho messo 25 anni ma è più o meno quello che sto tentando di fare.


sì - sembrerebbe che sono stato davvero chiaro... al punto che

cicciuzza856 ha scritto:Per la prima volta sento che in me qualcosa sta cambiando.


stanno arrivando anche i riscontri oggettivi...

cicciuzza856 ha scritto:Grazie
Antonella


argh! no! i ringraziamenti no! sono _allergico_ ai ringraziamenti! ;-)



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Messaggioda cicciuzza856 » mer dic 05, 2007 11:58 pm

Aggiornamenti: la mamma sta facendo fisioterapia in una casa di cura fuori città, e io vado a trovarla in tempi e modi ragionevoli. Meno di quanto lei vorrebbe ma direi che un giorno si e uno no va bene, considerando anche che mio marito lavora a due passi e così quando non passo io passa lui.
Io sto meglio come fisico e come mente, certo sono lontana dalla pace zen ma ci sto lavorando.
Il morale di mia mamma è abbastanza pessimo, ma non mi faccio travolgere: io mi sento come miracolosamente indenne dall'idea che devo porre rimedio al suo dolore, faccio per lei tutto ciò che è in mio potere ma considero anche altre priorità.
Così facendo mi arrabbio di meno, sono più gentile e di conseguenza coltivo meno sensi di colpa.
Per onestà intellettuale mi domando se per caso questa serenità non nasce dalla lontananza: non lo so e tutto sommato non mi voglio nemmeno rispondere, per ora è così, quando verranno tempi peggiori ci penserò.
Tutto ciò che voglio evitare è cadere nel tunnel del senso di colpa, è questa la cosa più devastante per me...per ora, con un gioco di equilibri sembra che vada benino...
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